Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 9 novembre 1778:
muore a Roma GIOVANNI BATTISTA PIRANESI è stato un incisore, architetto e teorico dell’architettura italiana.
Le sue tavole incise, segnate da un’intonazione drammatica,
appaiono improntate ad un’idea di dignità e magnificenza tutta romana, espressa attraverso la grandiosità e l’isolamento degli elementi architettonici, in modo da pervenire ad un sublime sentimento
di grandezza del passato antico.
VASTA LA SUA ATTIVITA’ INCISORIA CON CIRCA 1000 ACQUEFORTI
La sua vasta e famosa attività incisoria consta di circa mille acqueforti, quasi tutte di grande formato, raffiguranti, generalmente,
“I monumenti dell’antica Roma” visti attraverso una mediazione romantica e visionaria.
Tra le sue opere di architettura, invece, ricordiamo la chiesa di S.Maria del Priorato e la piazza dei Cavalieri di Malta, entrambe all’Aventino.
FAMOSE LE SUE SEDICI TAVOLE DELLE CARCERI
La celebrità di Piranesi è dovuta anche alle sedici tavole delle Carceri del 1745-1750, immagini di architetture fantastiche.
Le Carceri d’invenzione sono una serie di 16 stampe prodotte in due edizioni, che mostrano enormi sotterranei a volta con scale e possenti macchinari.
Queste incisioni influenzarono il Romanticismo ed il Surrealismo ma anche le scenografie teatrali del ‘700.
La sua opera più interessante è Della Magnificenza ed architettura de’ Romani (1761) in cui ridimensionando quella greca, esalta le civiltà etrusca e romana, soprattutto del periodo repubblicano, ed in
particolare la grande architettura civile che ha saputo esprimere ed al suo carattere “funzionale” ed antidecorativo.
In polemica con la crescente esaltazione dell’arte greca, portata avanti nella stessa Roma da Winckelmann, Piranesi afferma che, come il diritto, anche l’architettura romana ha avuto una indipendenza di sviluppi da quella greca; all’origine di questi sviluppi è il nucleo della Roma dei re che raccoglieva l’eredità etrusca.