Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 31 gennaio 1732:
Il TEATRO ARGENTINA , uno dei piu’ antichi teatri della città, viene inaugurato con la rappresentazione dell’opera Berenice , composta da Domenico Sarro.
Nel 1730 la famiglia Sforza Cesarini aveva avviato il progetto di costruzione del Teatro ristrutturando un palazzetto di loro proprietà
(La casa del burcardo) .
Una parte dell’edificio secondario venne demolita per fare spazio al palcoscenico mentre la torre ed altri ambienti del palazzetto sono
adibiti a servizi per il teatro e camerini degli artisti.
IL TEATRO ERA COSTRUITO ORIGINARIAMENTE TUTTO IN LEGNO
Il teatro era costruito originariamente tutto in legno ad esclusione solo delle mura e delle scale in muratura; la sala fu progettata dall’architetto
e marchese Gerolamo Theodoli con la forma a ferro di cavallo,
per soddisfare al meglio le necessità acustiche e visive.
La platea, pavimentata con tavole di legno, era completata da
quaranta file di banchi, mentre i centottantasei palchi erano disposti
in sei ordini.
Il Teatro Argentina, secondo le testimonianze riportate dai
visitatori stranieri del XVIII secolo, era considerato il più importante tra quelli romani.
IL TEATRO ARGENTINA HA OSPITATO LA PRIMA RAPPRESENTAZIONE DEL BARBIERE DI SIVIGLIA
L’Argentina è celebre per aver ospitato la prima rappresentazione,
il 20 febbraio 1816, de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con Manuel García (padre).
Se la première si rivelò un fiasco, le repliche successive diedero finalmente il via al successo intramontabile dell’opera.
Anche alcune opere di Saverio Mercadante vennero eseguite per la prima volta nel teatro.
Solamente nel 1826 venne costruita la facciata ad opera dell’architetto Pietro Holl.
Due prime verdiane si eseguirono in questo teatro: I due Foscari nel 1844 e La battaglia di Legnano nel 1849.
Nel 1849 l’Argentina vede il debutto de La battaglia di Legnano
su musica di Giuseppe Verdi; i romani accorrono in massa nel loro teatro dove, in un afflato patriottico, esultano entusiasticamente
e con vigore l’opera del Maestro di Busseto, cogliendo l’occasione
per protestare contro l’oppressione dello Stato Pontificio e la presenza francese.
Quando nel 1870 Roma diventa Capitale, subendo una trasformazione urbanistica di forte valore simbolico – con l’asse che unisce via Nazionale a Piazza Venezia e prosegue per piazza Argentina fino
a corso Vittorio Emanuele II, suggellando così la congiunzione tra
la città laica e il Vaticano – l’Argentina viene a trovarsi, emblematicamente, al centro di questa rete viaria e sociale.
DAGLI ALBORI DEL NOVECENTO IL TEATRO ARGENTINA DIVENTA UN TEATRO DI PRIMA GRANDEZZA
È in questo contesto di riorganizzazione urbanistica che lo
storico edificio viene acquisito dalla Municipalità cittadina che,
in questo modo, si dota di un proprio teatro di rappresentanza istituzionale.
Dagli albori del ‘900 il Teatro Argentina diventa un teatro di
prima grandezza la cui vocazione fondamentale – fin da allora –
è quella di dare spazio alla ricerca drammaturgica, valorizzando
le nuove proposte, ospitando i grandi interpreti della scena italiana.