I dipendenti capitolini tornano in smartworking, almeno in parte.
E’ stata diramata la circolare che autorizza per gli uffici del Comune il lavoro da remoto in misura pari al 50% delle giornate lavorative per ogni dipendente “la cui prestazione individuale sia compatibile con il lavoro agile”, alternando rispettivamente in ogni settimana due e tre giornate di presenza fisica.
Questo fino al 31 marzo 2022, termine dello stato di emergenza.
L’incremento dello smartworking per i dipendenti capitolini era stato richiesto dai sindacati, che avevano reclamato la revisione delle percentuali sul lavoro agile, anche per salvare i servizi da stop e blocchi improvvisi, quelli dovuti per casi di positività al virus e conseguenti quarantene.
La circolare a firma del direttore generale e del direttore del Dipartimento organizzazione e risorse umane di Roma Capitale, in linea con quella ministeriale, specifica anche questo aspetto: viene infatti confermata la possibilità di prestare servizio agile per coloro che si trovano in quarantena/isolamento fiduciario per contatto con soggetto positivo o per contagio asintomatico privo di malattia certificata INPS.
Saranno chiamati chiaramente a garantire “l’invarianza dei servizi resi all’utenza”.
Principio generale a cui deve attenersi ogni Pubblica Amministrazione. Così, per garantire la funzionalità della catena di comando, per gli incaricati di posizione organizzativa e per il personale con qualifiche dirigenziali, le giornate di lavoro da remoto non potranno superare il 20% della prestazione (un giorno a settimana), restando esclusi dal lavoro agile gli incaricati che operano nei settori di attività incompatibili con il lavoro agile, salvo condizioni di fragilità certificate.
Previsti poi report quindicinali e relazioni mensili per monitorare l’efficacia delle prestazioni rese in funzione dei servizi erogati.