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Ritrovato ordigno bellico alla Cecchignola.

E’ stato ritrovato un ordigno bellico alla Cecchignola a Roma.

Sono in corso da stamattina le operazioni di rimozione di un residuo esplosivo – risalente alla seconda guerra mondiale –

rinvenuto tra l’omonima via e Via di Tor Pagnotta. 

LE STRADE CHIUSE AL TRAFFICO

Per consentire l’intervento quest’ultima è stata chiusa tra Viale dell’Esercito e Via del Bel Poggio mentre Via della Cecchignola è stata interdetta tra Via dei Bersaglieri e Via di Castel di Leva. 

L’INTERA OPERAZIONE DOVREBBE DURARE 2 GIORNI

Le deviazioni comporteranno una modifica alla viabilità anche per il trasporto pubblico.

In particolare la linea 789, in entrambe le direzioni,

percorrerà via Ardeatina, via della Cecchignola,

via dei Bersaglieri e viale dell’Esercito. 

La linea 218 invece, sempre in entrambe le direzioni, devierà su via dei Bersaglieri, viale dell’Esercito, via di Tor Pagnotta,  

via Felice Salemme, via Orazio Tedone, via Conversi, via Brunetti e via di Castel di Leva.

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Oggi manifestazioni a Roma contro la guerra in Ucraina

IL PRIMO APPUNTAMENTO ALLE 15 A MONTECITORIO POI IL CORTEO

Si torna in piazza oggi, martedì 1 marzo 2022, a Roma per manifestare contro la guerra in Ucraina. 

Nelle prossime ore due le iniziative: alle 15.00 con un presidio a Montecitorio e alle 18.30 la marcia che porterà all’ambasciata dell’Ucraina. Ecco tutti i dettagli.

LE MANIFESTAZIONI IN PROGRAMMA OGGI

L’appuntamento del primo pomeriggio è organizzato dai collettivi studenteschi davanti a Montecitorio.

 In particolare il presidio è stato indetto dal Movimento de La Lupa e prenderà il via alle ore 15.00. “Loro le guerre, nostri i morti”, recita lo slogan della manifestazione.

CORTEO CHE ARRIVERA’ ALL’ AMBASCIATA DELL’ UCRAINA

Qualche ora più tardi, sempre nel pomeriggio e dalle 18.30, inizierà la marcia dal Consolato all’ambasciata dell’Ucraina

 Il punto ritrovo è in Piazza Sempione, sede del Consolato, per arrivare a Via Guido D’Arezzo, dove è situata l’Ambasciata. Il corteo attraverserà il quartiere Trieste. 

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Spettacolo

Warner Bros, Sony, Disney e Netflix sospendono l’uscita “The Batman” in Russia

L’uscita in Russia del nuovo film sul Cavaliere Oscuro,” The Batman”, era fissata per il 3 marzo, ma Warner Bros ha deciso di “congelarne” la distribuzione.

Anche il mondo del cinema e dello streaming prende quindi una ferma posizione contro Putin dopo la sua azione militare in Ucraina. 

ANCHE LA DISNEY SOSPENDE L’USCITA DI BATMAN

Lo stesso vale per Disney che ha sospeso le sue uscite cinematografiche, tra cui quella fissata per il 10 marzo di “Turning Red” film d’animazione di Pixar.

ANCHE LA SONY CHIUDE ALLA RUSSIA

Una mobilitazione che ha coinvolto anche Sony Pictures che rimanda a data da destinarsi tutti i film in programmazione in Russa, a partire da “Morbius”: 

“I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno a tutti coloro che sono stati colpiti e speriamo che questa crisi si risolva rapidamente”,

ha detto un portavoce della casa cinematografica. 

“Continueremo a monitorare la situazione man mano che si evolve. Speriamo in una soluzione rapida e pacifica per questa tragedia…”, gli fa eco in una nota WarnerMedia.

Anche Netflix volta le spalle alla Russia e annuncia che non aggiungerà i canali russi sulla sua piattaforma.

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Cronaca

Sgombero a San Basilio, 4 appartamenti occupati vengono liberati

Altri 4 appartamenti dell’ Ater,

occupati abusivamente, sono stati liberati. 

Sono gli effetti della nuova operazione di sgombero

coordinata dal prefetto Matteo Piantedosi

e realizzato da polizia di stato, carabinieri e polizia locale. 

IL BLITZ NELLE CASE DI VIA ARCEVIA,VIA OSIMO E VIA MAIOLATI

Nove le persone di cui 4 minori, trovati all’interno dei 4 immobili sgomberati. 

Non è la prima operazione fatta a San Basilio. 

L’ultima in ordine di tempo, lo scorso 17 febbraio quando era stato portato a termine un  analogo intervento con lo sgombero di due appartamenti.

Anche oggi ad eseguire i provvedimenti di rilascio emessi dall’Ater,

i caschi bianchi dei gruppi sicurezza pubblica ed emergenziale 

e il gruppo sicurezza sociale urbana, con l’ausilio anche delle pattuglie del IV gruppo Tiburtino. 

A sorvegliare le operazioni, i carabinieri e la polizia di stato.

“L’intervento fa seguito alle attività di ripristino della legalità che nelle settimane scorse hanno interessato, 

oltre che il quartiere di San Basilio anche le zone di Ostia, Tor Bella Monaca e Torrevecchia”, spiegano le forze dell’ordine. 

 

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Cultura

Almanacco: 1 Marzo 1968, scontri alla Facolta’ di Architettura a Valle Giulia

Il 1 marzo 1968 Gravi scontri alla facoltà di Architettura a Valle Giulia, tra gli studenti che volevano rioccupare la facoltà e la polizia.

Nel mese di febbraio 1968, la facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza, sita a Roma presso Valle Giulia, era stata sede di numerose occupazioni studentesche.

Il 29 febbraio era stata sgomberata

e presidiata dalla polizia,

chiamata in causa dal rettore Pietro Agostino D’Avack.

Gli studenti decisero di rilanciare il giorno successivo.

IN 4000 A PIAZZA DI SPAGNA

Il 1º marzo, circa 4.000 persone si radunarono in Piazza di Spagna, animando un corteo che si divise in una parte diretta alla città universitaria

ed un’altra maggioranza a Valle Giulia, nell’intenzione di riprendere l’occupazione della facoltà.

LE CONSEGUENZE DELLO SCONTRO

Essa segnò una svolta epocale nei conflitti tra studenti e forze dell’ordine, della quale il movimento studentesco ebbe immediata consapevolezza.

Agli esordi della contestazione, i manifestanti si lasciavano portare via o si ritiravano da soli se la polizia interveniva.

Stavolta, invece, affrontarono lo scontro fisico e diedero battaglia per primi.

Si contano 150 feriti tra le forze di polizia e 478 tra i dimostranti.

Al termine dei disordini la questura calcolerà 148 feriti, 47 dimostranti “medicati in ospedale”, quattro arresti, 200 denunce.

LE PAROLE DI PIER PAOLO PASOLINI

Pier Paolo Pasolini, in un’intervista non gradita al Partito comunista italiano,

contrappone polemicamente agli universitari, “figli di papà prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati”, i poliziotti, per lo più meridionali, “figli di poveri…

ridotti senza più sorriso, senza più amicizia col mondo, separati”.

E’ l’episodio più importante della contestazione studentesca del 1968.