Categorie
Politica

Palazzo Chigi si illumina di rosso per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Palazzo Chigi si colora di rosso.

In occasione della Giornata internazionale del 25 novembre,

contro la violenza sulle donne, già ieri alle 19.20, la facciata

della sede del Governo è stata illuminata dai riflettori che, oltre a proiettare il colore simbolo della lotta alla violenza di genere,

ha mostrato i nomi di 104 donne vittime di episodi di odio e violenza quest’anno.

L’OMAGGIO DEL GOVERNO MELONI

Al momento dell’accensione tutti i componenti dell’esecutivo,

concluso il Consiglio dei ministri, si è riunito interamente in piazza Colonna, Giorgia Meloni in testa, per testimoniare la vicinanza alle vittime di femminicidio.

A tre anni dall’approvazione della normativa nota come “codice rosso” che, in analogia con i codici d’accesso ospedalieri, ha introdotto nuovi reati, procedure e corsie prioritarie per i casi di violenza di genere, i numeri dei primi 9 mesi del 2022 li ha elaborati il Ministero dell’Interno:

calano i femminicidi (82, -9%) ma cambia la composizione degli autori (scendono i partner, aumentano genitori, figli e parenti);

CALANO I FEMMINICIDI

stalking e atti persecutori a -17% sul 2021, maltrattamenti -8%.

I cosiddetti “reati spia” di nuova introduzione – e che in quanto tali

sono registrati solo dal 9 agosto 2019 – offrono un quadro più variegato: giù la costrizione al matrimonio (9 casi, -53%) e il ‘revenge porn’ (871 casi, -20%).

IN CONTROTENDENZA LE VIOLENZE SESSUALI

Su le violazioni di misure come il divieto di avvicinamento

(1.824, +12%) e deformazioni permanenti del viso mediante lesioni (74, +17%) ricordando che il reato introdotto sulla scorta dei casi di “acido” è commesso nel 91% dei casi da uomini ma le donne vittime sono il 24%.

In controtendenza rispetto a trend “positivi” le violenze sessuali:

4.416 (+9%), vittime donne nel 92% dei casi di cui 27% minorenni e il 77% italiane. 

Categorie
NEWS

A Roma 63% di richieste di reddito cittadinanza del Lazio. 34,2%delle persone sole a rischio di povertà

Nel Comune di Roma sono state accolte 37.562 domande di

reddito di cittadinanza, pari al 63% del dato del Lazio. 

34,2% DI PERSONE SOLE A RISCHIO DI POVERTA’

 E’ quanto emerge dal rapporto Acli ‘Cantiere Roma’ presentato

questa mattina in Campidoglio in aula Giulio Cesare secondo

la Caritas di Roma nel 34,2% dei casi le persone sole sono in

condizione di povertà o esclusione sociale, le coppie senza figli

lo sono solo nel 20% dei casi mentre il dato sale al 27,6% in caso di presenza di figli.

Categorie
Spettacolo

Dal 1° febbraio a Roma al Teatro Sistina arriva “Il Piccolo Principe”

 “Tutti gli adulti sono stati bambini una volta.

Ma pochi di essi se ne ricordano”: a 80 anni dalla pubblicazione,

la storia senza tempo de “Il Piccolo Principe”, capolavoro di

Antoine de Saint-Exupéry, arriva in teatro, da febbraio 2023,

in uno spettacolo diretto da Stefano Genovese e prodotto da Razmataz Live.

DAL 1° E FINO AL 12 FEBBRAIO AL TEATRO SISTINA

Il debutto sarà il 1 febbraio a Roma al Teatro Sistina dove resterà

fino al 12 febbraio, poi lo spettacolo partirà in tour in Italia per tutta

la prima parte dell’anno, toccando Bologna (Teatro Celebrazioni), Torino (Teatro Colosseo), Firenze (Tuscany Hall) e Milano (Teatro Repower).

Affidando il racconto all’immaginazione più che alle parole, lo spettacolo è particolarmente evocativo e per questo adatto a un

pubblico di grandi e piccoli (dai 5 anni in su):

la rappresentazione, fedele allo spirito dell’opera originale – il libro, pubblicato nel 1943, è il più tradotto dopo la Bibbia, e ha venduto più di 200 milioni di copie in tutto il mondo – si muove in equilibrio tra prosa, musical, arte circense e installazione. 

LE PAROLE DEL REGISTA GENOVESE

Come spiega il regista Genovese, “Ciascuna scena non si ferma agli occhi o alle orecchie o all’olfatto.

Quelli sono solo porte sensoriali per arrivare alla destinazione finale: il cuore di ogni spettatore”.

Il prossimo autunno infine “Il piccolo Principe” approderà in Francia e poi ad Amsterdam, Berlino, Dublino, Lisbona e Madrid nel 2024.

Il team creativo dello spettacolo è composto oltre che da Stefano Genovese (Adattamento e Regia) anche da Carmelo Giammello (Scene), Paolo Silvestri (Direzione e arrangiamenti musicali) e Guido Fiorato (Costumi). (ANSA).

Categorie
NEWS

Meteo. A Roma venerdì piogge in arrivo

Piogge in arrivo a Roma dal tardo pomeriggio di venerdì 25 novembre. A dirlo sono le previsioni del meteorologo Francesco Del Francia di 3bmeteo.com che spiega:

“Sono attesi fenomeni in intensificazione nella notte tra

venerdì e sabato anche temporaleschi verso le coste”.

Ancora piogge sino al pomeriggio di sabato con “estremi termici giornalieri sui 10-14°C”, prima di un veloce miglioramento. 

FORTE GRECALE TRA SABATO E DOMENICA CON RAFFICHE SUI 60KM/H

“Forte grecale tra sabato e domenica con raffiche sui 40-60 km/h, superiori sulle aree litoranee”.

Più in generale nella “seconda parte di venerdì e il pomeriggio/sera

di sabato è previsto il transito di una nuova perturbazione sul Lazio

con rovesci localmente forti e qualche temporale”. 

PREVISIONI PER VENERDI’25 NOVEMBRE

Nel dettaglio tra il “pomeriggio e la sera di venerdì 25 saranno probabilmente le aree costiere centro-settentrionali quelle colpite

dai maggiori rovesci, mentre in nottata peggiorerà ulteriormente ovunque, anche e soprattutto sul Lazio centrale.

– sottolinea Del Francia –

PREVISIONI PER SABATO 26 NOVEMBRE

Sabato noteremo forti rovesci e locali nubifragi sul Lazio centro-meridionale, migliorerà progressivamente sull’alto Lazio complice un già sostenuto vento da nordest.

Temperature massime molto contenute nelle aree piovose. 

IL GRECALE PROTAGONISTA TRA SABATO E DOMENICA

Proprio il forte Grecale sarà uno dei protagonisti del tempo tra sabato

e domenica con raffiche sino a 60-80 km/h sulle province di Roma e Viterbo, specie sulle aree costiere.

Domenica -invece- dovrebbe trascorrere ventosa, con calo termico in medio-alta collina e montagna, ma ovunque stabile e assolata”. 

Categorie
Economia

Non c’è più l’obbligo del Pos per i pagamenti sotto 30 euro

Non c’è solo l’incremento del tetto all’uso del contante a 5000 euro. L’orientamento ‘pro banconote’ del governo Meloni si concretizza

anche in un’altra misura significativa: 

non sarà piu’ obbligatorio l’uso del Pos, quindi i pagamenti

con bancomat o carte di credito, per le transazioni

inferiori a 30 euro.

SARA’ MOLTO PIU’ DIFFICILE PAGARE CON CARTE E BANCOMAT

Cosa cambia? Molto. Se finora tantissimi commercianti, soprattutto

i piccoli esercenti, dovevano ricorrere a scuse varie, disservizi di rete

o dispositivo rotto le più gettonate, ora potranno semplicemente dire ‘no’ a chi vuole pagare con moneta digitale.

La norma inserita in manovra prevede che il ministero delle Imprese

e del Made in Italy decida entro 180 giorni, quindi entro giugno,

i criteri di esclusione, al fine di garantire la proporzionalità della sanzione e di assicurare l’economicità delle transazioni in rapporto ai costi delle stesse.

Lo stesso articolo dice che sono sospesi i procedimenti e i termini per l’adozione delle sanzioni.

NIENTE PIU’ OBBLIGO, NIENTE PIU’ SANZIONI ALTRA MISURA “PRO BANCONOTE”

Quindi, niente più obbligo e niente più sanzioni.

Anche se già prima di questo intervento legislativo, per far scattare

la sanzione (30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione)

era necessaria la denuncia del singolo utente.

Un elemento, questo, che di fatto ha reso rarissime le multe fin da quando, era il 2012, il governo Monti introdusse l’obbligo di Pos

per esercenti e professionisti.

Il governo Draghi aveva stabilito in un primo momento che

le sanzioni sarebbero diventate operative dal 1 gennaio 2023

e poi aveva anticipato al 30 giugno 2022.

Ora si torna indietro, e si punta decisamente sul contante.

Nonostante la distanza con il resto d’Europa sui pagamenti

digitale sia già consistente.

Categorie
NEWS

Aggiudicata gara per realizzare barriera anti-erosione a difesa costa Fregene

Aggiudicata la gara per la realizzazione della barriera soffolta

di 800 metri a difesa della costa di Fregene ed apertura a breve

del cantiere in somma urgenza, per la preparazione delle piste

per il transito dei camion (a regime saranno 25 al giorno)

sulla costa e la reperibilità dei materiali e massi.

LA BARRIERA A MARE E’ PREVISTA PER META’ GENNAIO

La posa vera e propria della barriera a mare è stimata per metà gennaio.

Sono le novità e le rassicurazioni che questa mattina il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, durante un sopralluogo sulla

costa sud di Fregene devastata dall’ultima violenta mareggiata

assieme alla ditta aggiudicataria ed ai dirigenti dell’Ufficio tecnico,

ha dato ai balneari, amareggiati e sconfortati. 

SOPRALLUOGO MONTINO CON LA DITTA, SOS BALNEARI DOPO LA MAREGGIATA

Questi ultimi, chiedendo le tempistiche dell’opera, hanno ribadito: “Bisogna fare presto! Rischiamo di essere spazzati via dalle prossime mareggiate”.

Un sopralluogo tra le macerie ed i detriti, soprattutto tra gli stabilimenti La Nave e La Vela.

Montino ha anche assicurato che il Comune metterà a disposizione degli scarrabili dei balneari per la rimozione dei detriti. 

LE PAROLE DEL SINDACO DI FIUMICINO MONTINO

“L’appalto è per 3,8 milioni di euro, maggiorato di 1, 5 da settembre a causa dell’aumento delle materie prime e che abbiamo dovuto reperire come risorsa aggiuntiva – ha detto Montino – Apriamo in somma urgenza il cantiere per preparare tutto il preliminare dei lavori a mare, senza aspettare i 35 giorni del codice degli appalti.

La situazione drammatica lo richiede ed è previsto dalla norma.

Oggi poi diventerà delibera di Giunta la richiesta per il riconoscimento dello stato di calamità da inviare alla Regione in modo che, dopo le perizie, si possano riconoscere agevolazioni e rimborsi per i danni ai balneari.

Siamo di fronte a cambiamenti climatici, il problema erosione si acuisce ed ora investe anche Fregene centro e persino l’inizio di Maccarese.

Sarà però un cantiere quasi infinito se, a livello di istituzioni nazionali, Regione ed enti vari, non ragioniamo a lungo termine per tutti i litorali laziale con interventi di manutenzione continua.

Altrimenti rischia di sparire un pezzo della nostra economia”. (ANSA).

Categorie
Cronaca

Donne uccise a Roma: Gli inquirenti valutano la pianificazione dei delitti di De Pau

Verificare se i tre omicidi commessi da Giandavide De Pau

nel quartiere Prati, a Roma, siano stati “pianificati” e premeditati

E’ questa la pista investigativa intrapresa in queste ore

dagli inquirenti, coordinati dalla Procura di Roma.

I dati raccolti farebbero, infatti, immaginare che l’azione di morte

del 51enne, ex autista del boss di camorra Michele Senese, sia partita con l’intenzione di uccidere la mattina del 17 novembre.

A conferma di ciò il fatto che nelle telecamere, prima del duplice

delitto delle due donne cinesi, appare completamente travisato. 

Un “travestimento” scelto dall’uomo forse per non farsi riconoscere e non essere identificato.

A ISOSPETTIRE GLI INVESTIGATORI I VIDEO SUL CELLULARE DI DE PAU

A insospettire chi indaga sono i due video registrati dal suo cellulare nella casa delle cittadine cinesi – dove l’uomo l’ha lasciato prima di recarsi in via Durazzo -, che testimoniano le fasi dell’aggressione mortale.

Ma anche una serie di fotogrammi carpiti dalle telecamere presenti

in zona prima dei fatti di via Riboty.

De Pau appare totalmente travisato da mascherina, cappuccio calato e tuta.

Sul punto il gip nell’ordinanza scrive che il soggetto “inquadrato dalle telecamere indossa una giacca tipo piumino di colore azzurro con il cappuccio, dei pantaloni di colore nero, un paio di scarpe da ginnastica di colore nero gommate bianche e uno scalda orecchie di colore nero con dei disegni di colore bianco.

L’uomo, che cammina con andatura veloce, alle ore 09.58 entra all’interno del bar “da Carletto”.

Alle ore 10.01 “esce dal bar con un’andatura leggermente barcollante e prosegue il cammino lungo la stessa direzione.

Giunto all’altezza del civico 28, lo stabile del primo duplice omicidio, rallenta la sua andatura e alle ore 10.01 entra all’interno.

Lo stesso “uomo viene ripreso mentre esce dallo stabile alle ore 10.41, ossia poco prima che venga trovato il cadavere della donna sul pianerottolo, e ripercorrere a ritroso la strada fatta poco prima.

L’uomo nonostante il clima non particolarmente freddo di quel giorno, è più coperto rispetto al momento in cui era entrato: ha il capo coperto dal cappuccio nero della felpa, che indossa sotto la giacca di colore azzurro, e sopra il cappuccio della felpa calza uno scalda orecchie.

Inoltre, indossa una mascherina sul viso e un paio di occhiali da sole e cammina con passo veloce con le mani in tasca e sono visibili aloni di macchie sul giubbotto”.

IL MODUS OPERANDI RICORDA UN ALTRO FEMMINICIDIO

Il modus operandi ricorda un altro femminicidio avvenuto anni fa, rimasto insoluto, tanto che gli inquirenti riapriranno il caso per cercare eventuali collegamenti con De Pau. 

Nel provvedimento di fermo del giudice si fa riferimento ai video: 

uno dura 14 minuto e l’altro ben 42 minuti.

Le due riprese sono state registrate alle ore 10.23 e alle 10.38. “Documentano in maniera incontrovertibile e raccapricciante l’omicidio delle due donne cinesi”, scrive il gip.

Una ricostruzione drammatica di quanto avvenuto al primo piano della palazzina a pochi passi dal tribunale.

“Dopo qualche secondo De Pau – aggiunge – sposta il telefono e

si inquadrano le scarpe che lo stesso indossa, dopodiché il telefono viene appoggiato oscurando la telecamera ma continua ad essere registrato l’audio e si sente entrare nella stanza l’altra donna cinese”.

“Al minuto 1.09 si sentono rumori e la donna urlare fortemente, ma il suono giunge come soffocato – scrive ancora il gip – entra l’altra donna che chiede ‘cosa fai a lei’ subito dopo si sentono le urla strazianti anche della seconda donna che viene aggredita, poi si sente prima il rumore di una porta che sbatte e poi il rumore più forte di un’altra porta, probabilmente quella di ingresso, che viene aperta e dal minuto 2.41 si sente il rantolo di una delle donne in fin di vita ritrovata agonizzante sul pianerottolo;

dopo qualche minuto si sente la voce del portiere e poco dopo dei soccorritori”.

L’UOMO ERA PIENAMENTE CONSAPEVOLE DEI GRAVISSIMI FATTI DA LUI COMMESSI

Nell’ordinanza vengono citate testimonianze e anche la telefonata della sorella di De Pau ai carabinieri:

“Mio fratello è sparito da ieri, sotto l’uso di sostanze, completamente fuori di testa, una persona che non sta bene quando fa uso di sostanze… L’ho sentito questa notte e parlava di donne uccise, di sangue, di coltelli e di cose varie, mi ha detto che c’era sangue, perché quella stava nel letto, perché poi c’erano i servizi segreti, perché poi lui diventa matto quando fa uso di sostanze”.

Per gli inquirenti, invece, De Pau sapeva cosa aveva fatto tanto

da chiedere aiuto per ottenere un passaporto falso a due prostitute e inviando una di loro dalla sorella per farsi dare carta di credito e soldi, nel chiaro tentativo di darsi alla fuga. Alla ragazza cubana disse di chiamarsi Eudo Giovanoli, mostrandole una carta d’identità e, dicendole che era “uno molto cattivo, ho ucciso molte persone”.

Insomma per il gip tutti i dati raccolti “fanno presumere che fosse pienamente consapevole dei gravissimi fatti da lui commessi”.

IL SUO LEGALE:”VALUTARE LO STATO PSICHICO”

L’ultimo tassello, l’arma, non è stato trovato. Nell’auto abbandonata in strada dopo un incidente il giorno successivo ai delitti, e poi portata da un carroattrezzi in un deposito, viene rinvenuto un coltello ma per gli inquirenti non è quello utilizzato per uccidere le tre donne.

La mancanza dell’arma però appare, quasi, un dettaglio in un quadro probatorio già solido. La difesa potrebbe tentare la carta dell’infermità mentale: “il profilo psichiatrico di De Pau va esaminato”, dice l’avvocato Alessandro De Federicis. Ma per il gip De Pau ha “una personalità violenta, aggressiva e priva di freni inibitori”.

Categorie
NEWS

Arrivati a Fiumicino 152 profughi afghani

Con un volo proveniente da Islamabad, sono arrivati oggi

all’aeroporto di Fiumicino 152 profughi afghani grazie ai corridoi umanitari promossi da Conferenza Episcopale Italiana (attraverso Caritas Italiana), Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Tavola Valdese, Arci, IOM, INMP e UNHCR d’intesa con i ministeri dell’Interno e degli Esteri.;

Ad accoglierli nello scalo romano, il segretario generale della Cei, mons.Giuseppe Baturi; il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo;

il responsabile nazionale immigrazione di Arci, Filippo Miraglia;

il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello e Libero Ciuffreda, membro del Consiglio della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.

VERRANNO ACCOLTI IN DIVERSE REGIONI E AVVIATI VERSO INTEGRAZIONE

I cittadini afghani, rifugiati in Pakistan, verranno ora accolti in

diverse regioni da nord a sud di tutta Italia e avviati subito

verso l’integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua e dall’inserimento lavorativo grazie a questo progetto totalmente

a carico degli organismi proponenti e sostenuto dalla generosità e

dall’impegno di tanti cittadini italiani che hanno offerto le loro case

per ospitare, ma anche comunità religiose, ONG e diversi soggetti ecclesiali e civili. (ANSA).

Categorie
Cronaca

Un’altra studentessa e’ stata violentata a Roma. Denunciato il cameriere

Un’altra studentessa della John Cabot è stata violentata a Roma.

Dopo il caso delle due anericane,, la vittima stavolta è

una ventenne nordafricana, anche lei iscritta all’università privata statunitense.

Denunciato un cameriere, colpevole secondo la giovane di

averla seguita a casa e averla stuprata.

LUI SI GIUSTIFICA: “E’ STATO IL MIO GEMELLO”

Lui si giustifica: «È stato il mio gemello». Ma una chat su 

What’s up lo inchioda.

La denuncia risale allo scorso giugno. La ragazza si è rivolta alle forze dell’ordine per raccontare quello che le è successo.

Dopo essere stata in un bar di Trastevere, ha invitato un cameriere che aveva conosciuto qualche giorno prima in casa sua a Monteverde.

Ma dopo essersi negata, lui l’avrebbe violentata, riporta Repubblica. «Ero consenziente quel ragazzo mi piaceva», dice.

Poi è passato alle maniere forti: «Lui continuava a picchiarmi

perché lo avevo allontanato, era troppo violento».

«Mi ha tirata per i capelli perché non volevo fare quello che mi

chiedeva lui e poi mi ha stuprata», ha raccontato ai carabinieri della compagnia di Trastevere. «Io piangevo, lui continuava.

Io mi rifiutavo e lui mi picchiava», ha aggiunto. 

UNA CHAT SU WHAT’S UP LO HA INCHIODATO

Interrogato dai carabinieri, il 22enne ha provato a dare la colpa al gemello.

Una chat di WhatsApp mostrata dalla ragazza l’ha inchiodato ed è scattato l’arresto.

Da qualche giorno è tornato a casa ed è ai domiciliari con braccialetto elettronico.

Il 14 febbraio prossimo sarà giudicato con rito abbreviato.

Categorie
Politica

Gualtieri, ripartono incontri per patto sviluppo e lavoro

 “Vorrei ripartire e iniziare un giro di incontri per finalizzare

il nostro patto per lo sviluppo e per il lavoro, abbiamo bisogno

del contributo di tutti per costruire percorsi di integrazione

che leghino forme di coinvolgimento lavorativo che possano

partire dai bisogni del territori.

E’ possibile un futuro diverso e una citta’ diversa, e per realizzarla

e’ molto bella l’idea di una mappatura delle buone pratiche che

i diversi soggetti pubblici, privati e associativi mettono in campo”.

Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, durante

l’evento Acli, conclusivo del percorso ‘Cantiere Roma: idee e proposte dal basso per il rilancio di Roma’, annunciando appunto che

ripartiranno gli incontri con le forze sociali per portare a termine un patto per lo sviluppo e il lavoro.

“UNA COMUNITA’ DEVE SAPER ASCOLTARE”

 “Abbiamo iniziato un anno fa, tutti hanno collaborato a questa giornata di oggi, frutto di un confronto con i Municipi e le associazioni – ha ricordato il sindaco in merito al ‘Cantiere Roma’ di Acli – .

Un lavoro fondamentale per cercare di avere una rotta e lettura della citta’, dei suoi problemi e delle sue prospettive.

Una comunita’ deve innanzitutto saper ascoltare e toccare le ingiustizie e le disuguaglianze che riguardano parti di citta’ che rischiano di non essere viste, di essere fuori dal dibattito.

E’ importante ascoltare e cercare di unire le esperienze, capire le ragioni di questa frattura e le strategie per ricucirle – ha sottolineato Gualtieri – . Ci vuole una grande alleanza di forze che pensano e dicono che Roma non ce la puo’ fare se non cerca di guardare le cose dal punto di vista dei piu’ deboli e dei piu’ fragili”, ha concluso. (ANSA).