Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un cantore di Roma.
Il 25 febbraio 2003: muore a Roma ALVARO AMICI è stato un cantante italiano esponente della tradizione canora romana di stornelli.
Di famiglia modesta, cresciuto negli anni segnati dalla
Seconda guerra mondiale, Alvaro inizia a lavorare sin dai tempi
delle scuole elementari, impiegandosi come orefice, tornitore in un’officina meccanica e, infine, pittore edile.
Da sempre però la sua grande passione è il canto, un dono innato coltivato interamente da autodidatta già da bambino, quando cantava
a scuola nascondendosi, per timidezza, dietro la lavagna.
Passata l’adolescenza, parte per il servizio militare, durante il quale si esibisce in qualche festa per i suoi superiori: riesce così ad ottenere parecchi permessi di uscita per andare a far le serenate alla sua
fidanzata Cristina.
La sua voce inizia a farsi notare nei ristoranti di Roma e nelle strade dove si esibisce in serenate;
Nel 1972 lavora per la casa discografica Saar ed esegue solo classici.
Vi rimane fino al 1975, anno in cui incide i 12 successi all’italiana
di Claudio Villa con il maestro Mario Battaini.
DAL 1977 AL 1979 FIRMA UN CONTRATTO CON LA FONIT CETRA
Dal 1977 al 1979 firma un contratto con la Fonit Cetra, per la quale incide due LP, Roma de mi madre e Roma canta, con l’orchestra del maestro Elvio Monti.
Nel 1980 arriva la sua prima autoproduzione, un LP dal titolo “Serenata de papà”, dedicata alla figlia.
Questo periodo è segnato da un grande successo: tra il 1980 e il 1982
si esibisce al teatro Margherita di Napoli, parte per il Canada per una tournée, e a Roma porta in teatro “La Passatella” e “Favola Romana”, due rappresentazioni drammatiche in puro stile “Romanesco”.
Tra serenate e feste di piazza, si ritrova colmo di impegni.
A San Basilio, quartiere di Roma, si esibisce davanti ad un pubblico
di 35.000 persone venute a sentirlo cantare.
NEL 1972 COMINCIA A LAVORARE NEL CINEMA
Nel 1972 comincia a lavorare al cinema, con alcune particine in
qualche film: “Roma” di Federico Fellini 1972, Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli; nel 1976 in Ragazzo di borgata di Giulio Paradisi, nel 1981 ne Il minestrone con Sergio Citti, Roberto Benigni
e Ninetto Davoli, nel 1982 ne Il conte Tacchia con Enrico Montesano.
Nel 1983 incide un 45 giri dedicato alla Roma dello scudetto.
Il 12 settembre 2008 al pincetto della Garbatella in Piazza Benedetto Brin in occasione della manifestazione “aspettando la Notte bianca” organizzata dall’associazione culturale Il Tempo Ritrovato e
patrocinata dal Municipio Roma XI, è stato consegnato al figlio Corrado in memoria del padre l’Oscar Garbatella DOC.
Il riconoscimento è stato consegnato da Carla Di Veroli assessore
alla cultura e dalla presidente del Tempo Ritrovato Mirella Arcidiacono.
In occasione della precedente notte bianca del 9 settembre 2007, presso la fontana Carlotta, era stata apposta una targa in marmo in ricordo del “menestrello della Garbatella”.