Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 3 marzo 1909:
Inaugurazione del TEATRO JOVINELLI.
Nacque per volontà dell’impresario teatrale Giuseppe Jovinelli, intenzionato a costruire un teatro di varietà dal volto lussuoso e degno
di essere equiparato ad un teatro di prosa, di norma stilisticamente
più ricco e nobile.
Venne eretto nella scomparsa piazza Guglielmo Pepe, nel Rione Esquilino.
Dopo una serie di progetti firmati da Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini, i lavori di costruzione iniziarono nel 1906.
L’anno seguente subentrò come progettista Ulderico Bencivenga.
Negli anni precedenti la prima guerra mondiale, il Teatro Jovinelli divenne uno dei più importanti teatri di varietà della capitale.
Il programma degli spettacoli comprendeva, in genere, numeri
di canzonettiste e duettisti, attori comici e macchiettisti, danzatrici, acrobati e trasformisti.
TRA I COMICI CHE SI ESIBIRONO ANCHE PETROLINI E TOTO’
Fra i comici che si esibirono al Teatro Jovinelli nei primi anni furono Raffaele Viviani, chiamato con la sorella Luisella per l’inaugurazione, ed Ettore Petrolini, che ottenne proprio da Giuseppe Jovinelli la sua prima scrittura importante nel 1910.
Fra il 1919 e il 1920 fece il suo debutto al Teatro Jovinelli Totò,
che raccontò poi il suo incontro con l’impresario in Siamo uomini o caporali? Presentatosi come imitatore di Gustavo De Marco, un comico che aveva avuto un grandissimo successo su quello stesso palcoscenico negli anni precedenti la guerra, Totò divenne subito un beniamino del pubblico, e rimase allo Jovinelli fino al 1921.
Altri importanti comici che ebbero grande favore di pubblico negli anni venti furono Alfredo Bambi e il proverbiale Gustavo Cacini.
Il teatro di varietà, però, dopo la Grande Guerra subì pesantemente la concorrenza del cinema, con il conseguente cambio di cartellone dal varietà all’avanspettacolo.
Il vaglio del fascismo poi, che impose dure leggi contro il teatro dialettale e la satira politica, debilitò fortemente l’offerta del teatro.
Gli incentivi per l’industria cinematografica, preferita allo spettacolo non tecnicamente riproducibile, avviarono definitivamente il teatro verso il declino.
NEGLI ANNI 40 E 50 FU ANCHE PALASPORT
Negli anni quaranta e cinquanta fu anche una sorta di palasport ante litteram, ospitando moltissime riunioni di pugilato, anche con tanti grandi campioni che si sfidavano e combattevano sul ring lì predisposto, sport diffusissimo e assai praticato in quel tempo, e ottenendo
un successo eccezionale per l’accoglienza ricevuta e per il grandissimo numero di spettatori amanti della boxe che vi accorsero e per il rilievo che tale iniziativa ebbe sui giornali sportivi di allora.
NEGLI ANNI CINQUANTA ASSUNSE IL NOME DI AMBRA JOVINELLI
Votato definitivamente all’avanspettacolo alternato alle sole proiezioni cinematografiche, lo Jovinelli si trasformò in cinema-varietà negli anni cinquanta, assumendo il nome Ambra Jovinelli.
La motivazione era semplicemente quella di dare al teatro maggiore visibilità nei tamburini dei giornali che, vista l’iniziale, lo avrebbero collocato nei primissimi posti della lista dei cinematografi capitolini.
Spesso, tuttavia, venivano organizzati incontri di boxe, concorsi canori, cabaret e avanspettacolo.