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Turismo

Oltre 80 birre introvabili per 3 giorni a Roma, al via il FrankenBierFest dal 14 aprile

Sono introvabili e non vengono imbottigliate perché prodotte

con metodi arcaici, seguendo ricette tradizionali tramandate di padre

in figlio, i cui segreti vengono custoditi con gelosia da secoli: sono

le birre artigianali della Franconia, area tedesca a nord della

Baviera, che ha la più altra concentrazione di microbirrifici artigianali al mondo.

DAL 14 AL 16 APRILE NELLA LIMONAIA DI VILLA TORLONIA

Dal 14 al 16 aprile sarà possibile degustare queste particolari creazioni brassicole a Roma, nella Limonaia di Villa Torlonia, nell’ambito

del FrankenBierFest, il festival promosso da Publigiovane che celebra

la cultura, la storia e la tradizione birraria francone, per una tre giorni

di degustazioni tipiche di un grande bierkeller immerso in un bosco tedesco, ‘trapiantato’ per l’occasione nel cuore del parco romano. Giunto alla settima edizione, il FrankenBierFest rappresenta un’opportunità per gli amanti della birra artigianale che potranno assaggiare così alcuni tra i più rari malti e luppoli del mondo,

spillati direttamente dalle tipiche botticelle franconi, e selezionati

da Manuele Colonna, esperto conoscitore della scena francone e noto publican romano.

LE PAROLE DI MANUELE COLONNA

“Nonostante la Franconia sia l’area con più birrifici al mondo per chilometro quadrato – spiega Manuele Colonna – le realtà di produzione sono limitate nelle dimensioni e solitamente sono a conduzione familiare e destinate al consumo locale dei villaggi di appartenenza. Le birre sono caratterizzate da un gusto ‘rustico’: realizzate a partire da acqua delle sorgenti locali e orzi maltati secondo lo stile di Bamberga (il ‘capoluogo’ dell’area), sono spesso prodotte con impianti antichi di uno o due secoli e strumentazioni in rame; è questa particolare lavorazione che regala alla birra un gusto pieno”. Ecco perché è impossibile trovare queste birre al di fuori dei confini tedeschi; l’unica eccezione, infatti è rappresentata dal FrankenBierFest, durante il quale i produttori tedeschi travalicano i confini nazionali per proporre le loro produzioni al pubblico italiano.

Tra le altre proposte birrarie presenti al festival, le rarissime Kellerbier, definite ‘birre di cantina’ per l’abitudine dei birrai di stoccare le botti nei tunnel sotterranei dei sette colli di Bamberga, e le Rauchbier, dal tipico aroma affumicato e dalla maltazione su legno.

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Cronaca

Abusi su minori in una parrocchia di Terracina, arrestato un uomo di 36 anni

Gli agenti di Polizia del Commissariato di Terracina hanno arrestato

un uomo di 36 anni, indagato per il reato di atti sessuali su minorenni.

L’uomo è stato denunciato dal genitore di una delle vittime, all’epoca

dei fatti non ancora quattordicenne, al quale la figlia avrebbe

confidato di essere stata abusata dal ragazzo impegnato nell’attività

di educatore presso il Discepolato di una parrocchia cittadina e

presso un’associazione di volontariato, luoghi frequentati anche dalla minore.

SUL LITORALE LAZIALE, UNA DELLE VITTIME DENUNCIA LA VIOLENZA

Nel corso dell’indagine è emerso inoltre che anche un’altra ragazza, frequentante sia il Discepolato che l’associazione di volontariato

e all’epoca dei fatti sedicenne, sarebbe stata vittima di violenze da

parte dell’indagato, con il medesimo modus operandi.

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Spettacolo

“La Finta ammalata” al Teatro Manzoni di Roma dal 12 aprile

E’ uno dei testi meno rappresentati di Carlo Goldoni, un classico

della Commedia dell’Arte che alterna momenti di grande comicità e poesia.

Da mercoledì 12 a domenica 16 aprile al Teatro Manzoni di Roma va in scena La finta ammalata con l’adattamento e la regia di Giorgio Caprile, interpretato da Miriam Mesturino, Franco Oppini e Roberto D’Alessandro.

E poi ancora in scena lo stesso Giorgio Caprile, Luca Negroni, Giorgia Guerra, Riccardo Feola e con Ada Alberti nel ruolo di Agatina. 

NELLE REPLICHE DEL 15 E 16 APRILE NEI PANNI DI PANTALONE FRANCESCO POMPILIO

Nelle repliche del 15 e del 16 aprile a vestire i panni di Pantalone sarà Francesco Pompilio, grande interprete della Commedia dell’Arte.

Pantalone è alle prese con i capricci della figlia Rosaura, che si finge cronicamente ammalata pur di farsi curare dal giovane e ignaro medico, il Dottor degli Onesti, di cui è innamorata.

Un consulto con altri medici potrebbe mettere fine alle sofferenze della figlia, ma nulla porta il confronto tra i vari luminari. Rosaura confesserà il suo male con grande stupore di tutti i presenti e, nonostante la differenza sociale, avrà l’unica cura efficace che ci sia, l’amore.

LE PAROLE DEL REGISTA GIORGIO CAPRILE

Questa farsa – spiega il regista Giorgio Caprile – è stata prevalentemente rappresentata in versione operistica. Credo che una tale opera, dove

il mondo della medicina è oggetto di satira e viene rappresentato con poca fiducia, evidenziando l’approssimazione con cui i presunti luminari arrivano a diagnosi e terapie, debba avere il suo spazio nei luoghi per cui è stata scritta e cioè nei teatri di prosa.

Ne proponiamo un allestimento fedele all’epoca goldoniana nei

costumi come nel linguaggio: il mio adattamento rispetta l’originale, rendendolo, in alcuni punti, più fruibile per il pubblico di oggi.

Le musiche originali sono di Paolo Vivaldi. I movimenti di maschera

di Luca Negroni. Le scene di Cinzia Belcamino, i costumi di Luisa Ludovico.

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Cronaca

Roma, incendio a Centocelle: appartamento in fiamme, evacuate 26 persone

Mattinata di paura  in un palazzo di Centocelle dove è divampato un incendio in abitazione a causa di quello che sembrerebbe essere stato

un corto circuito elettrico. Le fiamme sono scoppiate da un appartamento al quinto e ultimo piano di un immobile in via

delle Acacie poco dopo le 8:30 con i soccorritori che hanno tratto

in salvo due bambini e un uomo. 

SALVATI DUE BAMBINI E UN UOMO. IL ROGO CONSEGUENZA DI UN CORTO CIRCUITO ELETTRICO

Vasta la colonna di fumo con le fiamme che hanno preso forza nel volgere di pochi minuti. Al civico 121 della strada sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco, con l’autoscala e una autobotte.

A Centocelle anche le volanti della polizia e il personale del 118.

Circa 26 le persone evacuate, alcune delle quali uscite autonomamente altre con l’ausilio dell’autoscala AS/12.

Sul posto anche i tecnici Italgas. Nessuno è rimasto ferito, né intossicato. 

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Cronaca

Madonna di Trevignano piange sangue di maiale: la ‘veggente’ fa pagare 50 euro per poterla visitare

La Madonna di Trevignano piange sangue di maiale.

Ecco i primissimi esiti delle indagini avvenute nella cittadina a pochi chilometri da Roma, sulle sponde del lago di Bracciano, luogo e meta di numerosissimi pellegrinaggi spirituali: da sempre i fedeli si ritrovano ai piedi della statua per poter pregare ai suoi piedi, quelli della Vergine

che piangerebbe sangue.

LA STORIA DELLA LEGGENDA DELLA MADONNA DI TREVIGNANO

La leggenda che vuole la Vergine di Trevignano piangere lacrime

di sangue, ricordiamo, era stata creata e diffusa da Maria G.S., una donna di 53 anni, imprenditrice di origini siciliane che da ben cinque anni sostiene di parlare con la Madonna di Trevignano, e di avere

così un rapporto con lei.

Gli inquirenti hanno voluto vederci chiaro in questa faccenda, e per questo hanno condotto delle indagini supportate da analisi sul

tessuto ematico, per le quali le tracce ritrovate sul profilo della

statua sembrano essere compatibili con il sangue di maiale.

LA VEGGENTE E’ GIA STATA CONDANNATA A DUE ANNI PER BANCAROTTA

Se i primi risultati dovessero essere confermati, insomma, non ci sarebbe nessun miracolo, e nulla di fuori dal comune.

La ‘veggente’, la quale è già stata condannata a due anni per bancarotta, infatti, ha creato un’associazione per promuovere le visite alla statua eretta nella radura di un parco naturale che si trova in prossimità del lago. Attraverso la sua associazione, insomma, i fedeli potevano fare visita alla statua della Vergine con un necessario pagamento di una tariffa minima di 50 euro. Certo, un modo veloce e rapido di fare soldi dopo il fallimento della sua ditta privata impegnata nella produzione di maioliche nel 2013. 

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Economia

Università romane protagoniste del Festival dell’Economia

Le università La Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata, Luiss Guido Carli, Luiss Business School, School of Government Luiss Guido Carli, UniMarconi, Lumsa Pontificia accademia delle scienze sociali e Pontificia Università Gregoriana, saranno tra gli oltre 40 atenei italiani

e stranieri coinvolti nella 18esima edizione del Festival dell’Economia di Trento, appena presentato e che si svolgerà dal 25 al 28 maggio

con il titolo “Il futuro del futuro.

Le sfide di un mondo nuovo”.

Qualificata la rappresentanza di relatori provenienti dagli atenei romani.

APPUNTAMENTO A TRENTO DAL 25 AL 28 MAGGIO

Saranno infatti presenti a Trento Sabino Cassese (School of Government LUISS Guido Carli), Marina Brogi, Marcello Minenna,

Rita d’Ecclesia (Università La Sapienza) Leonardo Becchetti, Luigi Paganetto (Università di Roma Tor Vergata); Veronica De Romanis, Marcello Messori, Giuseppe Di Taranto, Massimo Egidi, Marco Magnani, Valentina Meliciani, Roberto D’Alimonte, Giorgio Di Giorgio e Sebastiano Maffettone (Università Luiss Guido Carli); Rainer Masera, Federico Arcelli (Università Marconi); Luigino Bruni (Lumsa).

Inoltre, la Luiss Guido Carli porterà al Festival il Presidente Vincenzo Boccia, la vicepresidente Paola Severino, il rettore Andrea Prencipe e il Direttore Generale Giovanni Lo Storto, mentre per la Luiss Business School interverrà il presidente Luigi Abete.

GRUPPO 24 ORE E TRENTINO MARKETING ORGANIZZATORI DEL FESTIVAL

Gruppo 24 ore e Trentino Marketing saranno gli organizzatori

del Festival per conto della Provincia Autonoma di Trento e

con il contributo del Comune di Trento e dell’Università di Trento.
La 4 giorni del Festival vedrà protagonisti numerosi ospiti, fra cui

6 Premi Nobel, 19 ministri, 40 economisti nazionali ed internazionali, 40 manager e imprenditori che si confronteranno sui grandi temi dell’attualità ma con un attento sguardo agli scenari futuri. 

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Sport

Calcio. Indagini plusvalenze Roma e Lazio, analisi su chat e pc

Analisi dei cellulari, pc, supporti digitali, server e documentazione extracontabile.

E’ il lavoro che attende la Guardia di Finanza nell’ambito delle

indagini delle procure di Roma e Tivoli su eventuali irregolarità

legate alla compravendita di 18 calciatori di Roma, Lazio e Salernitana.

Gli investigatori ieri hanno effettuato una serie di perquisizioni con l’acquisizione di materiale anche nelle sedi dei tre club di serie A.
Per quanto riguarda il procedimento arrivato a piazzale Clodio dai colleghi di Torino si concentra, in base a quanto si apprende, in particolare sul periodo di gestione di James Pallotta.

L’ obiettivo punta è verificare l’esistenza di eventuali comunicazioni

tra i dirigenti giallorossi in merito ad una serie di operazioni di mercato avvenute nelle stagioni 2017/18, 2018/19, 2019/20 e 2020/21. 

INQUIRENTI A CACCIA ANCHE DI DOCUMENTAZIONE EXTRACONTABILE

 Agli atti dell’indagine capitolina sono già presenti le intercettazioni

dei dialoghi intercorsi tra i dirigenti della Juventus relativi alle cessioni dei calciatori Luca Pellegrini e Leonardo Spinazzola avvenute a

ridosso del 30 giugno del 2019 prima della chiusura dei bilanci.

Dal canto loro i pm di Tivoli, che hanno posto sotto la loro

lente 7 operazioni intercorsi tra la Lazio e la Salernitana, hanno

disposto l’acquisizione al fine di “rinvenire documentazione contabile ed extracontabile attinente le cessioni, relativa alle trattative precontrattuali – è detto nel decreto di perquisizione -, agli accordi e contratti sottoscritti tra le due società, ai patti intercorsi tra le società ed i singoli calciatori (il tutto anche in formato eventualmente digitale e comprensiva di eventuali e-mail e messaggistica chat)” e “che il sequestro di quanto eventualmente rinvenuto in via cartacea analogica o in forma di documento informatico appare necessario per ricostruire l’iter delle cessioni, gli accordi precontrattuali intercorsi tra le parti, i pagamenti effettivamente eseguiti, le eventuali comunicazioni tra le due società o quelle interne a ciascuna società, attinenti il valore economico dei calciatori e le modalità con le quali si è arrivati a fissarne il prezzo ufficiale e le modalità di pagamento”.

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Politica

Roma: nuovo bando per il verde pubblico,100milioni in 3 anni

 Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e l’assessora all’ambiente

Sabrina Alfonsi hanno presentato stamattina all’Aranciera di San Sisto

il Bando 2024-2026 che integra la gestione della manutenzione del verde verticale e orizzontale.

Sono previsti 100 milioni di euro per 15 lotti in 15 Municipi,

suddivisi in modo pesato in base alla quantità di aree verdi, per complessivi 400 milioni di mq.

QUINDICI I LOTTI,MANUTENZIONE POTATURE E SFALCI

Il bando include le ville storiche, in particolare Villa Ada, Villa Pamphilj e Villa Borghese, passando, è stato spiegato, da un approccio incentrato sulla semplice manutenzione a quello di una cura del verde considerata in tutti i suoi aspetti e verrà superata l’attuale distinzione

tra verde verticale (potature) e verde orizzontale (sfalci), tenendo conto degli interventi stimati e della consistenza del patrimonio verde di ogni specifico territorio.

L’importo maggiore, oltre 13 milioni, andrà al IX Municipio, seguito dal IV (circa 10 milioni), dal II che comprende Villa Ada (sempre 10 milioni) e dal I, che con Villa Borghese riceverà poco meno di 8,5 milioni.

AD ESSERE INTERESSATI OLTRE 400 MILIONI DI MQ

Ad essere complessivamente interessati saranno oltre 400 milioni di mq di aree verdi sopra i 20mila mq (quelle di ampiezza inferiore sono

già passate nei mesi scorsi alla gestione municipale diretta per complessivi 4,4 milioni di mq) e che considerano ville storiche, riserve, parchi, roseti, giardini e i 340mila alberi della Capitale, ognuno dei quali dovrà essere potato almeno una volta ogni 5 anni.

Il Bando nasce dal coinvolgimento delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, scommettendo sull’apertura al mercato

e su un’autentica concorrenza basata sulla qualità, con l’obiettivo di portare a Roma le migliori professionalità nazionali ed europee.

Ogni lotto verrà affidato a un’impresa diversa, tutte in grado di rispondere a rigidi criteri di selezione tali da garantire un sensibile incremento del livello del servizio, il rispetto delle forme di

disincentivo al subappalto e una sostanziale riduzione dei disagi al cittadino.

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Cultura

Almanacco. 6 aprile 1520: muore a Roma Raffaello Sanzio

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande pittore.

Il 6 aprile 1520: Muore a Roma RAFFAELLO SANZIO che era nato

a Urbino nel 1483, sempre il 6 aprile. E’ stato un pittore e architetto,

tra i più celebri del Rinascimento italiano.

Apprese i fondamenti della pittura dal padre Giovanni Santi, attivo presso la corte dei Montefeltro, e in seguito nella bottega del Perugino.
Nel periodo umbro-senese la sua fama crebbe, grazie a opere come

la “Crocifissione Gavari” (esposta alla National Gallery di Londra) e

al celebre Sposalizio della Vergine, oggi conservato alla Pinacoteca di Brera, a Milano.

Il soggiorno a Firenze e l’incontro con Leonardo e Michelangelo

fecero sbocciare il suo stile, teso alla rappresentazione del bello ideale, oltre i limiti della Natura, e a una resa luminosa.

Peculiarità che emergono dalla serie di Madonne, su tutte La Madonna del Cardellino, e dai numerosi ritratti.

IL PERIODO ROMANO NE SEGNO’LA MATURITA’ REALIZZANDO CAPOLAVORI IMMORTALI

Il periodo romano ne segnò la maturità, realizzando capolavori immortali come gli affreschi della Stanza della Segnatura, come la Scuola di Atene, e delle Stanze Vaticane.
Chiamato, dopo la morte di Bramante, a dirigere i lavori della basilica

di San Pietro, progettò tra gli altri la Cappella Chigi in Santa Maria

del Popolo, Palazzo Jacopo da Brescia e Palazzo Alberini.
La Trasfigurazione rappresentò la summa poetica e artistica dell’artista urbinate, che morì senza completarla, nell’aprile del 1520 a Roma.
Verso la fine del 1508 per Raffaello arrivò la chiamata a Roma che cambiò la sua vita.

In quel periodo infatti papa Giulio II aveva messo in atto una straordinaria opera di rinnovo urbanistico e artistico della città in generale e del Vaticano in particolare, chiamando a sé i migliori

artisti sulla piazza, tra cui Michelangelo e Donato Bramante.

Fu proprio Bramante, secondo la testimonianza di Vasari, a suggerire

al papa il nome del conterraneo Raffaello, ma non è escluso che nella sua chiamata ebbero un ruolo decisivo anche i Della Rovere, parenti del papa, in particolare Francesco Maria, figlio di quella Giovanna Feltria che già aveva raccomandato l’artista a Firenze.

APPENA VENTICINQUENNE SI TRASFERI’ A ROMA

Fu così che il Sanzio, appena venticinquenne, si trasferì velocemente

a Roma, lasciando incompiuti alcuni lavori a Firenze.
Due luoghi di Roma sono legati alla memoria di Raffaello, palazzo Barberini che custodisce il celebre ritratto della Fornarina, la donna amata da Raffaello e la villa Farnesina che conserva la storia di

Amore e Psiche e Galatea dipinte entrambe da Raffaello.

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Economia

Cacio Romano vs cibo sintetico

Cacio Romano vs cibo sintetico. «Chiediamo la riapertura del dossier Cacio Romano, da troppo tempo fermo sui Tavoli ministeriali». Così il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri. «La mancanza del riconoscimento del marchio Dop – prosegue – penalizza il Lazio».

Cacio Roma con marchio Dop per il sistema zootecnico laziale

Una scelta che, invece, favorirebbe lo sviluppo del sistema zootecnico laziale, consentendo così l’utilizzo di una quota significativa di latte ovino, per la realizzazione di un prodotto di grande distintività e competitività sul mercato. A riguardo Coldiretti Lazio ha scritto una nota all’assessore regionale alle Politiche agricole, Giancarlo Righini. «La valorizzazione dei prodotti Made in Lazio, sani, genuini e a chilometro zero – aggiunge Granieri – rappresentano anche un valido modo per contrastare il cibo sintetico, che mettono a rischio l’intera filiera agroalimentare e la nostra storia. Dietro i nostri prodotti, le ricette che vengono custodite e tramandate di generazione in generazione, c’è la nostra tradizione».

Vocazione della produzione nel Lazio

La vocazione della produzione del Lazio è principalmente quella lattiero-casearia. Nella nostra regione sono presenti oltre cinquemila allevamenti ovini con più di 800 mila capi, un numero che rende il Lazio la terza regione in Italia per la consistenza di patrimonio ovino. Nel Lazio ci sono, infatti, 350 allevamenti con più di 500 capi, che da soli coprono metà della produzione regionale. Emerge nella nostra regione una maggiore concentrazione della produzione in allevamenti di grandi dimensioni rispetto alla media nazionale. Nel Lazio il 5% degli allevamenti, superiori a 500 capi, detiene il 52% della produzione totale contro un 3% di allevamenti superiori ai 500 capi, a livello nazionale, che si ferma a coprire il 29% del patrimonio ovino nazionale.