Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un fatto di cronaca.
Il 5 aprile 1963: Il questore romano ANGELO MANGANO viene ferito da un uomo con 5 colpi di pistola. (tra cui uno alla testa ed uno vicino
al cuore) in via Tor Tre Teste a Roma e ferirono il suo autista Domenico Casella. Mangano si salverà per miracolo.
IN PASSATO AVEVA INDAGATO SULLA MAFIA E SU LUCIANO LIGGIO
In passato aveva indagato sulla mafia e su Luciano Liggio.
Nel 1966 cominciò ad ascoltare le confessioni di uno dei primi pentiti della storia di Cosa nostra, Luciano Raia, ex killer al servizio dei corleonesi, in seguito sentito dal giudice Cesare Terranova.
Le sue dichiarazioni portarono al processo di Bari del 1969 nella
quale venivano giudicati Liggio, Salvatore Riina e molti altri membri del clan dei corleonesi.
Ma, con una sentenza-scandalo, vennero tutti assolti.
Il CSM indagò sull’operato del Collegio Giudicante ed appurò che i giudici erano stati fatti oggetto di gravi minacce.
Al processo di appello il 23 dicembre 1970 Liggio fu condannato all’ergastolo.
Mangano venne trasferito a Roma dove scoprì l’infiltrazione mafiosa, tramite Natale Rimi, detto lo scandalo Rimi e rubricato come lo scandalo della “Regione Lazio”, di cui furono coinvolti vari magistrati, con conclusione al processo di Perugia.
Tali e tante furono le inchieste.
A Roma cominciò anche ad indagare molto per scoprire le attività di Luciano Liggio.
Mangano scoprì uno degli uomini di Liggio nelle vicinanze di Roma,
il boss Frank Coppola detto Tre dita, e cominciò a pedinarlo per arrivare sulle tracce del criminale, ma Coppola assunse dei sicari per eliminare
il Questore Mangano.