Si interrompe ad aprile la fase di rientro dall’inflazione.
E’ quanto scrive l’Istat, secondo il quale l’indice nazionale dei prezzi
al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’8,2% su base annua, da +7,6% nel mese precedente.
Il dato comunicato dall’istituto di statistica è leggermente inferiore alla stima preliminare, pari a +8,3%.
Il dato acquisito per il 2023 è pari a +5,3% per l’indice generale e a +4,5% per la componente di fondo.
IL DATO TENDENZIALE E’ IN DECISA ACCELERAZIONE RISPETTO AL +7,6% DEL MESE PRECEDENTE
Frenano i prezzi del carrello della spesa: quelli dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, infatti, rallentano in termini tendenziali, passando da +12,6% del mese precedente a +11,6%. Crescono però i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, passando da +7,6% a +7,9%.
Nel settore alimentare, i prezzi dei prodotti lavorati, come anche quelli dei beni non lavorati, evidenziano un’attenuazione della loro crescita in ragione d’anno, che contribuisce al rallentamento dell’inflazione di fondo (che si attesta a +6,2%).
L’INFLAZIONE DI FONDO
L’accelerazione del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, all’aumento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati il cui andamento riflette un aumento su base mensile del 2,3% (che si confronta con un -3,9% dell’aprile 2022) e, in misura minore, a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,3% a +6,9%) e dei Servizi vari (da +2,5% a +2,9%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla flessione più marcata dei prezzi degli Energetici regolamentati (da -20,3% a -26,7%) e dal rallentamento di quelli degli Alimentari lavorati (da +15,3% a +14,0%), degli Alimentari non lavorati (da +9,1% a +8,4%), dei Servizi relativi all’abitazione (da +3,5% a +3,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,3% a +6,0%).
L'”inflazione di fondo” al netto degli energetici e degli alimentari freschi, registra un lieve rallentamento da +6,3% al +6,2% così come quella al netto dei soli beni energetici, che passa da +6,4% a +6,3%.