Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grandissimo artista.
Il 2 gennaio 1991:
Muore a Roma RENATO RASCEL .
Poliedrico attore comico, cantautore e ballerino il cui vero nome era Renato Ranucci.
All’inizio degli anni trenta, e dopo un lungo tirocinio in compagnie di avanspettacolo, Renato Ranucci decide di scegliersi un nome d’arte
e sceglie casualmente quello di “Rachel” (dal nome di una cipria francese molto famosa in quel tempo); tuttavia, poiché, come
ammetterà più tardi in alcune interviste, sono in molti a sbagliarne la pronuncia, decide di sostituire la “ch” con “sc”, onde evitare errori.
Successivamente gli viene addirittura imposto il nome italianizzato di “Rascele” in ottemperanza alle direttive emanate da Achille Starace
per conto del regime fascista, malgrado le resistenze del giovane ma arguto Renato che pare abbia risposto: “Cambiate prima Manin in Manino, e poi ne riparliamo”.
NEL 1957 ACQUISTA POPOLARITA’ CON LA CANZONE “ARRIVEDERCI ROMA”
Nel 1957 Rascel acquisisce notorietà internazionale con la sua canzone Arrivederci Roma che spinge un produttore cinematografico di Hollywood a proporgli di girare un film al fianco del tenore Mario Lanza.
Nasce così The Seven Hills of Rome, girato in esterni a Roma ed in interni negli stabilimenti della Titanus, dove Rascel non sfigura al fianco del grande tenore americano e di Marisa Allasio.
Il film verrà distribuito in Italia con il titolo Arrivederci Roma.
Dopo la fine della guerra, Rascel torna al teatro di rivista con la nuova macchietta del “piccolo corazziere”, altro personaggio incentrato sul contrasto tra la sua bassa statura e l’elmo e lo sciabolone d’ordinanza.
IL 1952 E’ L’ANNO DELLA SVOLTA CON IL FILM “IL CAPPOTTO”
Il 1952 è per lui l’anno della svolta, poiché interpreta per la regia di Alberto Lattuada il film Il cappotto, tratto dal racconto di Nikolaj Gogol’.
In questa pellicola per la prima volta Rascel interpreta un ruolo drammatico, e dimostra oltre ogni dubbio di essere un attore completo. La sua interpretazione gli frutterà l’ambito riconoscimento del Nastro d’argento.
Sempre nello stesso anno, il 15 dicembre debutta al Teatro Sistina di Roma con Attanasio cavallo vanesio, che sarà la prima delle “favole musicali” scritte appositamente per lui da Garinei e Giovannini, a cui faranno seguito nel 1953 Alvaro piuttosto corsaro e nel 1954 Tobia, candida spia.
NEL 1960 PARTECIPA AL FESTIVAL DI SANREMO CON LA CANZONE VINCITRICE “ROMANTICA”
Nel 1960, in coppia con Tony Dallara, partecipa al Festival di Sanremo con la canzone vincitrice Romantica, da lui composta e con il testo firmato da Dino Verde. La sua interpretazione, melodica e molto “sussurrata”, è in aperto contrasto con la versione di Dallara, che è uno dei cosiddetti “cantanti urlatori”.
Nell’autunno del 1970 prepara una nuova commedia musicale di
Garinei e Giovannini, dal titolo Alleluja brava gente, che dovrebbe interpretare insieme a Domenico Modugno, ma quest’ultimo è
costretto a rinunciare a causa di un infortunio. Viene quindi scritturato quale co-protagonista l’ancor giovane Gigi Proietti, con il quale
Rascel raggiunge un’intesa perfetta nonostante la differenza d’età e di stile tra i due attori.
Del 1986 è la sua ultima apparizione in teatro, al fianco dell’amico Walter Chiari con il quale interpreta Finale di partita di Samuel Beckett.