Si è svolto nei giorni scorsi a Palazzo Valentini il convegno “Cosa nostra: evoluzione e analisi dopo Matteo Messina Denaro”. “La storia del nostro paese è segnata dalla ramificazione criminale delle organizzazioni mafiose, a partire dai traffici illeciti di stupefacenti, usura, rifiuti e prostituzione fino alle infiltrazioni nei corpi dello Stato – ha dichiarato Mariano Angelucci, consigliere della Città metropolitana di Roma Capitale -. L’attuale momento storico, dopo l’arresto del boss latitante Messina Denaro, ci pone di fronte alla necessità di comprendere come siano cambiati equilibri e alleanze all’interno della struttura di Cosa Nostra, colpita duramente, ma non ancora sconfitta”. “La sua presenza silenziosa all’interno della società, e non solo nel territorio di origine ma ovunque ha tessuto i propri interessi, è ancora pericolosa e condiziona la vita delle persone, a ogni livello. Mentre le più autorevoli realtà istituzionali e le forze dell’ordine e della magistratura, che oggi sono con noi ad approfondire la storia e l’evoluzione di Cosa Nostra, continuano incessantemente a indagare e combattere le infiltrazioni anche al di fuori del territorio nazionale – ha sottolineato Angelucci -, è necessario coltivare, specialmente nelle nuove generazioni, lo studio delle più recenti vicende del nostro paese, così come radicare in loro l’intima adesione ai valori fondanti della nostra Costituzione, a partire dalla giustizia, dalla legalità e dal contrasto a ogni forma di prevaricazione e controllo”. “Fino ad oggi la mafia si è retta soprattutto grazie a un sistema gerarchico e di protezione sociale parallelo e alternativo allo Stato – ha affermato il consigliere metropolitano -: compito di tutte le istituzioni è far vivere e difendere la legalità, il senso civile e l’impegno sociale, facendo sentire vicino lo Stato, ad amministratori locali e cittadini, per sentirsi liberi di scegliere e di stare dalla parte della giustizia, esercitando in ogni modo l’impegno comune contro ogni forma di vessazione”.
Andrea Pranovi