Settore della pesca in ginocchio nel Lazio, secondo Copagri. Chiesto l’intervento della Regione dal presidente Coalsanti. «La situazione del comparto ittico del Lazio è sempre più critica, tanto che ormai non si contano i pescatori che, a fronte delle innumerevoli complessità che gravano sul settore, preferiscono restare in porto invece di prendere il mare senza avere la certezza di andare almeno a coprire le spese sostenute». Lo sottolinea il presidente della Copagri Lazio Guido Colasanti, ad avviso del quale è fondamentale che la Regione si attivi prontamente per prendere in mano la situazione.
Tavolo regionale per il settore
«Chiediamo l’istituzione di un tavolo regionale di confronto, nel quale individuare delle possibili soluzioni alle tante difficoltà che stanno mettendo in ginocchio il comparto della pesca, prima fra tutte il sensibile aumento del costo del gasolio per i pescherecci, che in poco più di un anno è ormai cresciuto dell’80%, con conseguenze nefasta sulla stabilità economica del settore», prosegue Colasanti, spiegando che: «i pescatori della Regione si trovano a dover far fronte a spese proibitive, che minano la tenuta seriamente la tenuta e la sostenibilità di uno dei settori di punta dell’agroalimentare del Lazio.
Diverse problematiche da affrontare
Inquinamento, delfini, predatori, furti di reti e pesca illegale sono solo alcune delle altre problematiche con le quali è quotidianamente costretto a confrontarsi il comparto. Un tavolo di confronto, oltre a fornire la possibilità di mettere nero su bianco e analizzare nel dettaglio le cause e gli effetti di tali innumerevoli difficoltà, permetterebbe di ragionare su delle proposte concrete per dare ossigeno al mondo della pesca, tutelandone lo sviluppo. È fondamentale mettere in campo dei contributi da destinare ai pescatori professionali imbarcati da almeno sei mesi – conclude Colasanti – individuando al contempo delle soluzioni che possano alleggerire gli oneri a loro carico».
Comunicato Stampa