ADN 7 CUL 0 DNA CUL NAZ
Mostre: ‘Contenuti per la cura’, dal 6 febbraio a Palazzo Merulana a Roma
‘Contenuti per la cura’ è il titolo della mostra a due voci, con le opere di Cecilia Cocco e Daniela Flores a cura di Giovanna Zabotti, e la produzione e l’organizzazione dell’Associazione Cultura360, che sarà aperta al pubblico dal 6 febbraio al 15 marzo, a Palazzo Merulana, a Roma. Un dialogo tra le due artiste intorno al tema della cura, intesa come attenzione, disponibilità, accoglienza.
Cecilia Cocco, friulana, classe 2001, sviluppa un linguaggio artistico sospeso tra sogno e realtà, dove l’ambiguità diventa strumento di suggestione. Le sue opere non raccontano, ma evocano: mondi silenziosi abitati da figure enigmatiche e oggetti fuori uso, diventati poetici proprio perché privati della loro funzione. Il passato non è per lei nostalgia, ma una fonte di grazia perduta. Oggetti e situazioni inusuali, isolati dal loro contesto, si trasformano in simboli di una realtà amplificata dove piccoli dettagli confondono l’ordinario e aprono a nuove possibilità percettive. “Non dipingo ciò che comprendo, ma ciò che mi somiglia”, afferma l’artista. Il suo lavoro vive nel contrasto tra visibile e invisibile, tra il quotidiano e il surreale. L’incomprensibile non è un limite, ma una presenza poetica che invita lo spettatore a rallentare e a lasciarsi attraversare da una bellezza sottile, misteriosa e inattesa.
Attraverso la fotografia Daniela Flores indaga il tema della cura come attenzione al dettaglio, allenando lo sguardo a cogliere ciò che normalmente sfugge. Le crepe, il tempo e la cura. Guardare il mondo da diverse prospettive, aiuta ad allargare gli orizzonti, a valutare le cose in modo diverso, ad osservare e guardare con occhi attenti, anche quelle parti che spesso sottovalutiamo. Guardare in modo diverso aiuta a trasformare le crepe, da distruzione a possibilità; d’altronde è ciò che fa il tempo. Ricompone i pezzi, lasciandone le giunzioni; esse sono parte della storia, parte del tempo. La cura è proprio questo. Avere la premura attraverso il silenzioso ma potente sostegno del tempo, di tutte quelle cose che basterebbe osservare con prospettiva diversa per rendersi conto di essere potenzialità, di essere nascita, di essere nuovo o semplicemente altro. Proprio come avvenne per il Palazzo Merulana, da palazzo d’igiene demolito a museo, da cura del corpo a cura dell’anima. Il mondo è in continuo movimento e lo sguardo segue il viaggio. In mostra sarà presente anche un intervento di Matteo Giardiello, L’arte in backstage. Giardiello ritrarrà le artiste mentre lavorano (4 scatti esposti) per un intreccio tra arte ed esperienza vissuta che diventa racconto in atto.
(Red-Cul/Adnkronos)
ISSN 2465 – 1222
13-Jan-2026 00:15