Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un tragico fatto di cronaca.
Il 13 luglio 1979:Antonio Varisco tenente colonnello dei carabinieri
è ucciso dalle Brigate Rosse mentre si reca al lavoro.
Varisco era primo comandante del Reparto Servizi Magistratura
(la cui istituzione venne da lui stesso proposta nel 1976) e fu ucciso
da un gruppo di fuoco brigatista sul Lungotevere Arnaldo da Brescia.
Le Br rivendicarono l’attentato divulgando un volantino dal quale emergeva che l’ufficiale era stato ucciso quale “simbolo” dello
Stato poiche’ ex collaboratore del generale Dalla Chiesa ed elemento di raccordo tra la magistratura, le forze dell’ordine e le carceri.
All’inizio delle indagini vi furono dubbi sulla matrice sia per
l’arma usata, fucili a canne mozze caricati a pallettoni, che per il particolare accanimento, furono esplosi ben 18 colpi.
NEL 1982 ANTONIO SAVASTA SI ASSUMERA’ LA RESPONSABILITA’ DELL’OMICIDIO
Nel 1982 il leader della “colonna romana Antonio Savasta” si
assumerà la responsabilità dell’omicidio.
Nel 2004, dopo la cattura, anche Rita Algranati, confesserà la sua partecipazione all’omicidio.
Rimangono sconosciuti gli altri membri del gruppo di fuoco che
si suppone fosse composto da almeno cinque persone.
Antonio Varisco, Tenente Colonnello dei carabinieri ,è stato
poi insignito della Medaglia d’oro al valor civile alla memoria.
Il comune di Roma gli ha intitolato una strada nei pressi del tribunale.