Roma Tpl, consorzio “monobusiness e monocliente, perché in azione
in esclusiva per il trasporto pubblico nell’area metropolitana della Capitale”, ha accumulato, da giugno 2022 “differenti ritardi
nella corresponsione degli stipendi.
Quelli di dicembre li liquidiamo oggi, e siamo al 19 gennaio” perché l’azienda “non genera cassa attiva, nemmeno dalla bigliettazione,
e con i proventi del contratto di servizio con Roma Capitale,
acceso 13 anni fa, a fronte di una lievitazione dei costi, primo tra tutti quello del gasolio, va in sofferenza sia con i dipendenti, sia con i fornitori”.
Così l’Ad di Busitalia Luciano Grazzini ha esposto le problematiche
del consorzio che gestisce le linee extraurbane di bus, ma anche
alcune periferiche nella Capitale, che sono state al centro della commissione odierna Mobilità, presieduta dal commissario dem Giovanni Zannola.
SIAMO CONSAPEVOLI DEL PROBLEMA STIPENDI MA SIAMO IN SOFFERENZA
“Dopo maggio 2022 la situazione è oggettivamente peggiorata – ha ammesso Grazzini – costringendoci a pagare la 14esima in due ratei, e la 13esima con un ritardo di dieci giorni. Gestiamo le finanze con grande accortezza ma senza un sostegno specifico non ce la facciamo”. Sulla qualità del servizio, la cui gara è attualmente in corso, grava anche la vetustà del parco mezzi: “siamo nel 2023 e abbiamo alcune vetture immatricolate nel 2011, parametro ammesso dal Contratto di servizio – ha precisato Alessandro Semplici dell’area tecnica del consorzio – che in virtù della specificità del servizio intensivo richiesto hanno accumulato oltre un milione di chilometri percorsi, livelli cui si avvicinano anche altre vetture immatricolate nel 2016.
A 13 anni dall’aggiudicazione della gara è normale”.