“Nel 2021 la spesa farmaceutica pro capite, comprensiva dei medicinali acquistati direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche e
di quelli erogati attraverso il canale della convenzionata, è stata
pari a 396,81 euro, in aumento rispetto all’anno precedente (+2,8%)”.
E’ quanto emerge dal 22° rapporto nazionale sull’uso dei farmaci
in Italia dell’Osservatorio Nazionale sull’impiego dei medicinali (OsMed) dell‘Aifa.
NEL 2021 LA SPESA NAZIONALE 32,2 MLD,+3,5% RISPETTO AL 2020.
Il rapporto mette quindi in evidenza che “la spesa farmaceutica nazionale totale (pubblica e privata) nel 2021 è stata pari a
32,2 miliardi di euro, in aumento del 3,5% rispetto al 2020.
La spesa pubblica, con un valore di 22,3 miliardi, ha rappresentato
il 69,2% della spesa farmaceutica complessiva e il 17,4% della spesa sanitaria pubblica, ed è in aumento rispetto al 2020 (+2,6%)”.
AUMENTA IL CONSUMO DI ANTIDEPRESSIVI
“Nel 2021 il consumo giornaliero degli antidepressivi è stato pari
a 44,6 DDD (dose media di un farmaco assunta giornalmente da
un paziente adulto) ogni 1.000 abitanti, in aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente e con una variazione media annua del 1,9% dal 2014.
Il costo medio per DDD nel 2021 è stato di 0,42 euro, rimasto stabile dal 2016 dopo la scadenza brevettuale di importanti principi attivi, quali escitalopram (2014), duloxetina (2015).
Nel 2021 il consumo degli antidepressivi rappresenta il 3,4% del consumo totale di farmaci in Italia, con un aumento del 2,4%
rispetto al 2020. Analogamente la spesa pro capite evidenzia un incremento del 2,6% attestandosi nel 2021 a 6,87 euro pro capite”.
IL 30%DEGLI ITALIANI E’ DEPRESSO
Antonio Picano, psichiatra dell’Ospedale San Camillo di Roma,
ha commentato così i dati dell’Aifa sull’aumento del consumo di antidepressivi in Italia.
“Oggi il 30% degli italiani è depresso.
Nel mondo occidentale le persone che manifestano sintomi di depressione sono quasi raddoppiate, in seguito a pandemia guerra e inflazione.
Gli antidepressivi sono dei farmaci che diminuiscono la percezione
del dolore.
L’aumento dell’utilizzo di farmaci di questo tipo è un indice molto fedele del malessere di una popolazione”.