Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 23 luglio 1994.
Muore a Roma l’attore MARIO BREGA.
Di estrazione popolare, figlio di Primo Brega, falegname
ed ex atleta olimpico, esordisce nel cinema come comprimario
e caratterista, avvalendosi della sua corporatura imponente e dell’aspetto burbero:
nella prima fase si ricorda la sua partecipazione al film
La marcia su Roma (1962) di Dino Risi, in cui interpreta il ruolo del truce fascista Marcacci, detto il Mitraglia, ed il piccolo ma cupo ruolo
di ergastolano in Detenuto in attesa di giudizio (1971) con Alberto Sordi.
Appassionato di boxe, interpreta un piccolo ruolo di manager nell’episodio La nobile arte del film grottesco I mostri (1963) di Dino Risi.
I FILM CON SERGIO LEONE
Con Sergio Leone recita nei ruoli di Chico in Per un pugno di dollari (1964), di El Niño in Per qualche dollaro in più (1965) e
del caporale dell’esercito nordista Wallace in Il buono, il brutto, il cattivo (1966).
In Per un pugno di dollari e in Buffalo Bill, l’eroe del Far West recita con lo pseudonimo di Richard Stuyvesant.
In quest’ultimo, una scena di uno scontro a pugni con
l’attore Gordon Scott, degenera in un vero pestaggio da parte di Brega
in quanto più volte colpito dall’americano con eccessivo realismo.
Recita anche il ruolo di uno dei due gangster che vanno alla ricerca di Noodles (Robert De Niro) nel teatro cinese, all’inizio di C’era una volta in America.
L’INCONTRO CON CARLO VERDONE
Dopo un fortuito incontro in casa di Sergio Leone, fu scelto da Carlo Verdone per recitare in alcuni ruoli tipici del romano,
dove il suo innato e roboante umorismo romanesco ha regalato frasi che sono diventate celebri.
E stato “Il Principe”, il camionista impegnato a fare un’iniezione alla Sora Lella con “sta mano che può esse ferro o può esse piuma”.
E’ stato il droghiere Augusto, padre della promessa sposa di Sergio nel film “Borotalco” in occasione del quale ha portato in scena
un episodio ispirato ad una scena vera, quella del pestaggio del malcapitato a cui “frantumò le mucose” .
È morto a Roma nel quartiere Marconi, dove viveva, il 23 luglio 1994 colpito da infarto, venendo poi sepolto nel cimitero del Verano.