Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un indimenticabile radiocronista. Il 18 luglio 2003 muore Sandro Ciotti:
Nel mosaico della sua vita, piano piano, tutte le tessere vanno
al loro posto per consegnare alla storia del giornalismo italiano
un grande personaggio, caro a milioni di appassionati di calcio e musica per la inconfondibile voce.
Alessandro Ciotti, nato a Roma e qui morto nel 2003, è un ex calciatore e giornalista, celebre voce della radio, in particolare cronista di Tutto il calcio minuto per minuto.
A cinque anni Sandro comincia a studiare il violino ma la musica sarà solo una passione e un altro fronte d’interesse giornalistico.
Inizia a giocare nelle giovanili della S.S. Lazio e in seguito, nel ruolo
di mediano, nel Forlì e nell’Anconitana in Serie C e nel Frosinone in quarta serie, tra gli anni Quaranta e Cinquanta.
Scopre presto che la sua passione è raccontare le gesta sportive degli altri e così intraprende la carriera di giornalista, collaborando a Paese Sera, Il Messaggero e Giornale d’Italia.
Al suo padrino di battesimo, il poeta Trilussa, confida, però, di non sentirsi bravo come il padre, anch’egli giornalista.
NEL 1958 INIZIA LA CARRIERA DI RADIOCRONISTA
Nel 1958 entra in RAI, due anni dopo è il radiocronista di Danimarca-Argentina, incontro di calcio valido per le Olimpiadi di Roma.
Nei decenni successivi, racconterà oltre 2400 partite, 15 giri d’Italia, 9 Tour de France, una decina di Olimpiadi e altrettanti Mondiali di calcio.
Nella storia e nel parlare comune, ad indicare un risultato inatteso,
entra la sua locuzione Clamoroso al Cibali, quando il 4 giugno 1961 commenta l’incredibile vittoria del Catania sull’Inter per 2-0 allo stadio Cibali.
La sua voce roca è il risultato di 14 ore consecutive di diretta sotto la pioggia, durante le Olimpiadi di Città del Messico del 1968.
Ma questo timbro particolare (cimento negli anni di numerosi imitatori) è il simbolo di 30 anni di calcio prima radiofonico (indimenticabile “Scusa Ameri, qui è Ciotti”),
poi anche televisivo con la sua conduzione della Domenica Sportiva (per 5 anni fino al 1991), quando in tanti hanno difficoltà ad associare voce e viso, sconosciuto ai più.
Caratteristiche pure le sue camicie con il collo anni ’70.
Scrive canzoni di successo per Enzo Jannacci (“Veronica”) e Peppino Di Capri (“Volo”) e racconta numerose edizioni del Festival di Sanremo per i radioascoltatori del giornale radio della RAI.