Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 12 maggio 1977.
In occasione di una manifestazione radicale non autorizzata viene uccisa Giorgiana Masi,
e rimangono feriti Elena Ascione e il carabiniere Francesco Ruggiero.
La diciannovenne Giorgiana Masi, colpita da un proiettile vagante
durante la manifestazione per il terzo anniversario del referendum sul divorzio.
UN PROIETTILE COLPISCE GIORGIANA MASI
Nonostante il divieto di manifestazioni pubbliche, decretato in seguito all’omicidio dell’agente Settimio Passamonti,
i radicali organizzano un sit-in in piazza Navona.
Presto scoppiano scontri con il massiccio schieramento delle forze dell’ordine, e, intorno alle 20,
un proiettile, esploso da Ponte Garibaldi, colpisce alla schiena Giorgiana Masi, che muore durante il trasporto in ospedale.
IGNOTI I RESPONSABILI DEL REATO
In ricordo dell’accaduto tutti gli anni, il 12 maggio, si tiene a Roma in piazza Sonnino, che si trova a ridosso del luogo dell’omicidio, la commemorazione della vittima.
L’inchiesta sull’omicidio della Masi e sul ferimento di Elena Ascione e del carabiniere Francesco Ruggeri (o Ruggero)
fu chiusa il 9 maggio 1981 dal giudice istruttore Claudio D’Angelo, su conforme richiesta del Pubblico Ministero,
con la dichiarazione di impossibilità di procedere poiché rimasti ignoti i responsabili del reato.