Oggi nel nostro almanacco ricordiamo cosa accadde il 18 gennaio 1977:
Vittima di un suo stesso scherzo muore a Roma il calciatore della Lazio Re Cecconi.
Aveva finto di voler rapinare una gioielleria ma il gestore, non riconoscendolo, ha reagito sparando.
Quella sera Re Cecconi si trovava insieme a Pietro Ghedin, suo compagno di squadra e a Giorgio Fraticcioli, un profumiere romano suo amico.
Insieme decisero di andare in una gioielleria della zona della Collina Fleming a Roma, poiché Fraticcioli doveva consegnare dei campioni
di profumo.
LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI
Dalla ricostruzione dei fatti effettuata dal momento in cui entrarono nella gioielleria, pare che Re Cecconi abbia simulato per scherzo
il tentativo di una rapina e il proprietario della gioielleria, Bruno Tabocchini, abbia reagito sparando e colpendolo mortalmente al petto. Tabocchini fu arrestato con l’accusa di ‘eccesso colposo di legittima difesa’.
Processato per direttissima 18 giorni dopo, venne assolto per
“aver sparato per legittima difesa putativa”.
Per una delle tante ironie del destino che spesso gioca beffardamente con la vita, Luciano Re Cecconi era uno dei pochi, se non l’unico giocatore della rosa laziale del tempo, a non possedere un’arma da fuoco.
RE CECCONI AVEVA 28 ANNI E FACEVA PARTE DEL GIRO DELLA NAZIONALE
Re Cecconi aveva ventotto anni e faceva parte anche del giro della Nazionale. Con la Lazio aveva vinto lo scudetto del ’74.
I funerali si svolsero presso la basilica romana di San Pietro e Paolo all’EUR a cui prese parte una gran folla.
Nel novembre 2003, il Comune di Roma gli dedicò una strada nel quartiere Tuscolano.