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Covid: 1200 assenti in Atac.

 Il Campidoglio a fronte delle assenze causate dal Covid in Atac, l’azienda dei trasporti di Roma che in questi giorni conta circa 1200 dipendenti “indisponibili”, pensa di mettere in campo subito nuove assunzioni attraverso lo “scorrimento di graduatorie già esistenti”.

Lo annuncia all’ANSA l’assessore Eugenio Patanè, dicendo no “all’assunzione di interinali o a soluzioni tampone” e parla anche di “selezioni pubbliche in tempi rapidi”.

“Non mi appassionano né le ricerche interinali di lavoratori, né soluzioni tampone ed emergenziali.
    Preferisco soluzioni stabili, attraverso selezioni pubbliche da mettere in campo in tempi rapidi anche attraverso lo scorrimento di graduatorie già esistenti, visto che sappiamo perfettamente che nel corso del 2022 andranno in pensione circa 180 lavoratori – ha detto l’assessore ai Trasporti di Roma, Patanè, interpellato -. Atac ha necessità di assumere ogni anno 150-200 autisti. E siccome è un’azienda di esercizio del trasporto nella sostanza è una azienda di personale.

Se vogliamo che il trasporto pubblico funzioni il personale deve essere specificamente qualificato per il Tpl, per la città di Roma e per il preciso servizio che l’autista deve svolgere tra i tanti che Atac deve portare a termine ogni giorno.

Per questo è necessario aspirare per i nostri lavoratori al meglio in termini di formazione professionale, certezza di un lavoro stabile, attaccamento all’azienda e alla città”. 

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Ritrovata la sedia a rotelle di Rodolfo Lagana’

“Cari Amici l’hanno ritrovataVi ringrazio tutti per i numerosi messaggi ricevuti! Sarà stata una bravata grazie a tutti”.

Con questo messaggio postato sul suo profilo ufficiale Facebook Rodolfo Laganà, attore e mattatore romano, ha annunciato il ritrovamento della sua sedia a rotelle con supporto elettrico di cui aveva denunciato il furto domenica.

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Cronaca

Latina, in due sul monopattino.Travolte da un auto.

Un bruttissimo incidente registratosi questa mattina all’altezza di via degli Aurunci e che ha visto coinvolte mamma e la figlia minorenne. La donna, 40enne era a bordo di un monopattino assieme alla figlia e stavano attraversando la città.

All’improvviso, però, la loro corsa è stata bruscamente arrestata da un’auto che le ha travolte in pieno.

Il punto preciso del disastroso impatto era l’incrocio della suddetta strada con via degli Elleni. 

Qui sono intervenuto gli operatori sanitari del 118 per prestare i loro soccorsi alla donna e alla piccola.

Contestualmente, anche la Locale è giunta sul posto per gli opportuni rilievi. 

La ricostruzione degli antefatti non dipinge uno scenario idilliaco: la donna stava percorrendo via degli Aurunci trasportando la figlia a bordo dello stesso monopattino.

Un comportamento in aperta violazione del codice della strada, in considerazione anche della pericolosità del mezzo, molto leggero, e quindi sicuramente più a rischio negli impatti. 

Il codice della strada non prevede il trasporto di passeggeri su mezzi di tal tipo. Grave, poi, sicuramente il fatto che il passeggero fosse una ragazzina minorenne.

Ad ogni modo, le circostanze dell’impatto sono ancora da chiarire.

Pare che l’auto che ha impattato fosse guidata da una donna di 60 anni. 

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Cultura

13 Gennaio 1732: Viene inaugurato il Teatro Argentina

Il Teatro Argentina, che si apre su largo di Torre Argentina al civico 52, è uno dei più belli e meglio conservati teatri italiani.
La struttura risale alla prima metà del Settecento: appartenente all’epoca alla famiglia Sforza Cesarini, il Teatro Argentina venne inaugurato il 13 gennaio del 1732 con l’opera “Berenice” di Domenico Sarro.
A volerne l’edificazione e a finanziare il cantiere fu il duca Giuseppe Cesarini Sforza.
Il progetto porta la firma dell’architetto Girolamo Theodoli, anche se la facciata è posteriore di quasi un secolo (risale infatti al 1826) e fu ideata da Pietro Holl (ispirata al Valadier) e realizzata dall’architetto Gioachino Ersoch (1887).
Il teatro è stato oggetto di svariati rifacimenti in muratura e restauri.
Nel 1837 se ne occupò Pietro Camporese il giovane, nel 1859 radicale trasformazione a cura dell’architetto Carlo Nicola Carnevali su disposizione del principe Alessandro Torlonia.
Nel 1869 il teatro passò al Comune di Roma e si decise di operare un ulteriore rinnovamento a cura dell’architetto Gioachino Ersoch che, tra il 1887 ed il 1888, rinnovò la platea, il palcoscenico, le scale di accesso ai palchi, l’atrio e dotò la struttura di un efficace impianto di riscaldamento.
Nel 1926 Marcello Piacentini e Cesare Bazzani sistemano il foyer, tra il 1967 ed il 1971 il restauro sotto la direzione di Giulio Sterbini quando il Teatro Argentina passò alla gestione del Teatro dell’Opera di Roma.
L’ultimo restauro è del 1993 e si deve a Paolo Portoghesi che si è limitato a quanto era necessario cambiare per rendere agibile il teatro, compresi i rivestimenti dei palchi e delle poltrone e i corridoi esterni di accesso.

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Cultura

ALMANACCO: 13 gennaio 1884 nasceva ETTORE PETROLINI.

Insuperabile interprete della beffarda anima romanesca, della quale diede a teatro i saggi più saporiti, in un succedersi impetuoso di abili motti, battute, tu per tu col pubblico, di corrosive macchiette che a volte toccavano il carattere.
Famosissimi i suoi personaggi: Gastone, eroe di quel varietà da cui Petrolini proveniva, Er sor Capanna, Fortunello, Giggi er Bullo, Mustafà, Nerone, ecc.
Impossibile rifare l’elenco delle sue creazioni: molti suoi “sfottò” divennero proverbiali, le sue canzoni erano ripetute da tutti.
Un grande successo musicale del 1926, in Italia, fu Una gita a li castelli (nota anche con il titolo Nannì), scritta da Franco Silvestri ma incisa da Petrolini.
Ma la sua canzone più nota è senza dubbio Tanto pe’ cantà, il cui testo è stato scritto da Alberto Simeoni, che Petrolini incise nel 1932 e che subito divenne il simbolo di un certo modo di essere romano, al punto che fu ripresa negli anni successivi da quasi tutti gli artisti più rappresentativi della capitale: per citarne solo alcuni, Alvaro Amici, Gigi Proietti, Gabriella Ferri e soprattutto Nino Manfredi, che con questa canzone otterrà un notevole successo di vendita.
Viene ricordato nello spettacolo l’atteggiamento sbeffeggiante verso la dittatura che portò il grande attore, in occasione della medaglia che Mussolini gli volle conferire, a pronunciare l’immortale ringraziamento: “E io me ne fregio!”.
Ebbe un enorme successo anche in Europa e nelle due Americhe; in Italia si interessarono del “fenomeno Petrolini.”
Critici, intellettuali e scrittori, fra cui F. T. Marinetti, che vide nei nonsense e nelle assurdità di Petrolini un riuscito esempio di umorismo futurista.
Artista completo, Petrolini passò dall’attività di chansonnier e macchiettista nei caffè-concerto romani alla scrittura di commedie vere e proprie e a interpretazioni di intensa drammaticità .
Fu anche attore cinematografico: Mentre il pubblico ride (1919); Nerone (1930), regia di A. Blasetti; Medico per forza (1931). Scrisse una raccolta di “sciocchezzuole”, freddure e parodie (Ti à piaciato?!!, 1916) e due volumi di memorie: Modestia a parte e Un po’ per celia e un po’ per non morir…
Costretto ad abbandonare definitivamente le scene nel 1935, perché sofferente di una grave forma di angina pectoris, Ettore Petrolini morì all’età di 52 anni il 29 giugno 1936.
Si racconta che, ormai in punto di morte, alle parole incoraggianti del medico, che lo visitava e sosteneva di trovarlo ristabilito, Petrolini rispondesse: «Meno male, così moro guarito».
La salma, vestita con il frac del suo notissimo Gastone, fu tumulata nel Cimitero del Verano a Roma.
Il 19 luglio 1943, nel corso del primo bombardamento di Roma, un ordigno colpì la sua tomba, una cappella rettangolare, spezzando il busto di marmo e danneggiando gravemente la sua bara.

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Incidente a Ostia. Un uomo è stato investito e ucciso da un’auto.

Tragedia questa mattina a Ostia, intorno alle 8.30, sul Lungomare Lutazio Catulo, all’altezza del civico 40, nei pressi dello stabilimento balneare Kursaal. Qui un uomo è stato investito e ucciso da un’auto. 

Un uomo di 74 anni è stato investito, falciato, travolto e ucciso da un’auto, una Mini Countryman. Alla guida una donna italiana di 59 anni, che si è subito fermata a prestare i soccorsi.

Ogni tentativo, però, è stato vano: per l’anziano non c’è stato nulla da fare. Per i rilievi il Lungomare Lutazio Catulo è stato chiuso da Piazzale dell’Aquilone a Piazzale Cristoforo Colombo, lato mare.

Sono tuttora in corso le indagini dei caschi bianchi del X Gruppo Mare, che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica del sinistro. 

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Lazio, assessore D’Amato: mini quarantena per asintomatici

“Io credo che bisogna semplificare le procedure per gli asintomatici completamente vaccinati: negli Usa in questo caso la quarantena finisce dopo 5 giorni.

Se il Cts intraprendesse questa linea di conseguenza non servirebbe contare gli asintomatici.

Io dico che se lo fanno negli Stati Uniti possiamo farlo anche qui.

Serve semplificare”. E’ quanto dichiara l’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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Cronaca

Orrore a Latina: padre abusa della figlioletta

Ha abusato sessualmente della figlioletta, quando era ancora minorenne, e nella serata di ieri a Latina, gli agenti della Squadra Mobile, in collaborazione con i colleghi di Vercelli, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Latina, Dott.ssa  Giorgia Castriota, nei confronti di un uomo della provincia di Latina.

Proprio lui è indagato e dovrà rispondere dei reati di maltrattamenti e violenza sessuale.

Un padre che, anziché amare, proteggere e tutelare la figlia, l’ha violentata, minacciata. E lo ha fatto ripetutamente.

Le indagini, coordinate dalla  dott.ssa Martina Taglione della Procura di Latina, hanno dato modo agli investigatori della Squadra Mobile del capoluogo di ricostruire le violenze subite dalla giovane donna nella provincia, tra il 2018 e il 2020.

Ripetuti episodi, con la ragazza che è stata  abusata sessualmente in almeno due circostanze dal padre.

L’uomo per far sì che la figlia non lo denunciasse, ha cercato di intimorirla negli ultimi tempi con dei messaggi di testo in cui la minacciava addirittura di sfregiarla con l’acido. 

Messaggi che, però, e fortunatamente non sono riusciti a intimidire la giovane che, nei giorni scorsi, ha trovato la forza e il coraggio di raccontare e denunciare i fatti orrendi in Questura.

Così, il padre è  stato rintracciato e arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Latina, in collaborazione con la Squadra mobile di Vercelli: qui, infatti, l’uomo si era trasferito da anni per motivi di lavoro.

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Cronaca

Ancora furti di marmitte a Monteverde. Ladri colti sul fatto

Cric idraulico e attrezzi da lavoro. Così, con le mani ancora sporche di grasso, sono stati fermati due ladri di marmitte sorpresi sotto un’auto dalla quale stavano provando a rubare una marmitta.

Una coppia di marmittari che non aveva fatto i conti con i carabinieri della stazione Roma Monteverde Nuovo che hanno poi arrestato la coppia.

A finire in manette un 42enne romeno e un 24enne moldavo, entrambi senza fissa dimora e con precedenti, sorpresi in via Folco Portinari mentre tentavano di asportare, mediante l’utilizzo di un cric idraulico e alcuni utensili, la marmitta di un’autovettura parcheggiata sulla pubblica via.

Arrestati, sono quindi stati portati e trattenuti in caserma in attesa del rito direttissimo.

Ma cosa rende preziose le marmitte ed i catalizzatori divenuti nel corso degli anni un business redditizio per la criminalità? A rendere appetibili i gas di scarico i “metalli preziosi” contenuti nei vecchi catalizzatori, platino, palladio e rodio.

Fogli e rivestimenti di metalli che sul mercato nero sono rivenduti a caro prezzo.

Ladri imprendibili la maggior parte delle volte ma che, come nel caso della coppia di predoni fermata dai carabinieri a Monteverde, non sempre riescono a farla franca.

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Turismo, Federalberghi: nel 2021 ancora in rosso

Anche il 2021 ha fatto registrare un bilancio negativo nel settore del turismo rispetto ai dati del 2019: secondo l’osservatorio di Federalberghi, nell’anno appena trascorso sono andate in fumo 148 milioni di presenze turistiche.

E’ come se, rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemia, fosse stato cancellato un pernottamento su tre.

La perdita è addirittura del 50% sul turismo straniero, con 115 milioni di presenze estere perse.