Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 30 novembre 1940:
Viene inaugurato il Palazzo della Civiltà Italiana, nonostante i lavori siano ancora in corso.
La struttura (non visibile) è di cemento armato, indispensabile
per realizzare grossi volumi; gli archi delle facciate sono a tutto
sesto e la struttura esterna è ricoperta interamente in travertino,
secondo una scelta non casuale che, in effetti, intendeva richiamare
i valori di romanità a cui il regime si ispirava.
Dal punto di vista architettonico il Palazzo è visto come un esempio
di compromissione con il regime: conservatore nell’impianto, esso aderisce quasi completamente allo schema formale imposto dallo
spirito type=’text/javascript’ ideologico, di stampo monumentalistico, che si era oramai delineato in Italia dopo quindici anni di fascismo;
la stessa scelta del travertino, oltre a rispondere alle citate esigenze di ritorno alla tradizione dell’Impero romano, serviva a soddisfare i desiderata autarchici del regime, il quale voleva mostrare autosufficienza economica e capacità di realizzare un edificio di tali dimensioni utilizzando solamente la pietra, essendo l’uso del ferro e del cemento reso difficile dalla loro scarsa disponibilità derivante dalle sanzioni imposte all’Italia a seguito della guerra d’Etiopia.
I lavori sul Palazzo furono interrotti definitivamente nel 1943
ed esso, come il resto delle costruzioni fino ad allora realizzate
(tra cui la Basilica, il Palazzo dei Congressi e l’esedra che oggi ospita
le sedi dell’INPS e dell’INA), servì dapprima come accampamento
per le truppe tedesche, poi alleate e infine, nell’immediato dopoguerra, come rifugio di sfollati.
IL PALAZZO FU TEATRO DI UNA BATTAGLIA AVVENUTA IL 9 SETTEMBRE 1943
A tal riguardo, il Palazzo fu anche teatro di una battaglia avvenuta
il 9 settembre 1943 subito dopo l’Armistizio: sulla scalinata verso il Tevere avvenne uno scontro tra paracadutisti tedeschi, attestati nei pressi del vecchio ponte della Magliana, e soldati italiani, impegnati
nel tentativo di rallentare ai primi l’avanzata verso il centro di Roma; nella battaglia rimase ucciso un artigliere italiano, poi decorato alla memoria.
Solo nel 1951, con la nascita dell’Ente EUR (il quartiere mantenne l’acronimo ma fu ribattezzato “Europa”), fu possibile riprendere i lavori di completamento del quartiere, visto come nuovo polo di aggregazione degli uffici della Capitale.
Con il tempo l’edificio si guadagnò anche il soprannome ironico di Palazzo groviera dai romani, per via della forma delle sue facciate.
È dichiarato dal MIBAC edificio di interesse culturale ex d.lgs. 42/2004, ed è quindi vincolato a usi espositivi e museali; da luglio 2013 e fino a tutto il 2028 è concesso in affitto al gruppo di alta moda Fendi.