Va in scena domenica mattina, alle ore 12 e 30, il 185esimo derby della storia della Capitale tra Roma e Lazio.
Per evitare disordini a livello di ordine pubblico, che si sono verificati anche in occasione della sfida tra le due squadre del 13 aprile scorso, un enorme dispiego di forze dell’ordine è pronto a intervenire in caso di incidenti.
«Stop ai derby in notturna», aveva annunciato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel day after della domenica di scontri conclusasi con sei arresti e 13 agenti feriti, lo scorso aprile.
Dalle ore 8.30 stop al traffico intorno allo stadio Olimpico: ci saranno i
blindati a sbarrare il lungotevere davanti a ponte Duca d’Aosta per evitare ogni contatto tra romanisti e laziali anche sul versante di ponte Milvio che dà su piazzale Cardinal Consalvi.
Gli investigatori della Digos lavorano per monitorare le tifoserie straniere in arrivo a Roma. Gli ultrà franchisti dell’Atletico Madrid (Frente Atletico), i greci del Panathinaikos (Gate 13) e i croati (Bad Blue Boys) della Dinamo Zagabria insieme ai giallorossi, gli inglesi del West Ham, gli Sharks del Wisla Cracovia, i tedeschi del Lokomotive Lipsia e i bulgari del Levski Sofia tra le fila dei laziali.
«È una vergogna, il segno del fallimento dello Stato. Giocare alle 12.30 per prevenire eventuali disordini è una resa imbarazzante, vuol dire che un manipolo di criminali condiziona la vita di una città intera», così ha commentato la scelta dell’orario Alessandro Onorato, assessore capitolino allo Sport.
«Uno sport bellissimo come il calcio non può essere sequestrato dalla violenza, le famiglie devono poter andare allo stadio senza paura», ha proseguito Onorato che ha, comunque, sottolineato «il lavoro straordinario delle forze dell’ordine».
«Non ci pieghiamo di fronte ai delinquenti. La scelta dell’orario non è una resa, ma una misura di prudenza», ha replicato il governo attraverso le dichiarazioni del ministro dello Sport, Andrea Abodi.