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Cronaca

“E’ necessario cambio di mentalità”: la sfida di Gualtieri

“Noi non dobbiamo semplicemente aggiustare le nostre strade ma dobbiamo anche cambiare in profondità l’idea che le città sono state pensate troppo a misura di automobili. A Roma a un certo punto hanno cominciato a costruire strade gigantesche e sottopassi per i pedoni, quasi che l’idea che la città doveva essere per le auto e le persone dovevano levarsi di mezzo ed andare sotto le strade. Noi stiamo facendo il contrario, casomai le auto le mandiamo sotto e ricostruiamo spazi pedonali più belli e più verdi”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervenendo sabato alla Leopolda 13, convegno politico ideato e lanciato da Matteo Renzi.

“E’ stato ricordato che anche i rifiuti possono essere una grande sfida, una grande opportunità per inquinare di meno e per diminuire le emissioni. Questo significa capire che i rifiuti da problema possono diventare una risorsa. Noi con i biodigestori che stiamo realizzando ci faremo il compost e ci faremo il biometano con cui alimenteremo i mezzi dell’Ama. E il termovalorizzatore che abbiamo deciso di costruire e che finalmente porrà fine alla vergogna di una città senza impianti che manda i suoi rifiuti nelle discariche e nei termovalorizzatori di mezza Italia e di mezza Europa, ci consentirà di produrre energia elettrica”.

“Con le ceneri pesanti del termovalorizzatore – ha spiegato Gualtieri – noi ricaveremo ogni anno 10.000 tonnellate di acciaio, 2.000 tonnellate di alluminio, 1.600 tonnellate di rame. Questo per dire che l’ambiente significa economia circolare, significa portare questa concezione in tutti gli ambiti delle politiche cittadine”.

“Le città sono un luogo delle sfide e delle trasformazioni. Le città sono il laboratorio, sono la prima linea dove i cambiamenti del nostro tempo possono essere governati nella direzione del futuro migliore della giustizia, della libertà, della fraternità”, ha aggiunto il sindaco di Roma.

“I cambiamenti non si possono fermare, si possono governare se si capisce che nulla sarà come prima – ha spiegato Gualtieri – Il compito di un sindaco è quello di provare a cambiare, cambiare in profondità e le città possono cambiare se naturalmente utilizzano le innovazioni del nostro tempo e cercano di governare questi fenomeni”.

“Noi a Roma abbiamo deciso di prendere di petto la necessità di trasformazione, non solo perché la città cadeva a pezzi come i romani e tutti sapevano molto bene, ma perché abbiamo pensato che dovevamo muoverci per tempo e quindi non semplicemente aggiustare, manutenere, ma cambiare e trasformare in profondità. Questa trasformazione che noi stiamo cercando di realizzare si concentra in 1.600 opere, cantieri, progetti, quindi effettivamente una terapia shock, una cura da cavallo che però pensavamo e pensiamo è indispensabile e che forse sta anche ottenendo un risultato che per me è ancora più importante della somma dei risultati concreti che naturalmente questi interventi stanno dando. Per la prima volta, forse dopo tanto tempo, i romani hanno recuperato fiducia nel fatto che la politica, l’amministrazione può cambiare le cose, che le cose si possono fare e il cambiamento si può realizzare. Naturalmente questo cambiamento deve avere degli assi, dei principi, degli obiettivi”, ha concluso Gualtieri.

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Cronaca

Assalto violento al bar dello Statuto: disordini dopo il corteo pro-Pal

Una trentina di persone, incappucciate e munite di caschi e bastoni, hanno preso d’assalto il bar dello Statuto, in via Leopardi a Roma, nella serata di sabato, intorno alle ore 23, al termine del gigantesco corteo tenutosi nella Capitale in sostegno del popolo palestinese.

«Cantavano Faccetta nera, avevano il volto coperto e i bastoni in mano» riportano i testimoni, impauriti dall’agguato di matrice fascista a cui sono stati costretti ad assistere.

«Venivano da via Napoleone – racconta uno dei presenti – stavano cantando Faccetta nera e gridavano boia chi molla».

I trenta individui hanno poi forzato l’ingresso del bar, che era stato momentaneamente chiuso dai presenti per evitare ulteriori problemi, rompendo la vetrina del locale, e hanno fatto irruzione al suo interno, dove hanno lanciato tavoli e sedie.

«Durante l’aggressione, durata diversi minuti, è passata un’auto delle forze dell’ordine. Li abbiamo chiamati, ma invece di fermarsi ed entrare nel locale, hanno proseguito la marcia senza interrompere le violenze», ricorda una testimone oculare che ha assistito a tutta la scena.

Nel locale in quel momento era presente anche una bambina di cinque anni, prontamente portata al sicuro nella cucina del bar.

A scatenare l’agguato sarebbe stato il tentativo precedente da parte di alcuni manifestanti presenti al corteo pro-Pal di assalire l’ingresso del palazzo dove è situata la sede di CasaPound, in via Napoleone III, con un lancio di sassi e bombe carta verso il portone.

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NEWS

Metro C, riapre dal 6 al 10 Ottobre. Chiusa 11 e 12

Dal 6 al 10 ottobre la Metro C tornerà nuovamente regolare, mentre sabato 11 e domenica 12 ottobre è in calendario una chiusura con attivazione del servizio bus sostitutivo. Da lunedì 13 ottobre, infine, servizio di nuovo regolare.

Il servizio sostitutivo prevede i bus MC San Giovanni-via Casilina Pantano e MC3 San Giovanni-Parco di Centocelle. Sabato prime e ultime corse alle 5.30 e all’1.30 di notte. Domenica, invece, alle 5.30 e alle 23.30.

Sulla linea C della metropolitana si stanno svolgendo le attività tecniche connesse all’apertura della nuova tratta San Giovanni-Porta Metronia-Colosseo e dell’interscambio con la metro B.

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Cronaca

Esquilino, sigilli per casa-vacanze

Prosegue con massimo rigore la strategia messa in campo dalla Questura di Roma che mira a contrastare tutte quelle attività ricettive inottemperanti alla normativa vigente.

Ancora una volta, gli agenti della Divisione Polizia Amministrativa hanno riscontrato violazioni amministrative nel cuore del quartiere Esquilino, zona di riferimento per i pellegrini in quest’anno giubilare, vista la posizione strategica e la vicinanza tra due delle più grandi e frequentate  Basiliche della Capitale.

Durante lo svolgimento dei consueti controlli disposti dalla Questura a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, sono state accertate alcune irregolarità nella gestione in una struttura ricettiva extra alberghiera in via Leopardi.

Al momento dell’ispezione e delle verifiche, i poliziotti hanno constatato che  il titolare non aveva comunicato e segnalato sul portale “ Web Alloggiati” la presenza di 6 ospiti di nazionalità straniera, rendendoli così invisibili ai controlli degli investigatori.

La mancata registrazione è stata attribuita all’assenza delle credenziali di accesso al portale mai richieste dal titolare della licenza. Tale circostanza, tuttavia, non esonererebbe il gestore dall’obbligo di trasmettere i dati e  le informazioni degli ospiti attraverso altri mezzi di comunicazione previsti quale la posta elettronica certificata pec.

Alla luce di quanto appurato e verificato, il Questore di Roma ha adottato, ai sensi dell’ artt.100 T.U.L.P.S.,un provvedimento con il quale ha ordinato la sospensione della licenza dell’esercizio per la durata di cinque giorni.

Sono stati gli  agenti del Commissariato di P.S. “Esquilino” ad apporre i sigilli alla struttura ricettiva soggetta ai provvedimenti.

I controlli amministrativi messi in campo in continuità con il sistema di sicurezza e prevenzione predisposto per l’anno giubilare, proseguiranno senza sosta nell’obiettivo di garantire che ogni attività ricettiva operi nel pieno rispetto delle regole previste dalla normativa vigente, così da tutelare l’ordine pubblico e offrire ai cittadini e ai turisti la massima sicurezza.

Comunicato stampa

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Cronaca

Frosinone, droga in carcere: sequestrati 3kg di hashish

Hanno tentato di spacciare droga nella Casa circondariale di Frosinone ma grazie alla professionalità del personale di Polizia Penitenziaria è stato intercettato e sequestrato. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Ieri mattina, durante la perquisizione ordinaria, sono stati rinvenuti diversi panetti di hashish per un peso complessivo di quasi 3 chili nascosti nella lavanderia di una Sezione detentiva”, denuncia Salvatore Izzo, segretario provinciale del SAPPE. “I detenuti avevano occultato la sostanza stupefacente in una intercapedine del muro dove passano i tubi dell’acqua, smontando il coperchio che copriva la centralina idraulica e scavando all’interno per aumentarne lo spazio. Inoltre, è stato rinvenuto uno smartphone di ultima generazione all’interno di una cella, nascosto dietro uno specchietto che, anche se a prima vista potesse sembrare perfettamente incollato al muro, nascondeva, anche questa volta, una nicchia scavata ad arte per contenere alla perfezionamento il costoso dispositivo”, conclude il sindacalista. “Ogni giorno”, commenta Donato Capece, segretario generale del SAPPE, “la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane, per adulti e minori, si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. Questo fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte dei Baschi Azzurri della Penitenziaria diviene fondamentale. E deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti”. Capece torna a sottolineare le criticità detentive connesse all’alto numero di presenze di tossicodipendenti tra di detenuti: “Noi con il metadone non risolviamo il problema, ma dobbiamo portare questi ragazzi nelle comunità terapeutiche, anche perché ci costano di meno. Un detenuto in carcere costa mediamente 200 euro mentre in una comunità terapeutica da 50 a 80 euro. Così non solo risparmiamo, ma tra quelle persone qualcuno riusciamo a salvarlo e quando ci riusciamo non abbiamo salvato solo i ragazzi ma anche le famiglie, perché la tossicodipendenza non è un problema legato solo ai ragazzi ma è un problema di tutte le famiglie. E allora che senso ha tenerli in carcere?  Basterebbe anche replicare l’esperienza del carcere di Rimini, dove, oltre 20 anni fa, fu istituita una piccola sezione, con 16 posti, nella quale accedono quei detenuti che sottoscrivono un programma con l’amministrazione, impegnandosi a studiare, lavorare, non assumere più sostanze alternative come il metadone, e dopo un certo periodo di tempo, 6 mesi, un anno, vanno in comunità e vengono tutti recuperati. Risolveremmo in parte anche il problema del sovraffollamento”. Il segretario generale del SAPPE, infine, evidenzia il ruolo centrale della Polizia Penitenziaria come parte integrante del sistema sicurezza della Nazione, specie nell’ambito dell’esecuzione penale e penitenziaria per minori: “Sicurezza e diritti sono un binomio inscindibile anche quando si affronta la complessa realtà del sistema penitenziario, perché, salvi i casi più gravi, la doverosa esecuzione della pena deve costituire il presupposto per il ritorno alla vita civile del detenuto. Stare vicini alle donne ed agli uomini della Polizia Penitenziaria vuol dire condividere il delicato ruolo istituzionale che a loro affida lo Stato”.

Comunicato stampa

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Cronaca

Piazza dei Cinquecento: imbrattata statua Giovanni Paolo II nella Capitale

Imbrattata la statua di Papa Giovanni Paolo II, in piazza dei Cinquecento, ieri a Roma, dove è terminato il presidio a sostegno della causa palestinese allestito lo scorso 26 settembre.

I carabinieri della Stazione di Roma Macao hanno trovato sulla statua la scritta “fascista di merda” e il simbolo di falce e martello, come è visibile nella foto fornita dall’Adnkronos. Gli stessi carabinieri hanno attivato le procedure per la rimozione delle scritte e il ripristino dello stato dei luoghi.

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Spallanzani, medico aggredito dopo flash-mob per la Palestina

«Giovedì sera avevo appena finito il turno e ho partecipato al flash-mob promosso dai sanitari “Luci sulla Palestina”: come medici non possiamo stare in silenzio di fronte al genocidio in corso a Gaza. Stavo tornando all’auto a pochi metri dall’ospedale, su via Portuense, sono arrivati questi tre ragazzi di corsa, mi hanno strappato la bandiera palestinese dalle mani. Poi ho sentito un colpo fortissimo alla tempia, un dolore terribile», questo il racconto di Andrea Mariano, 51 anni, medico infettivologo, da 19 anni in forze all’Istituto nazionale per le malattie infettive «Lazzaro Spallanzani».

«Quei ragazzi avevano l’età dei miei figli, — confida il medico amareggiato ma anche arrabbiato —. La violenza non mi appartiene, non conosco l’odio. Pensare che, oltre a far parte del direttivo di Rifondazione Comunista, aderisco all’Anpi e ogni anno sono presente alle commemorazioni al Ghetto. So solo, come medico, di conoscere gli effetti di una guerra sulle persone».

I tre ragazzi hanno usato un casco da motociclisti per colpire l’uomo.

Solidarietà per il Dottor Mariano dallo Spallanzani, dall’Anpi e dal governatore Francesco Rocca.

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Ostia, 2 arresti e 11 denunce dei carabinieri

OSTIA – I Carabinieri della Compagnia di Roma Ostia hanno eseguito un servizio straordinario di controllo del territorio nella zona di Ostia Ponente, finalizzato alla prevenzione ed al contrasto dei reati predatori, dello spaccio di sostanze stupefacenti e del degrado urbano, seguendo le linee strategiche indicate dal Prefetto di Roma, dott. Lamberto Giannini, e condivise nell’ambito del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

All’esito dell’articolata attività, supportata dai Carabinieri del 4° Reggimento a cavallo, del Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare e di una unità cinofila della Compagnia Aeroporti di Roma, sono state arrestate 2 persone, altre 11 denunciate a piede libero e 15 persone segnalate al Prefetto quali assuntori di modiche quantità di sostanze stupefacenti.

Nello specifico, i due arresti scaturiscono entrambi dall’esecuzione di provvedimenti cautelari emessi dall’Autorità Giudiziaria. Il primo, un romano di 50 anni, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, è stato colpito dall’aggravamento della misura cautelare in carcere, a seguito di violazioni accertate dalla Stazione Carabinieri di Roma Acilia.

Il secondo arrestato, un cittadino albanese di 40 anni, a seguito di controllo effettuato dai Carabinieri della Stazione di Roma Ostia Antica, è risultato essere destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di rapina.

I Carabinieri della Stazione Roma Ponte Galeria hanno fermato un 17enne trovato in possesso di una modica quantità di marijuana. La successiva perquisizione domiciliare ha portato alla scoperta, sul balcone di casa, di due piante di marijuana e di infiorescenze già essiccate, per un peso complessivo di 60 grammi. Per questo motivo è scattata la denuncia non solo per il minore ma anche per i genitori, presenti in casa al momento del controllo.

I Carabinieri della Stazione di Roma Vitinia hanno poi denunciato un 23enne romano, che a seguito di controllo stradale è stato trovato in possesso di 10 grammi di hashish, 8 di marijuana e di un fungo allucinogeno.

Gli stessi militari hanno poi denunciato un altro romano, trovavo in possesso di 6 grammi di hashish.

Stessa sorte per un 37enne di Marino che, fermato dai Carabinieri della Stazione di Roma Acilia, è risultato detenere 3 dosi di cocaina, nonché materiale per il confezionamento e la pesatura.

Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Roma Ostia hanno denunciato un 22enne romano e un 19enne cileno, sorpresi in due distinti controlli mentre portavano con sé un coltello del genere proibito. Anche i Carabinieri della Stazione di Roma Casal Palocco hanno denunciato un cittadino egiziano, trovato in possesso di ben tre coltelli.

Nel corso dei posti di controllo effettuati durante il servizio, i Carabinieri hanno denunciato un 36enne romano che, fermato alla guida, ha rifiutato di sottoporsi all’alcoltest. La successiva perquisizione personale ha permesso di rinvenire una modica quantità di crack. Per l’uomo è scattato anche il ritiro della patente.

Un altro romano è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione di Roma Ostia, sorpreso – e non per la prima volta – a svolgere abusivamente l’attività di parcheggiatore nel piazzale della Stazione Vecchia.

Complessivamente, nel corso del servizio sono state type=’text/javascript’ identificate 264 persone, controllati 136 veicoli, ritirate 4 patenti ed elevate contravvenzioni al Codice della Strada per un totale di 26000 euro.

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Roma, interventi dei carabinieri per due incendi in abitazione

Ieri sera, poco dopo le 21, i Carabinieri della Stazione di Roma Cecchignola e quelli del Nucleo Radiomobile di Roma sono intervenuti in via De Rubertis, zona Laurentino 38, per la segnalazione di un incendio in un’abitazione al primo di 7 piani di un edificio.

Le fiamme si sono propagate nella cucina dopo che la proprietaria, una 26enne, mentre stava cucinando, ha fatto cadere, per distrazione, dell’olio bollente sui fornelli. L’incendio, che ha danneggiato parte della cucina, è stato domato dai Vigili del Fuoco che hanno dichiarato l’inagibilità dell’unità abitativa. La donna è stata trasportata da un’ambulanza del 118 presso l’ospedale Campus Biomedico di Trigoria (RM), dove è giunta in codice verde.

Alcuni condomini, a causa del fumo che si era diffuso nello stabile, sono usciti dalle rispettive abitazioni a scopo precauzionale, per il tempo strettamente necessario allo spegnimento.

Nella notte, vero le ore 2:20, i Carabinieri della Stazione di Roma Trionfale e quelli della Stazione di Roma Medaglie d’Oro sono intervenuti in un condominio in via dei Dardanelli, dove, per cause in corso di accertamento, si era sviluppato un incendio che stava interessando l’appartamento al piano seminterrato di proprietà di una 41enne italiana.

Evacuato l’intero stabile di 6 piani e messe in sicurezza 10 famiglie, le fiamme sono state spente dai Vigili del Fuoco.

La proprietaria dell’appartamento interessato dalle fiamme, una 41enne italiana, e un altro condomino, 77enne italiano, sono stati trasportati, in codice giallo, da ambulanza presso l’ospedale Santo Spirito, la prima per inalazione di monossido di carbonio e il secondo a seguito di una caduta nel corso delle fasi di evacuazione.

Tre abitazioni dello stabile sono state dichiarate inagibili.

Indagini in corso da parte dei Carabinieri.

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Cronaca

Fonte Nuova (RM), arrestata 23enne per spaccio

FONTE NUOVA (RM) – Nel rispetto dei diritti degli indagati (da ritenersi presunti innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) e al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, si comunica che i Carabinieri della Stazione di Mentana (RM), nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio, hanno arrestato, in flagranza di reato, una 23enne italiana, con precedenti e già destinataria di foglio di via obbligatorio da Monterotondo e denunciato contestualmente una 23enne ed una 16enne, tutte gravemente indiziate di spaccio di sostanze stupefacenti.

I fatti risalgono al pomeriggio del 2 ottobre, quando una pattuglia della Stazione Carabinieri di Mentana è stata attratta da particolari movimenti effettuati da una utilitaria nei pressi dell’abitazione della 23enne, già nota alle forze dell’ordine. I militari, dunque, durante il controllo, all’interno della autovettura, trovano le ragazze in possesso della sostanza stupefacente. I successivi approfondimenti presso l’abitazione della 23enne hanno consentito di rinvenire ulteriore droga, per un totale di oltre 170 grammi, suddivisi in 160 dosi, 6 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e la somma contante in banconote di piccolo taglio di Euro 1.100, ritenuta il provento dell’attività delittuosa. Le tre ragazze non hanno fornito alcuna motivazione.

La 23enne italiana è stata tradotta presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria di Tivoli, mentre la 16nne è stata affidata ad una casa famiglia.

Il risultato, frutto della costante attività di controllo del territorio posta in essere dai Carabinieri della Compagnia di Monterotondo è ulteriore testimonianza dell’attenzione posta da quei militari al contrasto dei reati, in particolare riguardo alle sostanze stupefacenti ed ai reati contro il patrimonio, per garantire la sicurezza dei cittadini di questi territori.

Comunicato stampa