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Cronaca

Roma. Centro massaggi a luci rosse scoperto a Marconi

“Massaggi, ma anche di un certo “tipo”. Lo sapevano alcuni clienti

che frequentavano il centro massaggi praticamente H24 dietro il quale però, si nascondeva una vera e propria “casa di tolleranza”.

Sul web, del resto, si trovavano annunci che spiegavano nel dettaglio le prestazioni erogate con tutti i servizi offerti.

E’ SUCCESSO NEL QUARTIERE MARCONI

A far scattare il controllo sono state anche le segnalazioni dei residenti, stanchi dal continuo via vai di uomini ad ogni giorno e della notte.

Il tutto avveniva nel quartiere Marconi: è qui che la Polizia, dopo i dovuti accertamenti, ha posto sotto sequestro la struttura, una vera e propria casa chiusa nascosta dietro le insegne di un centro massaggi.

A contribuire alle indagini sono stati gli stessi clienti, che hanno confermato agli agenti della Polizia di Stato dell’XI Distretto San Paolo che all’interno del centro, dietro pagamento, venivano elargite prestazioni sessuali. Non più, né meno di quanto accertato in altre strutture analoghe che spesso fanno riferimento a cittadini stranieri, quasi sempre di nazionalità cinese. 

DENUNCIATE DUE DONNE CINESI

Al momento del controllo sono state identificate due donne cinesi

che sono state denunciate per sfruttamento e favoreggiamento

della prostituzione mentre per una di esse è scattato anche il decreto di espulsione in quanto irregolare sul territorio italiano. Una terza donna, che non era presente sul posto al momento dell’accesso della Polizia, 

è stata denunciata per i medesimi fatti in quanto titolare della licenza

e del contratto d’affitto. È stato successivamente accertato che le 2 donne trovate all’interno del centro massaggi pubblicizzavano come detto la loro attività su siti d’incontri, vietati ai minori, con descrizioni dettagliate delle loro prestazioni. Il locale è stato immediatamente chiuso e sottoposto al sequestro, così come il contante rinvenuto, 1.500 euro. 

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Roma. Incidente a Conca d’Oro: furgone contro le auto in sosta. Morto 50enne

Per cause ancora da accertare, probabilmente per via di un malore, un uomo di 50 anni, alla guida di un furgone Fiat Ducato, ha perso

il controllo del mezzo colpendo due veicoli a lato della strada, una Toyota Chr e una Lancia Musa, ed è morto.

E’ SUCCESSO IERI, VENERDI’ 6 OTTOBRE IN VIA VAL D’ALA

L’incidente è avvenuto ieri incontro alle 15 in via di Val d’Ala, in zona Conca d’oro a Roma.

A intervenire sul posto le pattuglie del III Gruppo nomentano della Polizia Locale. 

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Servizio di controllo in piazzale Ostiense di Carabinieri e Polizia Locale

Servizio coordinato di controllo in piazzale Ostiense questa mattina, dei Carabinieri della Compagnia di Roma Eur, unitamente agli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, mirato alla prevenzione e alla repressione di ogni forma di illegalità e degrado. Le verifiche hanno riguardato l’area antistante la stazione ferroviaria Ostiense, i parcheggi e le banchine degli autobus, oltre alla zona interessata dalla presenza dei banchi addetti alla vendita ambulante. Ad esito delle attività, identificate 25 persone, tra cui 6 cittadini stranieri, senza fissa dimora e con precedenti, e elevata una contravvenzione, di 500 euro, per vendita abusiva, con il sequestro amministrativo di circa 1 quintale di materiale vario, poi rimosso da personale dell’azienda AMA, intervenuto sul posto.

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Il Tar del Lazio ha bloccato il decreto del ministro Schillaci sul CBD

Il TAR del Lazio ha bloccato il decreto del ministro della Salute del governo Meloni, Orazio Schillaci, entrato in vigore lo scorso 22 settembre, che inserisce il cannabidiolo (CBD), molecola non psicotropa presente nella cannabis, tra le sostanze stupefacenti. Antonella Soldo, coordinatrice dell’Associazione Meglio Legale, la campagna per la legalizzazione della cannabis, ha commentato così la notizia:

Provvedimento del TAR scontato

«Il provvedimento con cui il TAR del Lazio blocca il decreto Schillaci era prevedibile, oltre che scontato. Il CBD, la molecola della cannabis che si voleva inserire nell’elenco dei medicinali stupefacenti, stupefacente non è. Non ha alcun effetto drogante e l’olio di CBD è prodotto e venduto liberamente nel resto d’Europa. E c’è pure una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea a ribadire che così deve essere. Ora probabilmente questo governo si difenderà dicendo che pure i giudici del Tar Lazio sono troppo di sinistra, ma il punto è che quel decreto era un pastrocchio dal punto di vista giuridico e scientifico. E i giudici non potevano fare altrimenti.

Cosa accadrà tra un mese

Ora vedremo cosa accadrà tra un mese, quando scade il periodo di sospensione. Il rammarico vero è per quelle migliaia di persone che lavorano in questo settore che subiscono una vera e propria persecuzione. Uno stigma che susciterebbe scandalo verso qualsiasi altra categoria di lavoratori, ma che questo governo porta avanti con nonchalance in nome di una guerra alla droga che è una farsa». Ora nel Lazio, per volere dei giudici, il provvedimento è sospeso fino al 24 ottobre 2023.

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La spirale di violenza nelle carceri del Lazio sembra senza fine

La spirale di violenza che contraddistingue le carceri del Lazio e l’Istituto penale per minorenni di Roma, a Casal del Marmo, sembra senza fine. In pochi giorni, infatti, denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, si sono verificate diversi eventi critici un po’ in tutta la Regione.

Spirale con serie di eventi critici

Come spiega Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del SAPPE, «ieri, a Casal del Marmo, un detenuto italiano minorenne ha dato una schiaffo in faccia ad un collega Assistente Capo solamente perché era stato invitato a rientrare in cella. Siamo in balia di alcuni detenuti violenti. E noi del SAPPE ascoltiamo tutti i giorni lamentele di questi colleghi stanchi feriti e demoralizzati…».

Donato Capece segretario SAPPE

Il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece stigmatizza il grave episodio del carcere minorile romano ed esprime solidarietà ai poliziotti coinvolti: «Con questi ulteriori gravi eventi critici sale vertiginosamente il numero dei poliziotti coinvolti da detenuti senza remore in fatti gravi. Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza a tutti i colleghi dell’IPM di Roma: e quest’ultimo episodio deve far riflettere i vertici dell’Istituto e della Regione. Ci vuole una completa inversione di rotta nella gestione delle carceri regionali, siamo in balia di questi facinorosi. Facciamo appello anche alle autorità politiche regionali e locali: in carcere non ci sono solo detenuti, ma ci operano umili servitori dello Stato che attualmente si sentono abbandonati dalle Istituzioni». Per questo, il leader del SAPPE, «auspica in un celere intervento di questo Governo sulle continue aggressioni al personale oramai all’ordine del giorno».

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Roma. Auto contro l’acquedotto, danneggiato l’arco dell’Alessandrino

Ha preso male le misure e si è schiantato con la parte anteriore dell’auto contro l’acquedotto Alessandrino. L’incidente stradale – fortunatamente senza feriti – è avvenuto giovedì mattina in viale Palmiro Togliatti,

fra Centocelle e l’Alessandrino, a Roma sud, danneggiando l’arco del monumento romano.

E’ SUCCESSO ALLE 12.30 DI GIOVEDI’ 5 OTTOBRE 2023

Sono stati gli agenti del V gruppo Casilino della polizia locale di Roma Capitale a intervenire alle 12:30 sulla strada del quartiere del V municipio. Sotto l’arco in direzione della via Casilina, una Seat Altea. Illeso il conducente i caschi bianchi hanno richiesto l’intervento della sovrintendenza per valutare i danni provocati all’Acquedotto romano dell’Alessandrino.

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Incendio in un’autorimessa ad Artena: le fiamme distruggono 4 auto.

Momenti di paura ad Artena, comune alle porte di Roma.

Nel tardo pomeriggio di giovedì 5 ottobre un incendio ha coinvolto un’autorimessa in via Ariana, nella zona di Artena al confine con Lariano. Sul posto i vigili e fuoco di Velletri e i carabinieri della stazione di Artena che hanno avviato subito gli accertamenti per accertare i fatti.

E’ SUCCESSO NEL TARDO POMERIGGIO DI GIOVEDI’ 5 OTTOBRE

Le fiamme hanno distrutto un capannone e quattro auto, tra cui un mezzo pesante. Intossicato dai fumi il titolare che è stato trasportato in ospedale dal 118. Non è in gravi condizioni. Non è escluso che l’incendio sarebbe partito da uno dei mezzi presenti nel capannone industriale, mentre i proprietari della autorimessa carrozzeria erano ancora al lavoro. Sul caso indagano i carabinieri.

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Violenta una sedicenne a Guidonia, arrestato un uomo di 25 anni

Un uomo di 25 anni, cittadino marocchino, è stato arrestato dalla

polizia a Tivoli perché accusato di violenza sessuale ai danni di una 16enne.

Lo stupro è avvenuto nell’agosto scorso in un parco pubblico della frazione di Villalba, nel comune di Guidonia Montecelio.

LO STUPRO E’ AVVENUTO NELL’AGOSTO SCORSO IN UN PARCO PUBBLICO DELLA FRAZIONE DI VILLALBA

Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Tivoli, la minore aveva conosciuto il ragazzo qualche mese prima, i due dopo aver fatto amicizia si erano scambiati messaggi telefonici sui social e, poi,

una sera, alla fine del mese di agosto, i due si sono incontrati nei

pressi di un bar dove si erano dati appuntamento, avevano fatto una passeggiata per poi recarsi in un parco pubblico dove si erano seduti

su una panchina, chiacchierando tranquillamente come avrebbero fatto due amici. Improvvisamente è scattata la violenza dell’uomo.

La ragazza è riuscita, tuttavia, a divincolarsi e, terrorizzata e in lacrime, è riuscita di allontanarsi minacciata dall’uomo di non raccontare a nessuno l’accaduto. Dopo essersi confidata con una cugina e una

sua amica la vittima ha trovato la forza di raccontare tutto ai suoi genitori che hanno immediatamente denunciato i fatti agli agenti del commissariato. E’ immediatamente scattata l’attività prevista in questi casi, con audizione protetta autorizzata dal pm in ‘turno violenza’, durante la quale la ragazza ha riferito e sporto denuncia. L’uomo è stato infatti rintracciato nel quartiere di Villalba, tratto in arresto e trasferito in carcere.

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Alta la tensione nel carcere di Civitavecchia: poliziotto aggredito

Alta la tensione nella Casa di reclusione di Civitavecchia, dove ieri si è verificato un grave atto di violenza. La notizia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, per voce del segretario nazionale del Lazio Maurizio Somma:

Alta tensione sfociata in violenza

«Ancora violenze nel carcere di Civitavecchia. Presso la III^ Sezione c’è stata una aggressione nei confronti di un poliziotto. L’agente ha richiamato il detenuto lavorante, di origine rumene, dicendogli cambiare i sacchi della spazzatura. Questi, all’improvviso, senza nessuna ragione, gli ha tirato un violento calcio in pieno petto, senza nessuna grave conseguenza, per fortuna, anche se il collega è stato poi portato in ospedale e gli hanno refertato una prognosi di sette giorni. Non se ne può più! La situazione nelle carceri del Lazio, ed in quella di Civitavecchia in particolare, è critica»,

La denuncia di Maurizio Somma

denuncia Somma che aggiunge: «ci si aspetta forse un gesto ancora più violento ed eclatante affinché qualcuno possa intervenire, dimenticando che chi opera all’interno degli istituti sono uomini e donne dello Stato che rischiano la vita ogni giorno per garantire la sicurezza in un carcere?». Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime solidarietà al poliziotto contuso a Civitavecchia ed è impietoso nella sua denuncia:

La preoccupazione di Donato Capece

«Siamo preoccupati dall’alto numero di eventi critici che si registrano ogni giorno nelle carceri: e siamo sconcertati dall’assenza di efficaci provvedimenti contro coloro che si rendono responsabili di queste inaccettabili violenze, anche perché questo determina quasi un effetto emulazione per gli altri ristretti violenti. Aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale, così come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine del giorno. È per noi importante e urgente prevedere un nuovo modello custodiale ed è necessario intervenire con urgenza». Per Capece non c’è più tempo da perdere: «Servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto. La via più netta e radicale per eliminare tutti questi disagi sarebbe quella di un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere: certo non indulti o amnistie».

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Rapina 93enne: in manette a Centocelle un bosniaco 39enne

Rapina 93enne: in manette a Centocelle un bosniaco 39enne. I Carabinieri della Stazione locale, su delega della Procura della Repubblica di Roma, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa lo scorso 28 settembre dal G.I.P. del Tribunale di Roma, nei confronti di un 39enne senza fissa dimora, di origini bosniache, gravemente indiziato del reato di rapina nei confronti di una donna anziana.

Rapina dello scorso 28 agosto

Nello specifico, la vittima una 93enne romana, lo scorso 28 agosto, si è presentata presso la Stazione Carabinieri di Roma Centocelle per denunciare che due giorni prima era stata vittima di una rapina. L’anziana ha raccontato che, dopo aver fatto la spesa in un supermercato di Viale delle Gardenie, si recava presso la propria abitazione quando, dopo aver fatto ingresso all’interno dell’androne condominiale, un soggetto di sesso maschile le impediva di chiudere il portone ed entrava con prepotenza cercando di strapparle la borsa che portava a tracolla.

Urla della donna

La 93enne ha iniziato ad urlare attirando l’attenzione di una vicina del palazzo di fronte che, vista la scena e sentite le urla, ha urlato anch’essa col fine di mettere l’uomo in fuga. L’indagato infatti dopo aver strattonato e malmenato la vittima, disturbato dal contesto, prima di allontanarsi ha però repentinamente strappava dai lobi dell’anziana un paio di orecchini d’oro, provocandole delle ferite ai lobi e diverse ecchimosi sul corpo. Nonostante le ferite la nonnina ha rifiutato il trasporto in ospedale da parte del 118 arrivato sul posto poco dopo.

Descrizione del rapinatore accurata

Nonostante tutto, l’anziana vittima è riuscita a descrivere l’uomo, fornendo particolari molto utili ai Carabinieri per risalire ad un identikit. La donna infatti ha da subito riferito di essere in grado di riconoscere il rapinatore avendo notato un neo sullo zigomo sinistro del suo aguzzino, ricordando di averlo incrociato all’interno del supermercato dove poco prima aveva fatto la spesa. I Carabinieri, a quel punto, acquisendo e analizzando anche le immagini di videosorveglianza del supermercato, hanno individuato il 39enne che corrispondeva alla descrizione della vittima che lo ha riconosciuto senza ombra di dubbio. I gravi indizi di colpevolezza raccolti hanno consentito alla Procura di richiedere e ottenere dal Gip l’ordinanza di custodia cautelare in carcere che i Carabinieri hanno eseguito il 2 ottobre. I militari hanno rintracciato l’uomo all’interno di un parco pubblico e lo hanno arrestato, per lui si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli.