I giochi della speranza venerdì 13 giugno, presso la Casa Circondariale Rebibbia N.C. “Raffaele Cinotti”, via Raffaele Majetti 70, in occasione del Giubileo degli sportivi. La piccola olimpiade, promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, dal DAP – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e dalla rete di magistrati “Sport e Legalità”, vuole rappresentare un’importante occasione di riflessione e confronto sul valore educativo e rieducativo dello sport in ambito penitenziario. Hanno confermato la loro partecipazione anche il il presidente del CONI Giovanni Malagò e il presidente del CIP Luca Pancalli.
Giochi presentati dal Cardinale Baggio
Il Cardinale Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede, ha presentato l’evento: «Si tratta di un’iniziativa molto interessante che ci mette a confronto con una realtà davvero dura come quella del carcere, spesso anche di sacrificio per chi ci lavora, ma soprattutto per le persone che si trovano costrette a un regime di detenzione. Una realtà che però può trovare anche una via di speranza proprio attraverso lo sport, che è salute fisica, salute mentale, ma anche tempo piacevole passato insieme.
Ritrovare gli altri
È questione di disciplina, ma è anche un modo per ritrovarsi e ritrovare gli altri attraverso rapporti che possono essere consolidati o ristabiliti in grande amicizia. I Giochi della Speranza rappresentano qualcosa di particolarmente importante per la Chiesa ma soprattutto per il nostro Dicastero a cui il compianto Papa Francesco aveva chiesto un’attenzione particolare proprio per le carceri. Infatti abbiamo deciso di fare il nostro Giubileo proprio a Rebibbia, celebrando l’evento con i detenuti, gli addetti alla sicurezza e con coloro impegnati nella Pastorale, sempre impegnati nel segno della speranza. Penso che questa piccola olimpiade sia una delle iniziative più belle nelle carceri di cui io abbia sentito parlare negli ultimi anni».
Daniele Pasquini
Così Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport: «Siamo assolutamente consapevoli di quanto possa essere fondamentale l’attività sportiva all’interno delle carceri. Un’importanza, anzi direi una necessità, un bisogno primario, che probabilmente spesso non cogliamo pienamente. Questo bisogno di sport non può rimanere inascoltato. Per questo abbiamo deciso di dare una ricaduta concreta, pratica a questa riflessione, lanciando la prima edizione dei Giochi della Speranza. Questi giochi vogliono essere una sorta di eredità del Giubileo degli sportivi per il mondo delle carceri italiane: un modello replicabile anche in altre strutture carcerarie. Dare speranza ai detenuti passa anche dallo sport».
Comunicato Stampa