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Stagione di raccolta del tartufo bianco al via nel Belpaese

Stagione di raccolta del tartufo bianco al via, con le prime quotazioni che spingono gli italiani all’acquisto facendo registrare in media prezzi di 2500 euro al Kg per pezzature oltre i 50 grammi (la più pregiata) alla borsa del tartufo di Acqualagna, nell’ultima rilevazione, anche se molto dipende da caratteristiche e profumo. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti che fa precedere un fine stagione con il botto per feste, sagre e mostre lungo tutto lo Stivale che rappresentano una ottima occasione per acquistare o assaggiarlo nelle migliori condizioni e ai prezzi più convenienti. Le buone condizioni climatiche hanno favorito un contenimento dei prezzi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando si registravano per le stesse dimensioni valori di 4500 euro al chilo.

Scenari positivi per la stagione 2023

Arrivati a metà novembre, si aprono scenari positivi sulla stagione del tartufo bianco con il clima e l’abbassamento delle temperature che assicurano una qualità davvero alta con ottimi profumi che rispecchiano appieno le caratteristiche peculiari del Tuber magnatum. Prezzi molto convenienti si registrano in realtà lungo tutta la Penisola, dove le manifestazioni in corso sono una opportunità da cogliere al volo. Le condizioni climatiche fino ad ora hanno consentito infatti una buona raccolta per il Tuber magnatum Pico che si sviluppa in terreni freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione.

Ricercatori in tutta l’Italia

Dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all’Umbria, dall’Abruzzo al Molise, ma anche nel Lazio e in Calabria sono numerosi i territori battuti dai ricercatori. Il tartufo è un fungo che vive sotto terra ed è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell’albero con cui vive in simbiosi. Nascendo e sviluppandosi vicino alle radici di alberi come il pino, il leccio, la sughera e la quercia il tartufo, deve le sue caratteristiche proprio dal tipo di albero presso il quale si è sviluppato. La forma, invece dipende dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio.

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