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Cronaca

Matteo Barbieri, ira della madre: «Ricerche in ritardo». Accuse sul web: non è stato un incidente

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Rosalba Emiliozzi)E' solo un incidente o c'è qualcos'altro dietro la morte di Matteo Barbieri? Il mondo del web in queste ore sta avanzando dubbi e si rincorrono, con il meccanismo moltiplicatore della condivisioni, tesi che ragionano sull'omidicio stradale, sull'ipotesi che un eventuale pirata, forse ubriaco, possa aver incrociato sulla sua strada la moto di Matteo, l'abbia centrato scaraventandolo via e uccidendolo. Per evitare arresto e processo, il pirata avrebbe nascosto il cadavere senza soccorrere il ragazzo. «Io, al momento, credo si sia trattato di un incidente, ad altro non credo e non so perché stanno scrivendo queste cose su mio figlio – dice al telefono la madre di Matteo, Maria Mogavero – se ci sono altre ipotesi sarà la magistratura a doverle accertare, ma per ora non abbiamo comunicazioni in tal senso». La donna è disperata, è appena finita l'autospia del figlio, il 18enne della Baldunina trovato morto sulla pericolosa strada Braccianese a nove giorni da quello che, ad oggi,  sembra un incidente autonomo. Appena il magistrato darà il nulla osta saranno celebrati i funerali, che non sono stati ancora fissati.
GLI ACCERTAMENTI. Dopo il ritrovamento gli agenti del distaccamento Polstrada di Monterosi hanno fatto ulteriori accertamenti sulla morte del Matteo, scomparso la notte del 12 luglio scorso e ritrovato senza vita in prossimità del km 5+200 della strada provinciale Braccianese. Il ragazzo, in sella alla sua moto Honda, avrebbe dovuto far rientro da Roma ad Anguillara Sabazia. Dai rilievi è emerso che nel tratto di strada a doppio senso, all'altezza di una curva a sinistra, il centauro è uscito di strada e, dopo aver urtato un albero, ha finito la sua corsa all'interno di un canale nascosto dai cespugli. I poliziotti stanno effettuando ulteriori accertamenti per chiarire quali possono essere state le cause che hanno portato al decesso: un animale che ha attraversato all'improvviso, un colpo di sonno, una distrazione o anche l'ipotesi di un'eventuale collisione con un altro mezzo. Quest'ultima tesi è stata rilanciata ieri sulla sua pagina Facebook da Riccardo Corsetto, come la «teoria del gatto nero» con gli «strani movimenti della sim» di Matteo e il corpo che non viene visto da amici e parenti che in quel punto, dove si aggancia il telefono di Matteo per l'ultima volta, hanno affisso manifesti e fatto ricerche.

LA RABBIA. Ed è proprio sulle ricerche che mamma Maria è molto arrabbiata: «E' stato un incidente sì, ma si è proceduto male, per allontamento volontario solo perché mio figlio era maggiorenne, ma Matteo non si sarebbe mai allontanato, non ne aveva motivo. Poi ci sono stati problemi nelle ricerche ritardate e, successivamente, nel reperire tutti gli oggetti di mio figlio, trovati non dagli investigatori ma da mio padre o da amici sul posto». Il corpo senza vita è stato ritrovato solo dopo nove, lunghissimi, giorni. «E io non posso neanche riconoscerlo visivamente, non posso neanche vederlo, sono passati otto giorni, c'è stato il diluvio, immagini come è ridotto. Ho anche questo grande dolore di non poter rivedere mio figlio».

IL RICORDO.  La mamma traccia il ritratto del ragazzo, studente dell'Enrico Fermi, eccellente in informatica e con la voglia di riprendere gli studi e fare l'università. «Era un bravissimo ragazzo – dice la mamma – quest'anno, per un problema di assenze, non aveva voluto fare la maturità ed era andato a lavorare come cameriere per non pesare sulla famiglia, l'aveva fatto anche a 17 anni, anche se non ne aveva bisogno. I soldi gli servivano per la moto, la benzina e piccole spese». Da qualche tempo Matteo era andato a vivere ad Anguillara da un amico e nella notte tra l’11 e il 12 agosto, dopo il turno di lavoro al ristorante “Capperi!” alla Balduina, aveva inviato un messaggio alla fidanzata, Diana: «Amore sto tornando a casa». Un sms era arrivato anche alla mamma, prima di mettersi in moto e andare sulla Braccianese dove ha perso la vita e dove solo dopo appelli strazianti dei genitori e continue ricerche è stato ritrovato. «Matteo non è riuscito a godersi la sua vita», dice la mamma.

 

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Cronaca

La Corte Europea ferma lo sgombero di Camping River previsto per oggi

La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, attraverso l’adozione di una misura di emergenza, ha ordinato al Governo italiano di non procedere allo sgombero dell’insediamento di Camping River, previsto per la giornata di oggi a Roma, ovvero 48 ore dopo la notifica agli abitanti dell’Ordinanza n.122 del 13 luglio 2018 firmata dalla sindaca Virginia Raggi.

La decisione della Corte è giunta in seguito al ricorso sollevato da 3 abitanti del “campo”, supportati da Associazione 21 luglio.
La Corte «ha deciso, nell'interesse delle parti e del corretto svolgimento del procedimento dinanzi ad essa, di indicare al Governo italiano, a norma dell'articolo 39, di sospendere lo sgombero previsto fino al venerdì 27 luglio 2018» e, nell’attesa, ha chiesto al Governo italiano di indicare nelle prossime ore le misure alloggiative previste per i richiedenti, la data prevista per lo sgombero esecutivo e qualsiasi sviluppo significativo dello sgombero di Camping River.

Le tre persone rom ricorrenti, hanno vissuto per alcuni anni nell’insediamento di Camping River in cui attualmente risiedono circa 300 persone, esclusivamente rom, secondo Associazione 21 luglio "segregate su base etnica e i cui diritti umani sono stati ripetutamente violati dalle istituzioni capitoline nelle diverse azioni previste dal Piano rom”.

Dopo le azioni inclusive organizzate dal Comune di Roma, il 19 luglio 2018 ad ogni famiglia dell’insediamento è stata notificata l’Ordinanza sindacale n.122 del 13 luglio 2018 con la quale la sindaca Virginia Raggi ha ordinato «l’allontanamento dall’area […] di tutte le persone presenti, a qualsiasi titolo, entro il termine perentorio di quarantotto (48) ore dalla notifica della presente ordinanza, per scongiurare i rischi sulla loro salute» senza fornire alcuna soluzione alternativa adeguata, lasciandole di fatto per strada, aumentando la loro vulnerabilità.
 
La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo può indicare “misure ad interim” in casi di emergenze, in modo da fermare un “rischio imminente di danno irreparabile”. Sempre più di frequentemente, riceve richieste di adozione di misure per fermare sgomberi, ma si limita a farlo solo in particolari circostanze. Vittime di violazioni di diritti umani possono rivolgersi alla Corte Europea solo se non dispongono di mezzi efficaci per fare ricorso davanti ai Tribunali nazionali. I tre autori dell’azione hanno, con successo, dimostrato che i Tribunali italiani, visto il brevissimo tempo concesso, non hanno fornito loro mezzi efficaci per fronteggiare il rischio dello sgombero.

Associazione 21 luglio accoglie con grande soddisfazione la decisione della Corte Europea e auspica che il Comune di Roma possa coglierne l’importanza per una profonda revisione del “Piano rom” e per avviare una rinnovata e genuina consultazione con le persone dell’insediamento.
 
Secondo Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio, «il fatto che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo abbia deciso di intervenire in modo così eccezionale dimostra quanto la situazione romana sia assolutamente fuori controllo. Oggi viene certificato come il “Piano rom” della città di Roma calpesta gli impegni assunti dall’Italia a livello europeo a fine di garantire un trattamento egualitario dei rom. Ma tutto ciò non basta! Da una parte è urgente promuovere nuove consultazioni con gli abitanti dell’insediamento, dall’altra è importante conoscere i nomi degli esecutori di un “Piano” irrealistico, scellerato, costoso e lesivo dei diritti umani. Chiediamo alla sindaca di individuare e punire i responsabili delle diverse azioni che negli ultimi mesi si sono succedute a Camping River e cha hanno portato ad una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle famiglie residenti. Chi ha sbagliato – conclude – è giusto che paghi. Dare la colpa della mancata inclusione ai rom, come fatto anche in questo caso, è un atto scorretto e ingiusto».
 
Nella giornata odierna, alle ore 15,30, una delegazione di Associazione 21 luglio si recherà in Campidoglio per consegnare, presso la segreteria della sindaca Virginia Raggi, la risposta della Corte e le centinaia di firme raccolte in questi giorni nella mobilitazione on line organizzata per chiedere la sospensione delle azioni di sgombero. Nel corso della consegna è previsto un breve incontro con la stampa presente.

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Salvini: «A Roma la situazione dei rom rom è un casino totale»

(Fonte: Corriere della Sera, di Maria Egizia Fiaschetti) – Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, prepara il terreno per l’incontro di domani con Virginia Raggi: «Il mio obiettivo è arrivare a zero campi rom». Parole che, oltre a tracciare la linea, danno la misura dell’approccio: se non muscolare, come quando il segretario della Lega evocava la ruspa, improntato alla fermezza. Tanto più, ed ecco la bordata, perché «a Roma la situazione sui rom è un casino totale».

Il vice premier rilancia la proposta di censire le presenze: «Mi hanno dato del nazista – contrattacca – ma possono esserci anche finlandesi nei campi. Vado a controllare chi c’è, possono essere italiani, romeni, slavi, extracomunitari, e l’obiettivo è arrivare a una chiusura progressiva». Se non fosse che, nelle stesse ore, slitta lo sgombero del Camping River . Scadeva lunedì il termine, notificato dall’ordinanza sindacale, entro il quale gli abitanti avrebbero dovuto lasciare l’insediamento. Si è deciso, tuttavia, di rinviarlo di qualche giorno (a martedì o mercoledì).

Dopo i primi rientri volontari, altre famiglie si sono rivolte ai servizi socialiper valutare le soluzioni messe in campo dall’amministrazione: dal rimpatrio al trasferimento da parenti o in affitto. Quanto alle frasi di Salvini, che rischiano di suonare come una stoccata, da Palazzo Senatorio dribblano le polemiche: «Il ministro dice di voler arrivare a zero campi con le buone maniere, educatamente, rispettosamente – fanno notare dal Campidoglio -. Sembra aver sposato la nostra linea, che punta sull’integrazione». Resta il problema del Camping River, non ancora sgomberato: «Il termine non era obbligatorio, si stanno verificando le condizioni… se poi l’Asl dice che lì non si può vivere…».

Dal Comune smentiscono che il rinvio sia dovuto al ricorso presentato dall’«Associazione 21 luglio» alla Corte di Strasburgo: «Le vicende non sono collegate. Dopo il viaggio della sindaca a Craiova (Romania) abbiamo ricevuto altre richieste di aderire alle iniziative dell’amministrazione, motivo per cui si è pensato di concedere agli abitanti qualche giorno in più». La trasferta in Romania, oltre a tessere rapporti diplomatici, ha aperto un canale con il mercato del lavoro in deficit di manodopera al punto da assumere operai vietnamiti. In questa prospettiva, si sta lavorando a un protocollo d’intesa con associazioni datoriali simili alle nostre Confcommercio e Confindustria, per favorire l’afflusso di forza lavoro. Craiova ha anche messo a disposizione 170 particelle di terreno edificabile, da assegnare gratis a quanti accetteranno di rientrare nel proprio Paese. Si ipotizzano accordi analoghi con altre città, mentre sono in corso contatti con l’associazione Parada (quella che a Bucarest si occupava dei ragazzi dei tombini) attiva anche nel sostegno alle minoranze. Sul River, nel frattempo, proseguono gli accertamenti patrimoniali, dopo che un abitante ha traslocato a bordo della Porsche Cayenne di un connazionale presentatosi come il fratello.

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Roma, truffa sui celiaci: ai domiciliari leader di Forza Nuova

(Fonte: Corriere della Sera, di Ilaria Sacchettoni) – Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova, promotore del movimento «Roma ai romani» e di manifestazioni anti-immigrati dal Trullo al centro storico, è finito ai domiciliari per truffa e falso. Tra una ronda e un presidio contro gli stranieri aveva dato il via ad alcune rivendite di prodotti per celiaci, la «Celiachia world», la «Biogluten» e la «Celiachia e benessere» che, nel 2017, avevano incassato 1 milione e 349mila euro di rimborsi regionali per gli intolleranti al glutine. Quei rimborsi, secondo il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Alberto Pioletti, sarebbero stati ottenuti presentando buoni contraffatti, imitazioni (approssimative) dei bonus attraverso i quali le aziende sanitarie locali erogano contributi a pazienti affetti da celiachia. Una truffa elaborata ipotizzando l’assenza di controlli. Alla luce della militanza un dubbio è lecito. Che i soldi servissero a finanziare i battage di Castellino? Al momento è giusto un’ipotesi.

Con il leader di Forza Nuova è stato arrestato anche l’imprenditore Giorgio Mosca, suo collega nella vendita di prodotti specializzati. Alle origini degli approfondimenti la denuncia di Loredana Vasselli, direttore della vigilanza Farmacie e depositi della Roma B. Siamo ai primi di novembre 2017 e la dirigente si presenta in procura con una copia dei ticket rimborsati. Visti da vicino, quei foglietti, paiono dei fac-simile: «Si trattava — è ricostruito nell’ordinanza di misure cautelari della gip Monica Ciancio — di buoni presentati in fotocopia, con lo stesso codice a barre (che invece avrebbe dovuto essere sempre differente) e con modifiche eseguite a penna in corrispondenza di alcuni campi». Ricapitolando, la manager pubblica si trova di fronte a una scoperta inquietante. Da un lato ci sono i soldi erogati dalla Asl (centinaia di migliaia di euro) dall’altra ci sono dei buoni evidentemente manipolati. La Vasselli informa gli investigatori che a loro volta delegano approfondimenti ai carabinieri del Nas.

La Asl apre i propri registri, spunta fuori altro: in quei buoni ci sono «incongruenze fra l’età del paziente e il suo codice fiscale nonché fra il numero del buono e il mese di riferimento, (sono, ndr) privi del numero progressivo e dell’età dell’assistito, con grafica, timbri e numerazioni difformi da quelli originali, uso di inchiostri di colori diversi, duplicazioni dei medesimi buoni e intestazione e assistiti di altri distretti». In qualche caso il ticket riporta il timbro di una dirigente che dal 2015 non è più in servizio. Delle contraffazioni evidenti. É solo una prima scoperta. Gli investigatori non fanno in tempo a ricostruire le origini di quella srl (la «Celiachia a benessere») che ha appena incassato dalla Roma B centinaia di migliaia di euro ed ecco che altri dirigenti di altre asl bussano in procura. Partono verifiche sui pazienti celiaci che però disconoscono le loro firme. Si ricostruisce, allora, la genesi delle srl e viene fuori che il capitale con cui sono state costituite è pari a 1 euro. Nel frattempo Castellino e Mosca continuano a esigere rimborsi sulla base dei soliti stravaganti buoni. Ma le asl bloccano il pagamento e i due finiscono sul registro degli indagati.

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San Paolo, acquistava droga sul dark web: arrestato

M.F., romano di 34 anni, era riuscito ad introdursi nel “dark web” conosciuto anche come luogo di traffici illeciti illegali e virtuali del “deep web”, accessibile solo attraverso particolari software che consente di navigare in forma anonima e dove l’uomo, acquistava svariati tipi di stupefacente pagandolo con la moneta virtuale “Bit Coin”. La sua specializzazione però, non è sfuggita agli investigatori del commissariato San Paolo che, dopo una intensa attività di indagine, sono riusciti ad intercettare la sua dimora non censita. Attraverso appostamenti e indagini l’uomo è stato rintracciato e fermato dai poliziotti proprio sotto casa.

Con sé aveva le chiavi dell’abitazione segreta e, malgrado abbia tentato di sviare le indagini asserendo di abitare in altro luogo, i poliziotti sono comunque riusciti ad individuare il suo appartamento. Entrati all’interno si sono trovati davanti un vero e proprio deposito assortito da vari tipi di sostanze stupefacenti:  barattoli di vetro e  confezioni preparate per nascondere pasticche di MDMA in svariati colori e forme, quasi a simulare caramelle contenute all’interno di bustine trasparenti con cuoricini e fiori stampati.

La “collezione” che l’uomo aveva all’interno dell’appartamento, era stata meticolosamente catalogata con una apposizione scritta, su ogni bustina, indicante il tipo di sostanza in essa contenuta. Le sostanze, dal “crack” allo “shaboo”, dai francobolli di “lsd” alla comune “cocaina” erano sparse per tutta casa e addirittura, nel vano congelatore del frigorifero, accuratamente riposta per la conservazione ottimale del principio attivo, la comune “marijuana” mentre, all’interno di un contenitore per vivande, una sostanza spumosa bianca tipo sorbetto ma con odore pungente classificata come “anfetamina”. Tutto lo stupefacente è risultato puro al 100% e comunque con un principio attivo altissimo. M.F., accompagnato negli uffici di polizia è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio.

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Roma, «Libera e felice», lacrime e fiori per l’ultimo saluto a Caterina

(Fonte: Corriere della Sera, di Maria Rosaria Spadaccino) – Libera e felice. La pensano così i suoi amici, i compagni di liceo, le amiche dell’università. Questa scritta luminosa, contornata da rose bianche e girasoli, firmata «Gli amici» è l’ultimo regal0. Insieme ad un cartellone con le foto dei viaggi, delle feste, delle passioni condivise. Lunedì Caterina Pangrazi, studentessa romana di 22 anni, uccisa lo scorso giovedì da un autobus a corso Vittorio, è stata salutata da parenti ed amici nella chiesa di san Lorenzo in Lucina. È sempre difficile partecipare – e quindi scrivere – ad un funerale. Ancor di più quando chi muore è così giovane. Ma è davvero arduo quando un dolore così profondo si esprime con una compostezza rigorosa.

La chiesa gremita

La sobrietà rende la tragedia ancora più profonda: ancor di più se una madre distrutta riesce anche a sorridere alle amiche della figlia in lacrime, un padre disperato parla agli amici della sua primogenita che non vedrà mai più raccontando «quando siamo uguali io e lei, per questo stavamo sempre a litigare», e un fratellino raccoglie una rosa bianca in terra e la poggia sulla bara della sorella scoppiando in lacrime. Lacrime silenziose, che nasconde ai tre fratelli più piccoli. Ieri alle 10 Caterina ha percorso per l’ultima volta le strade della sua adorata città, «no papà io alla Bocconi, a Milano non ci voglio andare io sono romana e qui voglio restare, Voglio studiare a Roma» racconta ancora suo padre. La basilica di San Lorenzo in Lucina è grande, ma non è sufficiente per accogliere tutti, non basta neanche lo spazio esterno antistante per raccogliere i fiori, firmati da amici e da tanti commercianti, associazioni e ristoratori del centro storico.

Il dolore degli amici

Caterina viveva in centro con la sua famiglia, da sempre. È tutti conoscevano lei, i suoi quattro fratelli (due maschi e due femmine) e i suoi genitori. Il microfono dall’altare funziona male, il celebrante si lamenta che forse non tutti riescono a sentire, ma poi continua la messa, il silenzio è cosi profondo che le parole del prete arrivano anche in fondo alle grandi navate. «Vi ringraziamo per l’attenzione, davvero, ma vi chiediamo di restare fuori. È il nostro saluto a Caterina vogliamo restare soli con lei», è la garbata richiesta dei familiari a chi deve seguire questo commiato funebre per lavoro. Una richiesta che non si può non accogliere. Così fuori davanti alla chiesa si condivide il dolore di decine di ventenni che non si danno pace, che hanno gli occhi persi nel vuoto, che non piangono per quanto hanno gia pianto. Ventenni belli, eleganti, come se fosse la festa di Caterina. Come se davvero stessero assistendo alla sua partenza per un bel viaggio, per un luogo dove essere sempre «Libera e felice».

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Sport

Italian Surf Expo da record

Oltre trentamila visitatori si sono riversati sulla spiaggia del Castello di Santa Severa per celebrare la ventesima edizione del Surf Expo, l’appuntamento che si conferma punto di riferimento per tutti gli appassionati della surf culture d’Italia. Numerose le attività che hanno animato la tre giorni: Quiksilver & Roxy Surf School e la Decathlon SUP Academy, che hanno offerto centinaia di lezioni tra surf e sup, allenamenti di Indoboard surf training. Flusso continuo nella zona action, con la Wood Wave da cavalcare con lo skateboard, la ruota panoramica in stile Venice Beach, il Free Fall, il fitness yoga, il work out stage, il jiu jitsu e l’Alpha boari, una sorta di “toro meccanico” con una tavola da surf. Lifestyle con il Bikini Fashion Show, che hanno presentato i migliori brand del beachwear, mentre a Rds Network è stato affidato l’intrattenimento delle tre giornate e dei Beach Party del venerdì (Dimensiono Suono Roma Beach Party) e del sabato (Rds Beach Party), che hanno fatto scatenare migliaia di persone fino a notte fonda. Questa speciale edizione 2018 ha ospitato una vera leggenda vivente del surf: Tom Curren. Californiano, classe 1964, ha vinto tre titoli mondiali (ASP) ed è riconosciuto come il terzo surfista più influente di tutti i tempi nella storia di questo sport. Per la gioia del pubblico, Curren si è esibito sia in acqua, con la tavola, che sul palco con la sua chitarra acustica. Per festeggiare il ventennale Surf Expo, in collaborazione con la Regione Lazio, ha offerto la possibilità di pernottare all’interno del Castello, uno dei luoghi più suggestivi del litorale laziale. E proprio tra le mura medievali, nel Museo civico del mare e della navigazione, è stata inaugurata una sala dedicata alla manifestazione e al suo ideatore Alessandro Marcianò, surfista di caratura internazionale divenuto celebre per aver cavalcato un’onda di 18 metri a Nazarè, in Portogallo. La Regione Lazio ha voluto dedicargli uno spazio per il contributo offerto al territorio e allo sport ecosostenibile.

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Cronaca

Primavalle: arrestato corriere della droga con 1kg di cocaina

Lo hanno seguito fino a Guidonia convinti che lì avrebbe caricato la nuova fornitura di cocaina da smerciare  nel proprio quartiere. Fermato e perquisito dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Primavalle, all’interno della macchina in uso al 31enne non hanno trovato nulla. Non hanno tuttavia interrotto l’attività di indagine.

Appurato che L.E.W. utilizzava anche un altro veicolo e che con lo stesso aveva percorso tragitti apparentemente senza senso, sono tornati in via Suor Celestina Donati dove il giovane aveva lasciato l’autovettura posteggiata. Nascosta nel portabagagli gli investigatori hanno trovato 1 kg di cocaina. La sostanza stupefacente del tipo “Corona” avrebbe fruttato circa 5.500 dosi. Accompagnato negli uffici di polizia l’uomo è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

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Roma, piazza di Spagna: “Hai un gatto sotto la ruota” e tenta di svuotargli l’auto

(Fonte: la Repubblica, di Francesco Salvatore) – “Hai un gatto sotto la ruota, attento che lo schiacci”. Non un avvertimento a scopi zoofili, bensì la nuova frontiera del raggiro. In questo modo bizzarro, infatti, un uomo di 33 anni di origine libica, in compagnia di un complice, voleva derubare di tutti gli oggetti che aveva all’interno dell’abitacolo della propria auto l’agente dei vip Paolo Mascelloni.

Il fatto è successo sabato sera intono alle 23 e 30 in piazza di Spagna, dove il manager aveva appena accompagnato l’attore Giulio Berruti. Appena salito in auto l’uomo è stato avvicinato dal furfante, che l’ha avvertito sulla presenza dell’animale: “Sta proprio lì sotto”. Dall’altra parte della macchina, però, il complice era pronto a sgraffignare quanto c’era dentro alla Bmw dell’agente, ovvero una macchina fotografica del valore di diverse centinaia di euro.

Sul posto, però, c’era una pantera della polizia e il raggiro è andato in fumo. Il 33enne è stato arrestato mentre il complice, invece, se l’è data a gambe levate.
Ieri, in tribunale, il giudice ha convalidato l’arresto. L’uomo, assistito dall’avvocato Alessandra De Grazia, non ha ammesso alcuna responsabilità: “Volevo solo metterlo in guardia del gatto, non volevo rubare niente”, ha spiegato. Poi, però, ha patteggiato una pena di 6 mesi di reclusione per tentato furto.

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Massaggio fatale per un cliente

(Fonte: Corriere della Sera, di Giulio De Santis) – Il sogno di rilassarsi con un massaggio professionale, cogliendo soprattutto l’occasione per vivere un’ora fuori dagli schemi. Con questi pensieri un signore di 52 anni, separato, è morto venerdì durante una seduta di happy ending. Massaggi pubblicizzati come romantici, mentre in realtà vanno considerati una terapia erotica di distensione dei muscoli.

Ora sul decesso dell’uomo la procura ha aperto un’inchiesta: il pm Attilio Pisani ha rinvenuto nella tragedia gli elementi costituitivi del reato di omicidio colposo. Al momento non ci sono indagati, ma è stata disposta l’autopsia per chiarire se le cause della morte siano legate al modo in cui è stato praticato il massaggio. La cui caratteristica principale – considerata legale – è appunto il finale hot. E saranno proprio gli effetti del happy ending– finito in passato nel mirino del Codacons che lo considera un modo per mascherare la prostituzione – a essere oggetto dell’esame autoptico disposto dal pm.

Il dramma è avvenuto in un centro benessere situato al civico 21 di via Val Passiria, a Montesacro. Il signore varca la soglia del locale nel pomeriggio. Le sue condizioni di salute sono buone. L’unica doglianza sono i normali acciacchi dovuti all’età. Si distende sul lettino, contento all’idea di godersi una parentesi lontana dalla routine quotidiana. Comincia il massaggio, dura qualche minuto senza problemi. Finché arriva l’istante culmine, quello più atteso, il cosiddetto happy ending. Che tuttavia diventa fatale per il signore, morto proprio nell’attimo più desiderato.