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LISTINO ELETTORALE 2023

La sottoscritta___RADIO ROMA CAPITALE SRL partita I.V.A. 12333881006 con riferimento al proprio intendimento di diffondere messaggi politici autogestiti a pagamento per le elezioni amministrative 2023 del 14 – 15/05/2023.

RENDE NOTO

quanto segue:

  1. La prenotazione degli spazi per i suddetti messaggi politici autogestiti a pagamento, da parte dei soggetti politici interessati, deve pervenire almeno due giorni lavorativi prima della messa in onda radiofonica o della pubblicazione sul sito, presso il nostro ufficio commerciale sito in Via Tiburtina 719 – 00159 Roma. Termine ultimo per la prenotazione:10/05/2023

  2. La prenotazione dei suddetti spazi deve avvenire tramite mail REDAZIONE@RADIOROMACAPITALE.IT o al numero 06/43999

  3. La persona di riferimento: Alessia Meloselli
  4. Le tariffe per l’accesso agli spazi di cui ai punti a) e b), come autonomamente determinate dalla scrivente sono le seguenti:

LISTINO RADIO ROMA CAPITALE – WWW.RADIOROMACAPITALE.IT

DOCUMENTO REDATTO AI SENSI DELL’ART. 6 DEL DECRETO DEL MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI 8 APRILE 2004 RECANTE IL CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE IN MATERIA DI ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DEL PLURALISMO, DI CUI ALL’ ART. 11 QUATER, COMMA 2, DELLA LEGGE 22 FEBBRAIO 2000 N. 28, COME INTRODOTTO

DALLA LEGGE 6 NOVEMBRE 2003, N. 313

La sottoscritta___RADIO ROMA CAPITALE SRL partita I.V.A. 12333881006 con riferimento al proprio intendimento di diffondere messaggi politici autogestiti a pagamento per le elezioni amministrative 2023 del 14 – 15/05/2023.

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30” – TRENTA SECONDI

06.00/24.00

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RADIO ROMA CAPITALE 

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TARIFFA esclusa IVA 4% .

Formati diversi dal 30”:

  • Spot 20” sconto del 20%
  • Spot 15” sconto del 30%
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  1. ulteriori circostanze o elementi tecnici rilevanti per la fruizione degli spazi di cui ai punti a) e

    • non sono previsti sconti di quantità;

    • i supporti contenenti i messaggi politici per la messa in onda radiofonica devono pervenire in formato di file-audio (od  altro formato type=’text/javascript’ idoneo) presso l’indirizzo e-mail_REDAZIONE@RADIOROMACAPITALE.IT ovvero, in formato CD audio (od altro type=’text/javascript’ idoneo) presso la sede commerciale anzidetta;

    • tempi tecnici per la messa in onda: 2 giorni lavorativi;

    • fatturazione immediata; pagamento anticipato nelle forme contanti, assegni bancari, assegni circolari, carte di credito (ove possibile), bonifico. Quest’ultimo a condizione tassativa che sia in nostro possesso la copia contabile emessa dalla banca con il numero di CRO (codice riferimento operazione).

Roma,8/5/2023

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Roma,8/5/2023

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Cultura

L’almanacco romano: 24 aprile 1962, muore a Roma Romolo Balzani

24 aprile 1962 Muore a Roma ROMOLO BALZANI che nelle sue canzoni ha incarnato la romanità negli aspetti più genuini. Fu artista estremamente poliedrico: attore, arrangiatore, cantante, ebbe un grandissimo successo tra i contemporanei. 
Riempì nei quarant’anni di carriera i teatri della capitale e quelli di tutta Italia. 

Celeberrime furono le collaborazioni con i maggiori artisti romani quali Aldo Fabrizi autore di vari testi delle sue canzoni, tra cui la celebre Notte napoletana e Ettore Petrolini che era solito concludere i suoi spettacoli cantando la splendida L’eco der core. 

Balzani vinse numerose edizioni del Festival della Canzone Romana di San Giovanni e la sua fama crebbe sino ad ottenere contratti discografici internazionali con la Brunswick (la casa discografica di Bing Crosby), con la Parlophon di Berlino, la Fonit, laExcelsius, la Odeon, La voce del padrone. Tra le sue canzoni più celebri: Barcarolo Romano e la citata L’eco der Core, continuano a conquistare l’ascoltatore anche nelle interpretazioni di Gigi Proietti, Claudio Villa, Sergio Centi, Alvaro Amici e Gabriella Ferri.

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NEWS

Le gite scolastiche aiutano la ripresa del turismo

Dal 1° aprile 2022, con la fine dello stato d’emergenza conseguente alla pandemia da Covid-19, sono tornati finalmente i viaggi d’istruzione per le scolaresche italiane. Una ripresa del turismo che ovviamente va a favore dei giovani, che finalmente possono viversi nuovamente questa importante esperienza, ma non solo.

A meno di un mese dalla ripresa delle gite, infatti, si vedono risvolti positivi anche sul settore economico. Gli alberghi sono nuovamente pieni e questo lo si deve anche alle scuole.

Ritornano le gite scolastiche

Colosseo, Fori Imperiali, San Pietro, il Campidoglio e il Vittoriano. Roma, Capitale d’Italia, non offre meraviglie solamente ai turisti esteri, ma anche e soprattutto a quelli nostrani, desiderosi di imparare la storia della Città Eterna e del Paese intero.

Presto i memorabili spazi della città saranno infatti (nuovamente) invasi proprio dagli studenti italiani, che, grazie alla ripresa dei viaggi di istruzione, in queste settimane dopo Pasqua torneranno a spostarsi.

La sorpresa di Federalberghi

«Stiamo tornando ai livelli del 2019, per il turismo scolastico. Francamente, non ce lo aspettavamo. Prima di Pasqua, infatti, c’erano tante stanze libere che si sono poi riempite a ridosso della festa (NdR del 25 aprile)» spiega Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi, ospite anche di Radio Roma Capitale.

Nel collegamento, aveva sottolineato il cauto ottimismo dell’associazione sulla ripresa del turismo nostrano: con la Pasqua c’era stato un lieve miglioramento, ma si preferiva rimanere in allerta. Invece, le cose sono andate meglio del previsto. «Adesso i nostri alberghi sono pieni, in molte strutture anche oltre il 70%. È stato così a Pasqua e sta crescendo in vista del ponte del 25 aprile» conferma. Rimane però un’unica nota dolente, quel 13% di hotel che non hanno più riaperto, circa 180 su 1300.

Il turismo scolastico

Il miglioramento è quindi sostenuto anche dalla ripresa delle gite d’istruzione, concentrate proprio nel periodo. «Sono ancora pochi gli stranieri – conclude Roscioli – purtroppo mancano all’appello soprattutto i giovani russi e quelli americani. Ma abbiamo molti più italiani».

Spiega Alessandro Onorato, assessore al Turismo, allo Sport e agli eventi di Roma Capitale a questo proposito: «con Federalberghi stiamo attivando dei prezzi convenzionati per attirare il turismo scolastico. Soprattutto, nei periodi dell’anno di bassa stagione. Per Roma le visite culturali hanno un alto valore: la città ha strutture capaci di ospitare un mercato importante come quello giovanile e scolastico. La situazione sta migliorando: gli indicatori sono ottimi, ce ne accorgiamo dalle App utilizzate e dal numero sempre crescente di post prodotti sui luoghi più belli di Roma».

Una ripresa quindi, quella delle visite d’istruzione, che ha un doppio valore: formativo per i ragazzi e fortemente proficuo per l’economia locale. Con una Roma che, finalmente, vede dei livelli di turismo da pre-pandemia.

Articolo di Camilla Cavalli.

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NEWS

Buon 2775° compleanno Roma!

La Capitale compie 2775 anni! Tantissimi gli eventi pensati per il suo compleanno, che festeggeremo il 21 giugno 2022.

La nascita di Roma

Correva l’anno 753 a. C. quando Roma venne fondata, secondo la leggenda, da Romolo, discendente dalla stirpe reale di Alba Longa.

La leggenda

Secondo la tradizione, Marte, dio della guerra, si invaghì di Rea Silvia, lontana discendente di Ascanio, figlio di Creusa e di Enea (l’eroe troiano giunto nel Lazio dopo la caduta di Troia). Dopo averla posseduta, nacquero due gemelli, Romolo e Remo. Il padre della donna, Amulio, ordinò ai suoi soldati di uccidere i due bambini, ma questi per pietà li risparmiarono e li abbandonarono in una cesta lungo il Tevere.

Una lupa, attirata dai vagiti dei due bambini, li raggiunse e li allattò nella sua tana del monte Palatino, fino a quando un pastore li trovò e decise di adottarli. Ormai adulti, i gemelli uccisero Amulio e riconsegnarono il potere della città di Alba Longa al nonno Numitore e, come colonia di quest’ultima, fondarono una città nei pressi della riva destra del Tevere, nel luogo in cui erano stati allattati dalla lupa.

Tuttavia, i due fratelli, non giungevano a un accordo sulla scelta del luogo di fondazione della loro città e lasciarono decidere al fato, osservando, secondo il metodo etrusco, il volo degli uccelli. Romolo vide dodici volatili sopra il colle del Palatino, mentre Remo solo sei su un’altra collina. Per delimitare la nuova città, Romolo tracciò quindi un perimetro con l’aratro nell’area del monte da cui aveva avvistato gli uccelli e giurò che avrebbe ucciso chiunque avesse cercato di superarne il confine. Remo disubbidì all’ordine di Romolo e attraversò con disprezzo la linea tracciata dal fratello. Fu così che Romolo lo uccise, diventando il primo e unico re di Roma.

La scelta della data

La fondazione di Roma, altrimenti detta Natale di Roma, è stata fissata alla giornata del 21 aprile dal letterato latino Varrone, sulla base dei calcoli effettuati dall’astrologo Lucio Taruzio. Molteplici altre leggende, basate su altri calcoli, indicavano invece date diverse, ma venne stabilito questo giorno del 753 a.C. poiché si collegava alla nascita della democrazia ateniese – in parallelismo quindi con la tradizione greca, ben nota alla popolazione romana.

La storiografia moderna, al contrario, sostiene che Roma non fu fondata con un atto volontario ma, come altri coevi centri dell’Italia centrale, dalla progressiva riunione di villaggi. Ma perché dovremmo abbandonare la nostra amata versione, con l’allattamento dei pargoli da parte della lupa, oggi simbolo anche della squadra calcistica della Capitale?

In ogni caso, poco importa oggi di quale versione della storia decidiamo di adottare. Quello che è certo è che tutti ci stiamo preparando a festeggiare il compleanno della nostra amata città! Saranno tantissimi infatti gli eventi organizzati nei prossimi giorni, proprio in occasione di questa magica ricorrenza.

Buon compleanno alla città eterna!

Da giovedì 21 aprile a domenica 24, mostre, visite e performance animeranno la città di Roma, per festeggiare il suo compleanno in grande stile.

Grande l’attenzione per le rievocazioni del Gruppo Storico Romano, che inaugureranno giovedì 21, con la cerimonia del “Tracciato del solco”, una serie di eventi al Circo Massimo. Qui si terrà infatti il Castrum Imperiale e Repubblicano, con banchi didattici. Il 23 si disputerà anche una partita di Harpastum, gioco con la palla che prevedeva scontri fisici, considerato una sorte di antenato del rugby moderno. Nel pomeriggio di domenica 24 seguirà invece la ricostruzione della battaglia di Bedriaco.

Tra mostre e spettacoli

Il viaggio nel tempo continuerà con le diverse mostre in programma. A partire da “Cursus honorum. Il governo di Roma prima di Cesare” ai Capitolini, un percorso sulle cariche pubbliche dei magistrati di età repubblicana. Poi “Synesthesia”, installazione multisensoriale e interattiva itinerante, che proprio il 21 aprile sarà inaugurata ai Mercati di Traiano. Gratuiti il Circo Massimo e il Mausoleo di Augusto per riscoprire poi la storia della città.

Molte le visite tematiche, da quelle a Villa di Massenzio, anche qui con rievocatori storici, fino agli itinerari al Teatro Valle. E ancora, dai resti della casa romana nei sotterranei del museo Giovanni Barracco, fino all’apertura straordinaria degli Acquedotti Claudio e Felice. Poi la passeggiata a Villa Borghese.

Tra gli appuntamenti, anche proiezioni cinematografiche. A Palazzo delle Esposizioni, si potrà godere del film “Marx può aspettare” di Marco Bellocchio, con l’incontro con il regista e la psicanalista Manuela Fraire. Alla Casa del Cinema “Il primo re” di Matteo Rovere, mentre lo spettacolo “L’ombra di Talete” sarà al Teatro Villa Pamphilj.

Ancora caccie al tesoro, presentazioni di libri e attività didattiche. Una festa lunga quattro giorni, quella nella città di Roma, per festeggiare il compleanno della Capitale d’Italia.

Articolo di Camilla Cavalli

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Cronaca

Viterbo: smaltimento illecito di rifiuti e finto latte bio

L’accusa arriva dalla provincia di Viterbo: latte a lunga conservazione venduto come bio e diverse infrazioni sanitarie nella diffusione del prodotto. Nei guai due imprenditori.

I controlli nelle filiere del latte

Sono stati i Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare (RAC) di Roma, coadiuvati dai militari di Monterosi, a scoprire in provincia di Viterbo alcune attività illecite legate alla produzione e alla distribuzione di prodotti caseari.

In particolare, è arrivata la denuncia per i due titolari di un’azienda di trasformazione e confezionamento di latte vaccino, yogurt e burro. Il motivo: frode in commercio e combustione illecita di rifiuti.

Le denunce

I due indagati acquistavano latte vaccino convenzionale, italiano e di provenienza estera, già confezionato in tetrapak, per poi rivenderlo con proprio marchio come latte biologico. Il prodotto veniva infatti travasato in bottiglie di vetro e dotato di apposite etichette, riportanti fittizie indicazioni riguardo la natura biologica e la provenienza dell’alimento. Presente su queste anche il logo dell’ente certificatore.

Gli accertamenti hanno poi consentito di individuare un capannone privo di autorizzazione sanitaria, all’interno del quale avveniva lo stoccaggio dei prodotti lattiero caseari acquistati. Sequestrato un furgone sprovvisto di vano refrigeratore, utilizzato per il trasporto e la consegna della merce fraudolenta, e riscontrato lo smaltimento illecito delle confezioni di tetrapack del latte acquistato.

Sottoposti a sequestro penale oltre 25 chili di prodotti lattiero caseari, il capannone e il furgone, risultato sprovvisto anche di assicurazione e revisione. La denuncia invece per i titolari.

Maggiori informazioni anche sul sito dell’agenzia Askanews.

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Ambiente

Anche il Lazio partecipa all’Earth Hour 2022

Si terrà sabato 26 marzo 2022 l’Earth Hour, ovvero l’Ora della Terra. Un’iniziativa internazionale, promossa ogni anno dal WWF, che ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla necessità urgente di intervenire sui cambiamenti climatici in corso.

Partecipare è molto semplice e proprio questa semplicità è la chiave del successo del promemoria ambientalista: non bisogna fare chissà cosa per cambiare, nel proprio piccolo, le cose. Si può anche partire da gesti basici, ma concreti. Proprio come lo spegnimento della luce artificiale per un’ora, nel giorno stabilito.

A questa importante iniziativa ha deciso di partecipare anche la regione Lazio, che sabato spegnerà l’illuminazione nelle proprie sedi.

Le parole della Regione in merito all’Earth Hour

«Sabato prossimo, 26 marzo, dalle ore 20.30 alle 21.30, la Regione Lazio aderisce, con lo spegnimento dell’illuminazione delle proprie sedi, a Earth Hour – L’Ora della Terra. La grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese nell’intento comune di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi del risparmio energetico e del cambiamento climatico». Queste le parole di Roberta Lombardi, assessora regionale alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale del Lazio, in merito alla giornata.

«Spegnere le luci delle sedi della Regione Lazio per un’ora equivale ad abbattere circa 2 tonnellate di CO2. Si tratta ovviamente di un gesto simbolico che però si inserisce in un più ampio discorso, che ci vede impegnati con diverse azioni. Alcune di queste riguardano l’efficientamento energetico degli immobili regionali per il quale abbiamo in corso due procedure di gara. Abbiamo calcolato che in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico ci faranno risparmiare 2mila tonnellate di CO2 annue. Queste sono equivalenti a quanto assorbono in un anno circa 400 ettari di nuove foreste, pari a circa 600 campi da calcio. Altre azioni riguardano invece il rinnovo del parco auto regionale con autovetture ad alimentazione ibrida ed elettrica».

Per il futuro, anche in vista dell’attuale situazione geopolitica

«Altre iniziative scaturiscono più in generale da tutta l’attività di programmazione politica. Come ad esempio lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili sui nostri territori, per le quali come Regione Lazio abbiamo messo a disposizione nei prossimi anni 110 milioni di euro complessivi. Uno strumento rivoluzionario, quello delle Comunità Energetiche Rinnovabili, per ridurre i costi in bolletta, autoprodurre energia pulita che fa bene all’ambiente e alla salute, oltre che alle nostre tasche, e ci permette di essere indipendenti da un punto di vista energetico e liberarci così dalla schiavitù delle fonti fossili» continua l’assessora Lombardi.

«Mai come in questo momento così delicato. da un punto di vista internazionale, abbiamo bisogno di attrezzarci. Anche contro le possibili conseguenze negative della Guerra in Ucraina sulla nostra sicurezza energetica e climatica. Insieme possiamo farlo, ogni giorno con le nostre scelte e i nostri comportamenti. L’appuntamento con Earth Hour, L’Ora della Terra, è sabato 26 marzo alle 20.30. Spegniamo le luci per accendere la speranza. Costruiamo ora un futuro sostenibile» conclude.

Non solo la Regione per l’ambiente

Un impegno importante, quello sottolineato dall’amministrazione regionale, che non rimane però isolato nel Lazio: sono tantissime le iniziative che continuano infatti tutti i giorni per difendere l’ambiente, tanto nella Capitale quanto negli altri comuni.

Giusto per ricordane una segnaliamo, ad esempio, la manifestazione di Fridays for Future, che anche nella giornata di oggi, venerdì 25 marzo, animerà le principali città d’Italia. Un evento per ricordare, ancora una volta, l’importanza di cambiare le cose. Per un mondo e un futuro diverso.

Articolo di Camilla Cavalli

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NEWS

L’ultimo libro di Gino Strada, l’evento di Emergency

È stato presentato il 12 marzo 2022, in occasione del festival Libri Come di Roma l’ultimo libro di Gino Strada dal titolo “Una persona alla volta”. La presentazione si è tenuta presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica. presenti Luca Barbarossa, Neri Marcorè, Simonetta Gola e Marco Damilano.

Una persona alla volta, l’ultimo libro di Gino Strada

“Una persona alla volta” è il racconto in prima persona di un impegno durato tutta la vita, il cui obiettivo non è mai risuonato urgente come oggi, con le difficoltà portate dal conflitto russo-ucraino.

“Dopo anni passati tra i conflitti mi sono scoperto saturo di atrocità, del rumore degli spari e delle bombe. E lì, in Afghanistan, dove avevo vissuto per tanti anni operando feriti, non ce l’ho fatta più a sopportare l’idea di una nuova guerra. Così alla vigilia di un’altra ondata di sofferenza e di morte ho detto il mio “no”: basta con la guerra, basta uccidere mutilare infliggere atroci sofferenze ad altri esseri umani” scrive Gino Strada, in una pubblicazione oggi, purtroppo, ancora così attuale.

Dall’infanzia nel quartiere operaio di Sesto San Giovanni, al lavoro a Kabul come chirurgo di guerra e alla visita a Hiroshima, il libro narra appassionatamente le radici delle idee che lo hanno ispirato giorno dopo giorno, convincendolo della radicale necessità di garantire a chiunque il diritto a una sanità di eccellenza. “Non un’autobiografia, un genere di cosa che proprio non mi piace, ma le cose più importanti che ho capito guardando il mondo dopo tutti questi anni in giro” scrive nella prefazione.

Una pubblicazione per ripercorrere la sua storia e quella di Emergency

I ricordi di infanzia della famiglia antifascista si mischiano, nel libro, al racconto della militanza nel Movimento studentesco e alla scoperta della chirurgia. Perché la chirurgia gli assomiglia: davanti a un problema, bisogna salvare il salvabile. Una passione che porta Gino Strada lontano, facendogli conoscere la guerra, il caos dell’umanità quando non ha più una meta. In Pakistan, in Etiopia, in Thailandia, in Afghanistan, in Perù, in Gibuti, in Somalia, in Bosnia, dedicando tutta la propria esperienza alla cura dei feriti.

E poi, nel 1994, la nascita di EMERGENCY, con il primo progetto in Ruanda durante il genocidio. L’arrivo in Afghanistan, dove ad Anabah, nella Valle del Panshir, viene realizzato un Centro chirurgico per vittime di guerra. Con la ferma convinzione che “la costruzione e la pratica dei diritti umani sono il migliore antidoto, la migliore prevenzione della guerra. Perché dove non ci sono diritti umani per tutti, quando si considerano milioni di esseri umani spendibili per mantenere ed espandere la ricchezza di pochi, c’è già di fatto una guerra in corso, una guerra di aggressione e di rapina, imposta, quando serve, anche con la violenza delle armi”.

E la denuncia di come, anche in Italia, la salute si stia progressivamente trasformando dà diritto a bene di mercato.

“Togliere risorse al pubblico per darle al privato somiglia più a un sabotaggio che a un incremento delle possibilità di cura per il cittadino, eppure il modello è stato esportato con successo in tutta Italia come una conquista di libertà. Che poi la libertà sia quasi sempre solo uno specchietto per le allodole non sembra interessare a nessuno” aggiunge l’autore.

Un racconto profondo, sul medico e l’attivista

Tutte manifestazioni diverse dello stesso problema, quelle presenti nell’ultimo libro di Gino Strada, scomparso il 13 agosto del 2021. “L’accettazione della disuguaglianza come regola del nostro tempo” commenta la curatrice dell’opera, Simonetta Gola, responsabile della comunicazione di EMERGENCY e moglie di Gino Strada. “Dietro a ogni ragazzino ferito, dietro a un uomo che chiedeva aiuto, Gino riusciva sempre a intravedere una moltitudine. Vedeva quel ferito e allo stesso tempo la situazione di tanti come lui. Curava le vittime e intanto rivendicava diritti. Una persona alla volta”.

Questo libro racconta l’emozione e il dolore, la fatica e l’amore di una grande avventura di vita che ha portato Gino Strada a conoscere i conflitti dalla parte delle vittime. In ognuna di queste pagine risuona una domanda radicale e profondamente politica, che chiede l’abolizione della guerra e il diritto universale alla salute.

Gino Strada, Una persona alla volta, Feltrinelli, a cura di Simonetta Gola.

I proventi del libro spettanti all’autore verranno devoluti a EMERGENCY.

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Derby, Immobile e Sergio Oliveira presentano la maglia “Together for peace”

Roma e Lazio uniti per il derby della pace. Questa mattina ai Musei Capitolini il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha promosso l’iniziativa “Together for Peace” per lanciare un messaggio contro la guerra in Ucraina. Presenti i due club con Sergio Oliveira (ha preso il posto di Pellegrini, assente per febbre) e l’ad Berardi per la Roma, Ciro Immobile e Lotito per la Lazio. Le parti si sono incontrate anche prima dell’evento. “Ringrazio le società perché in un momento così difficile, con una guerra che sconvolge l’Europa, con l’Ucraina aggredita militarmente, con morti, bombardamenti e rifugiati che stiamo ospitando anche qui a Roma, stanno dando un grande segnale di pace e fratellanza” ha dichiarato il primo cittadino. Che poi ha spiegato così l’iniziativa: “Domenica le squadre indosseranno una maglietta molto bella con la scritta ‘together for peace’, insieme per la pace. Un messaggio che arriverà a tutto il Paese, insieme al logo della candidatura di Roma per Expo 2030 che sarà proiettato sui maxischermi”.

Oltre il derby, i commenti della giornata

Parola a Ciro Immobile: “Noi calciatori abbiamo una grande responsabilità per la pace. Lo dimostreremo in una partita che verrà vista in tutto il mondo. Vogliamo portare il messaggio della pace nel mondo. Porteremo la maglia della pace nel riscaldamento, con tanto orgoglio. Ci auguriamo che la partita sia un bellissimo spettacolo per i tifosi”.

Sergio Oliveira ha invece dichiarato: “Sono molto felice di essere qui con il sindaco di Roma e con Immobile. Tutti noi abbiamo grande responsabilità per promuovere la pace. Ieri ho tifato per la squadra in tribuna e abbiamo ottenuto una grande qualificazione ai quarti di Conference League. Oggi tornerò a Trigoria per prepararmi a un derby che vogliamo vincere. Tutto quello che possiamo fare per dire stop alla guerra è giusto e dobbiamo portare la nostra voce”. 

Maggiori informazioni anche sul sito di RadioSei.

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Lazio, i risvolti della guerra Russia-Ucraina

Continuano i bombardamenti russi sulle città dell’Ucraina. Così come, purtroppo, i profughi e gli sfollati della guerra, che vengono costretti a lasciare il Paese a causa dell’aggravarsi del conflitto bellico.

Tantissime le iniziative che, da tutto il mondo, si schierano a favore della causa ucraina e delle popolazioni colpite. La regione Lazio e il Comune di Roma sono in prima linea per cercare di dare il proprio aiuto. Tuttavia, si vedono anche i primi effetti della guerra all’interno del territorio italiano.

Roma e Lazio, le dimostrazioni di solidarietà

Il Lazio ha già accolto, nei giorni scorsi, i primi profughi sbarcati a Fiumicino. Si tratta di pazienti ucraini, con i loro accompagnatori, che sono giunti con l’aereo Atr 72 della Guardia di finanza. Si tratta del primo volo umanitario della Guardia di finanza per l’evacuazione medica dalla Polonia dei rifugiati ucraini, che si è svolto sotto l’amministrazione del Dipartimento della Protezione Civile e con la collaborazione della Regione Lazio.

«I primi profughi ucraini sono sbarcati a Fiumicino con il volo della Guardia di Finanza. Un ringraziamento a tutto il personale coinvolto, dell’Ares 118, dell’ Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e alla Guardia di Finanza. Il Servizio Sanitario della Regione Lazio è in prima linea per accogliere e curare le persone che stanno vivendo questo tragico momento» hanno fatto sapere dalla Regione.

Ora Roma e gli altri comuni si preparano ad accogliere le tante persone, soprattutto bambini, che continueranno ad arrivare anche nelle prossime settimane.

Sono già centinaia infatti i cittadini romani che hanno deciso di aprire la propria casa per accogliere quanti sono in fuga dalla guerra. Ecco allora che il Campidoglio ha preparato un albo delle famiglie candidatesi, per analizzarne i requisiti.

«Sono oltre 300 le famiglie che hanno scritto alla nostra mail, dedicata all’emergenza Ucraina, rendendosi disponibili ad offrire ospitalità nelle proprie case o nelle seconde abitazioni» ha spiegato l’assessora capitolina alle politiche sociali e alla salute, Barbara Funari. «Abbiamo deciso di aprire un albo dedicato alle famiglie accoglienti, che possono iscriversi al portale messo a disposizione da Refugees Welcome Italia. Le richieste saranno poi valutate tramite colloqui e sopralluoghi presso le abitazioni».

Non solo case

Tuttavia, nella Regione, non si guarda solamente all’accoglienza abitativa, bensì a tutti quegli aspetti che richiamano la normalità della vita umana. Ad esempio, una volta sistemati con un alloggio, sarà poi necessario provvedere all’inserimento dei bambini nelle scuole della Capitale.

Per questo verrà poi istituita una cabina di regia che raccoglierà il numero dei posti disponibili e le richieste. Il Campidoglio offrirà gratuitamente il servizio mensa ai bambini ucraini in arrivo e si attiveranno nuove attività extrascolastiche, con il sostegno di associazioni di genitori e di volontariato, al fine di regalargli la maggiore serenità possibile.

Guerra: le ripercussioni nel Lazio e in Italia

Ma si iniziano a vedere già, a poche settimane dall’inizio del conflitto russo-ucraino, anche le prime ripercussioni della guerra sull’intera Europa. Non solo a livello di migrazioni. In tutta Italia stanno salendo, infatti, i prezzi di carburanti e alimenti. Nel Lazio, benzinai e supermercati sono presi d’assalto.

Per la benzina arrivano addirittura dei veri e propri ladri, portati dal caro benzina. Questi si aggirano tra macchine e motorini parcheggiati e, tramite un con tubo flessibile, asportano il contenuto dai serbatoi. In tutta la Capitale, il fenomeno comincia a preoccupare: una escalation di furti ha colpito dalla periferia al centro storico.

Anche i supermercati, tuttavia, riflettono le difficoltà economiche e la preoccupazione del momento. Se due anni fa, durante il lockdown generale portato dalla pandemia da Covid-19, ad andare a ruba fu il lievito e la farina, a marzo 2022 è l’olio di semi uno dei prodotti di cui si fa scorta. Sempre, purtroppo, per il timore di tagli o sovrapprezzi.

Una situazione paradossale, che ha spinto alcune direzioni di supermercati della regione ad affiggere avvisi alla clientela, imponendo il tetto massimo di acquisto di soli due pezzi, anche per la farina. In altri casi, è stato dato poi mandato al personale dipendente di far sì che la clientela non ecceda nell’acquisto di questi prodotti. Soprattutto perché, a causa degli aumenti e dello stop degli autotrasportatori, potrebbero nel giro di poco tempo non essere più disponibili sugli scaffali.

Le prime difficoltà

Una situazione dunque non facile, sotto diversi punti di vista. Con la benzina ai massimi storici, che supera abbondantemente i 2euro al litro, e il nuovo rincaro degli acquisti. Una realtà che si inserisce nel contesto di un’Italia ancora alle prese con le conseguenze del Covid-19, ora ulteriormente aggravate dalla guerra.

Articolo di Camilla Cavalli

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Minimarket, continuano le chiusure?

Torniamo a parlare della questione “malamovida” a Roma, da mesi ormai al centro del dibattito pubblico locale. Una problematica di cui abbiamo discusso a lungo anche noi di Radio Roma Capitale, tanto negli articoli di attualità quanto nei nostri collegamenti radiofonici.

La situazione rimane infatti, nonostante i tanti provvedimenti e proposte a riguardo, complessa. Soprattutto ora che, dato un primo miglioramento della situazione, si pensa di continuare con le chiusure e le limitazioni.

L’ordinanza anti-minimarket

È scaduta il 6 marzo scorso l’ordinanza “anti-minimarket”, che imponeva la chiusura degli esercizi di prossimità, che vendono prodotti alimentari e bevande alcoliche, nel weekend. Il provvedimento, insieme all’istituzione degli “steward della notte”, rientra nei piani del Campidoglio per cercare di arginare il fenomeno della cosiddetta malamovida, tasto dolente delle nottate nella Capitale.

Dopo le tante proteste dei cittadini, infatti, il Comune aveva deciso di provare a cambiare le cose. Tra le nuove imposizioni, proprio la chiusura dei minimarket alle ore 22, dal venerdì al sabato. L’obiettivo era quello di disincentivare così il consumo di alcolici per strada. Soprattutto, nelle zone del I e II Municipio, i luoghi in cui si concentravano maggiormente gli episodi di movida scatenata fino a tarda ora.

Continueranno le disposizioni anti-malamovida?

La decisione adottata ha portato dei benefici, contribuendo, a quanto sembra, a ridurre in parte la malamovida romana. Ecco allora che le presidenti dei due municipi in questione, Francesca Del Bello e Lorenza Bonaccorsi, hanno chiesto al sindaco Roberto Gualtieri di estendere ulteriormente il provvedimento.

«Le cose sono migliorate, anche perché c’è stato un presidio più esteso e costante del territorio da parte delle forze dell’ordine» ha commentato la minisindaca Del Bello, in merito alle chiusure, coordinate a nuovi progetti per la gestione della sicurezza nel territorio. «Sono cinque fine settimana che a San Lorenzo abbiamo il camper della squadra mobile della Polizia di Stato: la situazione è più sotto controllo al momento». Un miglioramento che, secondo la presidente, non deve però fermarsi a questo primo sospiro di sollievo. Anzi, l’idea è che questo sistema possa continuare ancora a lungo, al fine di non ritornare alle difficoltà precedenti, portate dalla malamovida.

Un parere condiviso anche con da alcuni esercenti.

«Il rafforzamento dei controlli e la chiusura anticipata dei minimarket hanno contribuito senza dubbio a migliorare la situazione. Quasi sicuramente ci sarà una proroga, come confermato anche dall’assessora Lucarelli in un incontro con noi» fa sapere Claudio Pica, presidente della Fiepet Confesercenti Roma e Lazio.

Non solo minimarket, diversi i controlli

Ma non solo i minimarket sono stati sottoposti a controllo: sanzioni e verifiche hanno colpito, nelle ultime settimane, anche tantissimi pub, ristoranti e attività, complici dei bagordi. A questo proposito, Claudio Pica ribadisce «Se c’è qualcuno che sbaglia è giusto che paghi, ma parliamo di forse l’1% del totale. Ci sono 8.000 locali a Roma che fanno attività serale, al massimo 50 o 60 ha la cattiva abitudine di aggirare le regole».

Secondo il rappresentante, tuttavia, per cambiare davvero le cose sono necessari anche altri provvedimenti. «Innanzitutto individuare luoghi dove installare le telecamere capendo, nei casi in cui sono già presenti, se sono veramente collegate a una centrale operativa pronta a intervenire. E poi sarebbe auspicabile l’istituzione di un tavolo permanente allargato alle associazioni come la nostra. Tra dieci giorni dovrebbe riunirsi l’osservatorio sulla sicurezza, speriamo di esserci».

Le proteste

Ovviamente, però, non tutti concordano con le decisioni stabilite dal Campidoglio. «Pago le tasse, ho due dipendenti regolarmente assunti, ho sempre rispettato le regole: perché il comune ha deciso che è mia la colpa della malamovida a Roma?» ha domandato un esercente di origine bengalese, che nella Capitale è proprietario di due mini-market nel cuore di Trastevere.

«Ho rilevato un’attività ventennale da una signora italiana e ho mantenuto la clientela. La gente viene da me per fare la spesa, spesso molto tardi la sera, soprattutto nel fine settimana. Il venerdì e il sabato c’è chi arriva alle 23 per comprare il latte o il pane, magari mentre porta il cane a fare pipì sotto casa. Da quando abbiamo l’obbligo della chiusura anticipata ho perso tra il 30 e il 40% dei miei introiti perché molti dei clienti fissi hanno dovuto trovare una soluzione alternativa» spiega.

Il problema sono davvero i minimarket?

Secondo l’imprenditore, il discorso sulla vendita di alcolici ai minorenni, come scusante della chiusura degli esercizi di prossimità, non regge. «Il 95% delle attività come la mia ha sempre chiuso a mezzanotte quindi chi la fa la malamovida? Di chi sono i bicchieri in mano ai ragazzini alle quattro di mattina? Io non ho mai venduto una birra o altri alcolici senza vedere un documento d’identità e a mezzanotte, pur rinunciando a parecchi introiti data la folla di persone che c’è ogni sera qui a Trastevere, ho sempre abbassato le saracinesche» ha commentato il commerciante.

«Perché non vengono fatte chiudere anche paninerie, enoteche, pizzerie dove i ragazzini fanno avanti e indietro acquistando birra e altro ogni sera? Mi sembra quasi una decisione su base etnica. Se Gualtieri proroga l’ordinanza un altro mese, non so che fine facciamo come mini-market. Pago 2.700 euro di affitti, domani vado a pagare 1.000 euro di Iva, ne ho quasi 1.000 di contributi a trimestre, poi le bollette, gli stipendi. Così non va bene».