È stato presentato il 12 marzo 2022, in occasione del festival Libri Come di Roma l’ultimo libro di Gino Strada dal titolo “Una persona alla volta”. La presentazione si è tenuta presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica. presenti Luca Barbarossa, Neri Marcorè, Simonetta Gola e Marco Damilano.
Una persona alla volta, l’ultimo libro di Gino Strada
“Una persona alla volta” è il racconto in prima persona di un impegno durato tutta la vita, il cui obiettivo non è mai risuonato urgente come oggi, con le difficoltà portate dal conflitto russo-ucraino.
“Dopo anni passati tra i conflitti mi sono scoperto saturo di atrocità, del rumore degli spari e delle bombe. E lì, in Afghanistan, dove avevo vissuto per tanti anni operando feriti, non ce l’ho fatta più a sopportare l’idea di una nuova guerra. Così alla vigilia di un’altra ondata di sofferenza e di morte ho detto il mio “no”: basta con la guerra, basta uccidere mutilare infliggere atroci sofferenze ad altri esseri umani” scrive Gino Strada, in una pubblicazione oggi, purtroppo, ancora così attuale.
Dall’infanzia nel quartiere operaio di Sesto San Giovanni, al lavoro a Kabul come chirurgo di guerra e alla visita a Hiroshima, il libro narra appassionatamente le radici delle idee che lo hanno ispirato giorno dopo giorno, convincendolo della radicale necessità di garantire a chiunque il diritto a una sanità di eccellenza. “Non un’autobiografia, un genere di cosa che proprio non mi piace, ma le cose più importanti che ho capito guardando il mondo dopo tutti questi anni in giro” scrive nella prefazione.
Una pubblicazione per ripercorrere la sua storia e quella di Emergency
I ricordi di infanzia della famiglia antifascista si mischiano, nel libro, al racconto della militanza nel Movimento studentesco e alla scoperta della chirurgia. Perché la chirurgia gli assomiglia: davanti a un problema, bisogna salvare il salvabile. Una passione che porta Gino Strada lontano, facendogli conoscere la guerra, il caos dell’umanità quando non ha più una meta. In Pakistan, in Etiopia, in Thailandia, in Afghanistan, in Perù, in Gibuti, in Somalia, in Bosnia, dedicando tutta la propria esperienza alla cura dei feriti.
E poi, nel 1994, la nascita di EMERGENCY, con il primo progetto in Ruanda durante il genocidio. L’arrivo in Afghanistan, dove ad Anabah, nella Valle del Panshir, viene realizzato un Centro chirurgico per vittime di guerra. Con la ferma convinzione che “la costruzione e la pratica dei diritti umani sono il migliore antidoto, la migliore prevenzione della guerra. Perché dove non ci sono diritti umani per tutti, quando si considerano milioni di esseri umani spendibili per mantenere ed espandere la ricchezza di pochi, c’è già di fatto una guerra in corso, una guerra di aggressione e di rapina, imposta, quando serve, anche con la violenza delle armi”.
E la denuncia di come, anche in Italia, la salute si stia progressivamente trasformando dà diritto a bene di mercato.
“Togliere risorse al pubblico per darle al privato somiglia più a un sabotaggio che a un incremento delle possibilità di cura per il cittadino, eppure il modello è stato esportato con successo in tutta Italia come una conquista di libertà. Che poi la libertà sia quasi sempre solo uno specchietto per le allodole non sembra interessare a nessuno” aggiunge l’autore.
Un racconto profondo, sul medico e l’attivista
Tutte manifestazioni diverse dello stesso problema, quelle presenti nell’ultimo libro di Gino Strada, scomparso il 13 agosto del 2021. “L’accettazione della disuguaglianza come regola del nostro tempo” commenta la curatrice dell’opera, Simonetta Gola, responsabile della comunicazione di EMERGENCY e moglie di Gino Strada. “Dietro a ogni ragazzino ferito, dietro a un uomo che chiedeva aiuto, Gino riusciva sempre a intravedere una moltitudine. Vedeva quel ferito e allo stesso tempo la situazione di tanti come lui. Curava le vittime e intanto rivendicava diritti. Una persona alla volta”.
Questo libro racconta l’emozione e il dolore, la fatica e l’amore di una grande avventura di vita che ha portato Gino Strada a conoscere i conflitti dalla parte delle vittime. In ognuna di queste pagine risuona una domanda radicale e profondamente politica, che chiede l’abolizione della guerra e il diritto universale alla salute.
Gino Strada, Una persona alla volta, Feltrinelli, a cura di Simonetta Gola.
I proventi del libro spettanti all’autore verranno devoluti a EMERGENCY.