Categorie
NEWS

Interconnettiamoci: parliamo di differenza di genere

Si è svolto martedì scorso, 8 marzo 2022, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, il convegno “Interconnettiamoci: la differenza di genere come opportunità tra territorio e tecnologia”. Un lavoro promosso dall’Associazione Culturale Percorsi di Crescita.

Il progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro e dalla Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Comunità Solidali 2020”. Ha poi ottenuto anche il patrocinio del Comune di Bracciano. Si avvale, inoltre, della collaborazione dell’Istituto Comprensivo di Bracciano e dell’istituto paritario Salvo d’Acquisto di Bracciano.

Il progetto

L’obiettivo del progetto “Interconnettiamoci: la differenza di genere come opportunità tra territorio e tecnologia” è quello di istituire una serie di iniziative, che si susseguiranno nel corso dei prossimi mesi, finalizzate alla decostruzione degli stereotipi di genere. Un lavoro complesso, che si svolgerà attraverso l’ascolto e la valorizzazione delle differenze.

Le iniziative saranno destinate sia agli insegnanti che agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado del territorio di Bracciano. Consisteranno in incontri in classe sugli stereotipi di genere e di ruolo, laboratori per l’empowerment e la valorizzazione delle differenze di genere, un Urban Game e un Convegno, a conclusione di progetto per la diffusione dei risultati conseguiti.

Interconnettiamoci: l’importanza di partire dalle scuole

La scuola è il luogo educativo e formativo per eccellenza. Lì si pongono le basi per lo sviluppo della crescita personale e civica dei futuri cittadini e delle future cittadine. Per questo l’uguaglianza, le pari
opportunità di genere e la valorizzazione delle differenze devono essere temi trasversali e fondativi di tutto il “fare scuola”.

Sulla base di queste considerazioni il progetto “Interconnettiamoci” si è proposto di diffondere la cultura di genere nei percorsi scolastici primari e secondari di primo e secondo grado. È proprio in questo periodo scolastico, infatti, che bambine, bambini e adolescenti incominciano a strutturare in modo più definito l’identità, personalità e a sviluppare caratteristiche e capacità individuali. Da qui l’importanza di riflettere sulle differenze e sugli stereotipi di genere, al fine di cambiare la realtà del mondo contemporaneo.

Un’opportunità, quindi, per progettare un percorso di vita o formativo e professionale, sulla base delle proprie inclinazioni e aspirazioni. “Interconnettiamoci” è un format sulle differenze di genere pensato come un percorso formativo. Diviso in moduli teorici e laboratori pratici si pone l’obiettivo di cambiare le cose partendo propriamente dalle scuole.

Un’iniziativa che, dal territorio di Bracciano, speriamo possa estendersi all’Italia intera. Al fine di portare già nelle scuole, primo e fondamentale luogo di formazione, la lotta agli stereotipi di genere.

Maggiori informazioni al riguardo sul sito di Percorsi di Crescita e sui social dell’Associazione.

Categorie
Cultura

Tra presente e futuro: a Roma l’8 marzo continua

Non solo una giornata, ma un monito per tutti i giorni a venire. A Roma l’8 marzo non si esaurisce nell’arco di 24 ore, ma diventa un momento di riflessione da portare avanti, con iniziative e progetti, quotidianamente, per gli anni a venire.

Se per la Giornata internazionale dei diritti della donna la Capitale si è infatti attivata con una serie di eventi dedicati alla memoria del talento e del valore femminile, ora che la Festa si è esaurita guarda al futuro. Scendono in campo i progetti volti al cambiamento, affinché i diritti e le rivendicazioni celebrate l’8 marzo diventino sempre più concreti e reali. Progetti che dovranno durare tutto l’anno e non solo, quindi, un unico giorno.

Assessorato e AS Roma: il cambiamento deve partire dalle scuole

Per il cambiamento, soprattutto in merito alla violenza di genere, si sono attivati, ad esempio, l’assessorato capitolino e l’AS Roma. Proprio in occasione dell’8 marzo 2022 è stato firmato un protocollo d’intesa, per unire le forze del Comune a quelle del club sportivo. Così da giocare la partita più difficile: quella del contrasto alla violenza e alle disparità.

L’obiettivo è quello di attivarsi concretamente sul territorio, con attività mirate e corsi di formazione. «Vogliamo impegnarci per portare informazione, soprattutto nelle scuole» ha spiegato l’assessora alle pari opportunità, Monica Lucarelli. «Parlare di parità di diritti e promuovere percorsi di formazione professionali per le donne vittime di violenza. Sono sicura che faremo molto insieme».

Dello stesso parere, che il cambiamento debba partire proprio dall’educazione, in particolare scolastica, anche Elisa Bartoli, calciatrice giallorossa. «Trasmettere la battaglia dei diritti delle donne ai ragazzi nelle scuole è fondamentale, perché loro sono puri e possono dare tanto». «Vogliamo agire concretamente sul territorio. Sin dal 2020 questo Club ha dato via a campagne per contrastare la violenza sulle donne. Abbiamo la responsabilità sociale di fare sempre di più, andando come oggi nelle scuole per sensibilizzare anche i più giovani» ha aggiunto Francesco Pastorella, sempre dell’AS Roma.

Il protocollo è stato firmato all’istituto Galileo, davanti ai ragazzi di scuola superiore. Un’iniziativa che guarda al futuro, per portare un effettivo cambiamento. Partendo proprio da uno dei primi e centrali luoghi di formazione: le scuole.

Tra futuro e presente, un 8 marzo che guarda anche all’oggi

Non solo però, a Roma, progetti per il domani. Nella Capitale, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, si guarda anche alla realtà contemporanea. In particolare, allo scontro delle ultime settimane che sta coinvolgendo Russia e Ucraina.

Ecco allora che a piazzale Ostiense, nei pressi della metro Piramide di Roma, è comparso il murale di Laika, dedicato proprio alla questione.
Il poster raffigura infatti due donne, abbracciate e piangenti, che sono vestite coi colori delle rispettive bandiere, quelle dei due Paesi in conflitto.

«È un 8 marzo drammatico. La guerra che sta imperversando colpisce in modo particolare donne e bambini, le vittime civili si contano a decine di migliaia, dopo anni di conflitto iniziato nel 2014 e che vive in queste settimane un’escalation devastante. Le donne ucraine e quelle russe sono unite dalle atrocità che stanno subendo. Chi ha perso la casa, chi un marito, un figlio, chi la propria stessa vita in una guerra tra popoli fratelli che, tutto ad un tratto, si trovano nemici per gli interessi economici e politici di chi li governa» ha dichiarato l’artista.

Un’opera che si concentra quindi anche su ciò che tante donne stanno vivendo in questi giorni. In un progetto, di riflessione e voglia di cambiamento che, con i tanti eventi, progetti e iniziative, spera di portare un domani una Roma e un mondo diversi. Più equi per tutti.

Categorie
Cultura NEWS

Sensibilizzare tramite la cultura: l’8 marzo a Roma

Oggi, mercoledì 8 marzo, si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti della donna. Una ricorrenza che, nel parlare comune, è ormai divenuta nota con la più semplice accezione di Festa della Donna.

Tuttavia, in realtà, la giornata dell’8 marzo non nasce per “festeggiare” le donne in senso lato. Bensì per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche, così come le discriminazioni e le violenze, di cui le donne sono state e sono ancora oggi oggetto, in diverse parti del mondo. Ecco allora che la parola “diritto” diventa centrale in questa ricorrenza, che nasce proprio con l’obiettivo di educare e sensibilizzare.

Una riflessione, su ciò che i diritti delle donne sono e sono stati, che Roma ha deciso di celebrare con tantissime iniziative. Una serie di eventi culturali dedicati proprio all’8 marzo, che coinvolgeranno l’intera città.

La Festa della Donna a Roma: ecco cosa c’è in programma

Visite guidate, film e premi: per l’8 marzo Roma diventerà ancora più culturale, con una serie di iniziative dedicate proprio alle donne, alla loro storia e alla loro valorizzazione. Ma anche alla sensibilizzazione, soprattutto contro la violenza di genere.

Il Ministero dei Beni Culturali ha infatti invitato tutti gli istituti a organizzare e promuovere visite guidate e tour gratuiti, al fine di incentivare la riscoperta artistica del femminile. Tra i vari appuntamenti a Roma ci sarà la visita nel Parco archeologico dell’Appia Antica e alle Terme di Caracalla.

Faranno parte del programma “Patrimonio in comune. Conoscere è partecipare” una serie di eventi dedicati alla scoperta dell’universo e del talento femminile nell’arte e nella cultura, voluti dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali. Saranno quindi visitabili i Mercati di Traiano, per conoscere, ad esempio, il ruolo della donna nell’antica Roma. Il Museo Napoleonico prenderà vita, invece, con il racconto in prima persona delle nobildonne ribelli, mentre al Museo della Repubblica Romana e al Mausoleo Ossario Garibaldino si potranno ascoltare storie di amore, di ideali e di coraggio con le donne del Risorgimento italiano.

Al Museo della Scuola Romana, alla Galleria d’Arte Moderna e al Museo Pietro Canonica visite per conoscere le artiste del ‘900. Al Museo di Roma in Trastevere un capitolo dedicato alle donne in guerra, con un video-racconto sulle donne curde.

Eventi, premi e sensibilizzazione: un 8 marzo interamente dedicato alle donne

L’8 marzo 2022 a Roma è iniziato però già dalla giornata di ieri, lunedì 7, con la celebrazione in Campidoglio dell’impegno e del talento femminile nella storia e nella contemporaneità. Inizierà infatti la prima edizione del premio “RomaRose – Non solo 8 Marzo”. Un’iniziativa a cui prederanno parte il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessora alle pari opportunità Monica Lucarelli e la presidente del consiglio comunale Svetlana Celli.

Ma gli appuntamenti non finiscono qui. Come ricordavamo l’8 marzo non è solamente una riflessione dedicata alla storia e alla realtà delle donne, ma anche e soprattutto un momento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani. Ecco quindi che la Giornata internazionale dei diritti della donna vedrà anche, a Roma, il camper rosa della Polizia di Stato. Un mezzo itinerante, che fa parte del progetto “…questo non è amore” ed è dedicato alla lotta alla violenza di genere.

Saranno tre le tappe nella Capitale, dalle periferie al centro storico, per creare, grazie al mezzo, un luogo in cui informarsi o chiedere aiuto. A bordo del camper sarà infatti operativa un’equipe specializzata contro la violenza sulle donne, composta da psicologi, medici e personale specializzato. I cittadini interessati potranno rivolgersi al team per porre quesiti, raccontare la propria storia o semplicemente avere un consiglio. Chi lo desidera potrà anche scrivere e lasciare un messaggio in una busta chiusa, in un’apposita cassetta.

Un’iniziativa che, insieme alle altre sopra riportate, mira a rendere la Festa della Donna una giornata dedicata al valore stesso delle donne, così come alla loro tutela e all’educazione ai diritti. Una ricorrenza che Roma festeggerà all’insegna della cultura.

Buon 8 marzo!

Categorie
NEWS

Quarantene e dad. Brutti voti a scuola

Sono arrivati a scuola, in Italia, i risultati delle pagelle, dopo la fine del primo quadrimestre. Secondo i dati, uno studente su due ha brutti voti. Insufficienze in una, due o più materie.

Tuttavia, purtroppo, c’è poco da stupirsi. Questi voti sono infatti il risultato delle difficoltà di studio causato dalla tante (troppe) quarantene dei primi mesi di ripresa scolastica di settembre 2021. Nonché, degli ultimi anni, vissuti in didattica a distanza.

Gli studenti, vittime della continua emergenza

Ecco allora che nelle scuole di Roma ci si inizia a preoccupare, vedendo i risultati dei primi voti. «Purtroppo circa il 40-50% degli studenti delle scuole superiori romane ha avuto in pagella delle insufficienze da recuperare» spiega Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma «soprattutto nelle materie scientifiche, in inglese e in latino: purtroppo assistiamo ad un calo nel rendimento, in gran parte dovuto ai due anni di pandemia. A questo punto rischiamo un aumento della dispersione, soprattutto al biennio».

Ovviamente le insufficienze andranno recuperate e, per farlo, si tornerà ai corsi di recupero in presenza. «Organizziamo i corsi in micro-gruppi da 5 ragazzi, tutti con problematiche simili anche se da classi diverse» ha spiegato Tiziana Sallusti, preside del liceo classico Mamiani. «Portiamo avanti i corsi per le materie di indirizzo, come latino e greco, matematica, fisica e inglese. Le maggiori difficoltà si presentano nelle traduzioni, per le quali l’esercizio in classe è molto importante, e nelle terze classi dove ci sono i ragazzi che hanno iniziato il liceo con la pandemia. Quindi, oltre all’aspetto didattico, c’è anche la componente sociale: le classi non sono affiatate».

Prima la pandemia, ora la guerra

Proprio la componente sociale, così come quella umana, è quella da tenere più in considerazione esaminando i presenti dati. Spaventa proprio, infatti, il fatto che i voti siano il risultato dei vissuti degli studenti italiani, che, già da due anni, stanno risentendo più di altri delle difficoltà provocate dalla pandemia da Covid 19. Un’emergenza che ha tolto loro la quotidianità dell’istruzione, così come della socialità.

In tante scuole superiori della capitale, a riprova proprio di questo, è stato necessario potenziare gli sportelli psicologici. Sono sempre di più, infatti, le richieste d’aiuto dei giovani, che ora potranno usufruire anche del bonus istituito dalla regione Lazio per la salute mentale. Aiuti che speriamo possano aiutarli a migliorare la propria serenità, al di là del rendimento scolastico. Proprio ora che, purtroppo, oltre alla pandemia devono affrontare il concetto di guerra, che sta sconvolgendo l’intera Europa.

Categorie
NEWS

Uscire dalla guerra: no al nucleare, civile e militare

Questa mattina l’Italia si è svegliata con la notizia del bombardamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande in Europa.

Le immagini del fuoco scatenato dall’offensiva russa e la paura delle radiazioni hanno animato, già dalle prime ore della giornata, l’opinione pubblica.

Nucleare, la tensione è sempre più alta

Subito dopo il colpo sono arrivate le condanne dei leader mondiali. Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha affermato: «l’attacco scellerato da parte della Russia alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Un attacco contro la sicurezza di tutti. L’Unione Europea deve continuare a reagire unita e con la massima fermezza, insieme agli alleati, per sostenere l’Ucraina e proteggere i cittadini europei».

«Condanniamo gli attacchi ai civili e a una centrale nucleare, che dimostra l’incoscienza di questa guerra. La Russia deve ritirare le truppe e impegnarsi negli sforzi diplomatici» ha sottolineato, invece, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Cresce il dissenso per la guerra tra Russia e Ucrina

Intanto dalla Russia arrivano i primi provvedimenti, per cercare di arginare le mobilitazioni che stanno sconvolgendo il Paese dall’interno. Per tentare di fermare gli attivisti, che si stanno schierando contro la guerra iniziata da Putin, la Duma ha approvato una legge che prevede fino a cinque anni di carcere per chi invita a manifestare contro la Russia. Pene detentive fino a 15 anni di carcere sono invece state stabilite per chi ”intenzionalmente” diffonde ”informazioni false” sulle forze armate russe.

Ieri il secondo round dei colloqui per le trattative di pace, che ha portato a un accordo sui corridoi umanitari per evacuare i civili dal territorio colpito, mentre, tuttavia, i combattimenti continuano. Si guarda ora a un terzo round, che si terrà all’inizio della prossima settimana secondo quanto riferisce Belta, l’agenzia di stampa ufficiale bielorussa.

Zelensky vs Putin

«Questa guerra va fermata» continua a ribadire il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Non è che voglio parlare con Putin. Io devo parlare con Putin» ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa a Kiev.

Dall’altro lato, il presidente russo Vladimir Putin pare irremovibile sulla possibilità di trovare un reale accordo tra le parti. «Non rinuncerò mai alla convinzione che russi e ucraini sono un unico popolo. L’operazione militare speciale della Russia in Ucraina sta andando secondo i piani» commenta Putin, sottolineando che distruggerà “l’anti Russia” creata dall’Occidente. «Nessuno può minacciare la Russia, neanche con le armi nucleari» ha scandito.

Paolo Cento a Radio Roma Capitale: no al nucleare, civile e militare

A rendere un quadro dettagliato, dell’attuale e preoccupante situazione in cui sta imperversando lo scontro tra Russia e Ucraina, Paolo Cento, nel suo programma “Ma che parlate a fà”. In apertura della trasmissione riflette infatti sugli ultimi sviluppi della guerra, segnati proprio dalla minaccia nucleare.

Riproponiamo allora un vecchio slogan, che ben racchiude il senso della sua posizione al riguardo: no al nucleare, civile e militare. Torniamo così a parlare di vecchie battaglie e questioni ormai dimenticate, che già da tempo volevano sottolineare la pericolosità dell’energia nucleare, usata per scopi bellici o meno. L’intervento completo nel podcast.

Categorie
Cultura

Lydia Sansoni, la nuova mostra femminista a Roma

Dal 5 marzo 2022 arriva a Roma, più precisamente alla Casa Internazionale delle Donne, la nuova mostra “L’oggetto femminista. L’arte di Lydia Sansoni negli anni Settanta”.

Una rassegna, curata da Raffaella Perna e organizzata da Archivia, che propone una selezione di circa trenta opere realizzate intorno al 1970 da Lydia Sansoni. Artista legata al movimento di liberazione femminista.

Chi era Lydia Sansoni

Lydia Sansoni nasce a Venezia nel 1930 e, da ragazza, si specializza in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera, studiando con Enrico Prampolini, pittore emiliano. Il debutto artistico di Lydia risale al 1953, quando viene esposta una mostra personale alla Galleria del Pincio di Roma. Qui, la sua attenzione per il polimaterismo si vena di accenti surrealisti.

La svolta avviene però negli anni Settanta, quando, spinta dalle nuove istanze emerse con il femminismo, Lydia Sansoni inizia a realizzare vignette e illustrazioni per le riviste del movimento. In questi anni collabora a “Effe”. Diventa, inoltre, autrice del libro a fumetti “La prima è stata Lilith” e responsabile, insieme ad Antonella Barina, di “Strix. Giornale di fumetti e altro, fatto da donne”. In questa fase l’artista espone opere composte da scatole di legno e setacci da cucina, entro i quali assembla piccoli objets trouvés. Ovvero, tutta una serie di oggetti rinvenuti tra le mura domestiche, come bigodini, strofinacci o soldatini. Grazie all’estro di Lydia Sansoni, oggetti ordinari, casalinghi, vengono trasformati in racconti sulla condizione della donna all’interno della famiglia borghese occidentale. Opere che raccontano l’essenza di un’epoca e di una storia comune.

Una riflessione sul femminismo

Fu Carla Ravaioli, saggista e politica italiana, a definire il lavoro di Lydia Sansoni «il primo manifesto del femminismo». Ecco allora che la mostra dedicata all’artista diventa un’importante occasione per riflettere sull’intero processo di emancipazione femminile e sul ruolo che ha avuto nella società. Partendo proprio da quella figura di donna che emerge dagli oggetti inseriti nelle sue opere. Elementi che rappresentano una figura relegata esclusivamente al ruolo di moglie e madre, ma che viene, con il movimento femminista, progressivamente abbandonato.

Dacia Maraini, autrice nel 1978 dell’introduzione alla mostra personale alla galleria Il Gabbiano, affermò che Lydia Sansoni si muove «con la sicurezza di chi crede nel valore politico del “fare pittura”. Si accanisce, insolente e seducente, a fare scaturire le grottesche figure della rovinosa farsa dei ruoli sessuali e sociali che hanno inquinato la storia».

La mostra alla Casa Internazionale delle Donne di Roma

Insieme agli assemblage, nella mostra alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, viene presentata una selezione di disegni e collage su carta. In questi l’artista lavora sulla relazione tra immagine e parola, per demistificare il sessismo espresso dalla cultura. Così come quello che caratterizza la politica e la religione, dall’antichità al XX secolo.

Quale luogo migliore, per ripercorrere questi importanti tasselli della storia comune, se non proprio la Casa Internazionale delle Donne di Roma? Ecco allora che, dal 5 marzo 2022, si inaugurerà l’esposizione su Lydia Sansoni, aperta al pubblico dal lunedì al venerdì negli orari 15.00 -19.00. Maggiori informazioni sul sito web della Casa Internazionale delle Donne.

Categorie
NEWS

Siamo già in una guerra mondiale?

Si susseguono incessantemente le notizie che arrivano dallo scontro tra Russia e Ucraina. Questa mattina, ancora notizie di guerra e bombardamenti in diverse città del Paese sotto assedio.

Gli ultimi attacchi della guerra tra Russia e Ucraina

Continuano a suonare le sirene d’allarme per gli attacchi aerei in Ucraina da parte delle truppe russe, in tutta la regione di Kiev, la capitale ucraina, e delle città limitrofe.

Alle 8.10 del mattino di oggi, un attacco missilistico russo ha colpito una sede della polizia e una università a Kharkiv. La notizia è arrivata da Twitter, dove la protezione civile ucraina ha postato delle foto dei pompieri, impegnati a spegnere le fiamme negli edifici colpiti.

Intanto, la notte scorsa, le forze russe sono riuscite a entrate anche nella città meridionale ucraina di Kherson, mentre anche la località nord orientale di Sumy è sotto bombardamento. L’amministrazione militare ha esortato la popolazione a non uscire nelle strade, per evitare ulteriori feriti.

Alcuni dati sulle vittime del conflitto

Sono più di 100 i civili rimasti feriti negli attacchi aerei delle forze russe contro la città ucraina di Mariupol, strategico porto sul mar di Azov. 128 le persone ricoverate in ospedale. Numeri che si aggiungono ai dati già pervenuti, nei giorni scorsi, sulle vittime del conflitto in Ucraina.

Secondo una stima sembrano essere, invece, 6mila i soldati russi uccisi nei primi sei giorni di invasione dell’Ucraina. La cifra è stata riportata dal presidente ucraino Zelensky, dal momento che la parte russa non ha ancora voluto rilasciare dichiarazioni al riguardo.

Le condanne a questa guerra

Continuano ad arrivare, ovviamente, i commenti da tutto il mondo, sulla condanna del conflitto bellico iniziato dal presidente Putin. Dopo le parole di ieri del premier Draghi in Senato, oggi arriva il commento del Presidente americano Biden.

«Sei giorni fa, la Russia di Vladimir Putin ha cercato di scuotere le fondamenta del mondo libero, pensando di poterlo piegare alle sue minacce. Ma aveva fatto male i suoi calcoli», ha detto Biden.

«Membri dell’Unione Europea, tra i quali la Francia, la Germania, l’Italia, insieme a Paesi come il Regno Unito, il Canada, il Giappone, la Corea, l’Australia, la Nuova Zelanda e molti altri, persino la Svizzera, stanno punendo la Russia e sostenendo il popolo dell’Ucraina», ha continuato il Presidente. Ricordando poi che sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea stanno rivolgendo l’attenzione sugli oligarchi russi, sequestrando i loro beni in giro per il mondo.

Gli Stati Uniti hanno poi, ha aggiunto Biden, la “responsabilità” di schierarsi al fianco dell’Ucraina per difendere la libertà, salvare la democrazia.

«Ho detto nel modo più chiaro che gli Usa ed i suoi alleati difenderanno ogni centimetro di territorio della Nato con tutta la loro forza collettiva» ha concluso il presidente americano, che, durante l’intervento, indossava una cravatta con i colori dell’Ucraina.

In attesta del secondo round dei negoziati

Si attendono ora i secondi colloqui per le trattative, dopo una prima seduta avvenuta lunedì scorso. La speranza di tutti è ovviamente quella che si possa trovare un punto di incontro tra le fazioni, così da poter cessare definitivamente lo scontro.

Previsto per oggi il secondo vertice è stato, per il momento, posticipato a orario da destinarsi. Paolo Cento, nel suo programma “Ma che parlate a fà” riflette però intanto sull’andamento di questa guerra. Soprattutto, si chiede se siamo già in una guerra mondiale. Tutti i dettagli nel podcast qui.

Categorie
NEWS

Anni d’emergenza, il conflitto Russia-Ucraina

Giovedì 24 febbraio l’Italia si è svegliata con la tragica notizia, uscita nella notte, dell’inizio dell’attacco militare, da parte della Russia, nei confronti dell’Ucraina. L’emergenza della situazione è ormai irreversibile: nonostante i tanti commenti, nelle ultime settimane, sulle intenzioni di scongiurare un qualsiasi confronto armato, l’Ucraina è sotto continuo bombardamento.

Si contano ormai i feriti e i morti provocati dall’offensiva, tanto dalla parte russa quanto da quella ucraina. E, sebbene siano iniziati, in apparenza, i trattati di pace, la situazione non sembra migliorare.

I commenti sulla situazione

Tanti i commenti arrivati dalle istituzioni riguardo all’andamento del conflitto. Le parole del premier Mario Draghi: «Il Governo italiano condanna l’attacco della Russia all’Ucraina. È ingiustificato e ingiustificabile. L’Italia è vicina al popolo e alle istituzioni ucraine in questo momento drammatico. Siamo al lavoro con gli alleati europei e della Nato per rispondere immediatamente, con unità e determinazione».

Un giudizio condiviso anche dal Presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, che su Twitter ribadisce: «L’aggressione militare della Russia è inaccettabile. Ora uniti con l’Europa e gli Alleati per fermare la guerra e vicini al popolo ucraino».

Parla invece della necessità di una “coalizione anti-Putin” per “costringere la Russia alla pace” il presidente dell’Ucraina Zelensky. «Ho parlato con il presidente degli Stati Uniti, con Scholz, Charles Michel, Duda e Boris Johnson. Fermare immediatamente Putin e la guerra contro l’Ucraina e il mondo! Costruire una coalizione anti-Putin: il mondo deve costringere la Russia alla pace. Il mondo è con noi» commenta su Twitter.

Anni d’emergenza: oltre il conflitto armato

Paolo Cento, nel suo programma “Ma che parlate a fà”, ragiona sullo scontro scoppiato negli ultimi giorni, facendo però anche un passo indietro.

Riesaminando questi anni, a livello nazionale e internazionale, una cosa appare infatti ben chiara: a un’emergenza (come quella sanitaria, portata dal Covid-19) ne segue subito un’altra (in questo caso, militare).

Viene allora da chiedersi se l’emergenza è la nuova forma di politica del nostro tempo.

Riproponiamo le riflessioni sull’argomento, andate in onda a Radio Roma Capitale poco dopo l’inizio dei bombardamenti. Il link qui.

Categorie
Cultura

Roma, Giornata Mondiale della Fauna Selvatica

Arriva anche a Roma la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica, prevista per mercoledì 3 marzo 2022.

Il tema di quest’anno del World Wildlife Day sarà “Recovering key species for ecosystem restoration”, ovvero “Recupero di specie chiave per il ripristino dell’ecosistema”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare cittadini e istituzioni sullo stato di conservazione di alcune specie di fauna e flora selvatiche, più criticamente minacciate. Il tutto con un occhio però anche al futuro e alla ricerca di nuove soluzioni per conservarle e proteggerle.

La Giornata Mondiale della Fauna Selvatica

Era il 20 dicembre del 2013 quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite decise di proclamare il 3 marzo la “Giornata Mondiale della Fauna Selvatica”. Una data di certo non casuale: in quello stesso giorno del 1973 venne firmata infatti la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche, minacciate di estinzione.

L’istituzione di una festa dedicata proprio alla ricorrenza venne stabilita per sensibilizzare e celebrare gli animali e le piante selvatiche del mondo. Affinché si creasse un’occasione di riflessione sulla fragilità della natura selvatica e di tutte quelle specie che, troppo spesso, sono minacciate dall’intervento dell’uomo.

A Roma la festa al Bioparco

Tante le attività che verranno organizzate nella capitale in occasione della Giornata Mondiale della Fauna Selvatica. Tra tutte, ricordiamo gli appuntamenti previsti al Bioparco.

Il Bioparco di Roma ospiterà infatti, proprio in occasione del World Wildlife Day, due giornate dedicate, previste per sabato 5 e domenica 6 marzo 2022.

Il tema sarà proprio “Recuperare le specie chiave per il ripristino dell’ecosistema” e gli esperti del parco, nell’ambito di visite guidate e postazioni tematiche, porranno l’accento sulle principali cause di minaccia di fauna e flora. Nonché, sul ruolo stesso del Bioparco per la salvaguardia delle specie minacciate, come, ad esempio, la tigre di Sumatra.

Il dettaglio delle attività previste al Bioparco di Roma

Tantissime le attività che saranno organizzate. Oltre alla visita guidata “6 a rischio” – un viaggio tra le specie più rappresentative del Parco tra cui il rinoceronte bianco, pinguino del Capo, elefante asiatico – sarà previsto il gioco di abilità “Un ecosistema in equilibrio”. Tramite il divertimento, i più piccoli potranno apprendere il concetto di ecosistema e di estinzione.

“SOS Missione Natura” si chiamerà invece la postazione con materiali sequestrati negli anni dai Carabinieri forestali – come oggetti in pelle di animali selvatici, coralli –  per evidenziare quanto il commercio illegale danneggi molte specie. Un’occasione per capire anche come diventare viaggiatori consapevoli e quali pericoli si nascondano dietro l’acquisto di un souvenir.

“Dal piccolo al grande: l’unione fa la forza!” è il titolo degli incontri ravvicinati con invertebrati, rettili e anfibi. Lo staff del parco illustrerà l’importante ruolo ecologico che ciascuna specie svolge nell’ecosistema.

Infine, dalle 11.30 alle 15.30 i keeper del Bioparco durante i pasti di lemuri, elefanti, scimpanzé, rinoceronti e pinguini – specie a rischio di estinzione – ne sveleranno comportamenti, abitudini e curiosità.

Grazie a tutte queste attività si mostrerà l’importante lavoro del Bioparco per la loro conservazione in natura. Grandi e piccini potranno scoprire così la necessità di tutelare maggiormente l’ambiente e le specie a rischio.

Per prenotare gli eventi previsti per la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica al Bioparco di Roma o avere informazioni aggiuntive, cliccare sul presente sito web.

Categorie
NEWS

Anonymous versus Russia: al via la cyber guerra

Si spera in una svolta positiva oggi, finalizzata alla cessazione del conflitto bellico scatenato dall’offensiva russa. Sono infatti iniziati i negoziati vicino al fiume Pripyat – al confine tra Ucraina e Bielorussia – tra le delegazioni di Kiev e Mosca. Una notizia che arriva a poche ore di distanza dall’attacco hacker di Anonymous, il movimento attivista che agisce tramite l’informatica, per raggiungere, in modo coordinato, un ben determinato obiettivo.

Al via l’operazione OpRussia

Dopo gli attacchi alla Chiesa di Scientology, arriva l’operazione “OpRussia”. Una risposta all’offensiva, che avviene però tramite attacchi informatici contro la rete propagandistica russa e molti siti del governo di Mosca. Un’iniziativa nata a sostegno della popolazione ucraina, colpita dalle bombe russe a partire dallo scorso 24 febbraio.

L’annuncio di una cyber guerra è arrivata qualche giorno fa, sull’account Twitter di Anonymous. «Il collettivo Anonymous è ufficialmente in cyber guerra con il governo russo» hanno dichiarato i celebri hacker. Poi il video sui loro canali social, per spiegare le motivazioni e l’obiettivo di questa risposta agli scontri.

Le parole di Anonymous

«Negli ultimi giorni è iniziata un’invasione su larga scala, quartieri civili sono stati bombardati e persone innocenti sono state uccise. I rifugiati stanno fuggendo dalle violenze e al popolo è stato imposto il reclutamento dal governo ucraino. La situazione è terribile ovunque e lei ne è l’artefice. Anche i cittadini che lei sostiene di voler proteggere si sono schierati contro la guerra e protestano nelle più grandi città della Russia» si sente nel video.

«Abbiamo mandato offline i siti governativi e girato le informazioni ai cittadini russi in modo che possano essere liberi dalla macchina della censura di Putin» ha sottolineato Anonymous, a riprova dell’inizio della cyber guerra. Tra i siti hackerati quelli dell’emittente Rt news, del Cremlino, del governo russo, del ministero della Difesa e della Duma. Secondo numerosi media locali, inoltre, su alcune tv russe hackerate sarebbero andate in onda canzoni tipiche dell’Ucraina.

Poi la minaccia, direttamente rivolta al presidente Vladimir Putin. «Anonymous ha dichiarato una cyber guerra al suo regime aggressivo, mettendo offline nei giorni scorsi numerosi siti governativi. I siti web oscurati sono però solo l’inizio, presto conoscerà la furia degli hacker di tutto il mondo, molti dei quali probabilmente risiedono nel suo Paese. I suoi segreti non sono più al sicuro e c’è la possibilità che elementi chiave delle infrastrutture governative vengano manomessi. Ora l’invasione dell’Ucraina, insieme alle precedenti invasioni di Georgia e Crimea, sono prova della strategia della Russia di riappropriarsi degli Stati chiave, un tempo sotto l’Unione Sovietica. L’Unione Sovietica è fallita molti anni fa e il mondo non ha dimenticato la brutalità di quel regime. Tutto il mondo le opporrà resistenza. Questa è una guerra che lei non può vincere, a prescindere da quanto potere lei pensi di avere. Noi siamo Anonymous, noi siamo una legione».

Il video del messaggio lanciato da Anonymous

Pochi minuti di video, in cui emerge ben chiaro però il messaggio del collettivo.