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Roma vicina all’Ucraina, le iniziative della capitale

Continuano ad arrivare notizie sullo scontro Russia-Ucraina e mentre il numero dei morti, tra civili e militari, aumenta, l’intero mondo si mobilita a sostegno delle popolazioni colpite. Tantissime le iniziative e i commenti di pace che tentano di tenere viva l’attenzione sulla necessità di fermare l’offensiva bellica.

Roma è in prima linea, già dalla giornata di ieri, per promuovere incontri a favore dell’Ucraina. Appuntamenti in cui, istituzioni e cittadini, possano far sentire la propria voce ed esprimere il pieno sostegno al Paese.

Le parole del sindaco Gualtieri

Ieri sera, giovedì 24 febbraio 2022, il Colosseo si è illuminato con i colori della bandiera ucraina, mentre per la giornata di oggi il sindaco Roberto Gualtieri ha organizzato una fiaccolata per la pace. La manifestazione partirà alle ore 18 da piazza del Campidoglio e proseguirà fino al Colosseo.

«Condanniamo fermamente l’attacco all’Ucraina e Invito tutte le romane ed i romani a partecipare alla fiaccolata di questa sera. Facciamo sentire la nostra presenza a sostegno del popolo ucraino contro una guerra assurda e pericolosa per il futuro dell’Europa. Facciamolo con i colori della pace» ha affermato il primo cittadino di Roma.

Questa mattina il sindaco, presente all’apertura della seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina dedicata alla crisi del turismo nella Capitale, ha colto l’occasione per ribadire la necessità di una condanna dello scontro.

«Esprimo la ferma condanna per l’attacco della Russia all’Ucraina. Come ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, si tratta di un’aggressione ingiustificabile e ingiustificata. Voglio esprimere tutta la vicinanza di Roma, città della pace, al popolo e alle istituzioni ucraine in un momento così drammatico che ci riempie tutti di angoscia e di sconcerto. Chiediamo l’impegno della comunità internazionale, che deve essere più unita che mai, per porre fine a questa aggressione e alla guerra».

Le iniziative per la pace nella Capitale

La protesta continua anche nel primo ateneo della città. Flash mob all’Università La Sapienza, che si è attivata per cercare di fare rimanere cinque ragazzi Erasmus. Questi seguivano i corsi dell’Università romana da settembre e hanno finito il loro programma questa settimana. Ora chiedono asilo politico per poter rimanere in Italia. Altri sei loro compagni erano rientrati in patria pochi giorni fa e si sono ritrovati in mezzo alla guerra.

La Sapienza si sta attivando per fare rimanere gli studenti, al grido di “Fate restare i nostri ragazzi”.

Anche l’associazione Arci lancia la protesta.
«Facciamo sentire la voce della società civile, pacifista, in Italia e in tutta Europa! Auspichiamo che si rendano da subito disponibili dei corridoi protetti per consentire alle agenzie internazionali e alle organizzazioni umanitarie un intervento efficace e senza rischi. Siamo vicini e solidali alla società civile pacifista in Russia e Ucraina e sosteniamo con loro tutti gli sforzi necessari per un immediato “cessate il fuoco” e per una ripresa dei tavoli negoziali».

L’Arci parteciperà alle iniziative che sono programmate in moltissime città italiane, concorrendo a promuoverne ulteriori incontri in un’ottica di inclusione, unità e partecipazione diffusa. Prevista per sabato 26 febbraio, in Piazza SS. Apostoli di Roma, una manifestazione a sostegno della causa Ucraina.

Per mercoledì 2 marzo previsto invece il digiuno indetto nei giorni scorsi dal Papa. Accolto anche da Azione Cattolica, che domenica 27 febbraio si collegherà con i fedeli di Leopoli per pregare per la pace.

Già ieri il sostegno delle città e dei partiti

Le iniziative continuano quindi in tutta la città e arrivano dopo le prime mobilitazioni iniziate già nella giornata di ieri. Alle ore 16 di giovedì 24 Enrico Letta, segretario Pd, aveva infatti promosso l’incontro davanti all’ambasciata russa. «È il momento dell’Unità nel nostro Paese, è in gioco la libertà, la democrazia, non ci si può mettere a discutere su questioni di ambiguità. Se non difendiamo l’ Ucraina non difendiamo nemmeno noi stessi. Non era mai successo negli ultimi tempi che si tentasse di risolvere la questione dei confini portando la morte con prove di forza» ha detto il segretario dei democratici.

A Fiumicino, invece, è stata esposta ieri la bandiera della pace, su tutti i palazzi comunali. Il ponte mobile, sul canale navigabile, è stato illuminato con i colori giallo blu. La decisione del sindaco Esterino Montino. «Quello che sta succedendo in Ucraina è gravissimo e riguarda tutte e tutti noi: non possiamo restare indifferenti. Per questa ragione, questa sera il ponte Due Giugno sarà illuminato con i colori della bandiera ucraina, in segno di vicinanza al popolo che sta subendo un attacco violentissimo e che conta già diverse vittime. Vogliamo lanciare un messaggio, nel nostro piccolo, perché si fermi questa follia della guerra».

Da Sant’Egidio, nella notte di ieri, una veglia. Iniziata alle ore 20, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, è stata diffusa anche in collegamento streaming con tutti i Paesi in cui l’associazione è presente.
«Non ci si può rassegnare alla guerra come ultima parola, ma occorre chiedere incessantemente la pace» ha ribadito la Comunità di Sant’Egidio che questa. «È la nostra prima, spontanea, risposta alla tragedia che si sta consumando in queste ore in Ucraina. Imploriamo la pace per il bene dell’Ucraina e del mondo intero rivolgendoci a tutti, a partire da chi ha responsabilità sulle nazioni. Invitiamo tutti a unirsi a noi per fermare la follia del ricorso alle armi».

Tantissime le iniziative, quindi, nella capitale, che cerca di far sentire il proprio sostegno all’Ucraina e alla sua popolazione. In una guerra che deve cessare il prima possibile.

Articolo di Camilla Cavalli.

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Manutenzione a Roma, si fermano metro e tram

Arriva finalmente la notizia, già annunciata dall’assessore ai Trasporti Eugenio Patanè a Radio Roma Capitale, della manutenzione di metro e tram nella città. Ecco cosa accadrà nei prossimi mesi e quali linee si fermeranno.

Sistemiamo la mobilità di Roma

L’agenda della mobilità cittadina, almeno per quel che riguarda alcune priorità, l’ha data in queste ore l’assessore Eugenio Patanè. L’obiettivo è quello di sistemare metro e tram, per cambiare il volto stesso della città. In vista, oltretutto, degli importanti appuntamenti che vedrà presto la capitale e che riporteranno orde di turisti tra le vie della metropoli.

La manutenzione di tram e metro

Per quanto riguarda i collegamenti tramviari, l’attenzione si concentrerà prevalentemente sui binari dell’8. Questi andranno totalmente rifatti e la linea dovrebbe quindi fermarsi da luglio, per circa 6 mesi.

Più complessa la situazione per le tre linee della metro. Manutenzione prevista per la A e la B. In queste andranno sistemati molteplici aspetti, dall’armamento, alle banchinette, ai sistemi antincendio. Inoltre, ricordiamo che in molteplici stazioni sono inagibili scale mobili e ascensori, che l’assessorato ai Trasporti ha già messo nella lista dei guasti da sanare.

Per permettere tutti questi interventi la linea B vedrà uno stop serale, da aprile a giugno, dalle ore 21.

Per quanto riguarda, invece, la linea A, questa resterà chiusa, sempre dalle 21 di sera e a partire dal mese di giugno, per 18 mesi.

«Così spenderemo i famosi 425 milioni stanziati dall’ex ministro Delrio proprio per la manutenzione delle metro. Ma questa somma è un quarto di quanto servirebbe in totale, ovvero 1,2 miliardi di euro per la manutenzione complessiva delle linee esistenti. Con gli interventi sul sistema antincendio potremo attivare anche lo scambio delle metro A e C a San Giovanni a livello banchina» ha commentato l’assessore Patanè.

Sulla metro C, per il momento, è prevista solo la richiesta, al ministero dei Trasporti, di una proroga di un anno e mezzo per la revisione dei treni della linea. Le strutture della linea sono, d’altronde, molto più recenti e così si dovrebbe continuare a garantire la continuità del servizio.

La manutenzione riguarderà anche i piani “superiori” delle linee metro, come, ad esempio, i parcheggi. Si investirà quindi sulla mobilità sharing ed elettronica.

Articolo di Camilla Cavalli.

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Cronaca

Da Milano a Roma, gli studenti tornano in piazza

Oggi, venerdì 18 febbraio, gli studenti italiani hanno deciso di scendere in piazza, per protestare contro un sistema che non ritengono giusto e rappresentativo.

In particolare, i ragazzi contestano le modalità con cui vengono svolti alcuni stage. Un tema molto sentito, soprattutto nelle ultime settimane, segnate dalle tragiche scomparse di giovani studenti durante il progetto di alternanza scuola-lavoro.

Gli studenti in piazza in tutta Italia

Manifestazioni e cortei, da Milano a Roma. Le piazze italiane si animano di giovani arrabbiati, che chiedono l’eliminazione del programma di alternanza scuola-lavoro. Così come le dimissioni del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Non si ferma quindi il grido di protesta da parte degli studenti, soprattutto a seguito della morte, proprio durante uno stage scolastico, di Lorenzo Parelli e di Giuseppe Lenoci. Ragazzi che cercavano solamente di costruire il proprio futuro, ma che, purtroppo, in questo hanno trovato la morte. Lorenzo, 18 anni, non è più uscito da quell’azienda in cui stava svolgendo la formazione a Udine. Giuseppe invece, scomparso a soli 16 anni è stato ucciso in un incidente stradale lo scorso San Valentino.

Le richieste dei manifestanti

Il dissenso dei ragazzi, tuttavia, non riguarda solamente la questione dell’alternanza scuola-lavoro. Più in generale, infatti, protestano contro l’intera gestione del modello scolastico da parte del Ministro Bianchi.

Chiedono di ripensare il sistema scolastico italiano, che, nonostante siano passati ormai due anni dalla pandemia, continua a non ascoltare le richieste di cambiamento dei diretti interessati. In più, vorrebbero le dimissioni dello stesso Ministro.

Le proteste a Roma

Alla protesta che animerà tutta Italia parteciperanno gli studenti di oltre 40 città. Scesi in piazza anche gli studenti romani. Tra questi, l’associazione studentesca Unione degli Studenti ha deciso che dalla giornata di oggi a quella di domenica 20 febbraio, aprirà gli Stati Generali della scuola, proprio con lo scopo di riflettere sulle tematiche sollevate durante le manifestazioni.

Forte la preoccupazione nella città che le mobilitazioni possano degenerare in scontri aperti, com’era accaduto lo scorso gennaio al Pantheon. In realtà, le intenzioni dei ragazzi sono pacifiche. Tanto che, sul sito Roma Mobilita, non si parla di corteo, ma bensì di un doppio sit-in nella capitale: uno dalle 9 alle 11 in piazza Vittorio Emanuele e uno dalle 11.30 alle 13 in piazza Madonna di Loreto. Possibili le modifiche, a questo proposito, per diverse linee bus.

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Cultura

Cinema e teatri romani chiusi entro giugno

Sono ormai troppi i teatri e i cinema della capitale che, a fronte dei due anni di pandemia, sono giunti allo stremo, sopraffatti dalle chiusure e dalle limitazioni per il contenimento dell’epidemia.

Nonostante le sale siano finalmente pronte a riaccogliere gli spettatori (sempre, ovviamente, nel rispetto delle attuali disposizioni), i numeri dei presenti non riescono, infatti, a cambiare la tragica situazione. Ecco allora che continuano le proteste del settore. Ma, purtroppo, queste non basteranno: molte attività hanno scelto di chiudere entro giugno.

Cinema e teatri a Roma ormai allo stremo

Che sia la paura a limitare i, forse ancora timorosi, avventori di cinema e teatri o il comfort domestico a cui ormai si sono abituati con le piattaforme online, poco cambia. La situazione rimane tragica in ogni caso.

Il cinema a Roma è infatti in profonda sofferenza, con un calo del fatturato pari al 74%. Ma piange anche il teatro, con il meno 50%. Dalla capitale arriva allora il grido di allarme e la protesta del settore, in attesa delle chiusure, a cui tanti si sono purtroppo rassegnate.

I commenti dei lavoratori

«Abbiamo registrato crolli di fatturato almeno del 50% nei teatri privati», ha commentato Massimo Piparo, presidente Associazione teatri italiani privati. Dati che sono stati presentati anche in una seduta della commissione capitolina Cultura, presieduta da Erica Battaglia.

Tante le associazioni di categoria che si sono unite nel delineare il triste scenario. Tra queste anche Cna Unione esercenti cinematografici, il cui portavoce, Manuele Ilari, ha confrontato la realtà italiana con quella estera. «Il mercato italiano rispetto ad altri europei è quello che sta soffrendo più di tutti, soprattutto a causa di un vuoto normativo sulla diffusione: i film, anziché nelle sale, oramai vanno sulle piattaforme televisive e online. Eppure in Francia i film prima di andare in tv devono attendere 15 anni. Chiediamo che il sindaco Gualtieri si faccia portavoce di questa richiesta presso governo e Ministero della Cultura» spiega.

Il parere della politica

L’appello si volge quindi al Campidoglio e, proprio da lì, iniziano ad arrivare le prime risposte. Il consigliere di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, invita alla massima attenzione per l’apertura delle arene estive, che rischiano di penalizzare ulteriormente il settore.

Ma, secondo tanti, la questione è prevalentemente culturale. «C’è una percezione di pericolosità delle nostre sale che non è affatto veritiera» ha spiegato, a tal proposito, Leandro Pesci, di Agis Anec Lazio.

«Abbiamo sostenuto spese di pubblicità, spese di tenuta della sala, costi dei dipendenti e utenze da novembre a marzo» ribadisce Leandro Pesci. Servono quindi interventi specifici e, soprattutto, risorse.

«È facile calcolare quanto abbiamo investito affinché il Comune si faccia carico di ristorare una parte di questo investimento» conclude. Un appello chiaro ed esplicito, per cercare di sanare una realtà ormai fortemente in crisi.

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Cultura

San Valentino: il maritozzo, il dolce degli innamorati

Buon San Valentino a tutti gli ascoltatori, le ascoltatrici, i lettori e le lettrici di Radio Roma Capitale! Ma buon San Valentino anche a tutti i golosi e agli amanti del celebre maritozzo romano, che è proprio il dolce tipico della festa degli innamorati.

La nascita della ricorrenza di San Valentino

Ma sapete perché si festeggia San Valentino e perché è proprio il maritozzo il dolce tipico di questa celebrazione?

La storia dei Lupercalia

Nell’antica Roma esisteva la ricorrenza dei Lupercalia, che si svolgeva a metà febbraio. Questa festa era, inizialmente, legata al ciclo di morte e rinascita della natura. L’obiettivo era quello sovvertite le regole abituali: tramite il ritorno al caos primitivo poteva avvenire poi una seconda nascita, rappresentata dal successivo ristabilirsi dell’ordine.

I Lupercalia erano quindi accompagnati da vari rituali, mascherate, e cortei. Giornate in cui i servi prendevano il posto dei padroni e viceversa, con l’intento di innescare, per l’appunto, questo processo di rinascita. Parte di queste manifestazioni le ritroviamo tutt’oggi, nella tradizione del Carnevale.

Tuttavia, questa ricorrenza romana, era collegata anche alla realtà più antica e primordiale della sessualità umana, vista nella liberazione dell’eros. Per questo motivo, già nel tardo impero romano, i Lupercalia furono definiti deplorevoli e vennero banditi dai papi cristiani.

La celebrazione dell’amore puro, voluto dai cristiani

In particolare, fu papa Gelasio I a istituire, sulla tradizione dei Lupercalia, una festività dedicata all’amore, che fosse però, in questo caso, romantico e privo di riferimenti espliciti alla sessualità. Un amore che, nel solco della tradizione biblica, fosse fertile e fruttuoso, finalizzato alla riproduzione.

Nel 496 venne quindi istituita la celebrazione di San Valentino, in onore del martire cristiano Valentino di Terni che, secondo alcune leggende, sposava in segreto i giovani innamorati. La festa dell’amore venne quindi associata idealmente alla protezione del santo Valentino.
Alla sua diffusione nel mondo contribuirono poi i monaci Benedettini, attraverso il lavoro dei monasteri.

Il maritozzo romano è il dolce di San Valentino

Ma perché il maritozzo romano è il dolce della festa di San Valentino?

In realtà il fatto che il dolce sia diventato simbolo dell’amore centra poco con la concezione cristiana della ricorrenza. Bensì, trae le sue origini dalla tradizione popolare locale.

Secondo le leggende folkloristiche, infatti, nel giorno dedicato agli innamorati, che spesso in passato era festeggiato anche il primo venerdì di marzo, i giovani in cerca di moglie regalavano alle proprie ragazze la tradizionale pagnottella romana farcita con la panna, per chiederle in sposa. Nella crema o nell’impasto stesso veniva nascosto un anello, che bisognava cercare morso dopo morso.

Ancora oggi San valentino rimane la festa dedicata all’amore, in cui ci si scambiano doni e dolci per festeggiare i propri sentimenti. E allora perché non continuare a scambiarsi anche la buona brioche della tradizione romana? Buon San Valentino a tutti!

Foto dal blog di cucina di GialloZafferano, su cui potete trovate anche la ricetta per riprodurre i maritozzi a casa.

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Weekend di fuoco a Roma, tra steward e traffico

Weekend di fuoco quello previsto per i prossimi giorni: tra la festa di San Valentino, che allungherà di qualche ora i festeggiamenti del fine settimana, e i tantissimi eventi previsti dalla capitale, i romani si prepareranno a vedere le strade invase dal traffico e dagli steward.

Avevamo parlato spesso infatti, nelle scorse settimane, della questione della malamovida nella città, per la quale si pensava di affiancare, agli ordinari controlli della polizia, anche il monitoraggio dei cosiddetti “steward della notte”. Ovvero, i controllori privati previsti dai locali per evitare il degenerare delle serate tra le strade di Roma.

Le nuove disposizioni per i weekend: arrivano gli steward

Da stasera, venerdì 11 febbraio, a lunedì 14 sarà previsto ufficialmente il debutto degli steward “anti alcol e risse”, schierati da pub e locali.

«Ci sono locali che hanno riservato uno o due persone dello staff alla sorveglianza» ha spiegato il direttore di Assoturismo Roma e Lazio Confesercenti, Daniele Brocchi. «Altri invece hanno contattato le agenzie di sicurezza per i cosiddetti “buttafuori”. Sono riconoscibili per la divisa e controlleranno sia quel che accade all’interno del locale, sia quel che succede fuori, per evitare risse e schiamazzi. Contiamo anche sulla presenza di un maggior numero di Volanti delle forze dell’ordine: faranno da deterrente per i gruppi più facinorosi. Inoltre la riapertura delle discoteche, prevista per questo fine settimana, servirà a decongestionare l’affluenza sulle piazze».

Saranno oltre 800 gli agenti in più, a monitorare le zone della movida, con il reparto mobile a San Lorenzo e gli agenti a piedi nelle vie di Trastevere. Questi affiancheranno gli steward nel tenere sotto controllo le serate. Tutti questi interventi sono mirati a evitare il ripetersi degli incidenti che hanno caratterizzato la movida della capitale negli ultimi mesi. In più, i provvedimenti cercano di venire incontro alle richieste dei residenti romani, stanchi di trascorrere notti insonni per i festeggiamenti fino a tarda notte.

L’introduzione degli steward, a lungo discussa, è solo l’ultimo dei provvedimenti voluti da Roma Capitale per cercare di sanare il degenerare della malamovida. Dallo scorso weekend infatti, fino a marzo 2022, è stato disposto anche lo stop alla vendita degli alcolici nei minimarket dopo le ore 22.

Attenzione anche al traffico! La mobilità a Roma sabato 12 e domenica 13 febbraio

Sabato 12 e domenica 13 febbraio sono previste però a Roma anche manifestazioni, cerimonie commemorative e partite. Quindi, il weekend non sarà movimentato solamente di notte, con l’aggiunta della ricorrenza di San Valentino ai normali festeggiamenti del fine settimana. Previsto traffico intenso anche di giorno, tra le vie della capitale. Giorni pieni di eventi quindi i prossimi, che avranno ripercussioni anche sulle strade chiuse e le linee bus deviate.

In particolare domani, sabato 12 febbraio, ci sarà la manifestazione organizzata dalla Rete Kurdistan Italia, per chiedere la liberazione di Ochalan e la pace in Medio Oriente. Gli appuntamenti previsti saranno due. Un primo, dalle 14 alle 15.30, a piazza dell’Esquilino, che vedrà le possibili deviazioni delle linee C3, 16, 70, 71, 75, 117, 360, 590, 649 e 714. Per il secondo, invece, ci si troverà a Piazza di porta San Giovanni, dalle ore 16 alle 19.30. In questo caso saranno possibili deviazioni o limitazioni delle linee 3, 16, 51, 81, 85, 87, 360, 590 e 792.

Sabato 12, alle 15, anche la partita allo stadio Olimpiaco di Lazio-Bologna. Possibili i rallentamenti sulle strade, specialmente nelle fasi di afflusso e deflusso dei tifosi.

Inoltre, ci saranno le cerimonie commemorative della giornata in memoria delle Foibe. La prima si terrà in piazza Giuliani e Dalmati dalle ore 17 alle 19, la seconda nel quartiere Trieste tra le 18 e le 20. Previsti divieti di sosta su piazza Dalmazia. Previsto poi un corteo, che sfilerà tra piazza Trasimeno, via Clitunno, via Serchio, via Ticino, piazza Trento, via Postumia e piazza Dalmazia. Potrebbero quindi sserci temporanee chiusure lungo il percorso. Deviazioni o limitazioni per i bus delle linee 38, 80, 88 e 89.

Partita anche domenica 13 febbraio 2022, per il torneo Sei Nazioni di Rugby. Dalle ore 16 si scontreranno, infatti, Italia-Inghilterra. Infine, lo stesso giorno prevista anche l’abituale pedonalizzazione festiva di via dei Fori Imperiali. Deviazioni così per le linee bus 51, 75, 85, 87 e 118.

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NAS: chiusi 21 punti prelievo per i tamponi rapidi

Finalmente, i numeri delle persone positive al Covid-19 nel Lazio e nel resto d’Italia iniziano a migliorare. Tuttavia, come ormai sappiamo bene, la pandemia di certo non è finita.

Sebbene i dati facciano ben sperare, infatti, e si inizi a vedere un possibile ritorno alla normalità, non bisogna sottovalutare la diffusione che la variante Omicron continua comunque ad avere. Di conseguenza, in caso di sintomi, rimane fondamentare sottoporsi a tampone.

A questo proposito, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha avviato, d’intesa con il Ministero della Salute, una vasta campagna di accertamenti, per verificare la corretta esecuzione dei tamponi e analisi antigeniche per la ricerca del Covid-19. Al fine di evitare, anche in questa discesa della curva epidemiologica, irregolarità.

I controlli dei NAS in tutta Italia

I controlli dei Carabinieri dei NAS sono iniziati il mese scorso e hanno interessato l’Italia intera. Lo scopo delle analisi è stato principalmente quello di prevenire e contrastare il fenomeno dei “falsi positivi”. Ovvero quei casi in cui i soggetti, già risultati positivi, si presentano presso un punto di prelievo con la tessera sanitaria di un altro soggetto definibile “no vax”, al fine di fargli ottenere, alla scadenza del periodo di quarantena e successivamente a un test negativo effettuato da quest’ultimo, il Super Green Pass.

Complessivamente sono state controllate 1.360 farmacie e centri di analisi, rilevando irregolarità presso 170 di essi. Le violazioni contestate sono state 282. In totale, i punti prelievo per i tamponi rapidi chiusi dopo i controlli sono 21.

Le irregolarità riscontrate

Diverse le irregolarità trovate, di molteplice natura. Dall’uso di tamponi e kit reagenti non regolari, i quali potevano fornire un risultato inattendibile, alla mancata identificazione e registrazione delle persone sottoposte al test.

Ancora, l’inadeguatezza delle figure professionali impiegate nell’esecuzione dei tamponi o l’effettuazione degli stessi in ambienti non idonei sotto il profilo igienico sanitario.

Tante le città in cui sono scattate poi le segnalazioni, da Parma a Reggio Calabria, con Brescia, Palermo e Cagliari.

Cos’è successo a Roma

A Roma, fortunatamente, i NAS hanno riconosciuto un’unica attività svolta senza le dovute prescrizioni.

È stato, infatti, deferito all’Autorità Giudiziaria il titolare di una farmacia di Roma, ritenuto responsabile di aver utilizzato test diagnostici rapidi per il covid-19 privi della prescritta documentazione di conformità. Sono poi stati sequestrati 450 test, per un valore di euro 7.000 circa

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Il bar dei Cesaroni diventerà un gioco Lego?

Chissà, forse Mirko di Lillo, presidente della community Brixlab, Associazione Culturale dedita ai giochi con mattoncini, ce la farà a far diventare questo sogno realtà. Lo storico bar dei Cesaroni potrebbe, infatti, diventare ufficialmente un gioco Lego.

Il concorso per diventare un vero e proprio gioco Lego

Mirko ha, d’altronde, ricreato fedelmente con i mattoncini la bottiglieria dei Cesaroni, celebre serie tv ambientata nello storico quartiere romano di Garbatella, e ha candidato il modellino nel concorso della pagina online di Lego Ideas.

The Lego Group, l’azienda danese produttrice degli storici giocattoli, offre, infatti, la possibilità di proporre su un sito web tutte le possibili costruzioni che gli appassionati di modellismo vorrebbero far diventare un vero e proprio giocattolo. Questi devono poi essere votati dai consumatori: se ottengono 10mila preferenze potrebbero effettivamente diventare un nuovo prodotto dell’azienda.

Il bar dei Cesaroni di Mirko di Lillo

Per il momento, il progetto di Mirko ha ottenuto circa 700 voti sulla pagina online di Lego Ideas, nelle prime 24 ore dalla sua pubblicazione. Un risultato raggiunto anche grazie al passaparola scattato proprio dalla Garbatella. Da qui, tutti gli appassionati, tanto della serie tv quanto dello storico mattoncino, sono corsi a dare il proprio contributo.

In molti vorrebbero vedere la bottiglieria dei Cesaroni sugli scaffali dei negozi Lego, accanto ad altre celebri serie tv internazionali come Friends. Commenta Mirko a questo proposito: «cercavo un’idea per presentare un modellino alla Lego che rappresentasse Roma, dove ho vissuto per diversi anni. Il Colosseo e la Fontana di Trevi sono già stati realizzati, così ho pensato al quartiere che ho amato di più: la Garbatella. E ho pensato di realizzarla tramite i Cesaroni che l’hanno raccontata in maniera semplice, nazionalpopolare. Spero possa funzionare».

Vedremo i Cesaroni nei negozi di modellismo?

Ancora non sappiamo se il bar dei Cesaroni verrà davvero realizzato dall’azienda Lego. Di certo, però, il risultato raggiunto dal prototipo della bottiglieria in sole 24 ore è un ottimo risultato. Il concorso prevede infatti un bonus di sei mesi in più di tempo, se il progetto ottiene 100 like nei primi 60 giorni. Cosa che Mirko è riuscito a fare in molto meno tempo.

Dopotutto, non è la prima vota che il ragazzo di Brixlab presenta questo progetto all’azienda danese. La prima volta, tuttavia, non era stato ammesso al concorso perché riportava sul giocattolo anche la scritta “bar”. «La Lego non vuole richiami a bar o al possibile uso di alcol. Così ho dovuto togliere la scritta: la versione attuale riprende fedelmente la prima puntata della serie tv».

Tra i personaggi Lego legati alla struttura ci sono ovviamente i due fratelli, Giulio e Cesare Cesaroni in tenuta da oste, interpretati in tv da Claudio Amendola e Antonello Fassari. Ma troviamo anche molti altri personaggi del cast, come Lucia, che era stata interpretata da Elena Sofia Ricci. O, ancora Max Tortora, che dava corpo a Ezio, vestito da meccanico.

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Malamovida, il primo weekend con le nuove regole

Lo scorso è stato il primo weekend “anti-alcol” a Roma, secondo quanto disposto dalle nuove normative emanate dal Campidoglio. Roma Capitale ha infatti deciso che, per contrastare il fenomeno della “malamovida” – di cui abbiamo discusso spesso nelle ultime settimane qui a Radio Roma Capitale – per un mese, nei weekend, alcune attività commerciali dovranno chiudere alle ore 22.00.

L’obiettivo è quello di riuscire a trovare una soluzione che concili la movida notturna di alcune zone di Roma, in particolare dei Municipi I e II, con le esigenze dei cittadini che vi risiedono.

Il piano sperimentale del Campidoglio per la malamovida

Le nuove disposizioni sono arrivate dopo diversi incontri, avvenuti tra le associazioni di commercianti, le presidenti dei due municipi in questione, Lorenza Bonaccorsi e Francesca Del Bello, l’assessora alle attività produttive di Roma Capitale, Monica Lucarelli, e il Prefetto Matteo Piantedosi.

Lo scopo è stato quello di affrontare il fenomeno della cosiddetta malamovida, trovando una possibile soluzione per arginarne il proliferare: la chiusura dei minimarket dalle ore 22, per tentare di limitare il consumo di alcolici in strada.

Da venerdì 4 febbraio al 6 marzo, in particolare a Trastevere e San Lorenzo, queste attività saranno quindi limitate nei fine settimana.

I controlli del primo weeekend

Il primo weekend che ha visto il “niente alcol dopo le ore 22” e le serrande abbassate per i minimarket è stato comunque segnato da tante infrazioni.

Un gran numero di agenti delle forze dell’ordine ha girato su strada per monitorare la situazione. Da venerdì prossimo, invece, si vedrà forse l’ingresso anche degli steward della notte, ovvero i controllori privati disposti dai locali, tra gli addetti a supervisionare la movida.

Sono state circa 400 le attività sotto controllo in questi primi due giorni. Tra queste, ben 18 hanno ignorato la disposizione della chiusura alle ore 22. Inevitabile la sospensione dell’esercizio per 5 giorni. Trascorsi questi si potrà riaprire, ma con la clausola di “sorveglianza speciale”. Nel caso la stessa attività attui infatti una seconda infrazione, la sospensione sarà maggiore.

In tutto sono state ben 1500 le persone controllate tra Trastevere, l’Esquilino, San Lorenzo e Piazza Bologna.

Non mancano comunque le proteste

Tuttavia, il provvedimento, non ha portato, come sperato, alla cessazione delle proteste. Anzi, il contrario.

Se prima erano solamente i cittadini, infatti, i principali contestatori della situazione, ora a questi sui sono aggiunte, ovviamente, anche le controparti rappresentate dai commercianti.

Da Confartigianato parte la critica alle nuove disposizioni volute dal sindaco in materia di malamovida. Afferma Andrea Rotondo, presidente dell’associazione: «è difficile pensare che il problema si risolva chiudendo in anticipo gli esercizi di vicinato alimentare. Chiudere le attività vuol dire spegnere la città e aumentare l’insicurezza. Se Il problema sono i minimarket, allora è necessaria un’azione più complessa sul commercio al dettaglio in sede fissa». 

I cittadini, invece, volevano un stretta maggiore. «La chiusura dei negozi di vicinato non ha conseguenze dirette su quello che viviamo. Negli incontri con la presidente del Municipio Del Bello avevamo avanzato richieste più articolare. Chiusura di tutti i locali alle 24, maggiore presidio delle forze dell’ordine, più controlli sugli esercizi commerciali riguardo il rispetto delle norme di gestione» ha commentato Patrizia Centra, dell’associazione Viva San Lorenzo a Roma Today.

Dallo stesso quartiere, centro dei controlli, è partito poi anche un nuovo esposto, firmato in poche ore da circa 150 persone e diretto alla Procura della Repubblica. Nel documento si denunciano gli episodi ai quali ogni fine settimana i residenti sono costretti ad assistere, tra assembramenti con musica a tutto volume, risse e la sporcizia in strada.

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Chiusa la 72esima edizione del Festival di Sanremo

Avevamo seguito proprio qui su Radio Roma Capitale, negli ultimi giorni, i principali avvenimenti di Sanremo 2022.

Sabato scorso, 5 febbraio, si è conclusa anche questa 72esima edizione del Festival, che ha visto la vittoria di Mahmood e Blanco, con la canzone Brividi. Secondo posto per Elisa e la sua O Forse Sei Tu. Terzo Gianni Morandi, con il singolo Apri tutte le porte.

Un’edizione che è stata, sotto tutti i punti di vista, da record.

Il grande successo di Sanremo 2022

Il terzo Festival di Sanremo firmato da Amadeus si conclude con un grandissimo successo. Il dato complessivo degli ascolti (che comprende anche i minuti della proclamazione del vincitore) è il più alto dal 2000: 13milioni 205mila gli spettatori, con il 65% di share.

«Il pubblico giovane è stato il vero motore di questo successo» ha commentato con soddisfazione l’Amministratore Delegato della Rai, Carlo Fuortes.

Ricordiamo, a questo proposito, l’importanza che ha assunto, in questa edizione, anche la questione del Fantasanremo, una sorta di Fantacalcio che è stato giocato soprattutto dai più giovani, “schierando” cinque cantanti e prendendo una serie di bonus (o, al contrario, di malus) a seconda delle azioni che questi compievano sul palco. Il Fantasanremo ha di certo portato nuovi ascoltatori, specialmente tra i ragazzi.

Il record anche online e sui social

Numeri record anche sulle piattaforme digital. Considerando il live streaming e tutti i contenuti on demand, il Festival 2022 ha registrato 29,5milioni di visualizzazioni.

Per quanto riguarda, invece, i social, l’edizione 2022 è l’evento televisivo più discusso in Italia nella stagione tv in corso e ha generato un totale di 33,6 milioni di interazioni, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente.

In particolare, Facebook cresce del 76%, Twitter del 22% e YouTube del 29%. Con 9,1 milioni di interazioni (+12%), la giornata finale di Sanremo 2022 è la più commentata dell’intera edizione, nonché la più discussa di sempre.

I contenuti più amati e il commento di Amadeus

L’esibizione dei Måneskin, vincitori della scorsa edizione del Festival, resta il video più visto on demand, con 958 mila visualizzazioni.

«Il mio primo Festival ha fatto Rumore, il secondo ha fatto stare tutti Zitti e buoni, ma il terzo è stato da Brividi» ha commentato ironicamente Amadeus, ringraziando tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione di questa edizione record.