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Colosseo in giallo e blu ieri sera

Colosseo in giallo e blu ieri sera. ACEA con Roma Capitale ha illuminato una delle più importanti icone di Roma con l’immagine in movimento della bandiera ucraina con i suoi colori giallo e blu, in segno di vicinanza e solidarietà al popolo ucraino. L’iniziativa è stata organizzata in occasione della Giornata dell’Indipendenza del Paese caduta il 24 agosto e che ricorda la dichiarazione di indipendenza dall’URSS avvenuta nel 1991.

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Economia

Spedizioni alimentari dall’Ucraina verso l’Italia in ripresa

Le spedizioni alimentari dall’Ucraina verso l’Italia riprendono. Già arrivati quasi 1,2 miliardi di chili di mais per l’alimentazione animale, grano tenero e olio di girasole nell’ultimo anno prima della guerra. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sugli effetti della decisione della Russia di riprendere la partecipazione all’accordo raggiunto con Nazioni Unite, Turchia e Ucraina per assicurare i traffici commerciali nei porti del Mar Nero.

Spedizioni grazie all’apertura di Putin

L’apertura di Putin è importante soprattutto per la forniture di mais alle stalle italiane in una situazione in cui i costi di produzione sono cresciuti del 57% secondo il Crea, mettendo in ginocchio gli allevatori nazionali. L’Ucraina infatti con una quota di poco superiore al 13% per un totale di 785 milioni di chili è il secondo fornitore di mais dell’Italia che è costretta ad importare circa la metà del proprio fabbisogno per garantire l’alimentazione degli animali nelle stalle. L’Ucraina garantisce invece appena il 3% dell’import nazionale di grano (122 milioni di chili) mentre sono pari a ben 260 milioni di chili gli arrivi annuali di olio di girasole, secondo l’analisi su dati Istat relativi al commercio estero 2021.

Sblocco per le navi sul Mar Nero

Lo sblocco al passaggio delle spedizioni alimentari sul Mar Nero è importante anche per combattere il rischio carestia in ben quei 53 Paesi dove secondo l’Onu, la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione. Un rischio anche per la stabilità politica proprio mentre si moltiplicano le tensioni sociali ed i flussi migratori, anche verso l’Italia.

Presidente Coldiretti Ettore Prandini

«L’Italia è costretta ad importare materie prime agricole a causa dei bassi compensi riconosciuti agli agricoltori che hanno dovuto ridurre di quasi 1/3 la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni», afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza di intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle e strutturali per garantire in futuro la sovranità alimentare del Paese.

Necessari accordi di filiera

Occorre lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali, ma serve anche investire per aumentare produzione e le rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità, contrastare seriamente l’invasione della fauna selvatica che sta costringendo in molte zone interne all’abbandono nei terreni e sostenere la ricerca pubblica con l’innovazione tecnologica a supporto delle produzioni, della tutela della biodiversità e come strumento in risposta ai cambiamenti.

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Economia

Boom del prezzo del grano

Boom del prezzo del grano. Con l’Ucraina che rappresenta da sola il 10% degli scambi mondiali la chiusura dei corridoi di pace per l’export sconvolge il mercato con effetti sui prezzi e sugli approvvigionamenti alimentari nei Paesi ricchi e soprattutto in quelli poveri. È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che le quotazioni di grano, mais e sono immediatamente schizzate alla riapertura settimanale del Chicago Board of Trade (Chicago), punto di riferimento delle materie prime agricole, dopo la decisione della Russia di interrompere l’accordo raggiunto con Nazioni Unite, Turchia e Ucraina per assicurare i traffici commerciali nei porti del Mar Nero.

Boom dei prezzi aggravato anche dal ridimensionamento delle semine

Una situazione aggravata dal forte ridimensionamento delle semine di cereali invernali in Ucraina che scendono ad appena 3,8 milioni di ettari rispetto ai 6 milioni del 2021 secondo il Ministero dell’agricoltura locale. Una situazione che alimenta l’interesse sul mercato delle materie prime agricole della speculazione che si sposta dai mercati finanziari ai metalli preziosi come l’oro, fino ai prodotti agricoli dove le quotazioni dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie di mercato che trovano nei contratti derivati “future” uno strumento su cui chiunque può investire acquistando e vendendo solo virtualmente il prodotto, a danno degli agricoltori e dei consumatori.

Paesi a rischio carestia

In questo scenario il rischio carestia riguarda in particolare quei 53 Paesi dove la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione e risentono quindi in maniera devastante dall’aumento dei prezzi dei cereali causato dalla guerra. L’inevitabile indebolimento della produzione agricola ucraina e la paralisi dei porti del Mar Nero hanno sottratto un bacino cruciale per l’approvvigionamento alimentare di vaste aree del pianeta. Russia e Ucraina rappresentano, sommate, poco più del 30% delle esportazioni di cereali, oltre il 16% di quelle di mais e oltre il 75% di quelle di olio di semi di girasole, secondo un’analisi del Centro Studi Divulga.

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Il Palazzo delle Esposizioni ha ospitato il Premio Lydia Tesio

Il Palazzo delle Esposizioni ha ospitato la cerimonia di consegna del Premio Lydia Tesio “Le signore dell’ippica”. Giunto alla XX edizione, il galà organizzato da HippoGroup Roma Capannelle e dedicato alle eccellenze al femminile che nell’ambito della loro vita professionale abbiano saputo creare un connubio indissolubile con il mondo del cavallo.

Serata al Palazzo sintesi tra sport, eleganza, cultura e arte

La serata, sintesi perfetta tra sport, eleganza, cultura e arte, quest’anno ha portato anche un messaggio di solidarietà importante grazie al patrocinio dell’Ambasciata Ucraina a Roma. Ospite graditissimo della manifestazione, infatti, è stato Yaroslav Melnyk, Ambasciatore d’Ucraina in Italia, che ha presentato il progetto della Olena Zelenska Foundation, il fondo della first lady ucraina creato per sostenere gli ucraini e ripristinare il capitale umano. Il Premio Lydia Tesio rappresenta da anni l’anteprima dell’appuntamento clou della stagione ippica autunnale, il Roma Champions Day, un convegno di straordinario spessore tecnico ribattezzato a ragione “la grande festa del turf italiano” che animerà l’ippodromo Capannelle nella giornata di Domenica 30 ottobre.

Pautasso: “Orgogliosi di essere arrivati alla XX edizione”

«Siamo orgogliosi di essere arrivati alla XX edizione di questo premio dedicata a Lydia Tesio – ha dichiarato Elio Pautasso, Presidente di Federippodromi e Direttore generale Hippogroup Roma Capannelle – la grande signora dell’ippica che accanto al marito Federico e a Mario Incisa ha dato all’ippica mondiale campioni come Cavaliere d’Arpino, Donatello, Nearco, Niccolò dell’Arca, Tenerani, Botticelli, Ribot, Marguerite Vernaut. È un appuntamento nodale perché ci consente di sottolineare l’importanza della cultura nella nostra proposta: arte, cinema, letteratura, fotografia, strumenti essenziali da utilizzare per il rilancio delle corse.

Anticipo del Roma Champions Day

“Le Signore dell’Ippica” è una celebrazione che ormai da due decenni anticipa il Premio Lydia Tesio, anche quest’anno inserito nella ricchissima giornata del Roma Champions Day in programma domenica 30 ottobre, evento clou dell’autunno ippico internazionale. Quest’anno poi abbiamo deciso di legare la manifestazione a un progetto di solidarietà in collaborazione con l’Ambasciata Ucraina, un’iniziativa dell’Olena Zelenska Foundation per raccogliere fondi a sostegno dell’Ucraina. Vogliamo ringraziare le istituzioni presenti e mandare un saluto al neo Ministro Francesco Lollobrigida a cui auguriamo buon lavoro in un momento piuttosto delicato per tutto l’ambiente. Il problema della crisi energetica si sta facendo pressante, rendendo il nostro lavoro sempre più difficile, specie alla luce dei rincari folli di bollette e spese varie.

Appello al nuovo ministro

Ecco perché lancio un appello che è quasi un grido di dolore: se vogliamo evitare il rischio di chiusura delle aziende nel nostro settore, diventa fondamentale il sostegno dello stato e nello specifico del MIPAAF». Significative le parole dell’Ambasciatore d’Ucraina in Italia Yaroslav Melnyk, salito sul palco del Palazzo delle Esposizioni: «È un onore essere presente alla cerimonia di consegna del Premio intitolato a Lydia Tesio, una serata importante in cui la celebrazione di una grandissima donna diventa uno strumento di sostegno per l’iniziativa umanitaria di un’altra eccezionale donna, Elena Zelenska, la First Lady ucraina.

Fondazione Olena Zelenska Foundation

La sua fondazione, l’Olena Zelenska Foundation, si preoccupa in questo momento drammatico di dare sostegno al suo paese concentrandosi sulla ricostruzione delle istituzioni mediche ed educative, nel fornire aiuti umanitari gli orfanotrofi alle persone con disabilità e agli sfollati. Oramai le donne sono superiori agli uomini, rompono gli stereotipi raggiungendo i vertici in sport e professioni molto difficili. Purtroppo oggi in Ucraina le donne sono costrette a difendere la loro patria dall’aggressione ingiustificata della Russia che dura da 8 mesi. Non possono fare altrimenti, l’Ucraina lotta per la pace e per tutelare non solo la propria libertà, ma quella di tutto il mondo civilizzato. Sono convinto che questi tempi drammatici di guerra si concluderanno con la vittoria dell’Ucraina che sarà anche la vittoria dell’Europa e dell’intero pianeta».

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Economia

Carrello della spesa sempre più pesante per i consumatori

Carrello della spesa sempre più pesante per i consumatori. Se il record dell’aumento spetta ai prezzi dell’olio di semi (+63%) per le difficoltà di importazione dall’Ucraina, il caro energia si scarica a valanga sul carrello della spesa, con rincari che vanno dal 34% per il burro al 15% per le uova. È quanto emerge dallo studio della Coldiretti che ha stilato la black list degli aumenti sullo scaffale sulla base delle rilevazioni Istat sull’inflazione ad agosto 2022, che con un valore del +8,4% ha raggiunto il record dal 1985 mentre i beni alimentari salgono addirittura del 10,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Carrello della spesa sempre meno pieno

A far segnare i maggiori rincari sono i prodotti di base dell’alimentazione delle famiglie che subiscono gli effetti dell’aumento dei costi energetici e di produzione alimentati dalla guerra in Ucraina, abbinati al caldo record e alla siccità, che costringono i consumatori a tagliare gli acquisti soprattutto tra le famiglie più deboli. Tra i prodotti che fanno segnare il maggior aumento dei prezzi c’è infatti la margarina con un +24%, seguita dalla farina (+23%), il riso (+22%) e la pasta (+22%). Ma l’inflazione non risparmia neppure il latte conservato (+19%) né il prodotto simbolo dell’estate che sta finendo come i gelati (+18%), che precedono la carne di pollo, aumentata del 16% e le uova (+15%). Aumenti si registrano anche per le verdure fresche (+12%) e per la frutta (+8%) anche per effetto delle speculazioni che sottopagano le produzioni agli agricoltori e fanno triplicare i prezzi dell’ortofrutta dai campi alla tavola.

Taglio degli acquisti consistente

Il risultato è che gli italiani hanno tagliato gli acquisti di frutta e verdura che crollano nel 2022 dell’11% in quantità rispetto allo scorso anno, su valori minimi da inizio secolo, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Cso Italy/Gfk Italia dai quali emerge che il consumo di frutta delle famiglie nel primo semestre del 2022 si è attestato a 2,6 milioni di tonnellate in quantità.

Balzo dei prezzi ingente

Il balzo dei prezzi secondo una stima Coldiretti, costerà nel 2022 alle famiglie italiane 564 euro soltanto per la spesa alimentare, a causa dell’effetto dell’inflazione scatenata dalla guerra in Ucraina, che colpisce soprattutto le categorie più deboli che riservano una quota rilevante del proprio reddito all’alimentazione. Si rischia così di aggravare un trend che vede già oltre 2,6 milioni di persone costrette a chiedere aiuto per mangiare e che rappresentano la punta dell’iceberg delle difficoltà in cui rischia di trovarsi un numero crescente di italiani.

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NEWS

Aiuti per l’Ucraina partiranno martedì 2 agosto dal CONE

Aiuti per l’Ucraina partiranno martedì 2 agosto alle ore 10 dal CONE (Centro Operativo Nazionale Emergenze) di Roma, via del Trullo 550. Si tratta di alcuni mezzi a supporto delle cliniche mobili per le cure primarie nei territori di Vinnytsia e Zhytomyr (Ucraina), messi a disposizione dalla Croce Rossa Italiana. Al via anche il progetto dei Moduli di Abitazione Provvisoria (MAP) per il ripristino di circa 100 unità abitative, sulla falsariga di quelle che la CRI mise in piedi a Onna dopo il terremoto de L’Aquila per accogliere le popolazioni sfollate delle zone più colpite.

Aiuti per rispondere alle necessità della Croce Rossa Ucraina

«Si tratta di un’operazione complessa per rispondere alle necessità presentateci dalla Croce Rossa Ucraina. Un progetto ambizioso con un contributo iniziale di 12 milioni di euro, possibile grazie ai tanti donatori che, sin dall’inizio, hanno creduto nel nostro operato. Dal 24 febbraio scorso, data di inizio del conflitto, abbiamo attivato un ponte di aiuti umanitari ed effettuato diverse operazioni di evacuazione di civili fragili.

Forniture di cibo settimanali

Continuiamo a fornire settimanalmente cibo e materiali indispensabili ai volontari della Consorella ucraina. Ora che i riflettori iniziano a calare sull’Ucraina, sono orgoglioso del fatto che la Croce Rossa metta in atto queste articolate attività per essere al fianco delle popolazioni colpite», ha spiegato Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana. «Attraverso queste cliniche mobili nelle quali opererà personale medico e sanitario del luogo – sottolinea Ignazio Schintu, Direttore Operazioni, Emergenze e Soccorsi della Croce Rossa Italiana – migliaia di persone potranno ricevere cure e assistenza. Con i moduli abitativi saremo in grado di dare un tetto a centinaia di famiglie sfollate e bisognose. Partiremo, al seguito del convoglio, per avviare tutte le attività sul campo. Non ci fermeremo finché ce ne sarà bisogno».

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Economia

Sblocco dei porti sul Mar Nero e sul Danubio vitale per l’export del grano

Sblocco dei porti sul Mar Nero e sul Danubio vitale per l’export di 21 milioni di tonnellate di grano, che l’Ucraina stima di produrre quest’anno nonostante la guerra. È quanto afferma la Coldiretti sulla base degli ultimi dati UGA (l’associazione dei produttori, trasformatori ed esportatori di cereali ucraini) in riferimento all’arrivo delle prime otto navi straniere in porti ucraini lungo il canale Danubio-Mar Nero, per avviare le operazioni di carico alla vigilia dell’incontro a Istanbul tra Russia, Ucraina e Onu sulle esportazioni di grano ucraino.

Sblocco decisivo per il 10% degli scambi

Le ultime stime sulle produzioni del paese invaso dai russi indicano raccolti in crescita a 27,3 milioni di tonnellate per il mais e a 1,7 milioni per le barbabietole, mentre stabili a 9 milioni di tonnellate i semi di girasole, a 2,2 milioni la soia, a 6,6 milioni l’orzo. Una situazione in miglioramento rispetto alle prime previsioni ma ancora lontanissima dalle produzioni dell’anno prima della guerra quando sono state raccolte in Ucraina ben 33 milioni di tonnellate di grano, 37,6 milioni di tonnellate di mais, quasi 17 milioni di semi di girasole, oltre 10 milioni di tonnellate di orzo, 3 milioni e mezzo di soia e quasi tre milioni di tonnellate di barbabietole.

Bacino cruciale per approvvigionamento dell’intero pianeta

L’inevitabile indebolimento della produzione agricola ucraina e la paralisi dei porti del Mar Nero hanno sottratto un bacino cruciale per l’approvvigionamento alimentare di vaste aree del pianeta. Proprio dai suoi scali l’Ucraina commercializzava prima della guerra il 95% del suo raccolto di grano, un quantitativo pari al 10% degli scambi mondiali, secondo il Centro Studi Divulga.

Blocco spedizioni aveva alimentato la speculazione sulle materie prime

Il blocco delle spedizioni a causa dell’invasione russa ha alimentato l’interesse della speculazione sulle materie prime agricole dove le quotazioni dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie di mercato che trovano nei contratti derivati “future” uno strumento su cui chiunque può investire acquistando e vendendo solo virtualmente il prodotto, a danno degli agricoltori e dei consumatori. L’apertura di corridoi di pace per l’export è un segnale importante per frenare la corsa dei prezzi dei cereali e rifornire i Paesi più poveri dove la chiusura degli scali rischia di provocare rivolte e carestie.

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Economia

Nuovo aumento dei prezzi del grano del 5%

Nuovo aumento dei prezzi del grano a livello mondiale del 5% nell’ultima settimana, dopo la decisione di sospendere l’attività dei porti sul Mar Nero. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti alla chiusura settimanale del Chicago Board of Trade, punto di riferimento internazionale del mercato future dei cereali con il grano tenero invernale che è salito a 11,08 dollari a bushel, in riferimento alla richiesta del World Food Programme (WFP) dell’Onu di sbloccare il porto di Odessa per consentire l’esportazione del grano nei silos per sfamare 44 milioni di persone nel mondo stanno marciando verso l’inedia.

Nuovo aumento per circa 25 milioni di tonnellate di cibo fermi in Ucraina

Si stima che quasi 25 milioni di tonnellate di cereali, tra grano e mais, siano fermi nei magazzini ucraini in attesa di essere spediti, con un impatto devastante sugli approvvigionamenti di numerosi Paesi in via di sviluppo ma anche su quelli ricchi. L’Ucraina è uno dei principali produttori ed esportatori e nel mondo esporta il 10% del frumento tenero destinato alla panificazione, per un totale di oltre 18 milioni di tonnellate, ma anche il 15% del mais per oltre 27 milioni di tonnellate.

Decisivo il blocco delle spedizioni dai porti del Mar Nero

Il blocco delle spedizioni dai porti del Mar Nero a causa dell’invasione russa rischia peraltro di alimentare l’interesse sul mercato delle materie prime agricole della speculazione che si sposta dai mercati finanziari ai metalli preziosi come l’oro fino ai prodotti agricoli dove le quotazioni dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie di mercato che trovano nei contratti derivati “future” uno strumento su cui chiunque può investire acquistando e vendendo solo virtualmente il prodotto, a danno degli agricoltori e dei consumatori. Una situazione che nei paesi ricchi genera inflazione e mancanza di alcuni prodotti ma in quelli poveri allarga l’area dell’indigenza alimentare. Una emergenza mondiale che riguarda direttamente l’Italia, che è un Paese deficitario ed importa addirittura il 62% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti, e il 46% del mais.

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Cronaca

Farmaci e beni alimentari per la popolazione ucraina

Nuovo carico di farmaci e beni alimentari da Roma per la popolazione ucraina. «Grazie all’impegno dei volontari e dei sostenitori di Planet Solidarietà-APS oggi, con il camion messo a disposizione dallo Studio Tecnico Mariani, abbiamo consegnato alla Basilica di Santa Sofìa un nuovo carico di medicinali e generi alimentari a favore di chi sta latendo indicibili sofferenze. Farmaci e beni alimentari che saranno immediatamente trasferiti con i tir e che saranno destinati alla popolazione Ucraina in fuga dalle bombe. Ringraziamo tutti coloro che si sono prodigati per la straordinaria raccolta dei farmaci e dei generi di prima necessità e auspichiamo la cessazione immediata del conflitto, ci sono altre modalità per risolvere le dispute, non certo con le armi». Così Francesco Figliomeni, fondatore di Planet Onlus e responsabile dei rapporti con le Istituzioni di Planet Solidarietà-APS.

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Cultura

Concerto di beneficenza per l’Ucraina alla Nuvola dell’Eur

Venerdì 8 aprile alla Nuvola dell’Eur, alle ore 20.30, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, diretta dal maestro Leo Hussain, in un Concerto di beneficenza per l’Ucraina, organizzato insieme ad EUR Spa. L’incasso e le offerte saranno interamente devoluti all’attività che la Croce Rossa Italiana sta svolgendo in risposta alla crisi in Ucraina. I biglietti saranno in vendita da mercoledì 30 marzo, presso la biglietteria e sul sito del Teatro dell’Opera di Roma.

Cultura linguaggio universale di pace e libertà

«La cultura quale linguaggio universale di pace e di libertà. La cultura per tornare ad affermare senza esitazioni la nostra vicinanza e il nostro sostegno al popolo ucraino, che continua a soffrire e a vedere violati i propri diritti. L’iniziativa benefica del Teatro dell’Opera, con la collaborazione di EUR Spa, è espressione concreta della solidarietà di Roma e del mondo della cultura, ma è anche il modo per dire agli ucraini che vivono nella nostra città e a chi stiamo accogliendo in fuga dalla guerra che il nostro cuore è con loro. Roma continuerà a mobilitarsi per chi soffre e lo farà in ogni sede con politiche di solidarietà e di accoglienza, con l’impegno e la generosità di sempre.

Grazie ai promotori del Concerto di beneficenza per l’Ucraina

Grazie ai promotori del Concerto per l’Ucraina e a tutti gli artisti che vi partecipano con energia e responsabilità solidale per sostenere la meritoria opera della Croce Rossa Italiana», ha dichiarato Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma e Presidente del Teatro dell’Opera di Roma. «In segno di solidarietà e a sostegno della pace, in collaborazione con EUR Spa abbiamo organizzato uno speciale Concerto per l’Ucraina. Sin dall’inizio del conflitto, tutto il Teatro dell’Opera di Roma ha scelto di non restare in silenzio esprimendo con forza il rifiuto di tutte le guerre. Siamo stati il primo teatro d’opera italiano a illuminare con i colori della bandiera ucraina la facciata del nostro Teatro manifestando vicinanza a un popolo, drammaticamente al centro di una tragedia internazionale.

Teatri luoghi di confronto e dialogo

I teatri sono luoghi di confronto, di dialogo e di accoglienza. Ed è anche per questo che, in sintonia con gli indirizzi del Ministro Franceschini, stiamo lavorando per l’ospitalità di artisti ucraini. Pace, libertà e democrazia sono valori che ci uniscono tutti e costituiscono una delle nostre ricchezze», invece le parole del Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone. «La Nuvola è un simbolo contemporaneo della città di Roma – ha infine detto il Presidente di EUR Spa Marco Simoni – ed ha accolto eventi culturali, è stata il più grande hub vaccinale d’Italia e ha ospitato, sotto gli occhi di tutto il mondo, l’ultimo G20. Il luogo dove arte, solidarietà e impegno si incontrano è dunque il palcoscenico ideale per ospitare un concerto di beneficenza a sostegno del popolo ucraino e testimoniare la nostra vicinanza e supportare la pace».