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Cronaca

Benvenuta Glykeira

Benvenuta Glykeira. La Asl Roma 4 è lieta di annunciare che sabato sera è venuta alla luce Glykeria, la bambina ucraina figlia della donna che l’azienda sanitaria aveva preso in carico alla trentottesima settimana di gestazione attraverso l’open day organizzato lo scorso 8 marzo dal reparto di ginecologia, diretto dal dottor Alessandro Lena. La donna era fuggita dal suo Paese subito dopo lo scoppio del conflitto ed è attualmente ospite di una famiglia di Tarquinia.

Benvenuta Glykeira, auguri a mamma Valentyna

«Alla mamma Valentyna vanno i migliori auguri per la nascita della piccola. Il Servizio sanitario regionale è pronto ad accogliere e assistere chi fugge dalla guerra e questa nascita è una luce di speranza in questi giorni bui segnati dal conflitto», ha dichiarato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. «Siamo felici per questa lieta notizia, per la famiglia di Valentyna e per le decine di profughi che stiamo accogliendo in questi giorni», ha concluso il Direttore generale della Asl Roma 4, Cristina Matranga.

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NEWS

Spiragli di pace frenano prezzo di grano e mais

Gli spiragli di pace frenano la speculazione sui prezzi di grano e mais che invertono al tendenza e scendono dopo aver raggiunto quotazioni da record storico. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sugli andamenti al Chicago Board of Trade punto di riferimento mondiale delle materie prime agricole.

Aspettative per la pace tra Russia e Ucraina

Un andamento spinto dalle aspettative sul raggiungimento dell’accordo tra Russia ed Ucraina ed il superamento delle difficoltà nel commercio internazionale dei cereali, con blocchi alle esportazioni e dei trasporti che hanno riguardato anche la disponibilità di fertilizzanti necessari alla coltivazione spingendo verso l’alto le quotazioni. Il contratto future più attivo sul grano con l’inizio della guerra era arrivato a superare i 13,6 dollari per bushel (27,2 chili), mentre il mais a 7,8 dollari per bushel al top da 10 anni.

Livelli raggiunti solo durante le rivolte del pane in Africa

Si tratta infatti di livelli raggiunti solo negli anni delle drammatiche rivolte del pane che hanno coinvolto molti Paesi a partire dal nord Africa, come Tunisia, Algeria ed Egitto che è il maggior importatore mondiale di grano e dipende soprattutto da Russia e Ucraina. Una situazione determinata dal fatto che i due Paesi in guerra insieme controllano circa il 29% delle vendite mondiali di grano tenero per la panificazione, il 19% del commercio del mais destinato all’alimentazione degli animali negli allevamenti e circa l’80% dell’olio di girasole impiegato per la produzione di conserve, salse, maionese, condimenti spalmabili da parte dell’industria alimentare, oltre che per le fritture.

Emergenza prezzi che riguarda l’Italia

Una emergenza internazionale che riguarda però direttamente l’Italia che è un Paese deficitario ed importa addirittura il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 53% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame, secondo l’analisi della Coldiretti. L’aumento di mais e soia sta mettendo in ginocchio gli allevatori italiani che devono affrontare aumenti vertiginosi dei costi per l’alimentazione del bestiame (+40%) e dell’energia (+70%), a fronte di compensi fermi su valori insostenibili.

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Cronaca

Covid-19, rapporto tra positivi e tamponi al 15.3%

«Oggi nel Lazio su 11.508 tamponi molecolari e 45.672 tamponi antigenici per un totale di 57.180 tamponi, si registrano 8.756 nuovi casi positivi (-1.806). I decessi sono 11 (-3), 1.030 i ricoverati (-24), 69 le terapie intensive (-5) e 8.523 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi al Covid-19 è al 15,3%. I casi a Roma città sono a quota 4.344. Oggi sono andato a trovare i piccoli pazienti ucraini ricoverati all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, 16 in tutto. Il sistema sanitario regionale ha dato ampia disponibilità ad accogliere pazienti in fuga dalla guerra in Ucraina. Siamo fortemente impegnati nel prestare loro l’assistenza sanitaria necessaria. Voglio esprimere un ringraziamento particolare agli straordinari operatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per la cura e la professionalità che quotidianamente mettono nel loro lavoro ed oggi anche per curare piccoli feriti della guerra in Ucraina». Lo comunica in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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Spettacolo

Accademia di Santa Cecilia per l’Ucraina

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia intende esprimere la propria solidarietà e la propria vicinanza all’Ucraina con un evento speciale. Il 14 marzo alle 20.30 la Sala Sinopoli del Parco della Musica ospiterà un concerto dei Solisti di Kiev, ensemble fondato nel 1996 e formato dai migliori musicisti ucraini, attualmente impegnati in una tournée iniziata prima del conflitto, che ha già toccato diverse città italiane.

Presente anche il primo oboe dell’Orchestra di Santa Cecilia

Per sottolineare la presenza e il sostegno dell’Istituzione romana, al concerto prenderà parte il primo oboe dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Francesco Di Rosa. «Quando siamo partiti la situazione era abbastanza tranquilla, non potevamo immaginare che le forze russe avrebbero puntato Kiev e le città principali, invece è successo», ha dichiarato il portavoce dell’ensemble ucraino.

Suoneremo per il popolo dell’Ucraina

«Fare musica in queste condizioni è molto difficile ma al momento non abbiamo alternative, vogliamo allora onorare questo impegno raccogliendo tutte le nostre forze mettendo tutto il nostro cuore in ogni nota di questo concerto. Suoneremo per i nostri familiari, per voi e tutto il popolo ucraino che sta soffrendo. Vogliamo attraverso la musica lanciare un messaggio di serenità e speranza e auspicare che la guerra si fermi immediatamente». Il concerto prevede pagine dei compositori ucraini Myroslav Skoryk, Maksim Berezovskij, Tomaso Albinoni, Antonio Vivaldi e Nino Rota. Spazio anche alla musica italiana d’oggi con il Concerto n. 3 per oboe e archi di Raffaele Bellafronte. L’incasso sarà interamente devoluto alla Croce Rossa Italiana e destinato alle sue attività in risposta all’emergenza ucraina.

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Politica

Nidi e scuole dell’infanzia di Roma per i bimbi ucraini

La Giunta Capitolina ha approvato oggi una memoria sull’accoglienza nei nidi e nelle scuole dell’infanzia di Roma Capitale dei bambini e delle bambine ucraine in fuga dalla guerra, delineando una serie di azioni affidate al coordinamento del Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione Professionale.

Task force dal 2 marzo in Campidoglio

Il Sindaco Roberto Gualtieri ha costituito il 2 marzo in Campidoglio una task force per coordinare le azioni di aiuto, assistenza e accoglienza. Inoltre, all’interno dell’unità di crisi regionale, il Sindaco di Roma è soggetto attuatore per tutte le attività di natura socioassistenziale e di inclusione, anche scolastica, nei confronti della popolazione ucraina.

Bimbi ucraini accolti nei nidi e nelle scuole dell’infanzia

Nei nidi e nelle scuole dell’infanzia a gestione diretta di Roma Capitale saranno accolti bambini e bambine ucraine della fascia tra zero e sei anni e si procederà anche a verificare con i gestori dei nidi in convenzione con Roma Capitale la possibilità di accogliere bambine e bambini nella fascia tra zero e tre anni. In coordinamento con il Dipartimento Politiche sociali potranno essere attivati strumenti di pieno sostegno all’inserimento e al diritto allo studio dei bambini e delle bambine e favorite attività extrascolastiche, in rete con enti del Terzo Settore, associazioni di genitori e altri soggetti associativi e di volontariato. Inoltre, verrà istituita una cabina di regia per raccogliere e coordinare tutte le richieste di iscrizione nei nidi e nelle scuole dell’infanzia.

Servizi senza oneri d’utenza

I servizi, compreso quello di refezione scolastica in tutte le scuole in cui il servizio è gestito da Roma Capitale, si svolgeranno senza oneri per l’utenza. Il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane monitorerà il fabbisogno di personale educativo e scolastico e, dove necessario, attiverà anche provvedimenti per aumentare quello disponibile. «Roma è vicina al popolo ucraino che soffre la tragedia della guerra, un’aggressione inaccettabile che condanniamo.

Continueremo a mobilitarci per chiedere la pace

Continueremo a mobilitarci per chiedere la pace e la fine dell’offensiva militare russa e a fare tutto il possibile per offrire solidarietà concreta a chi fugge dal conflitto. Con la nostra risposta a questa crisi umanitaria forniamo non solo accoglienza ma anche tutti gli strumenti a nostra disposizione per l’integrazione dei rifugiati. La scuola è uno dei primi e più importanti luoghi di inclusione. Garantiremo alle bambine e ai bambini ucraini l’inserimento scolastico e favoriremo attività e iniziative per il diritto allo studio e la socialità. Roma c’è e continuerà a mostrare il suo volto di solidarietà e di pace», ha affermato il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

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Cronaca

Covid-19, i numeri del Lazio

«Oggi nel Lazio su 18.933 tamponi molecolari e 38.807 tamponi antigenici per un totale di 57.740 tamponi, si registrano 5.642 nuovi casi positivi (-572). I decessi sono 13 (-2), 1.073 i ricoverati (+13), 89 le terapie intensive (-3) e 7.327 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi al Covid-19 è al 9,7%. I casi a Roma città sono a quota 2.540. Si riduce il divario tra guariti e nuovi casi. Il fine stato di emergenza non significa un tana libera tutti. È importante che coloro che sono stati positivi al Covid-19, e non hanno fatto la dose booster, la facciano trascorsi i 120 giorni. Sono 12 ad oggi i bambini ricoverati presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù provenienti dall’Ucraina, a cui si aggiungono altri 2 bambini visitati e già dimessi. I piccoli pazienti, con diverse patologie, hanno raggiunto in questi giorni con mezzi propri la città di Roma, aiutati spesso da familiari o associazioni, e sono stati presi in cura dal Sistema sanitario regionale. Il più piccolo ha quasi 2 mesi, il più grande 15 anni di età». Lo comunica in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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Politica

Unità di Crisi per i profughi ucraini nel Lazio

«Oggi ho firmato il decreto per istituire l’Unità di Crisi per accogliere i profughi che stanno arrivando dall’Ucraina, in accordo con il Prefetto e il Sindaco di Roma, il Questore, la Protezione Civile, l’Anci, il Servizio Sanitario Regionale e tutti gli uffici che saranno utili a garantire il massimo dell’accoglienza. Nei giorni scorsi abbiamo già inviato un carico di medicinali in Ucraina e garantito agli studenti che vogliono rimanere nel Lazio la possibilità di farlo attraverso il diritto allo studio.

Attivato i primi aiuti. Da lunedì Unità di Crisi

Abbiamo già attivato i primi aiuti per i cittadini ucraini che stanno arrivando, ma da lunedì con l’Unità di Crisi ci sarà un salto organizzativo in avanti per essere pronti a tutto e garantire il massimo dell’accoglienza». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti in un video pubblicato sui suoi canali social.

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Politica

Aula Giulio Cesare oggi in giallo e blu

«L’Aula Giulio Cesare, sede dell’Assemblea Capitolina in Campidoglio, in occasione della seduta convocata per oggi alle ore 14, si è colorata con fiori gialli e blu. Vogliamo lanciare anche in questo modo un segnale di solidarietà nei confronti del popolo ucraino chiedendo fortemente che si fermi la guerra. Continuiamo a seguire con grande preoccupazione quanto sta accadendo in Ucraina, nel cuore dell’Europa. Siamo vicini alle famiglie e a tanti bambini innocenti costretti a scappare e nascondersi per difendersi da un conflitto ingiusto.

Aula Giulio Cesare pronta a fare la sua parte

Roma, città di accoglienza e di integrazione, è pronta a fare la sua parte e a offrire tutto il sostegno necessario. Al tempo stesso, dall’Assemblea Capitolina, rivolgiamo un appello alla comunità internazionale affinché possano essere percorse tutte le strade della diplomazia e del dialogo per ristabilire la pace». Lo ha affermato la Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli.

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Cronaca

La bandiera dell’Ucraina illumina il Costanzi

Alla ‘prima’ di Forsythe / Inger / Blanc di venerdì 25 febbraio la facciata del Costanzi si è illuminata di blu e giallo, i colori della bandiera, in segno di vicinanza al popolo ucraino. Il Teatro dell’Opera di Roma è contro qualsiasi guerra.

Le repliche fino al 3 marzo

Sulla scia di questo messaggio proseguono le repliche dello spettacolo in scena fino al 3 marzo. Il trittico di balletti affianca grandi nomi e nuovi titoli che vanno ad accrescere il repertorio del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma anche in ambito contemporaneo. Interpreti principali sono l’étoile Susanna Salvi, i primi ballerini Claudio Cocino, Michele Satriano e Alessio Rezza. Dopo la “prima” di venerdì 25 febbraio Forsythe / Inger / Blanc torna in scena oggi, domenica 27 febbraio (ore 16.30), martedì 1 (ore 20), mercoledì 2 (ore 20) e giovedì 3 marzo (ore 20). In programma anche la matinée di mercoledì 2 marzo (ore 11) riservata alle scuole.

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NEWS

A rischio un miliardo di esportazioni Made in Italy

«La guerra commerciale, che rischia di essere scatenata dalle sanzioni, mette a in pericolo le esportazioni agroalimentari Made in Italy in Russia e in Ucraina per un valore che nel 2021 ha complessivamente superato il miliardo di euro, con vino, spumanti, olio, pasta e caffe che sono i prodotti più interessati». È quanto afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini in riferimento alle dichiarazioni sugli effetti della guerra in Ucraina del Presidente francese Emanuel Macron, che al Salone dell’agricoltura francese ha affermato che le sanzioni europee sono destinate a pesare sulle esportazioni francesi di vino ed altri alimenti e per questo sta elaborando un piano di sostegno per proteggere gli agricoltori francesi.

In Russia tuttora impedita esportazione salumi, formaggi e ortofrutta

«In Russia – ricorda Prandini – è tuttora impedita l’esportazione di salumi, formaggi e ortofrutta Made in Italy per effetto dell’embargo deciso da Putin all’indomani delle sanzioni europee del 2014 con l’agroalimentare che è stato l’unico settore economico a pagare il prezzo dello scontro». Ora in pericolo per l’Italia le vendite di vino e cibi in Russia non colpiti dall’embargo che hanno raggiunto lo scorso anno il valore di 670 milioni di euro con un aumento del 14% rispetto al 2020, mentre quelle in Ucraina valgono altri 350 milioni di euro, secondo le proiezioni Coldiretti su dati Istat.

Prodotti Made in Italy tra i più apprezzati in Russia

Tra i prodotti Made in Italy più apprezzati dal Paese di Putin ci sono gli elementi base della dieta mediterranea, come il vino e gli spumanti per un valore attorno ai 150 milioni di euro, l’olio di oliva per 32 milioni di euro e la pasta per 27 milioni di euro.