Categorie
Spettacolo

Pavel Haas Quartet domani in Sala Sinopoli

Pavel Haas Quartet torna ospite della stagione da camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia domani, mercoledì 8 febbraio in Sala Sinopoli, dopo una assenza di dieci anni. Fondato nel 2002, a partire dalla vittoria ottenuta al Prague Festival Spring Competition nel 2005 si è distinto come una delle più apprezzate e festeggiate formazioni quartettistiche.

Perché Pavel Haas Quartet

Il quartetto prende il nome dal compositore cèco Pavel Haas (1899-1944), allievo prediletto di Janáček e arrestato dai nazisti nel 1941 per essere deportato ad Auschwitz, dove morì alcuni anni dopo. Il quartetto Pavel Haas è stato premiato con cinque Gramophone e nel 2011 ha ricevuto il prestigioso Gramophone Recording of the Year. The Sunday Times ha scritto: “La loro esecuzione del Quartetto ‛Americano’ è tra le migliori versioni registrate su disco”.

Apertura del concerto

Il concerto, dedicato alle musiche di due compositori di nazionalità ceca e dell’ungherese Bartók, si aprirà con il Quartetto n. 7 di Bohuslav Martinů (1890-1959), scritto nel 1947 a New York e con il sottotitolo “Concerto da Camera”. La composizione, in tre movimenti, è influenzata dalla musica di Bartók. Al contempo è un omaggio a grandi compositori classici come Haydn e Beethoven e mostra un recupero di elementi folclorici, filtrati attraverso lo sguardo dell’artista ormai in esilio negli Stati Uniti.

A seguire Quartetto n. 4 Béla Bartók

A seguire la formazione praghese eseguirà il Quartetto n. 4 di Béla Bartók, scritto nel 1928 al ritorno del compositore da una tournée in America ed eseguito per la prima volta a Budapest il 20 marzo 1929, in cui l’autore inaugurò il “principio architettonico fondato sull’unità di tutte le parti in una stessa opera” (Leibowitz) e in cui il terzo (Non troppo lento) dei cinque movimenti acquista funzione di perno intorno al quale ruotano gli altri tempi. Chiude il concerto il Quartetto n. 13 op. 106 di Antonín Dvořák, composto a Praga tra l’11 novembre e il 9 dicembre del 1895 al rientro dal suo soggiorno trascorso a New York, un omaggio festoso alla patria boema, ai suoi paesaggi e alla sua natura multicolore.

Categorie
Cultura

Grande successo per il Concorso Internazionale Luciano Berio

Grande successo per la seconda edizione del Concorso Internazionale di Composizione Luciano Berio, organizzato e promosso dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in collaborazione con il Centro Studi Luciano Berio, l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, il Teatro Carlo Felice, la Universal Edition (UE) e con il supporto della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e della Fondazione Boris Christoff. Il Concorso è membro della Federazione Mondiale dei Concorsi Internazionali di Musica.

Grande giuria internazionale

La prestigiosa giuria internazionale, presieduta da Antonio Pappano, Direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e composta dai compositori Luca Francesconi (Italia), Tania León (Usa), Michael Jarrell (Svizzera) e Hilda Paredes (Messico/UK), dopo aver analizzato tutte le partiture inoltrate, ha decretato vincitore il compositore Enrico Scaccaglia, nato a Parma nel 1989.

Il vincitore

«Le parole sono poche – ha dichiarato il vincitore – ma le emozioni non si contano. È una grande gioia e un onore aver ricevuto un premio così prestigioso. Questo concorso, fin dalla sua prima edizione nel 2019, ha rappresentato per me qualcosa di particolarmente importante dal momento che la figura di Luciano Berio è stata, e continua ad essere, una fonte d’ispirazione. Il mio avvicinamento alla ‛Nuova Musica’ lo devo proprio all’incontro con l’opera del Maestro Berio. Vorrei che questo riconoscimento non rappresentasse tanto il punto d’arrivo di anni di studio e di ricerca appassionata, quanto, piuttosto, il punto di partenza verso nuovi orizzonti».

Fase eliminatoria dal 15 novembre 2022

La fase eliminatoria, iniziata il 15 novembre 2022, data di chiusura delle iscrizioni, ha portato all’individuazione di 25 compositori finalisti. I lavori sono stati oggetto di ulteriore e approfondita analisi da parte della Giuria internazionale, riunitasi a Roma per la fase finale il 15 e 16 gennaio. Ogni candidato doveva inviare due partiture: la prima per orchestra sinfonica, la seconda a scelta libera, per avere una più ampia visione della letteratura musicale del compositore in questione. La giuria ha, inoltre, assegnato 2 menzioni d’onore: una ad Annachiara Gedda e un’altra a Chia-Ying Lin.

Categorie
Spettacolo

Gli auguri dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Gli auguri di Buone Feste dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al suo affezionato pubblico sono in musica. Gli artisti del Coro e i professori dell’Orchestra saranno insieme giovedì 22 dicembre per il Concerto di Natale Fiabe in Musica (Auditorium Parco della musica Ennio Morricone, Sala Santa Cecilia ore 20.30).

Auguri con il racconto natalizio di Alexandr Ostrovskij

Sul podio Stanislav Kochanovsky, uno dei più brillanti giovani direttori oggi in attività, affiancato dalle voci soliste del mezzosoprano Agunda Kulaeva e del tenore Sergey Radchenko ai quali si aggiunge la voce recitante di Milena Vukotic. Ingredienti per una perfetta atmosfera natalizia il racconto di Alexandr Ostrovskij, La fanciulla di neve, scritto per uno spettacolo fiabesco commissionato dal Teatro Maly ed eseguito al Bolshoi con le musiche di scena di Čajkovskij.

Versione riscritta per l’occasione

La versione presentata a Santa Cecilia riscritta, per l’occasione, da Umberto Nicoletti Altimari. Nicoletti Altimari ripercorre la favola allegorica, legata alla fine dell’Inverno e all’arrivo del Sole e della Primavera, in cui la musica ricrea un’ambientazione fantastica, con continui rimandi alla tradizione popolare.

Categorie
Spettacolo

Alexander Gadjiev al debutto all’Accademia di Santa Cecilia

Alexander Gadjiev, giovane pianista goriziano, al debutto all’Accademia di Santa Cecilia domani, mercoledì 7 dicembre alle ore 20.30. Classe 1994 e salito recentemente alla ribalta per essersi aggiudicato a Varsavia il secondo premio del concorso pianistico Fryderyk Chopin. Il concorso, tra i più prestigiosi del mondo, ha incoronato in passato star della tastiera come Maurizio Pollini, Martha Argerich, Krystian Zimerman e Rafal Blechacz.

Alexander Gadjiev ha conquistato la giuria con la sua eleganza

Gadjiev ha conquistato la giuria grazie alla sua eleganza, alla trasparenza, a una grande attenzione alla linea e alla coesione del discorso musicale, e grazie al suo tocco che spazia da un pianissimo etereo a un intenso fortissimo. In questo suo primo appuntamento ceciliano eseguirà brani di Schumann e dell’amato Chopin: «Chopin per un pianista è sicuramente una pietra miliare e senza dubbio ha un posto unico nella mia fruizione, non solo come esecutore, ma anche come ascoltatore. Quella di Chopin è una musica completamente personale. C’è quasi la sensazione che possa essere addirittura troppo intima. Quando la si studia molto si entra nel mondo di emozioni e di sensazioni appartenute alla natura stessa di Chopin, mentre la musica di altri autori generalmente mi fa pensare a concetti ideali, più universali. Un altro autore che sento molto vicino è Schumann».

Categorie
Spettacolo

Mario Brunello torna a Santa Cecilia

Mario Brunello, Accademico di Santa Cecilia e tra i massimi interpreti contemporanei della letteratura violoncellistica, il 16 novembre alle ore 20.30 (Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone) ritorna ospite del cartellone della stagione da camera di Santa Cecilia per il suo terzo concerto del ciclo dedicato a Johann Sebastian Bach, durante il quale con il suo Maggini del Seicento eseguirà la Seconda e Quarta Suite per violoncello solo (BWV 1008, BWV 1010), presumibilmente composte tra il 1717 e il 1723, quando Bach era a servizio come Kapellmeister del Principe Leopold di Anhalt. Come da tradizione, ciascun brano verrà introdotto e analizzato dal violoncellista veneto.

Chiusura del programma

Chiude il programma la Partita per violino n. 2 BWV 1004 eseguita però con il violoncello piccolo, uno strumento molto usato in epoca Barocca e che condivideva con il violino la stessa accordatura ma poi scomparso alla fine del Settecento. Il violoncello piccolo consente però a Brunello di esplorare anche altri capolavori musicali, come ha dichiarato lo stesso musicista:

Mario Brunello

«Le armonie si rivelano appieno negli accordi, nelle cascate di note, nelle fughe a tre o quattro voci. Un linguaggio e un’architettura musicali che non esistono nel repertorio per violoncello. Il violoncello piccolo mi ha permesso di scoprire tutti questi lavori magnifici e di ampliare quindi il mio repertorio». E ancora, a proposito della sua scelta di utilizzare il violoncello piccolo: «Questo approccio consente di scoprire un lato nascosto della sua produzione geniale, la classica altra faccia della luna. Se nelle Suites, cioè, l’autore procede per sottrazione, con intelligenza da genio assoluto, nelle Sonate e Partite l’artificio viene restituito per intero. Il violoncello, rispetto al violino, ha altri pregi, ma è chiaro che a certe soluzioni formali, per motivi tecnici oggettivi, non possa accedere. Di fatto, dovremmo dire che manca un dito».

Categorie
Spettacolo

Estate ricca di impegni per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Estate ricca di impegni quella dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, prima della ripresa della Stagione Sinfonica 2022-2023. A una settimana dalla dall’ultimo concerto, diretto da Daniel Harding, l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si sposteranno in tournée in diverse località italiane, ospiti di alcuni dei più celebri festival.

Estate che si apre domani per il Festival dei Due Mondi

Il “viaggio in Italia” delle compagini ceciliane avrà inizio il 24 giugno a Spoleto, nella splendida cornice di Piazza Duomo, dove avrà luogo il concerto inaugurale del Festival dei Due Mondi fondato da Gian Carlo Menotti nel 1958. In questa occasione, il Coro prenderà parte, insieme alla Budapest Festival Orchestra diretta dal suo fondatore Iván Fischer, all’oratorio, in prima esecuzione europea, di Philip Glass The passion of Ramakrishna che racconta la vita e gli insegnamenti del guru indiano Ramakrishna, morto nel 1886, a partire da estratti dalle sue lezioni e dalla descrizione dei suoi ultimi giorni di vita. A dare voce al guru Ramakrishna sarà proprio il Coro ceciliano, istruito da Piero Monti.

Orchestra il 2 luglio al Festival di Spoleto

Il 2 luglio sarà invece l’Orchestra a esibirsi, in qualità di ensemble residente del festival di Spoleto. Nel doppio ruolo di soprano e direttrice d’orchestra Barbara Hannigan, artista dalla flessibilità fuori del comune, interpreterà il ruolo di Elle, unica protagonista di La voix humaine di Poulenc, tragedia lirica in un atto composta nel 1958: una donna al culmine del dolore, ossessionata e respinta, intrappolata in un mondo tra fantasia e realtà. «Ho sempre pensato – commenta la Hannigan – che le incursioni di Elle nell’irrealtà, nell’illusione e nel controllo, rendessero La voix humaine un’opera adatta ad essere cantata e diretta simultaneamente».

Metamorphosen di Richard Strauss per 23 archi solisti

A precedere l’esecuzione di La voix humaine saranno le Metamorphosen di Richard Strauss per 23 archi solisti. È la stessa “Elle” che canta e dirige Poulenc a condurre la solenne riflessione di Strauss sulla trascendenza tra mondano e divino. Il 10 luglio l’Orchestra di Santa Cecilia si esibirà invece sotto la direzione del suo Direttore Musicale Antonio Pappano nel concerto finale in Piazza Duomo, l’appuntamento clou che chiude il sipario di ogni edizione del Festival.

La solista Barbara Hannigan

Barbara Hannigan lo accompagna in questa serata come solista di Knoxville: Summer of 1915 di Samuel Barber, lavoro di particolare bellezza e raramente eseguito tratto dal romanzo di James Agee A Death in the Family: un bambino sdraiato nell’erba d’estate, a Knoxville nel Tennessee, guarda il cielo e lascia che i suoi pensieri rincorrano le gioie e i dolori della vita. Le suggestioni d’oltreoceano, tema che attraversa i Due Mondi della programmazione 2022, trovano eco anche nella seconda parte del concerto con l’esecuzione della sinfonia “americana” per eccellenza, la Terza di Aaron Copland.

Il 15, 21 e 23 luglio tre concerti al Teatro Greco di Taormina

Il 15, 21 e 23 luglio l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia sarà di nuovo sul palcoscenico con tre concerti in programma rispettivamente al Teatro Greco di Taormina (dove si è esibita l’ultima volta nel giugno del 1953 con il celebre Sergiu Celibidache), allo Sferisterio di Macerata (dove si esibirà per la prima volta) e a Villa Rufolo di Ravello (ultima presenza luglio 2010).

Categorie
Cultura

Alphes Chauhan Premio Abbiati 2022

Ad Alphes Chauhan l’edizione 2022 del Premio Abbiati. La giuria del 41° Premio Abbiati, il più importante riconoscimento attribuito in Italia agli spettacoli di musica classica e conferito dall’Associazione nazionale critici musicali, ha assegnato il premio come “miglior direttore” ad Alpesh Chauhan per i concerti diretti alla testa dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dell’Orchestra Sinfonica di Milano, dell’Orchestra Regionale Toscana.

Alphes Chauhan a Santa Cecilia nel maggio 2021

A Santa Cecilia, il Maestro inglese ha diretto l’Orchestra il 13, 14 e 15 maggio del 2021 (Primo Concerto per pianoforte di Brahms con Beatrice Rana alla tastiera e Sesta Sinfonia Šostakovič) e successivamente in tournée a Rimini e a Verona nel settembre e ottobre dello stesso anno. Alpesh Chauhan, nato a Birmingham nel 1990, attualmente è Direttore Ospite Principale dei Düsseldorfer Symphoniker, Direttore Associato della BBC Scottish Symphony Orchestra e Direttore Musicale della Birmingham Opera Company.

Accademia Nazionale di Santa Cecilia lieta del riconoscimento

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è particolarmente lieta di questo riconoscimento che premia la costante e attenta ricerca rivolta a giovani musicisti da lanciare sul proprio palcoscenico. Questo nuovo premio si somma ai numerosi altri riconoscimenti ricevuti negli ultimi anni dall’Accademia e dai suoi artisti. La cerimonia di premiazione e la lettura delle motivazioni avranno luogo nella sala Tremaglia del Teatro Donizetti di Bergamo il 5 giugno alle ore 17

Categorie
Spettacolo

Tugan Sokhiev torna alla guida dell’Orchestra dell’Istituzione

Tugan Sokhiev torna, nella stagione di concerti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, alla guida dell’Orchestra e del Coro dell’Istituzione. Il direttore russo quarantaquattrenne sarà all’Auditorium Parco della Musica giovedì 5 maggio ore 19.30, venerdì 6 maggio ore 20.30 e sabato 7 maggio ore 18, per un programma che impagina musiche di Rachmaninoff, Borodin e Čajkovskij.

Tugan Sokhiev profondo conoscitore del repertorio russo

Il direttore, profondo conoscitore del repertorio russo nonché raffinato interprete della musica francese e austro-tedesca, in apertura di concerto eseguirà la cantata per baritono, coro e orchestra “Primavera” di Sergej Rachmaninoff. Il brano, scritto nel 1902, è basato su un poema di Nikolaj Nekrasov la cui vicenda narra di un marito che, tormentato da pensieri omicidi verso la moglie che gli ha confessato la sua infedeltà, grazie al ritorno della primavera riesce a superare il trauma. Ma forse la composizione può essere letta anche in chiave autobiografica come metafora di un’evoluzione del compositore stesso che proprio nel 1902 si sposò con Natalja Satina, sua cugina.

Il marito “becco” sarà Garry Magee

Ad interpretare la parte del marito “becco” sarà il baritono inglese Garry Magee che ha già interpretato il brano, diretto dallo stesso Sokhiev, con l’Orchestre National du Capitole de Toulouse. Seguiranno le celebri e inconfondibili Danze polovesiane, nella versione per coro, tratte dall’opera Il principe Igor di Aleksandr Borodin, immagini musicali intrise di sentimento nazionale e caratterizzate da un marcato colorito orientale.

Serata di musica chiusa dalla Sinfonia n. 5 di Čajkovskij

Chiuderà la serata la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij, alla quale il compositore lavorò nell’estate del 1888. In una lettera di quei mesi, Čajkovskij scrisse ad una sua conoscente: “Non so se le ho già scritto che lavoro a una Sinfonia. Dapprincipio procedevo a stento, ma ora sembra che l’illuminazione sia scesa sul mio spirito”. La Sinfonia, terminata nell’agosto dello stesso anno e diretta dall’autore il 5 novembre a San Pietroburgo ottenne grandi elogi anche dal massimo sinfonista dell’epoca, Johannes Brahms. La Quinta Sinfonia riprende dalla precedente il principio ciclico dell’idea ricorrente, perché lo stesso tema del destino ritorna in tutti e quattro i movimenti affermandosi come un grandioso Corale nel Finale Andante maestoso.

Categorie
Spettacolo

Accademia di Santa Cecilia per l’Ucraina

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia intende esprimere la propria solidarietà e la propria vicinanza all’Ucraina con un evento speciale. Il 14 marzo alle 20.30 la Sala Sinopoli del Parco della Musica ospiterà un concerto dei Solisti di Kiev, ensemble fondato nel 1996 e formato dai migliori musicisti ucraini, attualmente impegnati in una tournée iniziata prima del conflitto, che ha già toccato diverse città italiane.

Presente anche il primo oboe dell’Orchestra di Santa Cecilia

Per sottolineare la presenza e il sostegno dell’Istituzione romana, al concerto prenderà parte il primo oboe dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Francesco Di Rosa. «Quando siamo partiti la situazione era abbastanza tranquilla, non potevamo immaginare che le forze russe avrebbero puntato Kiev e le città principali, invece è successo», ha dichiarato il portavoce dell’ensemble ucraino.

Suoneremo per il popolo dell’Ucraina

«Fare musica in queste condizioni è molto difficile ma al momento non abbiamo alternative, vogliamo allora onorare questo impegno raccogliendo tutte le nostre forze mettendo tutto il nostro cuore in ogni nota di questo concerto. Suoneremo per i nostri familiari, per voi e tutto il popolo ucraino che sta soffrendo. Vogliamo attraverso la musica lanciare un messaggio di serenità e speranza e auspicare che la guerra si fermi immediatamente». Il concerto prevede pagine dei compositori ucraini Myroslav Skoryk, Maksim Berezovskij, Tomaso Albinoni, Antonio Vivaldi e Nino Rota. Spazio anche alla musica italiana d’oggi con il Concerto n. 3 per oboe e archi di Raffaele Bellafronte. L’incasso sarà interamente devoluto alla Croce Rossa Italiana e destinato alle sue attività in risposta all’emergenza ucraina.

Categorie
Cultura

I Premi Presidente della Repubblica di Santa Cecilia

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito i Premi Presidente della Repubblica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per gli anni 2018 e 2019 e ha assegnato le Borse di Studio in memoria dei maestri Goffredo Petrassi e Giuseppe Sinopoli.

Salvatore Accardo per il 2018, Daniele Gatti per il 2019

Il Premio Presidente della Repubblica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è stato conferito per l’anno 2018 al violinista Salvatore Accardo e per l’anno 2019 al direttore d’orchestra Daniele Gatti. Le due Borse di studio sono riservate ad un allievo diplomato dei Corsi strumentali di Perfezionamento (Borsa di Studio Sinopoli) e ad un allievo diplomato del Corso di Composizione (Borsa di Studio Petrassi) dell’Accademia di Santa Cecilia, distintisi per gli ottimi risultati conseguiti, nonché per i concorsi vinti, i riconoscimenti ottenuti e la particolare attività concertistica svolta nei due anni precedenti l’assegnazione.

Le borse di Studio Giuseppe Sinopoli

Per l’anno 2018 la Borsa di Studio Giuseppe Sinopoli è stata assegnata al pianista Alberto Idà, per il 2019 al pianista Axel Trolese. Per l’anno 2018 la Borsa di Studio Goffredo Petrassi è stata assegnata al M° Simone Corti, per il 2019 al M° Alvise Zambon.