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Salute

Bach e Mozart per il Santo Spirto in Sassia

Bach e Mozart per i pazienti e gli operatori del Presidio Ospedaliero di Santo Spirto in Sassia. Gli allievi del Conservatorio di Santa Cecilia, del Conservatorio di Neuchatel e del Liceo Giordano Bruno di Roma hanno eseguito un concerto d’archi contemporaneamente in due posti distinti: presso la sala somministrazione DH Medicina interna/OncoEmatologia, solo per i pazienti e gli operatori, e nel chiostro dei Frati, per tutto il pubblico interessato.

Bach e Mozart grazie a Note di terapia

L’evento “Note di terapia”, promosso dalla UOC Medicina Interna, ha visto il coinvolgimento di un ensemble musicale composto da sette violini (con gli allievi del Conservatorio di musica di Neuchatel Anna Rossier, Hélène De Ceuninck, Anais Moudio, Clara Fumagalli, Mathilde Rusca, Elena Schilli e Elena Moruzzi), una viola (Mariama Coly del Liceo Giordano Bruno di Roma) e un violoncello (Angelica Simeoni del Conservatorio Santa Cecilia). I giovani musicisti sono stati coordinati dai Maestri Francesco Di Donna, Olivier Piguet e Ruggiero Sfregola.

Grande partecipazione

Tanta emozione e partecipazione all’iniziativa sia presso la sala somministrazione del Day Hospital sia presso il chiostro dei Frati. Prima dell’inizio del concerto, la Dott.ssa Patrizia Chierchini, Direttore area di direzione ospedaliera della ASL Roma 1, ha salutato i presenti ricordando come il “Santo Spirito sia storicamente un luogo molto legato alla musica e alla musicoterapia”. Successivamente sono intervenuti i coordinatori musicali e il Dott. Agostino Valenti della UOC Medicina Interna e promotore dell’iniziativa il quale, al termine della stessa, ha dichiarato:

Bel momento per pazienti e operatori

«È stato un bel momento sia per gli operatori che per i pazienti. Dobbiamo incrementare iniziative del genere perché la musica, come già utilizzata da Aristotele e Platone, ha questo potere: tende a dare il maggiore equilibrio possibile al nostro organismo e a liberare le nostre energie positive». Attenti e coinvolti i pazienti, gli operatori ma anche i musicisti: «una iniziativa bellissima sia per il valore della cosiddetta musicoterapia in sé ma molto più semplicemente perché la bellezza può parlare ad ogni cuore – ha dichiarato il Maestro Francesco Di Donna, dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia –

Sofferente consolato con la bellezza

Anche chi è sofferente può essere consolato dalla bellezza della musica di Bach e Mozart; sia da quella che ricorda e sia da quella che intravede nel presente. Per dei musicisti, percepire queste emozioni, è la massima aspirazione. Dopo quasi 50 anni di carriera e concerti – continua Di Donna – posso confermare che la massima aspirazione sono momenti come questi, dove magari suoni per persone che non hanno mai ascoltato musica classica ma capisci cosa stanno vivendo attraverso l’attenzione e la gioia nei loro occhi. Spero e sono convinto che queste stesse emozioni le stiano provando i giovani musicisti che, con profonda convinzione ed entusiasmo, hanno accettato di suonare oggi. I ragazzi sono meravigliosi perché sono come delle piantine che, se annaffiate, il giorno dopo trovi il fiore… i giovani sono quindi in grado di fiorire, pieni di bellezza e iniziative come queste sono sicuramente di grande aiuto».

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Spettacolo

Mario Brunello torna a Santa Cecilia

Mario Brunello, Accademico di Santa Cecilia e tra i massimi interpreti contemporanei della letteratura violoncellistica, il 16 novembre alle ore 20.30 (Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone) ritorna ospite del cartellone della stagione da camera di Santa Cecilia per il suo terzo concerto del ciclo dedicato a Johann Sebastian Bach, durante il quale con il suo Maggini del Seicento eseguirà la Seconda e Quarta Suite per violoncello solo (BWV 1008, BWV 1010), presumibilmente composte tra il 1717 e il 1723, quando Bach era a servizio come Kapellmeister del Principe Leopold di Anhalt. Come da tradizione, ciascun brano verrà introdotto e analizzato dal violoncellista veneto.

Chiusura del programma

Chiude il programma la Partita per violino n. 2 BWV 1004 eseguita però con il violoncello piccolo, uno strumento molto usato in epoca Barocca e che condivideva con il violino la stessa accordatura ma poi scomparso alla fine del Settecento. Il violoncello piccolo consente però a Brunello di esplorare anche altri capolavori musicali, come ha dichiarato lo stesso musicista:

Mario Brunello

«Le armonie si rivelano appieno negli accordi, nelle cascate di note, nelle fughe a tre o quattro voci. Un linguaggio e un’architettura musicali che non esistono nel repertorio per violoncello. Il violoncello piccolo mi ha permesso di scoprire tutti questi lavori magnifici e di ampliare quindi il mio repertorio». E ancora, a proposito della sua scelta di utilizzare il violoncello piccolo: «Questo approccio consente di scoprire un lato nascosto della sua produzione geniale, la classica altra faccia della luna. Se nelle Suites, cioè, l’autore procede per sottrazione, con intelligenza da genio assoluto, nelle Sonate e Partite l’artificio viene restituito per intero. Il violoncello, rispetto al violino, ha altri pregi, ma è chiaro che a certe soluzioni formali, per motivi tecnici oggettivi, non possa accedere. Di fatto, dovremmo dire che manca un dito».