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Spettacolo

Europa InCanto torna a Roma per altre due tappe

Europa InCanto, il viaggio alla scoperta dell’opera lirica di quest’anno, torna nuovamente a Roma per altre due tappe, dal 28 maggio al 7 giugno. Dopo il successo di aprile e maggio al Teatro San Carlo di Napoli e al Teatro Pergolesi di Jesi, Scuola InCanto porterà ancora una volta i bambini e le bambine di Roma e dintorni sul palcoscenico di Auditorium della Conciliazione e di Auditorium Parco della Musica con una versione nuova e speciale de “Il Flauto Magico” di W.A. Mozart pensata appositamente per avvicinare e far conoscere ai più piccoli il fascino dell’opera lirica, studiando e divertendosi.

Europa In Canto con gli studenti della scuola d’infanzia primaria e secondaria

Protagonisti assoluti saranno gli studenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di Roma, circa 15 mila bambini solamente nella provincia capitolina, che saliranno sul palco per cantare e recitare le arie della celebre opera di Mozart. Ad accompagnarli in questo viaggio sarà l’Europa InCanto Orchestra, diretta dal maestro e direttore musicale Germano Neri. La regia dello spettacolo è affidata a Michele Mangini, mentre l’adattamento e drammaturgia e la redazione del materiale didattico è a cura di Nunzia Nigro.

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Salute

Bach e Mozart per il Santo Spirto in Sassia

Bach e Mozart per i pazienti e gli operatori del Presidio Ospedaliero di Santo Spirto in Sassia. Gli allievi del Conservatorio di Santa Cecilia, del Conservatorio di Neuchatel e del Liceo Giordano Bruno di Roma hanno eseguito un concerto d’archi contemporaneamente in due posti distinti: presso la sala somministrazione DH Medicina interna/OncoEmatologia, solo per i pazienti e gli operatori, e nel chiostro dei Frati, per tutto il pubblico interessato.

Bach e Mozart grazie a Note di terapia

L’evento “Note di terapia”, promosso dalla UOC Medicina Interna, ha visto il coinvolgimento di un ensemble musicale composto da sette violini (con gli allievi del Conservatorio di musica di Neuchatel Anna Rossier, Hélène De Ceuninck, Anais Moudio, Clara Fumagalli, Mathilde Rusca, Elena Schilli e Elena Moruzzi), una viola (Mariama Coly del Liceo Giordano Bruno di Roma) e un violoncello (Angelica Simeoni del Conservatorio Santa Cecilia). I giovani musicisti sono stati coordinati dai Maestri Francesco Di Donna, Olivier Piguet e Ruggiero Sfregola.

Grande partecipazione

Tanta emozione e partecipazione all’iniziativa sia presso la sala somministrazione del Day Hospital sia presso il chiostro dei Frati. Prima dell’inizio del concerto, la Dott.ssa Patrizia Chierchini, Direttore area di direzione ospedaliera della ASL Roma 1, ha salutato i presenti ricordando come il “Santo Spirito sia storicamente un luogo molto legato alla musica e alla musicoterapia”. Successivamente sono intervenuti i coordinatori musicali e il Dott. Agostino Valenti della UOC Medicina Interna e promotore dell’iniziativa il quale, al termine della stessa, ha dichiarato:

Bel momento per pazienti e operatori

«È stato un bel momento sia per gli operatori che per i pazienti. Dobbiamo incrementare iniziative del genere perché la musica, come già utilizzata da Aristotele e Platone, ha questo potere: tende a dare il maggiore equilibrio possibile al nostro organismo e a liberare le nostre energie positive». Attenti e coinvolti i pazienti, gli operatori ma anche i musicisti: «una iniziativa bellissima sia per il valore della cosiddetta musicoterapia in sé ma molto più semplicemente perché la bellezza può parlare ad ogni cuore – ha dichiarato il Maestro Francesco Di Donna, dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia –

Sofferente consolato con la bellezza

Anche chi è sofferente può essere consolato dalla bellezza della musica di Bach e Mozart; sia da quella che ricorda e sia da quella che intravede nel presente. Per dei musicisti, percepire queste emozioni, è la massima aspirazione. Dopo quasi 50 anni di carriera e concerti – continua Di Donna – posso confermare che la massima aspirazione sono momenti come questi, dove magari suoni per persone che non hanno mai ascoltato musica classica ma capisci cosa stanno vivendo attraverso l’attenzione e la gioia nei loro occhi. Spero e sono convinto che queste stesse emozioni le stiano provando i giovani musicisti che, con profonda convinzione ed entusiasmo, hanno accettato di suonare oggi. I ragazzi sono meravigliosi perché sono come delle piantine che, se annaffiate, il giorno dopo trovi il fiore… i giovani sono quindi in grado di fiorire, pieni di bellezza e iniziative come queste sono sicuramente di grande aiuto».

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Spettacolo

WAM Ironia della morte al Teatro Belli

WAM Ironia della morte dal 18 al 23 aprile al Teatro Belli, spettacolo di Carlo Picchiotti con la regia di Claudio Boccaccini. Un incontro musicale che percorre gli episodi più significativi della vita del grande Amadè, propone e commenta l’ascolto di alcuni suoi brani celebri, e racconta con ironia e brillantezza gli aneddoti più divertenti e sorprendenti sull’autore salisburghese. Un quadro variopinto della Vienna di fine‘700, dove fra intrighi di corte, paura di rivoluzioni e timore dei turchi, si consuma la fine della nobiltà e l’affermazione della borghesia.

WAM irriverente atto d’amore

WAM è un irriverente atto d’amore verso Wolfgang Amadeus Mozart, anzi verso Amadè, come lui stesso amava chiamarsi. La pièce vede in scena solo WAM, con il suo pianoforte, ed è un apparente monologo. Apparente, perché in realtà si trasforma nel suo divenire in un atto di accusa verso il pubblico che, a sua insaputa, si ritrova ad interpretare il personaggio più scomodo della vita di WAM: la nobiltà viennese. WAM si rivolge a lei, che ha riunito tutta, per farle ascoltare questo suo ultimo concerto, prima di affrontare la morte.

Mancanza d’amore

Ed in questa sua ultima rappresentazione, spiega cosa l’ha convinto a morire: la mancanza di amore. Non ha ricevuto quello di sua madre, che in realtà ha sempre ignorato il suo genio, e neppure quello di Leopold suo padre, che l’ ha invece sfruttato come fenomeno da baraccone presso tutte le Corti Europee. Non quello delle sue donne, dalla giovane cugina all’adorata moglie Constanza, che ha sempre preferito i salotti mondani all’intensità della sua musica. E infine, è mancato l’amore dei sovrani, che non gli hanno mai concesso neppure un incarico di Maestro di Cappella.

Spiegare l’amore

WAM spiega quindi l’amore, anzi il suo amore, e ripercorre tutte quelle tappe della sua vita in cui gli altri non sono stati capaci di riconoscerlo, con il preciso intento di costringerli ora a capire, e a ricevere il suo ultimo tributo: un testamento musicale reso al suo pubblico, che finalmente potrà capire quanto il genio assoluto l’abbia potuto amare.