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Tentato suicidio: 387 i casi al Bambino Gesù tra giovani e giovanissimi

Tentato suicidio: 387 i casi registrati nell’ultimo anno al Bambino Gesù tra i giovani e i giovanissimi. 15 anni l’età media e il 90% sono ragazze. Domenica è la giornata mondiale dedicata alla prevenzione del suicidio. «La depressione e i disturbi d’ansia tra i giovanissimi sono in aumento esponenziale da anni. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza psichiatrica, come testimoniano i numeri altissimi registrati al Bambino Gesù negli ultimi anni, in particolare dopo l’esperienza traumatica della pandemia» sottolinea il prof. Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale e ordinario all’Università Cattolica.

Dai problemi di salute mentale legati all’autolesionismo al tentato suicidio

«I problemi di salute mentale per cui i ragazzi vengono portati in urgenza in un pronto soccorso pediatrico sono sempre di più legati all’autolesionismo messo in atto fin da bambini. È un dato che colpisce e che testimonia una sofferenza psicologica dei ragazzi che non va ignorata ma che non trova invece sufficiente ascolto e risposte adeguate». Nel 2022 le consulenze neuropsichiatriche effettuate al pronto soccorso del Bambino Gesù sono state complessivamente più di 1500. Ogni giorno almeno 4 tra bambini e ragazzi accedono in emergenza per problematiche mentali. I ricoveri nel reparto protetto di Neuropsichiatria, dove vengono gestiti i casi più complessi, sono stati 544 (+10%). Il 70% di queste ospedalizzazioni ha riguardato casi di ideazione suicidaria o di tentato suicidio.

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Accordo per la ricerca e la formazione alla Santa Sede

Accordo per la ricerca e la formazione. Sviluppo di progetti di partnership nei settori della ricerca, della cura e della formazione in medicina finalizzati a prestare alle persone colpite dalla malattia terapie scientificamente avanzate e umanamente condivise: sono questi i principali obiettivi dell’Accordo di collaborazione firmato presso la Segreteria di Stato della Santa Sede, dai vertici istituzionali dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS, della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, dell’Ospedale Gemelli Isola Tiberina e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Accordo alla presenza del Cardinale Pietro Parolin

Il Memorandum di intesa, sottoscritto alla presenza del Cardinale Pietro Parolin, si collega alle finalità previste dalla “Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa”, che fa diretto riferimento al Segretario di Stato, costituita nel 2015 con l’obiettivo di “contribuire alla più efficace gestione delle attività sanitarie di ispirazione cattolica, promuovendo il carisma dei Fondatori”. Accordo di Collaborazione siglato dal Presidente dell’Ospedale Bambino Gesù Tiziano Onesti, dal Presidente della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS Carlo Fratta Pasini, dal Presidente dell’Ospedale Gemelli Isola Tiberina Paolo Nusiner, e infine dal Rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli.

Gli Enti firmatari

“Gli Enti firmatari”, si legge nel testo dell’Accordo, “si riconoscono nei valori caratterizzanti la sanità di ispirazione cristiana e intendono fornire risposte concrete alle sollecitazioni delle Istituzioni cattoliche e dell’attuale contesto evolutivo dell’ambito sanitario”. L’Accordo di Collaborazione risponde all’esortazione di Papa Francesco dello scorso 13 aprile, durante l’udienza ai Membri dell’Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari (ARIS), a sostenere la testimonianza dei valori fondanti con “una gestione competente e limpida, capace di coniugare ricerca, innovazione, dedizione agli ultimi e visione d’insieme” e ad avere “il coraggio di mettersi insieme e fare rete, rifuggendo ogni spirito concorrenziale, unendo competenze e risorse”.

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Review del Bambino Gesù per The Lancet sulla sindrome nefrosica

Review del Bambino Gesù per la rivista scientifica The Lancet che fa il punto su conoscenza, diagnosi e terapie sulla sindrome nefrosica, malattia rara del rene che colpisce anche i bambini. Più di 300 pazienti seguiti presso l’Ospedale pediatrico della Santa Sede, con circa 15-30 nuovi casi ogni anno. Si manifesta con gonfiore degli occhi e delle caviglie, nei casi più gravi con accumulo di liquidi nell’addome, nel torace o negli organi genitali. È la sindrome nefrosica, una patologia che colpisce il “glomerulo renale”, una sorta di “gomitolo” di capillari all’interno del rene, che ha la funzione fondamentale di filtrare il sangue per produrre le urine. Il suo malfunzionamento può provocare gravi conseguenze fino a richiedere, in alcuni casi, la dialisi o il trapianto dell’organo.

Review di The Lancet

A questa patologia la rivista scientifica The Lancet ha dedicato una review per fare il punto sulle conoscenze, la diagnosi e il trattamento dei pazienti colpiti dalla sindrome nefrosica in età pediatrica, offrendo indicazioni pratiche ai medici non specialisti. Il lavoro è stato affidato al coordinamento dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che ha collaborato con i centri di nefrologia pediatrica dell’Università del North Carolina (USA), dell’All India Institute of Medical Sciences di New Delhi e dell’Ospedale Necker di Parigi. Sebbene la sindrome nefrotica idiopatica sia la più comune patologia del glomerulo renale dell’infanzia, si tratta tuttavia di una malattia rara, con un’incidenza da 4 a 6 casi per 100 mila bambini.

Il glomerulo renale

Il glomerulo renale, una sorta di “gomitolo” formato da capillari e cellule specializzate chiamate podociti, ha la funzione di filtrare il sangue per produrre le urine. Quando questa barriera di filtrazione non funziona, per difetti genetici o per anomalie del sistema immunitario, si verifica la dispersione di un gran numero di proteine nelle urine e la conseguente riduzione del livello di proteine nel sangue, in particolare dell’albumina (ipoalbuminemia). L’ipoalbuminemia causa edemi, cioè ristagno dei liquidi nei tessuti, che si manifestano tramite gonfiore in varie parti del corpo, soprattutto occhi e caviglie.

Test delle urine

Di fronte a questi sintomi, è importante considerare di fare un test delle urine usando un semplice stick, che può rilevare la presenza di quantità anomale di proteine (proteinuria). La tempestività della diagnosi è importante perché il progredire della malattia può portare a conseguenze molto serie fino all’insufficienza renale. Purtroppo, per le forme genetiche della sindrome nefrosica, non esistono terapie efficaci al momento e i pazienti sono destinati alla dialisi e al trapianto di rene. Per le forme legate ad anomalie del sistema immunitario, invece, esistono terapie a base di cortisone e farmaci immunosoppressori. Queste forme tendono a migliorare dopo l’adolescenza e solo una piccola parte dei pazienti continua a presentare problemi dopo la pubertà, in età giovanile e poi adulta.

Riferimento nazionale e internazionale

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è un centro di riferimento nazionale e internazionale per questa patologia e segue al momento circa 300 pazienti, con circa 15-30 nuovi casi ogni anno. L’attività di revisione per Lancet è stata coordinata dalla dott.ssa Marina Vivarelli, responsabile dell’Unità di ricerca Laboratorio di Nefrologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, all’interno dell’Area di ricerca Pediatria traslazionale e Genetica clinica, diretta dal prof. Francesco Emma.

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Punture di insetti: dal Bambino Gesù come prevenire lo shock anafilattico

Punture di insetti: dal Bambino Gesù come prevenire lo shock anafilattico. I mesi estivi e quelli autunnali sono i periodi dell’anno più rischiosi per quanto riguarda le punture di insetti con pungiglioni: vespe, calabroni, bombi e api. Le loro punture possono portare anche allo shock anafilattico e al decesso nei soggetti allergici, come testimoniano purtroppo i più recenti fatti di cronaca.

Prevenire shock da punture

«Grazie all’immunoterapia desensibilizzante è possibile prevenire lo shock anafilattico e quindi anche i decessi legati alle punture di insetti» spiega il professor Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù. Presso l’Ospedale della Santa Sede è possibile sottoporsi alla procedura desensibilizzante dedicata ai bambini e ai ragazzi con diagnosi di allergia grave al veleno di questi insetti. È importante riuscire a distinguere una reazione normale da una reazione allergica.

Insetti con pungiglione

Diversi insetti con pungiglione quando pungono iniettano sostanze nocive che provocano bruciore, rossore, dolore e prurito. Si tratta di reazioni del tutto normali se localizzate nella sede della puntura e se limitate nell’estensione, nella gravità e nella durata. Si parla invece di allergia al veleno degli insetti quando la reazione locale è eccessiva: troppo estesa, grave e duratura. In qualche caso viene interessata gran parte di un braccio o di una gamba, il rigonfiamento raggiunge un picco massimo entro le 48 ore e può durare fino a 7-10 giorni. A volte si presentano anche febbre, spossatezza e nausea.

Punture di imenotteri

Le punture di imenotteri scatenano reazioni allergiche in circa 2 persone su 100. Fortunatamente, tra i bambini il fenomeno è molto meno frequente che negli adulti. Tuttavia, proprio a causa del veleno di insetti, ogni anno in Italia muoiono da 5 a 20 persone (tra adulti e bambini). Da gennaio dello scorso anno a luglio di quest’anno il pronto scorso dell’Ospedale ha registrato 625 accessi per punture di insetti con pungiglione: 386 nel 2022 e 239 nei primi 7 mesi del 2023. In caso di puntura di insetto, è importante rimuovere immediatamente (entro 20 secondi) il pungiglione, se è visibile, con un movimento secco e rapido (usando le unghie o le pinzette).

In 20 secondi veleno nel corpo

Trascorsi i primi 20 secondi l’operazione risulterà meno utile perché tutto il veleno sarà stato ormai liberato nel corpo. Dopo la puntura è consigliabile applicare nella zona colpita qualcosa di freddo (ghiaccio, impacchi freddi) ed eventualmente un analgesico (farmaco per calmare il dolore). È anche possibile somministrare un antistaminico per bocca e applicare localmente una pomata cortisonica. Il medico, se necessario, prescriverà una terapia antinfiammatoria a base di cortisone per bocca per 3-7 giorni. In caso di sospetta reazione allergica è fondamentale rivolgersi prima possibile al medico o al pronto soccorso.

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Decalogo per la salute digitale del Bambino Gesù

Decalogo per la salute digitale del Bambino Gesù: un’ora al giorno prima dei 6 anni e poi al massimo due durante la scuola. Ma niente smartphone e tablet prima dei 18 mesi. E mai a tavola, durante i pasti, o prima di andare a dormire. L’utilizzo dei dispositivi digitali va gestito educando ad un consumo “critico e responsabile”. Sono alcuni dei consigli contenuti nel decalogo elaborato dagli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, nell’ambito del progetto “A scuola di… digitale”, realizzato in collaborazione con i professionisti di Almaviva, gruppo italiano leader nell’innovazione digitale. L’obiettivo: promuovere una migliore consapevolezza e comprensione delle possibilità offerte dagli strumenti digitali e contribuire a ridurre i rischi che possono derivare da un uso eccessivo e senza filtri.

Decalogo promosso dall’Istituto per la Salute del Bambino e dell’Adolescente

Il progetto, promosso dall’Istituto per la Salute del Bambino e dell’Adolescente con Almaviva, prevede una serie di video educazionali disponibili online, che spiegano come gestire con equilibrio tablet e smartphone nelle diverse fasi della vita dei minori, quale supporto possono rappresentare per i ragazzi con disturbo dell’apprendimento, quali possibili conseguenze sulla vista da una esposizione prolungata agli schermi dei device, ma anche come funzionano i canali social seguiti dai giovanissimi, cosa sono il metaverso e l’intelligenza artificiale. Il “decalogo per la salute digitale di bambini e ragazzi” risponde in modo agile e sintetico a molti degli interrogativi più comuni che si pongono i genitori, suggerendo un approccio consapevole e costruttivo.

Alberto Villani

«La salute e il benessere dei bambini – afferma Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e direttore dell’Istituto per la Salute del Bambino Gesù – sono concetti multidimensionali, che includono aspetti fisici, psicologici e sociali. In un’epoca in cui smartphone e tablet hanno assunto un ruolo sempre più centrale nella vita di genitori e figli, diventa fondamentale promuovere un consumo digitale consapevole e responsabile per preservare la salute e il benessere di bambini e dei ragazzi. È molto importante parlare di questi temi, a maggior ragione in estate, periodo in cui giovani e giovanissimi hanno tanto tempo libero, per fornire ai genitori strumenti necessari per sviluppare una consapevolezza e gestire nel modo migliore possibile la relazione dei più piccoli con i dispositivi digitali».

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Intervento salvavita al Bambino Gesù su una paziente 21enne

Intervento salvavita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su una giovane paziente di 21 anni affetta da stenosi polmonare severa, un grave malfunzionamento della valvola polmonare che regola lo scambio di sangue ed ossigeno tra cuore e polmoni. Le condizioni della ragazza, non in grado di sostenere un intervento chirurgico a cuore aperto, hanno reso necessario il ricorso per via compassionevole ad un innovativo dispositivo transcatetere, utilizzato per la prima volta in Italia ma non ancora autorizzato in Europa, che agevola il posizionamento per via endoscopica delle protesi valvolari polmonari in pazienti con gravi cardiopatie congenite.

Intervento eseguito dall’Unità di Cardiologia interventistica

Intervento eseguito con successo dall’Unità di Cardiologia interventistica del Bambino Gesù, diretta dal dott. Gianfranco Butera. La paziente sta bene ed è stata dimessa dopo appena 2 giorni dall’esecuzione della procedura. In un cuore sano la valvola polmonare, posta tra il ventricolo destro e l’arteria polmonare, si apre per consentire al sangue di procedere verso i polmoni per ossigenarsi e poi si chiude, per impedirgli di tornare indietro lungo il canale dell’efflusso destro. Nei pazienti con alcune cardiopatie congenite (la maggior parte dei casi di stenosi polmonare o la tetralogia di Fallot) questa funzione di cerniera è compromessa.

Fenomeno di rigurgito polmonare

Si verifica così un fenomeno di rigurgito polmonare, un parziale reflusso di sangue risolvibile normalmente con il posizionamento di protesi valvolari polmonari tramite intervento chirurgico a cuore aperto o, quando è possibile, per via endoscopica. In questo modo si ristabilisce la corretta funzionalità del cuore. L’impianto per via endoscopica, preferibile per il minore stress fisico e psicologico causato al paziente, può essere ostacolato o impedito dalla morfologia irregolare dell’efflusso destro, che può presentare un’eccessiva dilatazione a causa di precedenti interventi chirurgici o di altri fattori. È il caso della paziente di 21 anni seguita fin da piccola al Bambino Gesù per una grave stenosi polmonare: né la strada della chirurgia a cuore aperto, né quella delle tradizionali valvole transcatetere erano per lei percorribili.

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PopòApp dal Bambino Gesù per identificare le colestasi

PopòApp dal Bambino Gesù. Una foto alla ‘popò’ sul pannolino e pochi semplici passaggi con lo smartphone per facilitare l’identificazione precoce delle colestasi neonatali, un accumulo di bile nel fegato che può avere effetti molto gravi sulla salute dei bambini. Questo il nuovo strumento a disposizione dei genitori: la PopòApp ideata e sviluppata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con ANIBEC – Associazione Nazionale Italiana Bambini Epatopatici Cronici.

PopòApp pubblicata sul Journal of Medical Screening

L’applicazione, frutto di una ricerca scientifica pubblicata sul Journal of Medical Screening, sfrutta algoritmi di intelligenza artificiale e la caratterizzazione colorimetrica delle feci per restituire risultati con un grado di precisione vicino al 100%. Le colestasi neonatali sono disordini caratterizzati dall’accumulo di bile nel fegato come conseguenza della riduzione o dell’arresto del normale flusso biliare verso l’intestino. Le cause di questi disordini sono varie: problemi metabolici, difetti genetici, malformazioni, infezioni, ma nella maggior parte dei casi sono dovute all’atresia biliare (distruzione progressiva delle vie biliari) che rappresenta la principale indicazione al trapianto di fegato in età pediatrica.

Diagnosi difficile

Le colestasi sono di difficile diagnosi e con una elevata incidenza in epoca neonatale (ne soffre in media 1 neonato su 2.500). I sintomi caratteristici, che in genere si presentano durante le prime 2 settimane di vita del neonato, sono l’ittero, l’urina scura e le feci di colore chiaro (feci ipo-acoliche). Il riconoscimento della ipo-acolia fecale attraverso il test del colore (caratterizzazione colorimetrica) è un metodo di diagnosi precoce delle condizioni di colestasi neonatale patologica. L’app del Bambino Gesù, sviluppata con un algoritmo di machine learning, facilita l’identificazione precoce di colestasi nelle prime settimane di vita dei bambini mediante il riconoscimento delle feci ipo-acoliche. Il sistema consente ai genitori o ai medici di effettuare una valutazione colorimetrica scattando una foto alla popò sul pannolino.

Prima indicazione

L’algoritmo confronta il colore della foto con la carta colorimetrica, restituendo una prima indicazione. Una volta ricevuto il risultato preliminare, l’app consente di contattare il Centro specializzato per approfondire il test tramite una visita o una televisita del bambino, allegando la foto scattata. PopòApp è risultato di oltre un anno di studi condotti da clinici e ricercatori delle unità di Chirurgia Epato-bilio-pancreatica e dei Trapianti di fegato-rene e di Epatogastroenterologia e Nutrizione del Bambino Gesù, coordinati dal dott. Marco Spada. I risultati della ricerca su 160 immagini campione hanno evidenziato una precisione dell’app pari al 99,4%, con un valore predittivo positivo del 98,4% e una sensibilità del 100% senza falsi negativi, indipendentemente dal modello di smartphone utilizzato. Lo studio è pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Medical Screening.

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Festa della Mamma alla Centrale del Latte

Festa della Mamma con un tour divertente, musicale e istruttivo alla Centrale del Latte di Roma. Domenica 14 maggio l’azienda apre le porte dello stabilimento di via Belmonte in Sabina alle famiglie romane. Circa 2mila i partecipanti attesi, divisi in 12 tour, dalle ore 9 alle 18.20, per un evento, giunto alla settima edizione, che anche quest’anno è andato sold out in pochi giorni.

Il tour

Il tour inizia con la musica coinvolgente dei Riciclato Circo Musicale con strumenti, “home made”, realizzati con oggetti di recupero, in un’ottica di riuso e riciclo, presi in garage o in cucina, e le bolle gigantesche di Billy Bolla per far felici i bambini. Segue il tour nello spazio produttivo dell’azienda alla scoperta di quello che è stato definito il cuore “materno” della Capitale da oltre cent’anni. Nel corso della visita alcuni rappresentanti della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) Regione Lazio illustreranno i principi della ‘buona colazione’.

Festa importante

«Giornate come questa sono molto importanti – dichiara Teresa Rongai, segretaria della FIMP di Roma e Lazio – acquisire i principi di una buona colazione è utile ai bambini ma anche ai loro genitori. Una corretta alimentazione è fondamentale soprattutto per la crescita dei più piccoli e il latte è parte di questa alimentazione». Al termine della visita è in programma la degustazione dei prodotti della Centrale del Latte di Roma, per l’occasione interpretati e valorizzati dalle abili mani dei giovani chef della scuola secondaria superiore ‘IPSEOA Pellegrino Artusi’ guidati dal docente Fabio Toso. Una collaborazione resa possibile grazie alla disponibilità della professoressa Maura Lombardi, dirigente scolastico dell’istituto.

Il buono prima di tutto

«Questa iniziativa come le altre svolte da Centrale del Latte di Roma vuole meglio spiegare il suo claim pubblicitario ‘Il buono prima di tutto’. Non sono solo buoni i prodotti della Centrale del Latte di Roma ma è buona la relazione che l’azienda ha costruito e ha saputo mantenere con i suoi consumatori, sono buone le azioni che sono messe in campo a favore del territorio», dichiara la responsabile marketing Angela Leone. «Sono 23 anni che Centrale del Latte di Roma sostiene l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dal 2015 ha donato più di 300 mila litri di latte fresco a favore dell’Emporio della solidarietà della Caritas e con i Retake quest’anno in occasione del Natale di Roma e della Giornata della Terra si è dato luogo ad un importante intervento di rigenerazione urbana in ogni municipio della Capitale», conclude Angela Leone.

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Oltre 1.000 trapianti tra il 2020 e il 2022 al Bambino Gesù

Oltre 1.000 trapianti tra il 2020 e il 2022. Sono i numeri complessivi dell’attività trapiantologica del Bambino Gesù nell’ultimo triennio, malgrado le difficoltà legate alla gestione della pandemia. L’occasione per fare il punto sui dati dei trapianti è la Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti, prevista domenica 16 aprile. Il presidente dell’Ospedale pediatrico della Santa Sede, Tiziano Onesti, rivolge un ringraziamento alle famiglie che compiono con coraggio una scelta fondamentale: «Donare gli organi è un gesto di grande generosità, che offre una nuova possibilità di vita a piccoli o giovani pazienti a volte privi di speranza». Nello specifico, i trapianti di organi, cellule e tessuti effettuati dall’Ospedale tra il 2020 e il 2022 sono stati 1.080, di cui 33 da donatori viventi.

Nel 2022 oltre 300 trapianti

Solo nel 2022 sono stati realizzati 339 trapianti, di cui 24 di rene, 25 di fegato, 7 di cuore, 1 di polmone. Per quanto riguarda quelli di midollo, nel 2022 sono stati 137 i trapianti allogenici e 48 quelli autologhi. Infine, i trapianti di tessuto sono stati 59 homograft, 26 di cornee e 12 di membrana amniotica. Gli impianti di cuori artificiali sono invece stati 8. «Per i pazienti in attesa di un trapianto ogni organo è prezioso – spiega il presidente Onesti – Così come preziosa è la generosità dei donatori. Donare un organo vuol dire infatti regalare una nuova possibilità di vita a chi ne ha bisogno. Una meravigliosa catena di solidarietà umana e professionale che coinvolge famiglie, operatori e istituzioni. A tutti loro va il nostro grazie».

Centro europeo autorizzato per tutti i tipi di trapianto in età pediatrica

L’Ospedale Pediatrico della Santa Sede è tra i pochi centri europei autorizzati ad eseguire tutti i tipi di trapianto d’organo, cellule e tessuti in età pediatrica, anche con interventi da vivente (per rene e fegato), combinati e multiorgano e attraverso la gestione integrata di tutte le fasi del processo (candidatura del paziente, gestione medica del periodo in lista, opzioni e intervento chirurgico, follow-up). Oltre ai trapianti di organi solidi (cuore, polmoni, fegato, intestino, reni, pancreas), sono effettuati trapianti di cellule e di tessuti (midollo, cornea, membrana amniotica, homograft) e impianti di cuore artificiale.

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Guida al diabete online del Bambino Gesù

Guida completa al diabete disponibile on line, 4 volumi a cura degli specialisti dell’Istituto per la Salute dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con informazioni chiare, scientificamente validate e tanti suggerimenti per gestire al meglio le giornate di bambini e ragazzi affetti da questa patologia, favorendone il benessere e la capacità di autonomia.

Prima parte della guida

Alla prima parte della guida, che prende in esame il diabete nelle sue varie forme, le cause, i sintomi e la cura, si aggiungono 3 nuovi volumi che approfondiscono l’aspetto sociale della malattia con una serie di indicazioni per aiutare le famiglie ad affrontare le situazioni quotidiane con adeguati strumenti di conoscenza: dal tempo trascorso a scuola all’attività sportiva; dai viaggi alle feste fino alla gestione del rapporto con alcol e sigarette. Tra i temi in primo piano, le complicanze del diabete, la gestione dei giorni di malattia, le vaccinazioni e un focus sul conteggio dei carboidrati e sull’alimentazione, anche con riferimento alle diete nelle varie culture del mondo (mediterranea, vegetariana, orientale).

Ampio capitolo alla nuove tecnologie

Un ampio capitolo, infine, è dedicato alle nuove tecnologie che facilitano il controllo della malattia e la somministrazione delle terapie. La tecnologia più avanzata che oggi si applica al diabete in età evolutiva è composta da un sistema di monitoraggio continuo del glucosio che, attraverso un algoritmo matematico, si associa a un sistema di erogazione continua dell’insulina (microinfusore che modula l’insulina in base all’andamento glicemico). Si tratta di dispositivi automatici che si avvicinano a un pancreas artificiale e sono denominati “sistemi ibridi avanzati”.

Bambino Gesù riferimento nazionale

L’Unità Operativa di Endocrinologia e Diabetologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, riferimento nazionale e internazionale per il trattamento delle patologie endocrino-metaboliche complesse, utilizza questi sistemi ad elevato automatismo per circa 1.700 pazienti affetti da diabete di tipo 1. Più in generale, nel 2022 al Bambino Gesù sono stati seguiti in day hospital quasi 2.200 bambini e adolescenti diabetici e sono state effettuate circa 130 nuove diagnosi di Diabete Mellito di tipo 1, la patologia endocrina più frequente in età pediatrica. Si tratta di una casistica molto ampia che si inserisce in un contesto di rapido incremento dell’incidenza della malattia a livello mondiale, soprattutto tra i bambini in età scolare e prescolare. La pandemia COVID-19 ha dato ulteriore impulso al fenomeno: all’Ospedale Pediatrico della Santa Sede nel 2021-2022 si è registrato un aumento di oltre 35% dei casi di pazienti ricoverati per esordio di diabete di tipo 1 rispetto agli anni 2018-2020.