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Cronaca

Covid-19, rapporto tra positivi e tamponi al 15.3%

«Oggi nel Lazio su 11.508 tamponi molecolari e 45.672 tamponi antigenici per un totale di 57.180 tamponi, si registrano 8.756 nuovi casi positivi (-1.806). I decessi sono 11 (-3), 1.030 i ricoverati (-24), 69 le terapie intensive (-5) e 8.523 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi al Covid-19 è al 15,3%. I casi a Roma città sono a quota 4.344. Oggi sono andato a trovare i piccoli pazienti ucraini ricoverati all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, 16 in tutto. Il sistema sanitario regionale ha dato ampia disponibilità ad accogliere pazienti in fuga dalla guerra in Ucraina. Siamo fortemente impegnati nel prestare loro l’assistenza sanitaria necessaria. Voglio esprimere un ringraziamento particolare agli straordinari operatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per la cura e la professionalità che quotidianamente mettono nel loro lavoro ed oggi anche per curare piccoli feriti della guerra in Ucraina». Lo comunica in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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Spettacolo

Fiorello per il Bambino Gesù

Fiorello torna a Roma per la Fondazione Bambino Gesù Onlus con una serata nel segno dell’allegria e del buonumore, ma soprattutto della solidarietà. Il 20 aprile 2022, all’Auditorium Conciliazione di Roma, lo showman presenterà “Stasera Fiorello per la solidarietà”, uno spettacolo benefico a favore del nuovo Centro di Cure Palliative dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che sarà inaugurato il 22 marzo 2022 a Passoscuro.

Serata con Fiorello per un gesto concreto di sostegno

Una serata in cui il sorriso si sposa con un gesto concreto di sostegno verso coloro che ne hanno bisogno. Le prevendite per questo appuntamento speciale sono aperte su ticketone e in tutti i punti vendita abituali. Il Centro di Cure Palliative Pediatrico di Passoscuro è un centro di accoglienza, ricovero e cura, finalizzato ad offrire le migliori cure a neonati, bambini e ragazzi affetti da patologia cronica grave senza possibilità di guarigione e ai loro familiari, assicurando l’accompagnamento del paziente, durante tutte le fasi della malattia sia durante la residenzialità nel Centro che al proprio domicilio, nel proprio quartiere, nella propria scuola, con un adeguato sostegno medico, psicologico e spirituale.

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Cronaca

Covid-19, i numeri del Lazio

«Oggi nel Lazio su 18.933 tamponi molecolari e 38.807 tamponi antigenici per un totale di 57.740 tamponi, si registrano 5.642 nuovi casi positivi (-572). I decessi sono 13 (-2), 1.073 i ricoverati (+13), 89 le terapie intensive (-3) e 7.327 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi al Covid-19 è al 9,7%. I casi a Roma città sono a quota 2.540. Si riduce il divario tra guariti e nuovi casi. Il fine stato di emergenza non significa un tana libera tutti. È importante che coloro che sono stati positivi al Covid-19, e non hanno fatto la dose booster, la facciano trascorsi i 120 giorni. Sono 12 ad oggi i bambini ricoverati presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù provenienti dall’Ucraina, a cui si aggiungono altri 2 bambini visitati e già dimessi. I piccoli pazienti, con diverse patologie, hanno raggiunto in questi giorni con mezzi propri la città di Roma, aiutati spesso da familiari o associazioni, e sono stati presi in cura dal Sistema sanitario regionale. Il più piccolo ha quasi 2 mesi, il più grande 15 anni di età». Lo comunica in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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Cronaca

Primo bimbo ucraino ricoverato al Bambino Gesù

«È arrivato questa mattina all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, con i propri genitori, il primo bimbo proveniente dall’Ucraina, da una delle regioni occidentali. Il piccolo ha poco più di un anno, tracheostomizzato dall’età di 4 mesi, con una diagnosi di paralisi cerebrale infantile. I genitori hanno attraversato il confine ucraino e sono riusciti a raggiungere con mezzi propri l’Italia, dove grazie all’aiuto di alcuni parenti sono giunti nella notte in provincia de L’Aquila. Il piccolo è stato quindi trasferito in ambulanza all’Ospedale romano, dov’è ricoverato in questo momento in terapia intensiva». Lo comunicano in una nota congiunta l’Assessorato alla Sanità della Regione Lazio e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

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Cronaca

Covid-19, rapporto tra positivi e tamponi sotto il 10%

«Oggi nel Lazio su 12.976 tamponi molecolari e 34.358 tamponi antigenici per un totale di 47.334 tamponi, si registrano 4.482 nuovi casi positivi (-547). I decessi sono 23 (+15), 1.447 i ricoverati (-47), 131 le terapie intensive (-3) e 11.145 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 9,4%. I casi a Roma città sono a quota 2.128. È in corso di predisposizione il piano straordinario per il recupero di 19.000 interventi chirurgici. Superata quota 13 milioni e 200 mila vaccini complessivi. Il Lazio è la prima Regione italiana per popolazione che ha ricevuto la terza dose. Superate le 3,8 milioni di dosi booster effettuate, con il 79% di copertura della popolazione adulta. Nella fascia pediatrica 5-11 anni sono oltre 145 mila i bambini con prima dose pari al 39%. Sui canali social di SaluteLazio le FAQ e il Video realizzati in collaborazione con l’ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Gli hub vaccinali sono ad accesso libero negli orari di apertura, per favorire la partecipazione alla campagna di vaccinazione». Lo comunica in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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NEWS

Le nuove Reti ERN del Bambino Gesù

Passano da 15 a 20 le Reti ERN (European Reference Network, reti di riferimento europee) dedicate a differenti gruppi di malattie rare e complesse per le quali l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è Centro di riferimento. Fra gli istituti pediatrici di tutta Europa, l’ospedale della Santa Sede è quello che partecipa al maggior numero di reti.

Progetto avviato nel 2011

Il progetto delle Reti di Riferimento Europee, avviato nel 2011, ha l’obiettivo di dare vita a un network di Centri altamente specializzati nella ricerca e nel trattamento delle malattie rare per condividere le conoscenze e ottimizzare le cure erogate ai pazienti, superando i confini del proprio Paese. Il principio di base di questo modello di assistenza sanitaria “virtuale”, infatti, è quello di far viaggiare le competenze e non il malato. Dal gennaio 2022 l’ampliamento delle Reti con l’ingresso di nuovi Centri d’eccellenza dislocati in tutti i Paesi dell’Unione, ha esteso l’ambito geografico delle ERN e, quindi, la possibilità per i malati rari di tutta Europa di accedere a cure e assistenza altamente specializzate. Alle malattie rare è dedicata una Giornata Mondiale che si celebra il 28 febbraio di ogni anno.

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Cronaca

“La scuola non ha paura delle crisi”, progetto di formazione del Bambino Gesù

Quasi 4.000 insegnanti, operatori scolastici e studenti formati. Circa 100 istituti di Roma e provincia in grado di gestire le crisi convulsive in classe, riducendo drasticamente le chiamate d’emergenza al 112 e gli accessi non necessari al Pronto Soccorso.

Risultati di “La scuola non ha paura della crisi”

Sono i risultati di “La scuola non ha paura delle crisi”, progetto di formazione avviato nel 2016 dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con la Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE). Durante la pandemia COVID-19 l’attività educativa a cura del personale specializzato del Bambino Gesù è proseguita senza interruzioni con incontri sia in presenza che a distanza.

Giornata Mondiale dell’Epilessia

In occasione della Giornata Mondiale dell’Epilessia, che si tiene ogni secondo lunedì di febbraio, gli esperti del Bambino Gesù saranno in diretta social per dialogare con le famiglie su questa patologia che colpisce 1 persona su 100, soprattutto in età pediatrica. Quest’anno la Giornata Mondiale cade il giorno di San Valentino che è anche il protettore dei pazienti con epilessia.

Appuntamento lunedì 14 febbraio su Facebook e Youtube

L’appuntamento con gli specialisti dell’Ospedale è per lunedì 14 febbraio alle ore 12 sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Ospedale. Circa il 30% delle crisi epilettiche nei pazienti con epilessia non del tutto controllata si manifesta in ambiente scolastico; il 40% delle chiamate al numero di emergenza 112 che partono dalle scuole è proprio per una crisi epilettica. Il 90% degli attacchi convulsivi dura meno di 2 minuti e richiede solo assistenza fisica, ma non interventi medici.

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Cronaca

Covid-19, diminuiscono casi positivi e ricoveri nel Lazio

«Oggi nel Lazio su 24.495 tamponi molecolari e 67.125 tamponi antigenici per un totale di 91.620 tamponi, si registrano 7.996 nuovi casi positivi (-2.346), sono 40 i decessi (=), dato che comprende alcuni ritardi di notifiche, 2.042 i ricoverati (-30), 190 le terapie intensive (+6) e 15.576 i guariti. I casi a Roma Città sono 3.539». Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, in merito ai dati odierni relativi al covid 19 nel Lazio.

Migliora la situazione al Bambino Gesù

«Dopo il picco del 29 gennaio scorso, il numero dei ricoveri al Bambino Gesù ha preso a calare, passando in circa 10 giorni da 86 a 54 posti letto occupati, di cui 5 in area critica. Un trend che dà fiducia, ma non deve far abbassare la guardia e desistere dall’impegno nella vaccinazione dei ragazzi e dei bambini, che ancora oggi purtroppo, se non protetti, possono incorrere nelle forme gravi della malattia e finire in terapia intensiva. La vaccinazione del nucleo familiare è utile a proteggere anche i bambini sotto i 5 anni, i più esposti al rischio in questo momento insieme ai pazienti fragili, in attesa che possano accedere anche loro al vaccino.

Farmacie punto di riferimento nel Lazio

Nel Lazio le farmacie hanno somministrato oltre 360 mila dosi di vaccino anti Covid, prima regione in Italia. Punto di riferimento importante per i cittadini – ha concluso D’Amato – stanno svolgendo un lavoro straordinario sia per lo screening e sia come contributo alla campagna di vaccinazione».

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NEWS

Bambino Gesù: aumento della pubertà precoce

I casi di pubertà precoce o anticipata osservati nel semestre marzo-settembre 2020 in Italia sono più che raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2019: lo dimostra uno studio osservazionale coordinato dall’Ospedale Bambino Gesù che ha coinvolto i centri di Endocrinologia pediatrica dell’Ospedale Gaslini di Genova, del Policlinico Federico II di Napoli, dell’Ospedale Pediatrico Microcitemico di Cagliari e della Clinica Pediatrica Ospedale di Perugia.

Fenomeno che ha interessato bambine di età intorno ai 7 anni

In totale sono stati rilevati 338 casi contro i 152 dell’anno precedente, con un aumento pari al 122%. Il fenomeno ha interessato soprattutto bambine di età intorno ai 7 anni. Lo studio, pubblicato da Endocrine Connections, conferma i numeri della precedente ricerca del Reparto di Endocrinologia del Bambino Gesù, guidato dal prof. Marco Cappa nell’ambito dell’Unità di Ricerca di Terapie Innovative per le Endocrinopatie (Italian Journal of Pediatrics 2021) e prova a gettare luce sulle cause. Attraverso interviste telefoniche alle famiglie dei pazienti sono stati raccolti i dati necessari per valutare anche i possibili fattori predisponenti.

Annoverata in Italia tra le malattie rare

L’inizio della maturazione sessuale prima degli 8 anni nelle bambine e prima dei 9 anni nei maschi viene identificata come pubertà precoce. È annoverata tra le malattie rare. In Italia riguarda da 1 a 6 nati ogni 1000. Il corpo del bambino inizia a trasformarsi in adulto prima del tempo, con un’accelerazione dello sviluppo dei caratteri sessuali e una rapida chiusura delle cartilagini di accrescimento osseo: per effetto di questo processo, i bambini crescono velocemente in altezza, ma poi il picco si esaurisce e da adulti hanno una statura inferiore alla media. Se la diagnosi interviene precocemente, prima degli 8 anni, è possibile usare dei farmaci per rallentare la pubertà.

Aumento significativo tra le bambine e non tra i bambini

Nel nuovo studio multicentrico, il maggiore aumento dei casi è stato osservato nelle bambine (328 pazienti nel 2020 contro 140 nel 2019, con un incremento del 134%) e soprattutto nella seconda metà del periodo di osservazione (92 bambine tra marzo e maggio rispetto alle 236 bambine del periodo tra giugno e settembre 2020, con un incremento del 156%). Non è stato invece rilevato un aumento significativo dei casi nei maschi (10 pazienti nel 2010 contro i 12 del 2019).

Non ci sono spiegazione per questa differenza tra i sessi

«Al momento non abbiamo spiegazioni per questa differenza tra i sessi – afferma Carla Bizzarri, pediatra endocrinologa del Bambino Gesù che ha coordinato lo studio – sappiamo però che la pubertà precoce è molto meno comune nel maschio rispetto alle femmina ed è più spesso il risultato di mutazioni genetiche predisponenti o disturbi organici dell’asse ipotalamo-ipofisario. Possiamo ipotizzare che l’impatto di fattori scatenanti ambientali, quali quelli correlati alla pandemia, sia meno significativo sui tempi della pubertà maschile». L’età media delle bambine osservate per pubertà precoce nello studio multicentrico è intorno ai 7 anni (senza differenze tra il 2019 e il 2020).

Lockdown non ha evidenziato differenze dei parametri clinici e auxologici

Confrontando le popolazioni del 2019 e del 2020 non si evidenziano differenze significative dei parametri clinici ed auxologici (ovvero peso, altezza, BMI cioè l’indice di massa corporeo, peso alla nascita, età di inizio dei sintomi). In particolare, a differenza di quanto ci si sarebbe atteso dopo il primo lockdown del 2020, non è stato osservato un aumento significativo del peso e quindi del BMI.

Aumento invece dei casi di pubertà precoce e rapida

Nel 2020 risulta, invece, un aumento significativo dei casi di pubertà precoce a rapida evoluzione, cioè di quelli che richiedono una specifica terapia farmacologica (135 su 328 bambine osservate nel 2020 a fronte di 37 su 140 bambine osservate nel 2019, con una forbice di incremento dal 26% al 41%).

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Cronaca

Nuovo studio della Sindrome di Brugada al Bambino Gesù

La sindrome di Brugada è una patologia cardiaca ereditaria con rischio di morte improvvisa, in assenza di difetti strutturali del cuore. Gli eventi avversi riguardano soprattutto giovani adulti tra i 30 e i 40 anni, ma, in presenza di alcuni fattori di rischio, non sono esclusi i bambini. Il carattere piuttosto recente della scoperta e la scarsità di una casistica accurata, provoca un comprensibile allarme nelle famiglie di bambini e ragazzi con sospetto clinico. Questo può spingere ad accrescere in maniera immotivata il numero di esami finalizzati alla diagnosi e alla stratificazione del rischio, fino addirittura all’adozione di strumenti terapeutici non adeguati.

Studio pubblicato su “Heart Rhythm”

Uno studio del Bambino Gesù pubblicato sulla rivista Heart Rhythm, una delle più autorevoli nel campo dell’aritmologia, descrive in maniera specifica e per la prima volta gli effetti della sindrome di Brugada in soggetti di età inferiore ai 12 anni. Sono stati i fratelli Pedro e Josep Brugada, nel 1992, ad identificare una patologia genetica (BrS) che coinvolge il sistema elettrico del cuore con una prevalenza di 1/2000 – 1/5000 individui. Colpisce alcune strutture poste sulla superficie delle cellule del cuore, i canali ionici, attraverso cui gli ioni (sodio, potassio, magnesio e calcio) escono ed entrano dalla cellula. Il malfunzionamento di queste strutture crea degli squilibri nell’attività elettrica che aumentano il rischio di aritmie potenzialmente fatali. E’ una patologia che si manifesta soprattutto nei giovani adulti: il testosterone, infatti, sembra potenziarla. La diagnosi è basata sulla positività all’elettrocardiogramma (ECG) di specifiche caratteristiche cardiache, un pattern tipico che può essere fisso, intermittente o scatenato da farmaci o febbre superiore a 38°. Una mutazione genetica peculiare viene identificata solo nel 40 % dei casi, perché ad oggi solo alcuni geni sono stati identificati come responsabili della sindrome. Il gene più comunemente coinvolto è l’SCN5A, abilitato a codificare per la proteina che costituisce il canale ionico del sodio.

Stesura delle prime linee guida

Con l’obiettivo di ottenere dati più certi, il gruppo del dott. Fabrizio Drago, responsabile dell’Unità di ricerca Cardiopatie nell’ambito dell’Area di ricerca Malattie Multifattoriali dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha promosso dapprima la stesura delle prime Linee guida sul corretto comportamento da adottare con i bambini minori di 12 anni affetti da Sindrome di Brugada (pubblicate sulla Rivista Minerva Pediatrica nel 2019). In seguito ha realizzato uno studio osservazionale su un gruppo di pazienti del Bambino Gesù che hanno presentato la sindrome in questo range d’età. Scopo dello studio, che vede come primo autore la dott.ssa Daniela Righi, è stato quello di identificare le caratteristiche, i risultati a distanza di tempo e i fattori di rischio associati con gli eventi aritmici e cardiovascolari. Nello studio sono stati coinvolti 43 pazienti (25 femmine e 18 maschi) selezionati in base allo screening elettrocardiografico o in base all’invio da altri Centri. Di questi 13 presentavano un pattern ECG spontaneo e 30 indotto (in 24 casi da febbre). In 14 pazienti era presente una mutazione del gene SCN5A. Il follow-up mediano è stato di 4 anni.

Nessun paziente deceduto durante il follow-up

La buona, anzi ottima, notizia è che nessun paziente è deceduto durante i 4 anni del periodo di follow-up. «Adesso sappiamo come gestire questa sindrome nei bambini più piccoli», afferma il dottor Drago che è responsabile di Cardiologia e Aritmologia a S. Paolo, Palidoro e Santa Marinella e Coordinatore del Centro di canalopatie cardiache dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. «Il nostro studio rivela che è utilissimo uno screening elettrocardiografico per identificare il più precocemente possibile tale patologia e che i bambini con sindrome di Brugada, facendo attenzione ai fattori di rischio per morte improvvisa individuati per questa età specifica, possono avere un futuro più sicuro rispetto a quello che abbiamo riscontrato finora».