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Stagione estiva a Caracalla dal 1° luglio con Mass

Stagione estiva a Caracalla del Teatro dell’Opera di Roma dal 1° luglio con il capolavoro di Leonard Bernstein Mass (Messa). La nuova produzione dello spettacolo è affidata al regista Damiano Michieletto, che torna a lavorare nella fondazione capitolina dopo i successi del Rigoletto al Circo Massimo nell’estate 2020 e de La damnation de Faust del 2019.

Stagione estiva esordisce con il regista Damiano Michieletto

Sul podio il direttore d’orchestra Diego Matheuz, tra i più affermati musicisti provenienti da “El Sistema”, il modello didattico-musicale fondato in Venezuela da José Antonio Abreu. Il “pezzo teatrale per cantanti, musicisti e ballerini” su testo dello stesso Bernstein, con versi aggiuntivi di Stephen Schwartz, è stato commissionato da Jacqueline Kennedy e rappresentato per la prima volta al Kennedy Center (John F. Kennedy Center for the Performing Arts) di Washington D.C. l’8 settembre del 1971. La prima europea risale invece al 1973 e fu data a Vienna. Il lavoro nasce per essere messo in scena teatralmente ma nel nostro Paese, fin a ora, era stato eseguito solo in forma di concerto.

Prima volta a Caracalla

«Non avevo mai lavorato a Caracalla – dice Michieletto – e sono felice di farlo con uno spettacolo che vede impegnate tutte le forze dell’Opera di Roma, con una forte presenza coreografica e quindi del Corpo di Ballo. Al centro della scena ho inserito un muro, e ci sarà anche una videoproiezione con una mappa di tutti i muri che sono stati costruiti nel mondo per dividere i popoli: dal Messico alla Palestina, passando per l’Ungheria. Chi deve difendere la propria ricchezza erige muri».

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Spettacolo

Turandot da sold out

Turandot da sold out al Teatro dell’Opera di Roma. Si sono infatti concluse, con risultati eccezionali, le repliche di una Turandot inedita, riletta in modo davvero nuovo e quanto mai attuale dalla direttrice ucraina Oksana Lyniv sul podio e dall’artista cinese Ai Weiwei, che ha ideato in ogni aspetto regia, scene, costumi e video. Dopo due anni di attesa il nuovo allestimento, che era previsto nella stagione 2019/20 interrotta dalla pandemia, ha finalmente debuttato il 22 marzo di fronte a una platea completamente piena. L’affluenza è stata massima tutte le sere: otto repliche fino al 31 marzo tutte sold out. La percentuale di riempimento è stata del 100% con 12mila presenze al Teatro dell’Opera di Roma. Il 24 marzo 300mila spettatori hanno seguito Turandot su Rai5.

Otto sold out consecutivi

L’amore del pubblico per questo capolavoro di Puccini tanto rappresentato al Costanzi è stato confermato in modo particolare in questa occasione, facendo registrare per la prima volta per otto sere consecutive il sold out. Un’accoglienza che ha ripagato una produzione fortemente colpita dai tragici eventi di risonanza mondiale: la pandemia nel 2020, che ne aveva imposto la sospensione, e la guerra in Ucraina ora.

Bandiera ucraina a illuminare la facciata del Teatro per la Turandot

Spettacolo in scena in un Teatro con la facciata illuminata dai colori della bandiera ucraina per ribadire con fermezza l’impegno della Fondazione capitolina a favore della pace e contro tutte le guerre. Successo dello spettacolo preannunciato il 19 marzo dall’affollatissima Anteprima Giovani riservata ai minori di 26 anni, anche quella sold out, e dagli straordinari risultati dello speciale evento di fundraising “Ai Weiwei Turandot” a sostegno del Teatro tenutosi domenica 20 marzo. Personalità dell’arte contemporanea e della cultura provenienti da tutto il mondo hanno aderito alla raccolta fondi per celebrare uno dei più importanti artisti del panorama contemporaneo al suo debutto con una regia teatrale. Dopo aver assistito alla prova generale hanno potuto partecipare alla cena di gala in onore di Ai Weiwei.

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Spettacolo

Turandot al Teatro dell’Opera

L’edizione della Turandot, in programma al Teatro dell’Opera di Roma dal 22 al 31 marzo 2022, si annuncia come una lettura davvero nuova del capolavoro di Giacomo Puccini così amato e tante volte rappresentato al Costanzi. Il nuovo allestimento vede la direzione di Oksana Lyniv ed è ideato in ogni aspetto (regia, scene, costumi, video) da Ai Weiwei. L’artista cinese, tra i più celebri del panorama contemporaneo, è al suo debutto con una regia teatrale.

Turandot prima e unica esperienza operistica per Ai Weiwei

Nelle sue intenzioni questa sarà la prima e unica esperienza operistica. Una scelta lontana dalla sua consueta ricerca artistica, ma che Ai Weiwei ha accettato anche perché, giovanissimo, era stato una comparsa nella Turandot di Zeffirelli al Metropolitan di New York. Da quei giorni un lungo cammino lo ha condotto a essere una figura di assoluto spicco nel mondo culturale di oggi. Sarà l’occasione per lui di leggere l’immaginario mondo cinese di Gozzi, e poi di Puccini, con il pensiero alle grandi tragedie del mondo di oggi.

Emozionante immergersi nello sviluppo storico dell’opera

«È emozionante immergersi nello sviluppo storico dell’opera e della drammaturgia, metterli in relazione con la mia esperienza personale e con la mia idea del palcoscenico, della performance, della narrativa, della rappresentazione – spiega Ai Weiwei – perché l’opera lirica è una forma d’arte incredibilmente ricca che stimola le migliori qualità dell’ingegno umano, l’impegno, la maestria, l’eccellenza. Sarà il mio punto di vista, la lirica immersa nella contemporaneità».

Sul podio dell’orchestra la direttrice ucraina Oksana Lyniv

Sul podio dell’Orchestra del Lirico capitolino ritorna la direttrice ucraina Oksana Lyniv dopo il debutto romano dello scorso maggio, e dopo essere balzata agli onori delle cronache come prima donna a dirigere al Festival wagneriano di Bayreuth. Recentemente Lyniv si è fatta portabandiera nel mondo musicale internazionale contro la guerra scoppiata nel suo Paese: «Turandot è per me un’opera dal grande valore simbolico. Con la sua ultima opera – afferma Lyniv – Puccini, il più grande compositore italiano del Novecento, più che dare risposte, ci pone delle domande, è un dubbio sospeso, come la realtà che stiamo vivendo. Attraverso Turandot desidero farmi interprete del messaggio che Puccini ha voluto lasciare ai posteri negli ultimi istanti della sua vita, e cioè che l’amore alla fine è quel che conta più di ogni altra cosa».

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Cronaca

La bandiera dell’Ucraina illumina il Costanzi

Alla ‘prima’ di Forsythe / Inger / Blanc di venerdì 25 febbraio la facciata del Costanzi si è illuminata di blu e giallo, i colori della bandiera, in segno di vicinanza al popolo ucraino. Il Teatro dell’Opera di Roma è contro qualsiasi guerra.

Le repliche fino al 3 marzo

Sulla scia di questo messaggio proseguono le repliche dello spettacolo in scena fino al 3 marzo. Il trittico di balletti affianca grandi nomi e nuovi titoli che vanno ad accrescere il repertorio del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma anche in ambito contemporaneo. Interpreti principali sono l’étoile Susanna Salvi, i primi ballerini Claudio Cocino, Michele Satriano e Alessio Rezza. Dopo la “prima” di venerdì 25 febbraio Forsythe / Inger / Blanc torna in scena oggi, domenica 27 febbraio (ore 16.30), martedì 1 (ore 20), mercoledì 2 (ore 20) e giovedì 3 marzo (ore 20). In programma anche la matinée di mercoledì 2 marzo (ore 11) riservata alle scuole.

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Spettacolo

Baglioni dal vivo in “Dodici note solo” al Teatro dell’Opera

Dopo “Assolo”, “InCanto” e “DieciDita”, il grande ritorno dal vivo di Claudio Baglioni, con il suo concerto più appassionante, esclusivo, unico: “Dodici note solo”, un nuovo percorso d’arte nell’arte, che debutterà lunedì 24 gennaio da uno dei palcoscenici più importanti d’Europa: il Teatro dell’Opera di Roma.

Lo straordinario repertorio di Baglioni dal vivo

“Dodici note solo” vedrà Claudio Baglioni, voce, pianoforte e altri strumenti, protagonista, insieme alle composizioni più preziose del suo straordinario repertorio, di un affascinante racconto in musica, suoni e parole, sui palchi di 60 teatri lirici e di tradizione più prestigiosi d’Italia. “Dodici note solo” segnerà il grande ritorno della musica dal vivo, la prima vera tournée nei teatri, un punto di inizio, un importante segnale di ripartenza, per tornare ad ascoltare, vivere e respirare l’emozione di un concerto.

Rianimare lo nostre vite con la musica

«Rianimare le nostre vite con la musica, dopo il lungo, difficile e doloroso silenzio imposto dalla pandemia – dichiara Claudio Baglioni – significa ritrovare noi stessi, il senso del nostro cammino e dello stare insieme. Le dodici note, l’alfabeto del più universale, profondo e poetico dei linguaggi, costituiscono la chiave per comprendere noi stessi, gli altri e rendere il futuro una casa bella, luminosa, aperta e finalmente degna di essere abitata. Aveva ragione – conclude Baglioni – quel filosofo che sosteneva che la vita, senza musica, sarebbe un errore. La ripartenza del nostro Paese, allora, significa anche rimediare a questo “errore”, ritrovarsi e ritrovarci, grazie all’energia del più potente social network della storia dell’umanità: la musica».