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Politica

EXPO 2030, avviato tavolo tecnico in Campidoglio per sostenere la candidatura di Roma

Si è svolta oggi nella Sala del Carroccio in Campidoglio la prima riunione finalizzata alla costituzione di un tavolo tecnico di confronto

e coordinamento del mondo imprenditoriale romano e laziale a sostegno della candidatura di Roma a sede di Expo 2030. 

L’attività del tavolo ha l’intento di mostrare al BIE (Bureau International des Expositions) come il tessuto economico e produttivo della Capitale e del Lazio

sia parte integrante del processo di candidatura e a tal fine costruire un network di soggetti privati che vogliano apportare contributi innovativi e di know-how, da affiancare alle azioni di relazioni internazionali a supporto della candidatura stessa.

Il tavolo sarà coordinato dall’assessorato alle Attività produttive e alle Pari Opportunità.

Si apre oggi una nuova fase per la corsa ad Expo 2030 – dichiara l’assessora alle Attività Produttive, Monica Lucarelli – la candidatura di Roma, infatti, 

oltre a rappresentare un’opportunità unica, ha bisogno del supporto comune dell’intero tessuto economico e produttivo della Capitale.

Questo sia per creare un network di soggetti privati che possano contribuire anche finanziariamente alla riuscita del progetto,

 che possano apportare contributi innovativi e di know-how e soprattutto per instaurare relazioni internazionali a supporto della candidatura stessa. In questa chiave il lancio del tavolo tecnico rappresenta una direttrice da percorrere“.

“È stata ribadita la grande importanza di mettere in risalto il contributo dell’imprenditoria privata al progetto di Expo 2030 – ha dichiarato l’ambasciatore Giampiero Massolo, Presidente del Comitato Promotore Expo2030 –

 -, fattore determinante agli occhi delle istanze internazionali, per garantire il successo della nostra candidatura”.

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NEWS

METEO: Arriva sole e caldo record dal 17 febbraio

Non sono escluse temperature massime di 20 gradi.

Dopo la neve e la pioggia, torna l’alta pressione con il caldo e con le temperature record per il mese di febbraio. 

E’ arrivata l’attesa neve di San Valentino e anche tanta pioggia sul secco nordovest dove non si vedevano precipitazioni da oltre 2 mesi: 

ci sono già gli elementi per parlare di un inverno pazzo in Italia con una temperatura superiore di 0.5°C rispetto alla media,

ma con punte di +3°C proprio in Piemonte e Liguria, dati ufficiali Isac Cnr.

Il mese di gennaio 2022 è stato uno dei più secchi degli ultimi decenni con un deficit di quasi 5 miliardi di metri cubi di pioggia rispetto al quantitativo medio: -56% di precipitazioni a livello nazionale, fino a -76% nel nordovest, dati Icona Clima.

Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.il meteo.it, avvisa che nelle prossime ore la neve continuerà a cadere abbondante sulle Alpi e le Prealpi orientali, sopra i 350-500 metri. 

La neve dovrebbe avere però vita breve.

Già da giovedì 17, subito dopo la perturbazione attualmente in transito, sono infatti attesi valori termici eccezionali per il mese di febbraio, fino a 12 gradi in più rispetto alla media del periodo.

Non sono escluse massime anomale oltre i 20 gradi anche in molte città del centro-nord.

In sintesi, l’alta pressione, che non ci ha quasi mai abbandonato durante gli ultimi 2 mesi se non in queste ultime 36 ore, tornerà a fare la voce grossa. 

 Il sole sembrerà quello di aprile, con 2 mesi di anticipo, in particolare in collina e sulle regioni centrali.

LE PREVISIONI METEO:

Mercoledì 16. Al nord: soleggiato salvo nebbie in pianura padana, gelate al mattino. Al centro: giornata in prevalenza soleggiata, fredda al mattino.Al sud: residuo maltempo su Puglia, Calabria e Sicilia.

Giovedì 17. Al nord: bel tempo salvo nebbie in pianura.Al centro: giornata soleggiata e più calda. Al sud: in prevalenza sereno o poco nuvoloso.

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Spettacolo

Penelope Cruz nella Roma degli anni ’70 per un film di Crialese

Candidata all’Oscar per Madres Paralelas, Penelope Cruz recita in italiano per L’immensità ,

il nuovo film di Emanuele Crialese di cui è stata diffusa la prima immagine su Deadline.

Attualmente in post produzione l’attesa nuova opera (verso il festival di Cannes?) del regista dei premiati:

Respiro, Nuovomondo e Terraferma, è ambientata a Roma negli anni ’70.

 La famiglia Borghetti si è appena trasferita in uno dei tanti condomini di nuova costruzione della città.

Nonostante la nuova sistemazione, all’ultimo piano di un nuovo appartamento con vista su tutta la città, Clara (Cruz) e Felice (Vincenzo Amato) non sono più innamorati, ma non riescono a lasciarsi.

Clara trova rifugio alla sua solitudine riparandosi nella relazione speciale con i suoi tre figli. 

 La maggiore, Adriana, una bambina sconosciuta nel loro nuovo quartiere, 

si presenta deliberatamente come un maschio ai bambini del quartiere, spingendo il legame della famiglia verso il punto di rottura.

Scritto con Francesca Manieri e Vittorio Moroni, è prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside  (una società del gruppo Fremantle)

 con Dimitri Rassam per Chapter 2., L’immensità è coprodotto da Warner Bros Italia che lo distribuirà.

France 3 Cinéma e Pathé coproducono anche in Francia e Pathé distribuirà il film in Francia e Svizzera. (ANSA).

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Cronaca

Tre ladri rubano le offerte e spruzzano lo spray al peperoncino contro il parroco

I tre hanno aggredito anche un carabiniere libero dal servizio intervenuto dopo la richiesta d’aiuto del religioso.

Sorpresi dal parroco a rubare in chiesa lo hanno aggredito e si sono guadagnati la fuga spruzzandogli contro dello spray urticante, 

poi hanno utilizzato lo stesso metodo contro un carabiniere libero dal servizio ed il figlio del militare, intervenuti dopo la richiesta d’aiuto del religioso.

L’aggressione a scopo di rapina alla parrocchia di Villa Adriana, nel comune di Tivoli.

Nello specifico i tre ladri sono entrati nella canonica della comunità parrocchiale San Silvestro Papa di via di Villa Adriana domenica mattina.

Trovati dal parroco mentre cercavano di forzare una cassetta di sicurezza,

lo stesso ha provato a metterli in fuga ma è stato aggredito.

Poi i ladri gli hanno spruzzato contro dello spray urticante accecandolo.

In quel momento si trovava a passare a piedi sulla via che collega la Tiburtina alla villa di Adriano imperatore un carabiniere libero dal servizio.

In compagnia del figlio il militare, udite le grida d’aiuto del prelato, è intervenuto e si è trovato davanti i tre ladri in fuga.

Qualificatosi come appartenente all’arma ha provato a fermarli

ma è stato a sua volta aggredito. 

Accecato dallo spray al peperoncino uno dei ladri lo ha quindi colpito al capo con la stessa bomboletta, riuscendo così a scappare con i complici.

Sporta denuncia al 112 sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Tivoli che hanno cominciato da subito le ricerche dei tre ladri, al momento senza esito. 

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Cronaca

Covid, protesta al Circo Massimo: bandiere e slogan senza mascherine

Centinaia di persone si radunano per l’evento.

Dopo il forfait registrato ieri dagli stessi manifestanti al sit-in di piazza Venezia,

in centinaia si sono riuniti oggi pomeriggio al Circo Massimo con tricolori e bandiere, senza mascherine.

 Over 50 che non avranno più possibilità di lavorare, ma anche giovani precari che si ritrovano ad accettare il rischio di non lavorare mai. 

Come Pamela, venuta qui da sola: “Non ho mai partecipato ad alcuna manifestazione, sciopero o protesta, ma stavolta ho pensato fosse giusto – racconta all’Adnkronos – 

Sono una insegnante di scuola media e superiore, ma anche mamma di due bambini. 

 Mi sono sempre vaccinata, anche per andare in Africa, ma questo non mi ha mai convinto, non sono sicura, vorrei poter scegliere. 

Eppure mi sono già ritrovata a rifiutare 27 chiamate, perché obbligata a vaccinarmi, e se non muoio di Covid rischio di morire di fame, senza stipendio”.

“Da 20 anni sono un Elicotterista dei vigili del fuoco del reparto di volo di Ciampino – interviene Franco –

Credo fermamente che questo siero sperimentale, che non è un vaccino, abbia potenziali rischi per un pilota e ne faccio un discorso di sicurezza.

 Risulto assente ingiustificato ma non mi vaccinerò, nessun ripensamento”.

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NEWS

Bollettino Covid nel Lazio: 7.407 nuovi positivi e 57 morti. Chiude il centro vaccinale di Ostia

Il rapporto tra positivi e tamponi è al 9,7%.

Il numero di malati gravi e positivi al coronavirus cala ancora. È questa la buona notizia che arriva dal bollettino dei contagi a Roma e nel Lazio, di oggi martedì 15 febbraio. 

 Su 14.162 tamponi molecolari e 62.036 tamponi antigenici per un totale di 76.198 tamponi fatti in tutta la regione, 

oggi si registrano 7.407 nuovi casi positivi ossia 3.748 in più rispetto a ieri quando però i tamponi erano meno.

A Roma, invece, di nuovi positivi se ne sono segnalati 3.222. 

 Nelle ultime 24 ore, inoltre, sono stati registrati 57 decessi un dato che però comprende un recupero di notifiche. 

 I guariti di oggi, invece, sono 9.388. 

Per quanto riguarda gli ospedali, se da un lato aumentano i ricoverati a 1.878 (+17 rispetto al 14 febbraio), 

 calano i pazienti più gravi con 175 posti occupati nelle terapie intensive (-5). Il rapporto tra positivi e tamponi è al 9,7%. 

Sono 232.588 le persone attualmente positive a Covid-19 nel Lazio, di cui 230.535 in isolamento domiciliare. 

Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono 765.865 e i morti 10.199 su un totale di 1.008.652 casi esaminati.

“A Ostia chiude l‘hub vaccinale del polo natatorio in sinergia con la federazione italiana nuoto che ringrazio per il grande lavoro svolto.

 – ha detto l’assessore alla sanità Alessio D’Amato commentando i dati – In dieci mesi sono stati somministrati oltre 160 mila vaccini”.

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Cronaca

Tragedia a Roma Nord: scooter contro un palo, morto 49enne

Incidente a Roma Nord: scooter contro un palo, morto un uomo.

E’ accaduto la sera di san Valentino, in zona Valle Muricana-Prima Porta. A perdere la vita un uomo di 49 anni, deceduto dopo il trasporto d’urgenza in ospedale. 

L’intervento degli agenti del II gruppo Parioli della polizia locale di Roma Capitale intorno alle 20:30 di lunedì 14 febbraio su via Pedrengo, altezza via Mulazzano,  

dove uno scooterista di 49 anni, dopo aver perso il controllo dell’Honda Sh che stava guidando, si è schiantato contro un palo della luce. 

In condizioni gravi l’uomo è stato trasportato d’urgenza dall’ambulanza del 118 all’ospedale Sant’Andrea

dove è poi deceduto a causa delle lesioni riportate nell’incidente stradale. 

 Starà ora agli agenti della municipale, intervenuti per svolgere i rilievi scientifici, ricostruire la dinamica del sinistro. 

Terza vittima della strada a febbraio

La tragedia di Roma Nord segue di pochi giorni un altro incidente con esito mortale, avvenuto la sera di sabato 12 febbraio su viale di Tor Bella Monaca, nella periferia est della Capitale.

 A perdere la vita Settimio Coccia, 41enne residente nella zona dei Due Leoni, morto sul colpo

dopo aver perso il controllo della Fiat Punto che stava conducendo ed essere finito contro un cartellone pubblicitario.

Febbraio che aveva visto una settimana prima (il 5) un altro decesso, avvenuto nella zona di Dragona, sul litorale romano. 

In quel caso fatale fu per uno scooterista l’impatto fra il suo Honda ed una Nissan Micra.

Sbalzato dalla sella della sua due ruote per l’uomo, un 33enne nigeriano, non ci fu nulla da fare,

 i soccorritori intervenuti in via Domenico Bertoli non poterono far altro che constatarne il decesso.

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Green pass: Cgil, nel Lazio poche decine over50 no vax sospesi

Non ci risultano ricadute sui servizi.

“La popolazione non vaccinata over 50, nel Lazio è solo l’1%, si tratta di circa 60 mila persone.

E non tutte lavorano.

Ad oggi non ci risultato ripercussioni negative dell’obbligo sui servizi perché l’incidenza è davvero irrisoria.

 I controlli si stanno intensificando ma ci sono arrivate sporadiche segnalazioni di sospensioni, nell’ordine di qualche decina in tutto.

Auspichiamo che con questa ulteriore stretta gli irriducibili si vaccinino a salvaguardia di sé stessi, delle loro famiglie e di tutta la collettività”. 

Lo dice interpellato dall‘ANSA il segretario della Cgil del Lazio Natale Di Cola.

Intanto ricordiamo che:

Il super green pass debutta dal 15 febbraio nei luoghi di lavoro, per chi ha almeno 50 anni o li compie entro il 15 giugno. 

Nonostante il graduale superamento delle misure emergenziali, infatti, entra in vigore la norma prevista dal Dl 1/2022 (ora all’esame della Camera per la conversione in legge) che impone la certificazione verde rafforzata, 

da ottenere tramite il vaccino anti-Covid o la guarigione dall’infezione, per accedere ai luoghi di lavoro dal 15 febbraio al 15 giugno, sempreché non arrivino modifiche causate dall’evolversi della pandemia. 

Stop dunque, al green pass base, ottenuto tramite i tamponi, che resta valido solo per i lavoratori under 50.

Per chi scatta l’obbligo:

I lavoratori di almeno 50 anni sono 8,8 milioni. 

Chi è occupato nella sanità, nella scuola e nel comparto sicurezza, era già obbligato al vaccino anti-Covid per poter lavorare.

Il decreto entrato in vigore l’8 gennaio, che ha introdotto l’obbligo del vaccino per gli over 50, ha sortito qualche effetto: nella fascia di età fra 50 e 59 anni gli italiani non vaccinati erano circa un milione all’inizio dell’anno e oggi sono 681mila.

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Sindacati: sciopero dei medici 1 e 2 marzo, “carichi insostenibili”

Le organizzazioni sindacali Smi e Simet hanno indetto lo sciopero per tutti i medici dell’area convenzionata, con la chiusura degli ambulatori l’1 e 2 marzo  

e hanno convocato una manifestazione a Roma il 2 marzo al ministero della Salute.

Lo annuncia una nota dell’Intersindacale medica. 

 “Il malessere della categoria è palpabile – spiegano – carichi di lavoro insostenibili, mancanza di tutele, burocrazia aberrante e non ultimo il mancato indennizzo alle famiglie dei colleghi deceduti per Covid“.

“Scioperiamo perché rivendichiamo, come tutti gli altri lavoratori, tutele concrete quali ferie, maternità, malattia;

reclamiamo tutele certe in materie di sostegno ad handicap e sostituzioni per poter fruire del meritato riposo, nonché politiche serie sulle pari opportunità. 

In questa pandemia, che ha travolto il mondo, sono le donne medico che hanno pagato il prezzo più alto.

 Il diritto al lavoro si deve coniugare al diritto alla vita familiare e personale”, prosegue la nota del Sindacato Medici Italiani e del Sindacato Italiano Medici del Territorio.

“Vogliamo riappropriarci del nostro ruolo e della nostra dignità professionale per poter curare al meglio i pazienti che a noi si sono affidati; 

in questo senso siamo impegnati

a garantire a tutti i cittadini parità di accesso e immediate risposte

in rapporto ad uguali bisogni di salute – aggiunge l’Intersindacale medica -.

Scioperiamo perché vi è la necessità che vi siano più medici sul territorio: ad oggi nel nostro Paese sono più di tre milioni i cittadini senza medico di famiglia

Le postazioni di guardia medica o vengono chiuse o accorpate per mancanza di personale”.

Le ambulanze del 118 sono senza medico a bordo

Vogliamo che i giovani medici siano attratti da questa professione, che oggi disertano al pari dei vecchi che si prepensionano.

 E’ ormai ineludibile l’istituzione di un corso di specializzazione in medicina generale.

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Sciopero a Roma, venerdì 25 febbraio a rischio i trasporti per 24 ore

Venerdì 25 febbraio bus, metro, tram e treni a rischio a Roma per uno sciopero del trasporto pubblico nazionale

indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferrotranvieri 

per “il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro” e per “migliorare le condizioni lavorative, sia normative che salariali”. 

 Lo sciopero di 24 ore, regolare nelle fasce di garanzia fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20.

La mobilitazione vedrà protestare in piazza i lavoratori aderenti a quelle sigle, 

che operano sulle linee linee Atac di bus, filobus, tram, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo.

 A rischio anche le 103 linee periferiche del consorzio della Roma Tpl. 

Le motivazioni dello sciopero:

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferrotranvieri in una nota spiegano che la protesta è indetta “dopo il precedente sciopero dello scorso 14 gennaio le aziende del settore,

rappresentate dalle associazioni datoriali Asstra, Agens e Anav – denunciano le organizzazioni sindacali – non hanno nemmeno dimostrato la buona volontà di procedere ad una convocazione per individuare un percorso concreto e risolutivo, 

segno evidente della volontà di rinviare quanto più possibile la soluzione della controversia e il confronto per il rinnovo del Ccnl”. 

“Alla luce di questa situazione di stallo ed in considerazione delle ingenti risorse pubbliche già stanziate per il settore – affermano infine Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferrotranvieri – 

è necessario che le Istituzioni interessate, a cominciare dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ,

intervengano, anche al fine di vincolare una parte delle stesse risorse al rinnovo del ccnl, diritto non più rinviabile per tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore”.