Categorie
Politica

Giuramento Mattarella, le frasi che hanno ‘scaldato’ i grandi elettori

53 applausi, 19 standing ovation, una ovazione finale di 4-5 minuti. Se ci fossero ancora dubbi sul fatto che il Mattarella bis sia nato tra i 1.009 grandi elettori, ascoltando i circa 40 minuti di discorso post giuramento del capo dello Stato e le reazioni che ha suscitato in Parlamento ogni incertezza dovrebbe essere svanita.

Sin dall’ingresso in aula del presidente della Repubblica tutto l’emiciclo è scattato in piedi, tutti i gruppi parlamentari.

Compreso quello di Fratelli d’Italia.

Un tributo bipartisan spontaneo, di stampo anche emotivo per gli omaggi di Mattarella a Monica Vitti, a David Sassoli o ai medici in prima linea contro il Covid.

Un’enfasi che è sembrata prendere una piega diversa, di rivalsa e orgoglio, in alcuni passaggi più ‘politici’ del discorso del capo dello Stato.

I grandi elettori sono scattati in piedi la prima volta sulle parole sul Covid: Mattarella ha ringraziato medici, sanitari, sindaci e Forze dell’ordine.

Poco dopo l’applauso dei 1.009 grandi elettori, in standing ovation, ha preso ancora più vigore sulle parole piu’ decise pronunciate dal Presidente sulla giustizia, nei confronti della magistratura, sulla necessità delle riforme.

“Magistrati e avvocati si impegnino per ridare prestigio e credibilità a giustizia”, il passaggio che ha scaldato tutto l’emiciclo, da destra a sinistra. Qualche minuto seduti e poi un nuovo scatto sugli scranni da parte dei 1009.

Mattarella ha rivendicato il ruolo centrale del Parlamento, invocando tra l’altro “tempi adeguati per l’esame provvedimenti governo”. 

Caldissimo l’applauso partito dai banchi nei confronti del Presidente.. Su Monica Vitti, ricordata dal capo dello Stato, altro battimani sincero. Lo stesso un po’ più avanti per sottolineare le parole di Mattarella nei confronti di David Sassoli: “Nell’animo nei nostri concittadini”.

E con la stessa forza i grandi elettori hanno sottolineato il ricordo di Lorenzo Parelli lo studente-tirocinante morto nel suo ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro.

“‘Dal popolo italiano riconoscenza a Papa Francesco”, ha fatto scattare un nuovo, lungo, applauso in piedi.

Le altre standing ovation i grandi elettori le hanno riservate ai passaggi del discorso sul dramma delle morti sul lavoro, a quello della violenza sulle donne, sul razzismo e l’antisemitismo, sui disabili, sulla lotta alla mafia.

Al termine del suo discorso, per il capo dello Stato è poi scattata una vera e propria ovazione. Per 4-5 minuti tutto l’emiciclo ha salutato il bis del presidente. Un applauso dal significato forte e dal sapore diverso, hanno sottolineato diversi grandi elettori, rispetto a quello rivolto nel 2013 a Giorgio Napolitano. Allora il presidente aveva sferzato con decisione la classe politica, con parole nette e anche dure, richiamandola a tutte le sue responsabilità per lo stallo che si era creato e che aveva portato al suo bis.

Categorie
NEWS

Legambiente, Roma all’ottavo posto in Italia per lo smog

I motori diesel stanno inquinando l’aria della capitale: Roma è fra le dieci città più inquinate di Italia per la presenza di biossido di azoto, per la precisione è ottava. In media l’aria della capitale contiene 33 microgrammi di No2 – appunto biossido di azoto – per ogni metro cubo di aria: secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità dovrebbe contenerne massimo 10 microgrammi.

A lanciare il grido d’allarme è il rapporto di Legambiente “Mal’aria”, basato sui dati statistici e scientifici dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Quali sono i quartieri e le vie più inquinate della capitale?

In base al report di Legambiente e alle centraline dell’Arpa, il più inquinato da biossido di azoto è Eur Fermi dove la media annuale di No2 è di 47 mg (microgrammi) per ogni m3 di aria.

Poi c’è la zona di corso Francia, dove la presenza di No2 è di 43 mg per m3, via Magna Grecia con 36 mg per m3, via Tiburtina con 35 mg per m3, via Cipro e via Bufalotta con 32 mg per m3, Largo Arenula con 30 mg per m3, infine via Cinecittà con 27, Largo Preneste con 26, viale Cavalieri con 23, persino l’area di Villa Ada presenta 21 mg per ogni m3 di aria.

A sorpresa via di Malagrotta registra 16 microgrammi di biossido di azoto per ogni metro cibo di aria, comunque ampiamente sopra il limite indicato dai medici dell’Oms che è di 10 mg per m3.

Al contrario il quadrante più inquinato da No2 è quello compreso fra quartieri Tiburtino, Don Bosco, Casilino, Prenestina, Tuscolana, Appia: che del resto è il quadrante più antropizzato e popoloso.

Il biossido di azoto, che è un gas irritante e nocivo e può dare problemi agli alveari polmonari e rimane al suolo perché pesa poco più dell’aria. È portato soprattutto dalle vetture a motore diesel e non ha una causa diretta con i riscaldamenti.

“I dati del biossido di azoto nell’aria mettono Roma tra le peggiori situazioni in Italia: questo gas è sprigionato da motori a combustione diesel ed è irritante e velenoso per l’apparato respiratorio e per gli occhi “, dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio, “è necessario ridurre l’enorme numero di autovetture circolanti e rilanciare il trasporto pubblico, la sharing mobility, la ciclabilità, le zone a traffico limitato e nuove aree ciclopedonali con percorsi di mobilità dolce attraverso i parchi romani.

L’agglomerato urbano di Roma e l’area della Valle del Sacco in provincia di Frosinone, sono peraltro tra i territori italiani responsabili delle multe europee per la qualità dell’aria”.

Rimane un allarme rosso anche sul tema delle polveri sottili presenti nell’aria a causa di caldaie, autoveicoli e motori ad autocombustione. Nel 2021 la capitale ha registrato 37 giornate in cui l’aria ha superato i livelli massimi di 50 mg per m3; dovrebbero essere 35 secondo la legge italiana.

Le vie dove nell’aria si concentra il maggior numero di polveri sottili sono la Tiburtina con una media annua di 30 mg per m3, Eur Fermi con 28 per m3, via della Bufalotta con 26, largo Preneste, Cinecittà e Malagrotta con 25, Castel di Guido con 20.

“La salute dei cittadini è stata messa sistematicamente a rischio per le elevate concentrazioni degli inquinanti atmosferici”, spiega Andrea Minutolo responsabile scientifico di Legambiente.

Categorie
Spettacolo

Sanremo 2022, la scaletta della terza serata con Drusilla Foer

Dopo il boom di ascolti delle prime due serate, questa sera al Teatro Ariston va in scena la terza serata del Festival di Sanremo 2022.

In base alla scaletta, durante la terza serata riascolteremo tutte le 25 canzoni in gara.

L’ordine dei cantanti in gara: si comincia con Giusy Ferreri, chiude Noemi.

Amadeus sarà affiancato dalla co-conduttrice Drusilla Foer.

Tra gli ospiti Saviano, con il suo monologo sulla strage di Capaci, e Cesare Cremonini.

La classifica generale della seconda serata ha premiato con il primo posto Elisa con Mahmood e Blanco secondi e La rappresentante di lista al terzo posto.

Questa sera a votare sarà il pubblico da casa, tramite il televoto, e la Giuria Demoscopica 1000.

La novità della terza serata del Festival di Sanremo 2022 riguarda il sistema di votazione: nelle prime due serate, infatti, a votare è stata la Giuria della Sala Stampa, mentre questa sera saranno la Giuria Demoscopica 1000 e il televoto a decretare la nuova classifica generale.

I telespettatori potranno esprimere il proprio voto inviando un SMS allo 475.475.1 con il codice abbinato all’artista.

In alternativa è possibile chiamare il 475.475.1 da cellulare o il 894.001 da telefono fisso.

Durante la serata verranno comunicati i codici per votare i cantanti in gara.

Questo l’ordine degli interpreti nella terza serata del Festival: Giusy Ferreri, Highsnob & Hu, Fabrizio Moro, Aka 7even, Massimo Ranieri, Dargen D’Amico, Irama, Ditonellapiaga e Rettore, Michele Bravi, Rkomi, Mahmood & Blanco, Gianni Morandi, Tananai, Elisa, La Rappresentante di Lista, Iva Zanicchi, Achille Lauro, Matteo Romano, Ana Mena, Sangiovanni, Emma, Yuman, Le Vibrazioni, Giovanni Truppi, Noemi.

Categorie
NEWS

Sciopero a Roma: domani a rischio bus, treni e metro.

Domani, venerdì 4 febbraio, sarà giornata di sciopero del trasporto pubblico.

La protesta, indetta dal sindacato Usb a livello nazionale, sarà di 4 ore. L’agitazione è programmata dalle 8:30 alle 12:30.

A Roma saranno interessate la rete Atac (bus, filobus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Nord e anche collegamenti dati da Atac in sub-affidamento ad altri operatori), e le linee bus gestite dalla Roma Tpl.

Possibili disagi anche sui collegamenti Cotral.

Durante le sciopero, nelle stazioni della rete metroferroviaria che resterannoeventualmente aperte, non sarà garantito il servizio di scale mobili, ascensori e montascale.

Le linee RomaTpl a rischio per lo sciopero del 4 febbraio

Ecco l’elenco completo delle linee bus interessate dallo sciopero: 08, 011, 013, 013D, 017, 018, 022, 023, 024, 025, 027, 028, 030, 031, 032, 033, 035, 036, 037, 039, 040, 041, 042, 048, 049, 051, 053, 054, 055, 056, 057, 059, 066, 074, 078, 081, 086, 088, 135, 146, 213, 218, 226, 235, 314, 339, 340, 343, 349, 404, 437, 441, 444, 445, 447, 502, 503, 505, 541, 543, 546, 548, 552, 555, 557, 657, 660, 663, 665, 701, 702, 710, 711, 721, 763, 763L, 764, 767, 771, 777, 778, 787, 789, 808, 889, 892, 907, 908, 912, 982, 985, 992, 993, 998, 999, C1 e C19. 

Le altre aree interessate

La protesta di venerdì potrà comportare anche alcune riduzioni di orario nelle attività al pubblico di Roma Servizi per la Mobilità, come lo sportello permessi di piazzale degli Archivi (i servizi potranno non essere garantiti a partire dalle 12, fini alle 11,30 è previsto l’ingresso degli utenti che hanno preso appuntamento) il contact center infomobilità 0657003 (potrebbe non essere attivo a partire dalle 14).

Nel corso dell’agitazione, non sarà garantito il servizio delle biglietterie; i parcheggi di interscambio resteranno aperti. Il servizio delle biglietterie on-line resta sempre attivo.

Le motivazioni dello sciopero

“Per la non volontà da parte del Governo di programmare un serio e credibile piano economico di investimento mirato al superamento della criticità strutturale dei servizi pubblici essenziali del Paese quali trasporti, scuola e sanità già di per sé evidenti nella fase pre-pandemica; per interrompere l’ossessionante e vizioso criterio che vece bruciare fior di soldi pubblici attraverso appalti e subappalti ad aziende che offrono servizi di scarsa qualità e lavoro sottopagato garantendo loro profumati profitti”, così l’Usb.

Categorie
NEWS

Bollettino Covid Lazio:11.612 casi. I guariti superano i nuovi positivi

Oggi nel Lazio su 24.174 tamponi molecolari e 77.402 tamponi antigenici per un totale di 101.576 tamponi, si registrano 11.612 nuovi casi positivi al Covid (+1.052), sono 26 i decessi ( = ), 2.104 i ricoverati (+15), 192 le terapie intensive (-4) e +13.761 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 11,4%. I casi a Roma città sono a quota 5.433.

I guariti superano i nuovi casi e si registra un calo dell’incidenza. Rispetto a stesso giorno di una settimana fa sono 1.865 i casi in meno. A Palestrina aprirà un nuovo centro vaccinale pediatrico per la fascia 5-11 anni.

Ieri gli operatori della Asl sono andati a domicilio per il primo vaccino di nonna Giuseppina, 107 anni a Maranola in provincia di Latina.

È una delle vaccinate più anziane alla quale va un grande abbraccio’

Sono 281.167 le persone attualmente positive al Covid 19 nel Lazio, di cui 2.104 ricoverati, 192 in terapia intensiva e 278.781 in isolamento domiciliare.

Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono 625.684 e i morti 9.900 su un totale di 916.661 casi esaminati, secondo il bollettino di oggi della Regione Lazio.

Asl Roma 1: sono 1.845 i nuovi casi e 5 i decessi nelle ultime 24h.
Asl Roma 2: sono 2.189 i nuovi casi e 3 i decessi nelle ultime 24h.

Asl Roma 3: sono 1.399 i nuovi casi e 1 decesso nelle ultime 24h.
Asl Roma 4: sono 1.022 i nuovi casi e 3 i decessi nelle ultime 24h.
Asl Roma 5: sono 980 i nuovi casi e 3 i decessi nelle ultime 24h.
Asl Roma 6: sono 1.214 i nuovi casi e 5 i decessi nelle ultime 24h.

Nelle province si registrano 2.963 nuovi casi:

Asl di Frosinone: sono 798 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24h.
Asl di Latina: sono 1.231 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24h.
Asl di Rieti: sono 270 i nuovi casi e 0 i decessi nelle ultime 24h.
Asl di Viterbo: sono 664 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24h.

Categorie
Cronaca

Accusa malore nel taxi, il collega lo salva col defibrillatore

Ha fatto un corso per acquisire le manovre di rianimazione con l’uso del defibrillatore nel maggio dello scorso anno ma non pensava che quell’iniziativa gli avrebbe permesso di salvare la vita di un uomo.

Eroe di giornata è Giovanni Tinaburri, tassista romano di 64 anni. Ancona 38, come la sigla della sua vettura di servizio, ha rianimato un collega che aveva accusato un malore mentre attendeva il proprio turno in un’area di sosta per i taxi a Trastevere. “Ho fatto quello che chiunque al mio posto avrebbe fatto”, le parole del tassista romano.

A raccontare come abbia rianimato il tassista con l’aiuto di altri due colleghi e di una ragazza è lo stesso Ancona 38.

“Eravamo fermi sul lungotevere all’altezza di piazza Giuseppe Gioacchino Belli – racconta Giovanni Tinaburri -.

Avevo davanti tre colleghi, ma il capofila non si muoveva”. Sorpassato dai due tassisti che si trovavano dietro di lui “uno dei colleghi è sceso per accertarsi se andasse tutto bene ma quando ha aperto lo sportello lo ha trovato incosciente, con la bava alla bocca e gli occhi rigirati”.

Da qui la richiesta d’aiuto ad Ancona 38: “Il collega sapeva che avevo fatto un corso BLS apprendendo manovre di rianimazione cardiopolmonare, così come sapeva che avevo un defibrillatore nel mio taxi ed ha chiesto subito il mio aiuto”. Così mentre gli altri due tassisti lo tiravano fuori dall’auto e lo mettevano sdraiato sul marciapiede “ho messo in pratica quanto appreso nel corso che ci ha fatto fare gratuitamente l’associazione Tutti taxi per amore”. 

Con il collega cianotico, in crisi respiratoria, “ho preso il defibrillatore che, dopo la diagnosi, gli ha dato una scarica che lo ha subito rianimato”.

Poi il massaggio cardiaco che “ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo nel momento in cui ha ripreso conoscenza”.

Richiesto l’intervento nel frattempo al 118 “il collega è stato poi trasportato al Fatebenefratelli dove è stato poi salvato”. 

Tassista a Roma da 42 anni Ancona 38 conclude: “Sono riuscito a salvare il collega grazie al corso che la nostra associazione ha fatto fare a me ed altri 9 colleghi, fra cui cinque di noi che hanno un defibrillatore portatile nella propria vettura a rotazione”.

“Non sono un eroe – conclude Giovanni Tinaburri – ero solo al posto giusto al momento giusto”. 

Categorie
Cultura

ALMANACCO: 3 febbraio 1960 muore a Roma Fred Buscaglione

Il 3 febbraio 1960 alle ore 6,30 del mattino presso Piazza Ungheria, muore in un incidente stradale a Roma il cantante FRED BUSCAGLIONE . .
La sua Ford Thunderbird color lilla, giunta all’incrocio fra via Paisiello e viale Rossini nel quartiere romano dei Parioli, si scontrò con un camion Lancia Esatau carico di porfido guidato dal ventiquattrenne Bruno Ferretti, che tentò di soccorrerlo insieme a un metronotte e a un passante.
Fermarono un autobus dove caricarono il cantante, che giunse però troppo tardi all’ospedale.
Il cantautore e attore, il duro dello swing, icona dell’Italia del dopoguerra e della ripresa economica, morì a soli 38 anni, nel pieno della sua carriera, quando per molti era un idolo.
Quella sera rientrava da un night in Via Margutta.
Le sue canzoni erano ascoltate ovunque: alla radio, alla televisione e nei juke-box.
Fred era un artista completo.
Oltre a possedere una voce straordinaria, che utilizzava con ironia, era in grado di suonare diversi strumenti tra cui il piano, il contrabbasso, la tromba e il violino.
La sua fama, che dopo la sua morte diventerà un mito, era dovuta all’uso di quella musica “d’oltre oceano” che affascinava in quegli anni.
Molto spesso si trattava di canzoni un po’ strampalate, che parlavano con ironia di “bulli e pupe”, di New York e di Chicago, di duri spietati con i nemici, ma sempre in balia delle donne e dell’alcool.
Nacquero così le canzoni che lo fecero conoscere in tutta Italia, molte delle quali eseguite dal vivo in concerto e registrate su disco, alcune in coppia con la moglie Fatima quali: Che bambola!, Teresa non sparare, Eri piccola così, Love in Portofino, Porfirio Villarosa , Whisky facile.
Tre settimane prima della morte, in un’intervista al quotidiano Stampa Sera espresse l’intenzione di ritirarsi nel giro di due anni, affermando: «Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà, ed io tornerò ad essere solo Ferdinando Buscaglione».
La scomparsa di Fred Buscaglione, avvenuta nel pieno della sua carriera di cantante e di attore, fu un evento mediatico che ebbe ampie ripercussioni nell’Italia del boom economico.

Il suo ultimo film, le cui riprese erano terminate pochi giorni prima del tragico incidente e che si sarebbe dovuto intitolare A qualcuno piace Fred, uscì nelle sale il 24 febbraio 1960 con il titolo Noi duri e ottenne immediatamente un enorme successo, restando in programmazione per mesi.
Nel film Buscaglione recita con attori famosi come Paolo Panelli, Totò e Scilla Gabel, tenendo la scena con naturalezza e brio.
Le sue canzoni continuarono a essere ascoltate alla radio e nei juke-box che andavano diffondendosi per la penisola; e la folla cosmopolita che invadeva Roma durante le Olimpiadi portò a casa, tra i souvenir, anche i dischi di Buscaglione, accrescendone la conoscenza all’estero.

Categorie
Cronaca

Roma, edicolante rincorre il ladro, ha un malore e muore.

Tragedia in zona Portuense dove un edicolante, dopo aver rincorso un ladro, ha accusato un malore ed è morto.

È quanto successo nella mattinata di oggi, nella trafficata via Portuense. A dare l’allarme, un gruppo di passanti che ha assistito alla scena chiamando il numero unico per le emergenze.

Saranno ora i carabinieri a lavorare per far luce su quanto accaduto.

Secondo la prima ricostruzione investigativa, l’edicolante stava sistemando gli ultimi giornali nel suo chiosco quando, poco prima delle 8 del mattino, uno sconosciuto si è avvicinato.

Prima lo ha minacciato e poi ha tentato di derubare i soldi nella cassa.

Il lavoratore ha reagito, con il ladro che però è riuscito a scappare senza bottino, verso la pompa di benzina che si trova davanti all’edicola. 

La vittima inizia a rincorrerlo, ma il ladro scappa più veloce.

L’uomo, quindi, decide di tornare nella sua edicola: una volta dentro, si sente male e si accascia. 

Lo hanno trovato morto all’interno della sua edicola.

Inutili i tentati dei medici del 118 accorsi, per rianimarlo.

I carabinieri, che hanno ascoltato i primi testimoni, sono ora alla caccia del ladro. 

“Una giornata di lutto per il nostro Municipio. – ha commentato il presidente del Municipio Roma XI, Gianluca Lanzi – Il furto subìto e poi l’infarto sono stati fatali per l’edicolante.

Era una persona conosciuta e rispettata nel quartiere, questa tragedia ci lascia tutti sgomenti.

Mi sono recato sul posto per portare le condoglianze della nostra comunità a chi lavorava con lui e alla sua famiglia”. 

Categorie
NEWS

Maturità 2022: Venerdì 4 febbraio il corteo degli studenti a Roma

Domani a Roma alle 10.00 i licei si sono dati appuntamento a Piramide, per manifestare contro il “nuovo” formato dell’esame di maturità, direzione Miur.

Due scritti (tema e prova d’indirizzo) più orale: il 22 giugno 2022 partirà l’esame di Stato per la Maturità con queste nuove regole, e scoppia la polemica. Alla fine il Ministero ha deciso lo svolgimento dell’esame di Stato per la scuola secondaria: tornano le prove scritte, e gli studenti non ci stanno. 

Il motivo per cui i liceandi non hanno preso bene questa nuova versione dell’esame è evidente: dopo 2 anni di esame svolto solamente orale, quest’anno si torna alle origini, sempre con commissione composta dai propri prof. 

E, dopo che molti licei hanno annunciato una mobilitazione nazionale il 4 febbraio, tantissimi altri approfittano intanto dei social network per indirizzare commenti non proprio soft contro il nuovo esame e soprattutto contro il ministro Bianchi, artefice dei cambiamenti della Maturità 2022.

Il grido è comune: non è giusto che il ministro non tenga conto di questi ultimi 3 anni passati in maggioranza in Dad. 

«Il ministro Bianchi, come se nulla fosse, ha annunciato il ritorno degli scritti all’esame di maturità 2022, di cui una prova di italiano e la seconda prova sulla materia d’indirizzo.

Non solo il Ministro non si è degnato di ascoltare le richieste delle migliaia di studenti in protesta da mesi per un rientro in sicurezza e per una scuola diversa, ma ora vuole mettere in crisi anche migliaia di maturandi in tutta Italia. Noi non ci stiamo.

Per l’ennesima volta torneremo a bussare alle porte del vostro Ministero dell’Istruzione blindato e lo faremo con la rabbia e la determinazione che ci contraddistingue». Con queste parole gli esponenti del movimento studentesco romano La Lupa lanciano l’appuntamento per manifestare.  

Gli studenti sembrano irremomovibili: «Riempiremo le strade e le piazze di tutte le città di questo paese fino a che il ministero non tornerà sui suoi passi».

L’accusa che i maturandi fanno alle istituzioni è quella di «incasellarci in dei numeri, piuttosto che accompagnarci in un percorso di apprendimento.

Siete stati sordi alle nostre richieste dall’inizio dell’anno – continua la Rete ricordando le occupazioni e i cortei che hanno caratterizzato l’autunno caldo della Capitale -, ci avete riconsegnato una scuola piena di incertezze, volete che affrontiamo la maturità come se non avessi passato i due anni peggiori della nostra vita.

Questa volta, però, non faremo un passo indietro». Viene lanciata così una mobilitazione nazionale fissata venerdì 4 febbraio a Roma, con scuole invitate a scioperi e sit-in in ogni quartiere ma soprattutto a partecipare al corteo che partirà alle 10 da Piramide per dirigersi al Miur.

La battaglia è annunciata: «Saremo sotto al Ministero dell’Istruzione e nelle piazze del Paese», dice Tommaso Biancuzzi della Rete degli studenti medi: «Abbiamo aspettato fin troppo: servivano certezze per gli studenti e non patiboli.

L’esame così rischia di essere una condanna per tutti noi.

Vogliamo un esame senza scritti e con una tesina che ci permetta di elaborare, studiare e collegare quello che abbiamo imparato in questi anni. Basta giocare sulla nostra pelle». 

La decisione del Ministro Bianchi è un po’ una doccia gelata, fanno capire dalla Rete: «Ci si stava preparando ad una maturità più ‘soft’ – aggiunge Soffientini – e anche per i docenti potrebbe rappresentare una difficoltà ricalibrare il programma da qui a giugno date le nuove disposizioni».

Categorie
NEWS

Covid:D’Amato,con misure Cdm verso fine stato emergenza

Quelle prese ieri in Consiglio dei Ministri “sono misure che aspettavamo e confermano che c’è una fase discendente.

Mi sembra che siano di buon senso e oramai la strada è tracciata: si va verso la fine dello stato di emergenza e progressivamente andranno anche allentate alcune misure che finora abbiamo utilizzato”.

Così l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, rientrando nella sede della giunta regionale, dopo un evento pubblico. “Sulla scuola è importante ciò che è stato fatto: semplifichi la vita alle famiglie, alle scuole stesse – ha aggiunto D’Amato -. Consente soprattutto, a chi è vaccinato, di rimanere in classe di evitare la dad e questo mi sembra un fatto così”.

In merito alle polemiche di una parte politica l’assessore ha sottolineato: “C’è un po’ di demagogia è chiaro che tutte le misure che sono state adottate per tutta la popolazione e vanno ad agevolare chi si è vaccinato, ma non può essere altrimenti.

D’altronde vale anche l’effetto opposto, ovvero, lasciare a casa chi si è vaccinato è ingiusto”.

Per cui “è una scelta che va fatta per difendere la salute e la scuola in presenza, attraverso la vaccinazione, per consentire ai ragazzi di avere la loro socialità e la loro formazione”.

Intanto c’è un dato confortante riguardo i dati che arrivano per la nostra Regione.

 “Abbiamo oltre 1000 casi in meno rispetto allo stesso giorno della scorsa settimana.

Per cui questo trend si va consolidando.

Per noi è un’ottima notizia perché porterà, nelle prossime due settimane, a un allentamento anche della pressione sulla rete ospedaliera”.

Così l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, rientrando nella sede della giunta regionale, al termine di un evento pubblico.