La Camera ha approvato definitivamente il dl rave con 183 voti
a favore, 116 contrari e un astenuto.
Durante e dopo la votazione dai banchi dell’opposizione si sono
levate vibranti proteste, ma alla fine la seduta è stata tolta:
la prossima si terrà il 9 gennaio quando verrà discusso il
decreto Aiuti quater.
Con l’approvazione si conclude una maratona ostruzionistica
iniziata martedì, quando il governo ha incassato la fiducia sul provvedimento che ora deve andare al Quirinale per la promulgazione
e la pubblicazione in extremis in Gazzetta Ufficiale.
PROTESTA IL PD
La protesta tra i banchi delle opposizioni si è accesa soprattutto al momento del voto finale, quando i deputati del Partito democratico hanno mostrato in Aula una copia della Costituzione per contestare le misure del provvedimento.
Nella sua dichiarazione di voto, la presidente dei deputati dem Debora Serracchiani ha detto: “Questo governo non ce la può fare.
Oppure, come avrebbe detto la presidente Meloni, questo governo ‘gna fa’. Questo governo non ce la può fare perché non può essere da una parte euroatlantista ed europeista e dall’altro litigare con la Francia sui migranti.
Non può essere quello che dice di usare la mascherina e poi reintegra i medici No vax. Non può fare due parti in commedia.
Questo governo non ce la fa perché è inadeguato, inadatto e non sta rispondendo alle esigenze e ai bisogni del Paese”.
MEDICI NO VAX E MULTE SOSPESE
Nel decreto ci sono anche le norme che allentano gli obblighi sulle misure di contenimento del Covid. Il provvedimento, che introduce le misure per deterrenza e punizione di chi organizza i raduni non autorizzati, contiene una serie di altre prescrizioni sanitarie tra cui alcune modifiche alla normativa per il contrasto alla diffusione del virus. Innanzitutto prevede nuove misure che riguardano gli operatori della sanità.
La scadenza dell’obbligo vaccinale per loro era fissata al 31 dicembre: il provvedimento l’ha anticipata al primo novembre consentendo agli operatori che si erano rifiutati di vaccinarsi di rientrare al lavoro.
Inoltre, a partire dalla sua entrata in vigore e fino al 30 giugno 2023, sospende le multe da 100 euro con cui sono state sanzionate le persone ultra 50enni che non hanno rispettato l’obbligo vaccinale.
CON IL DECRETO CAMBIANO LE REGOLE DEL GREEN PASS
Sempre con il decreto cambiano le norme relative all’uso del
Green pass. Si è deciso di annullare l’obbligo di effettuare un
test rapido o molecolare alla prima comparsa dei sintomi e per uscire dall’isolamento dopo aver contratto il Covid.
Allo scadere di cinque giorni sarà quindi possibile tornare a svolgere
le normali attività. E’ stata anche ridotta la durata del regime di auto-sorveglianza per chi è entrato in contatto con persone positive.
Il termine dei 10 giorni è stato diminuito a 5, sempre con l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2 in caso di assembramenti, e non sarà nemmeno più obbligatorio sottoporsi a tampone una volta finito il periodo di auto-sorveglianza.
Abrogate anche le misure che consentivano l’accesso alle strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice, come anche nei reparti di degenza delle strutture ospedaliere, come visitatori o accompagnatori, solo alle persone con Green pass.
Abrogato anche l’obbligo del green pass per gli accompagnatori per stare nelle sale di attesa dei dipartimenti d’emergenza e Pronto soccorso, come pure l’obbligo di sottoporsi al test antigenico rapido o molecolare per accedere alle prestazioni di Pronto soccorso.