Oggi nel nostro almanacco romano vogliamo ricordare
il 20 ottobre 1902: Il Traforo sotto il Quirinale fu inaugurato con
il passaggio di 3 tram carichi di autorità.
Molto bella era la parete a volta del traforo, che per i quasi 350 metri
di lunghezza, era rivestita con maioliche bianche.
Quest’ultime furono sostituite successivamente per infiltrazioni d’acqua, ma ne restano a memoria due piccoli inserti all’inizio
del traforo al lato Via del Tritone.
Il Traforo Umberto I, tra le più geniali opere edilizie concepite
per facilitare la circolazione stradale di Roma Capitale, fu costruito
per assicurare un collegamento diretto tra Piazza di Spagna e
Via Nazionale, migliorare quello tra il quartiere Flaminio e l’Esquilino
e per rendere più scorrevole il flusso del traffico da Termini verso il centro.
FU PREVISTO CON IL PIANO REGOLATORE DEL 1883
Fu previsto con il piano regolatore del 1883, ma si rese necessaria
la partecipazione finanziaria della Società Romana dei Tram
ed Omnibus, che contribuì alla realizzazione del progetto, il cui
costo superava
i due milioni, con 1.200.000 lire.
Il giorno dopo la galleria fu aperta al solo transito tranviario,
per l’occasione otto vetture in servizio, sulle quali si accalcarono
i romani.
La metà degli incassi venne devoluta ai danneggiati dalle alluvioni
di Sicilia.
La sera il tunnel apparve una lunga linea di luce, perché illuminato
da lampade elettriche disposte sulle fiancate.
Dopo qualche giorno furono terminati i marciapiedi, permettendo
il libero accesso ai pedoni, i quali, poiché dalla volta pioveva terriccio bagnato, erano costretti a procedere con una certa attenzione per
non sporcarsi gli abiti.
L’inconveniente non mancò di dare spunto ai giornali umoristici,
che pubblicarono vignette in cui si vedevano i passanti sotto il tunnel, muniti di stivali, impermeabili e ombrelli.
L’impresa comportò anche la morte di un operaio, rimasto sepolto
sotto la sabbia.