Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 20 dicembre 1950:
Viene inaugurata la stazione Termini i cui lavori erano iniziati
prima della guerra, ma dopo il conflitto il progetto era stato modificato.
La pensilina resta l’elemento caratterizzante dell’edificio.
La stazione deve il suo nome alle vicine terme di Diocleziano.
NEL 1939 VENNE APPROVATO IL PROGETTO DEFINITIVO
Nel 1939 venne approvato il progetto definitivo redatto negli ultimi mesi del 1938 da Angiolo Mazzoni per la realizzazione del nuovo impianto ferroviario.
I lavori iniziarono con la demolizione dell’edificio del Bianchi e
la realizzazione dei corpi di fabbrica laterali, ma nel 1943 furono
interrotti a seguito del peggioramento della situazione bellica e
della caduta del regime fascista.
Nei primi mesi del 1946 il progetto di Mazzoni fu accantonato,
in quanto ritenuto inidoneo e obsoleto, soprattutto per via della
facciata, sebbene nel 1943 il Mazzoni stesso avesse provveduto
a modificare i disegni del 1938 eliminando ogni accenno alla monumentalità.
Erano già stati realizzati gli impianti, le pensiline e i corpi di
fabbrica laterali (con l’eccezione del Padiglione reale).
Il ministero dei Trasporti decise così di optare per una revisione generale del piano dell’opera (ad esempio la biglietteria e
il ristorante, che avrebbero dovuto essere collocati nell’ala lungo
via Giovanni Giolitti, furono previsti nell’atrio su piazza dei Cinquecento)
e d’indire un concorso per un nuovo edificio frontale, posizionato cinquanta metri più avanti rispetto a quello del progetto mazzoniano
al fine di permettere un allungamento dei binari.
In occasione del concorso del 1947, il primo premio fu attribuito
ex aequo agli architetti Leo Calini e Eugenio Montuori e al
gruppo capeggiato da Annibale Vitellozzi comprendente
Massimo Castellazzi, Vasco Fadigati e Achille Pintonello.
La stazione fu così completata secondo la nuova versione, con la realizzazione dell’edificio frontale caratterizzato dalla ardita
pensilina, opera considerata uno degli esempi più significativi dell’architettura italiana del Dopoguerra, e fu inaugurata appunto
il 20 dicembre 1950.