Al Policlinico Gemelli messa a punto una nuova tecnica (IN-REC-SUR-E) per la somministrazione del surfattante, una sostanza salva-vita che permette ai piccoli prematuri di respirare, favorendo l’ingresso dell’aria nei loro minuscoli polmoni. Una pratica che potrebbe avere vantaggi anche a distanza, migliorando la funzione respiratoria e riducendo il rischio di sviluppare broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e asma da adulti. Lo studio è stato pubblicato recentemente su Lancet Respiratory Medicine.
La ricerca al Policlinico Gemelli prosegue con 82 centri in tutto il mondo
La ricerca continua con un confronto testa a testa di due tecniche di somministrazione del surfattante: quella italiana (IN-REC-SUR-E) e quella tedesca (LISA); coinvolti 82 Centri di Terapia Intensiva Neonatale in tutto il mondo. I neonati estremamente prematuri sono quelli che nascono al di sotto delle 28 settimane di età gestazionale. Sono i più piccoli tra i piccoli, complessi e necessitano di un’attenta valutazione di tutte le problematiche che coinvolgono la prematurità.
Il Professore Giovanni Vento
«Per questo – spiega il professor Giovanni Vento, Direttore della UOC di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Professore Associato di Pediatria generale e specialistica all’Università Cattolica, campus di Roma – necessitano di strategie dedicate a partire dalla sala parto, con il clampaggio del cordone ombelicale da eseguire solo dopo che i loro polmoni siano sufficientemente aerati. Quest’assistenza deve continuare anche dopo, in Terapia Intensiva Neonatale». I neonati prematuri, in particolare gli estremi prematuri, hanno bisogno di una gestione respiratoria adeguata.
Cercare di evitare l’intubazione
«È necessario – spiega il professor Vento – evitare il più possibile l’intubazione e la ventilazione invasiva. Questo siamo riusciti a ottenerlo anche grazie alla collaborazione con gli Specialisti in Ostetricia che sono particolarmente attenti nella somministrazione prenatale sia degli steroidi, nei tempi e nelle dosi corrette, al fine di promuovere una maturità polmonare adeguata, sia del magnesio solfato che garantisce una buona neuro-protezione. Queste accortezze ci permettono di evitare spesso l’intubazione in sala parto e di offrire al neonato un supporto respiratorio non invasivo, anche durante il ricovero in Terapia Intensiva Neonatale. A questo proposito, stiamo effettuando uno studio con un apparecchio che permette una ventilazione nasale non invasiva e sincronizzata, cioè rispettosa del ritmo respiratorio del neonato».