“Conosci il Quartetto Cetra?”se lo chiedi ad un ventenne scuoterà
la testa mettendo la boccuccia a emoticon dispiaciuto.
Ma basta canticchiare “Nella vecchia fattoria…” che lui con
gli occhi accesi di chi torna all’infanzia risponderà “ia… ia… ò!”
Questa è tutta la magia dei Cetra, fanno parte della tua vita anche
se tu non lo sai.
La loro eredità musicale non ha bisogno di essere riconosciuta;
c’è e basta.
DALL’11 AL 22 GENNAIO ALL’AMBRA JOVINELLI
“Cetra una volta” in scena dall’11 al 22 gennaio all’Ambra Jovinelli.
Entrati nel dna di un popolo, hanno accompagnato generazione dopo generazione a suon di canzoni indimenticabili.
Con loro si respira aria di famiglia.
Ed è proprio in famiglia che è nato il nostro amore per loro.
Io, mio fratello Toni, Stefano, sua sorella Emanuela, molti anni fa, ascoltavamo le loro canzoni. Poi Stefano, Toni ed Emanuela
iniziarono a cantarle, prima, poi a modificarle, a riscriverle, a reinventarle.
Ed eccoci al senso di “Cetra una volta”: non un racconto filologico,
non solo la storia di un gruppo che ha fatto la storia, ma un
atto d’amore per ciò che ci ha ispirato; canzoni, sketch, parodie musicali, gag e soprattutto leggerezza, divertimento e amore per questo nostro mestiere.
Ho voluto, insieme allo scenografo Alessandro Chiti, creare
una scena che abbracciasse gli interpreti, li contenesse e che potesse essere, di volta in volta, radio, studio televisivo, album di ricordi, teatro.
Un viaggio tra passato e presente, tra malinconia e risate, sulla scia magica di un quartetto diventato leggenda.