Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 20 gennaio (nell’anno 287-288 o 304), viene martirizzato San Sebastiano, legato
al tronco di un albero, in aperta campagna sulla Via Appia Antica, e saettato da
alcuni soldati romani.
Secondo i racconti della sua vita San Sebastiano sarebbe stato
un cavaliere, valsosi dell’amicizia con l’Imperatore Diocleziano
per recare soccorso ai Cristiani incarcerati e condotti al supplizio.
AVREBBE FATTO OPERA MISSIONARIA CONVERTENDO SOLDATI E PRIGIONIERI
Avrebbe fatto anche opera missionaria convertendo soldati e prigionieri.
Secondo la leggenda il santo visse quando l’impero era guidato da Diocleziano. Divenuto alto ufficiale dell’esercito imperiale, fu
il comandante della prestigiosa prima coorte della prima legione, di stanza a Roma per la difesa dell’Imperatore.
Quando Diocleziano che aveva in profondo odio verso i fedeli a Cristo, scoprì che Sebastiano era cristiano esclamò: “Io ti ho sempre tenuto fra
i maggiorenti del mio palazzo e tu hai operato nell’ombra contro di me.”; fu quindi da lui condannato a morte, trafitto da frecce.
SECONDO LA LEGGENDA, DOPO IL MARTIRIO LO CREDETTERO MORTO, MA NON LO ERA, LO CURARONO E RIUSCI’ A GUARIRE
Sempre secondo la leggenda, dopo questo martirio fu abbandonato perché i carnefici lo credettero morto, ma non lo era, e fu amorevolmente curato e riuscì a guarire.
Cercando il martirio, sarebbe ritornato da Diocleziano per rimproverarlo e questi avrebbe ordinato di flagellarlo a morte, per poi gettarne il corpo nella Cloaca Maxima.
E’ patrono della Guardia Svizzera Pontificia, dei costruttori di aghi, degli Arcieri, della Polizia Municipale, degli Sportivi e dei Militari in genere.