Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 20 novembre 1972:
Muore a Roma ENNIO FLAIANO, scrittore, sceneggiatore e giornalista, umorista caustico e pungente.
Nato il 5 marzo 1910 a Pescara nel quartiere antico Portanuova,
in una casa sul corso G. Manthonè, ultimo di sette figli, da Cetteo Flaiano (1859-1943) e Francesca Di Michele (1873-1938),
il giovane Ennio passa un’infanzia di viaggi e spostamenti continui tra Pescara, Camerino, Senigallia, Fermo e Chieti, tra scuole e collegi.
Nel 1922 arriva a Roma (viaggiando il 27 ottobre in treno, per fortuita coincidenza, in compagnia di fascisti della Marcia su Roma, più tardi ne racconterà gustosi aneddoti).
Nella capitale compie gli studi secondari superiori nel Convitto nazionale fino al liceo artistico (diplomato nel 1929) e si iscrive alla Facoltà di architettura, senza però terminare gli studi universitari.
DAL 1943 INIZIA A COLLABORARE CON REGISTO DEL CALIBRO DI FELLINI, BLASETTI, MONICELLI E ANTONIONI
Dal 1943 inizia a collaborare con registi del calibro di Fellini, Blasetti, Monicelli e Antonioni.
Ma fu soprattutto lo sceneggiatore preferito di Fellini, con il quale collaborò a film come “La strada”, “I vitelloni”, “Le notti di Cabiria”
e “La dolce vita”.
Al cinema e alla città di Roma lo legherà per sempre un rapporto di amore-odio.
Testimone delle evoluzioni e degli stravolgimenti urbanistici, dei vizi
e delle virtù dei cittadini romani, Flaiano ha saputo vivere la capitale
in tutti i suoi aspetti, tra cantieri, locali della “dolce vita”, strade trafficate.
Ne La solitudine del satiro Flaiano ha lasciato numerosi passi riguardanti la sua Roma. In particolare va ricordato un lungo articolo (apparso su Il Mondo nel 1957) nel quale viene descritta la nascita
del quartiere Talenti, nella zona nord-est di Roma, segno della frenetica crescita urbanistica, che lentamente inghiottiva la campagna.
Nella zona limitrofa (il quartiere Montesacro), Ennio Flaiano visse dal 1953 e qui una targa commemorativa (posta dalla Compagnia Teatrale LABit) ricorda il suo passaggio.
Sembra quasi confermare il difficile rapporto di Flaiano con Roma il fatto che la tomba dell’autore si trovi a Maccarese (Fiumicino), zona marittima alle porte della capitale, dove Flaiano visse diversi anni.
Ha l’intelligenza e la sensibilità di comprendere i processi politici, sociali e di costume in corso e prevedere scenari futuri: « Fra 30 anni l’Italia non sarà come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la TV. »
Sulla targa posta davanti alla sua casa a Montesacro è scritto:
“qui visse Ennio Flaiano. Con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole…”